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N. 2 febbraio 2010
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Opinioni
di CARLO MAFERA La Parola: L’ECCELSA SANTITÀ DI MARIA E DI GIUSEPPE Tempo fa venne fatto un sondaggio per conoscere la popolarità dei santi e san Giuseppe figurava al quarto posto dopo san Pio da Pietrelcina, sant’Antonio e santa Rita. Questa statistica ci fa capire quanto sia necessario che il nostro Santo, che il magistero dei Sommi Pontefici vuole sia onorato in maniera singolare e solenne nella Chiesa universale, sia maggiormente conosciuto, onorato, amato e invocato dai fedeli. Per sapere quanto sia grande la dignità di san Giuseppe, è necessario conoscere quanto sia stata sublime la sua santità, perché questo è il fattore che rende gradito e glorioso un santo al cospetto di Dio e potente nella sua intercessione.
San Tommaso afferma che quando Dio chiama qualcuno a compiere una missione notevole, conferisce tutte le grazie necessarie per renderlo idoneo a portare a compimento con successo l’opera alla quale lo ha predestinato. Maria santissima è un esempio lampante di questo procedere divino. Designata ad essere la Madre di Dio, fu preservata dalla colpa originale e fu colmata di grazia santificante con il "corteo" di tutti i doni dello Spirito Santo sin dal primo momento del suo concepimento. Nel corso della sua vita meritò di venire talmente arricchita di beni spirituali da poter essere considerata più "divina" che terrena. Si suppone, logicamente, che anche per san Giuseppe, predestinato ad essere lo sposo dell’immacolata Madre di Dio e padre legale del Verbo, il Creatore abbia operato meraviglie. Dice infatti di san Giuseppe la grande mistica Maria d’Agreda che «Dio intervenne per fare di lui una terra benedetta, capace di essere l’abitazione di un’anima ben formata ed una mente ben equilibrata». San Gregorio Nazianzeno con grande intuito ha scritto che «Dio concentrò in san Giuseppe gli splendori di tutti i santi». E san Francesco di Sales, dottore della Chiesa e grande luminare nella vita spirituale, dice che «tutte le virtù e perfezioni della sua Sposa immacolata rifulsero in lui in maniera tale da sembrare che Giuseppe stesso possedesse queste perfezioni e virtù nella stessa misura della sua Sposa».
Leone XIII, voce del Magistero, la cui missione è di confermare i fedeli nella fede, sottolinea che «la dignità della Madre di Dio è così alta che non ce ne può essere una maggiore»; ne segue che anche san Giuseppe «è partecipe dell’eccelsa dignità di cui Dio l’ha ornata…» (cf la lettera enciclica Quamquam pluries, 15 agosto 1889). Ben si addicono a san Giuseppe le parole del Salmo 139: «Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio». San Tommaso dice ancora che «più uno è vicino fisicamente e moralmente alla sorgente della santità, più riceve abbondantemente grazia». I tanti anni passati in comunione con Gesù e Maria, senza alcun dubbio hanno aiutato san Giuseppe a raggiungere una sublime santità, che supera certamente non solo quella di tutti i santi, ma anche quella degli Angeli tutti. Diacono Bruno Podestà, |
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