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N. 11 dicembre 2009
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Studi e ricerche di NIEVES SAN MARTÍN Un segno di speranza Venezuela: sorprendenti scoperte nell’immagine
della Madonna di Coromoto. Nota della Conferenza episcopale. Nel corso di una recente conferenza stampa svoltasi nella sede della Conferenza episcopale venezuelana (Cev) in occasione del restauro dell’immagine di Nostra Signora di Coromoto, patrona del Paese, sono state presentate nuove scoperte relative all’icona, collegata alla prima evangelizzazione della Nazione. Il ruolo della tradizione Tra la fine del 1651 e l’inizio del 1652 una bella signora appare al capo della tribù Coromoto e a sua moglie dicendo loro: «Andate dai bianchi, perché vi mettano dell’acqua in testa per poter andare in cielo». Dopo aver fatto quello che la Signora chiedeva, gli indios uscirono dalla foresta e ricevettero gli insegnamenti del Vangelo. Molti vennero battezzati.
Il capo, tuttavia, sentendo di aver perso la libertà, decise di fuggire nuovamente nella foresta. All’alba dell’8 settembre 1652, la Signora apparve di nuovo a lui, alla moglie, alla cognata e al figlio di questa. Vedendola, il capo le chiese di lasciarlo in pace, dicendo che non avrebbe più obbedito. Si alzò per prendere l’arco e uccidere la Signora, ma lei gli si avvicinò per abbracciarlo, e l’arco gli cadde di mano. L’uomo decise di prendere la Signora per un braccio per farla uscire dalla sua capanna, ma in quel momento avvenne il miracolo: la Signora scomparve, lasciando in mano al capo una sua piccola immagine (cm 2 per cm 2,5) che, nei 357 anni trascorsi dall’apparizione, è stata esposta a vari fattori che ne hanno provocato il deterioramento. Per questo, la fondazione María camino a Jesús, sin dal 2002, ha avviato una campagna di sensibilizzazione al fine di riparare i danni della reliquia. In laboratorio Dal 9 al 15 marzo 2009, in un laboratorio appositamente allestito, l’équipe di lavoro ha registrato scoperte inattese. Il primo aspetto che ha richiamato l’attenzione è stato il fatto che, una volta analizzate le acque impiegate nel trattamento, il pH è risultato inspiegabilmente neutro. È stata poi individuata la presenza di vari simboli di origine indigena. Con l’osservazione al microscopio si è riusciti ad identificare negli occhi della Madonna, di meno di un millimetro, la presenza dell’iride, fatto particolarmente sconcertante se si pensa che gli occhi dell’immagine erano semplicemente dei punti. L’occhio sinistro evidenzia caratteristiche prettamente umane e nell’iride si è notato un piccolo punto di luce. Ingrandendolo, si è potuto osservare che questo sembra formare l’immagine di una figura umana dalle specifiche caratteristiche.
Una tappa importante «Il restauro dell’immagine rappresenta una vera pietra miliare, perché è la prima volta che la venerata icona viene sottoposta a un processo come questo», afferma la Cev in una nota. «Al di là dell’essere l’espressione del risultato dello sforzo di un’équipe multidisciplinare, è un appello a volgere la nostra vita a Dio e a vivere l’invito che la Madonna ha fatto ai nostri antenati quando li ha esortati a riconciliarsi e a unirsi come veri fratelli in Dio, nonostante la cultura spagnola e quella indigena avessero visioni e interessi diametralmente opposti. È un appello alla fraternità e all’accettazione dell’altro; è un segno di speranza, di gioia e di fede» (Zenit, 4.9.2009). Nieves San Martín B. Simonetto, Venezuela. I più importanti santuari della Nazione, in Madre di Dio, giugno 2009, pp. I-IV.
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