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N. 3 marzo 2010
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Un
canto per Maria
a cura di MARIO MOSCATELLO e GIUSEPPE TARABRA E in lei, ricchezza di
grazia «Nel
corso dei secoli la Chiesa ha preso coscienza che Maria era stata
redenta fin dal suo concepimento» Vergine Maria, Madre del Signore, Immacolata Vergine, Madre dell’Amore. In un breve ritornello di quattro invocazioni, ecco balzare in primo piano, come in un altorilievo, tre dei quattro dogmi proclamati dalla Chiesa riguardanti Maria: verginità, immacolata concezione, maternità divina. Ma anche il quarto, l’Assunzione, seppure in maniera velata, è presente nell’imperativo Lodiamo, che a ben guardare lascia intendere quella posizione "gloriosa" di Maria accanto al Figlio da noi contemplata quale primizia dei redenti.
Anzi, proprio quel Lodiamo dà motivo alle strofe che sono una successione di invocazioni laudative che, come pennellate, evidenziano ora un colore ora un altro, creando una specie di stupendo caleidoscopio che non solo ne esaltano la figura, ma aiutano a cogliere la ricchezza di grazia che Dio ha effuso in colei che Dante con felice intuizione osò definire «umile e alta più che creatura», «ne lo cui caldo – è ancora il sommo poeta a dare un’ulteriore pennellata di colore – Dio non disdegnò di farsi sua fattura». Ave, o Figlia dell’Altissimo; ave, o Sposa del Paraclito; ave… E qui la litania delle invocazioni strofiche potrebbe allungarsi più di quanto l’autore non abbia inteso limitandone il numero.
L’autore è Giovanni Ferrero, senza dubbio uno degli artefici del rinnovamento del canto religioso e liturgico italiano del post-Concilio. Sacerdote della Società San Paolo, proveniente dalla Diocesi di Mondovì, si distinse per lo spiccato talento musicale e la vena poetica che riversò nelle sue composizioni, in cui la facile e bella melodia non è mai banalità, ma sensibilità interiore che rivela l’anima "mariana" del compositore, al quale erano tanto care le parole che Dante pone sulle labbra di san Bernardo nella stupenda preghiera indirizzata alla Vergine: «Donna, sei tanto grande e tanto vali / che qual vuol grazia e a te non ricorre / sua disïanza vuol volar sanz’ali». La lode – utilizzabile in ogni momento di preghiera comunitaria o in ogni momento celebrativo mariano – è edita dalle Edizioni Paoline Musicali e Discografiche nella raccolta Maria Regina di giovinezza. Luisa Tarabra
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