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N. 11 dicembre 2009
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L’autore Un
ritratto realistico e motivato «Il
significato fondamentale della devozione a Maria è quello di comprenderne
e imitarne la fede»
«Per celebrare la bellezza di Maria non è necessario scadere nel romanticismo o nel sentimentalismo devozionale. È sufficiente collocare Maria nel suo contesto autentico, quello della Galilea del primo secolo. Niente di straordinario o eclatante nella vita di questa giovane di Nazaret». Ma è in questa ordinaria quotidianità che Maria è visitata da Dio e diventa figura chiave del mistero di salvezza operato in Gesù. Basando la sua ricerca su fonti canoniche e no, Frédéric Manns ofm (Beata Colei che ha creduto. Maria, una donna ebrea, Edizioni Terra Santa 2009, pp. 160, D 17,00) traccia un ritratto realistico e ricco di particolari della vita di Maria, «donna ebrea». «La bellezza di una madre non ha bisogno di parole. Viene dall’amore come la luce proviene dal sole.
All’inizio i Vangeli proclamavano la morte e resurrezione di Gesù senza attribuire grande importanza a sua madre. Solo quando alcuni miracoli furono aggiunti al nucleo primitivo, la figura di Maria cominciò ad apparire qua e là. Nei Vangeli dell’infanzia, che costituiscono il terzo stadio della redazione dei Vangeli, il suo ritratto si precisa. L’evangelista Luca scrive che ella conservava tutti quegli avvenimenti meditandoli nel suo cuore. Memoria vivente, lo fu Maria del momento della nascita di Gesù. Lo fu, con ancora maggiore consapevolezza, della nascita della Chiesa. I Vangeli apocrifi, che provengono dall’ambiente giudeo-cristiano e furono redatti ben più tardi, non possono essere consultati per scrivere la vita di Maria se non dopo essere stati decodificati, il che non è un compito facile. La simbolica che utilizzano è radicata di solito nella Bibbia, ma può attingere anche da altre fonti. Un ritratto realistico di Maria, donna ebrea, non può prescindere dallo studio del suo contesto religioso, politico e sociale. Lontano dall’essere una figura mitica o distante, Maria diventa così vicina alla condizione umana».
Accanto alla ricostruzione storica, trova spazio la riflessione teologica a partire dalle grandi domande legate alla figura di Maria: la verginità e la maternità divina, la sua immacolata concezione e la gloriosa assunzione. La riflessione si allarga poi alla prospettiva ecumenica e interreligiosa: chi è Maria per i cristiani, gli ebrei e i musulmani? c.s. |
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