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N. 5 maggio 2010
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Famiglia paolina - Don
Giacomo Alberione e Maria
«Il
problema più grande» «La Vergine santa è alla
sorgente stessa del dono delle vocazioni da parte di Dio per l’avvento
del suo Regno nel mondo». Don Giacomo Alberione, in una meditazione dettata alle Figlie di San Paolo di Grottaferrata, le esortava a «penetrare bene il titolo di Regina degli apostoli». «Allora rivolgiamoci a Maria. Immaginiamoci che Gesù dal tabernacolo rivolga a noi le parole che rivolse a san Giovanni ai piedi della croce: "Ecco tua Madre". Accettiamola come nostra Madre, Maestra e Regina, e cerchiamo di conoscere sempre più i libri che trattano di Maria, che ne illustrano la vita, gli esempi, i privilegi, onde saperli presentare anche agli altri... Ognuno nella vita ha una sua missione da compiere. Noi, in forza di essa, dobbiamo far conoscere la Regina degli apostoli, assieme alla conoscenza di Gesù Via, Verità e Vita... Chi avrà questa divozione avrà innumerevoli grazie per corrispondere bene alla sua vocazione, per seminare la divozione a Maria e per attirare e formare altre vocazioni. Solo al giudizio di Dio capiremo quale grazia sia stata per noi di poter conoscere, praticare e diffondere la divozione a Maria regina degli apostoli». Una questione fondamentale Quanto sia stato costante e grande l’assillo verso il problema vocazionale nel cuore di don Alberione, ce lo ricorda don Giovanni Roatta: «È noto quanto abbia fatto don Alberione per suscitare l’attenzione sulle necessità apostoliche della Chiesa e quanto si sia industriato di proporre alla gioventù di molte nazioni, direttamente o attraverso i suoi figli e figlie, l’opportunità di dedicare tutta la vita al servizio dei fratelli, con la consacrazione a Dio nell’apostolato. Migliaia di persone hanno così udito la voce di Dio e l’hanno accolta. Egli ha continuato a insistere durante tutta la vita sul problema vocazionale, da lui ritenuto "il più grande problema del mondo". Tutte le forze possibili le ha convogliate attorno a questo problema fondamentale. Istituzioni perenni quali l’Istituto Regina Apostolorum per le vocazioni, l’unione primaria "Preghiera, sofferenza e carità per le vocazioni" sotto la protezione di Maria regina degli apostoli, il Santuario alla Regina degli apostoli quale centro di preghiera e di interesse per le vocazioni, dicono la sua intenzione di lasciare qualche cosa di concreto, nel cuore della sua Famiglia religiosa, a servizio di tutta la Chiesa, per non lasciar mai cadere in alcun momento l’interesse per questo problema decisivo... Le denominazioni stesse delle istituzioni accennate, tutte intitolate a Maria regina degli apostoli, manifestano come egli abbia sentito Maria alla sorgente stessa di questo gran dono di Dio (le vocazioni) per l’avvento del Regno di Dio nel mondo». Negli scritti e nella predicazione di don Alberione, questo tema della funzione materna di Maria verso i chiamati ricorre frequentissimo: «Il primo e principale ufficio di Maria riguarda sempre le vocazioni ecclesiastiche; come primo e principale ufficio di Maria nella sua vita terrena era quello di preparare il maestro, il pastore, il sacerdote, la vittima: Gesù Cristo». «Maria accolse, nutrì, accompagnò la più bella vocazione, Gesù. Lo assistette morente e lo presentò all’Ascensione. A Maria, regina degli apostoli, si affidano i chiamati, con Maria e in Maria compiamo il nostro lavoro apostolico. Con Maria, tutto è più facile, tutto è più fruttuoso, tutto è più santo. Consacrare a Maria i nostri vocazionari». «Chi conosce i disegni divini? A noi l’impegno di tenere l’orecchio aperto per sentire il suono della campana divina: l’ora di Dio! Che la Regina apostolorum può anticipare. Così come fece alle nozze di Cana». «I figli e le figlie di san Paolo sentano di possedere il cuore del loro Padre e della loro Madre... Sentano il problema vocazionario, sentano che la Madre delle vocazioni belle è Maria; sentano che non si può fare alla Chiesa, alle anime ed alla civiltà maggior servizio che questo: suscitare vocazioni». «Suscipe nos...» Nel settembre del 1954, don Alberione invitava le suore Pie Discepole del Divin Maestro ad offrire con lui il Tempio, ormai prossimo ad essere consacrato, a Maria regina degli apostoli, raccomandando in modo particolare le vocazioni: «Stiamo preparando la consacrazione della chiesa Regina apostolorum. Per tutto il mese di ottobre, la meditazione sia sempre sulla Madonna. Non solo il mese del rosario o dell’Anno mariano, ma il mese della Regina apostolorum. Ho detto che scrivessero sul pavimento: "Suscipe nos, Mater, Magistra et Regina nostra...". Accoglici, o Madre, Maestra e Regina nostra, e prega per noi tuo Figlio ché mandi buoni operai alla sua messe. Si tratta di una chiesa, in cui dobbiamo pregare in modo particolare per le vocazioni». Ai Cooperatori Nel numero di maggio-giugno del periodico Ucas (1946), il quadro della Regina apostolorum del Conti è collocato nelle pagine centrali, con la significativa dicitura: «La Regina degli apostoli, patrona delle vocazioni». Nella seconda parte dell’articolo, don Alberione si rivolge ai Cooperatori con queste parole: «Carissimi Cooperatori, la nuova chiesa è opera di ringraziamento e riconoscenza alla Madonna per averci salvato da tanti pericoli e quindi abbiamo il dovere di cooperare per questa grande e bella costruzione, che testimonierà nei secoli l’opera nostra e il nostro amore alla Madonna. Ma è specialmente la chiesa delle vocazioni, perché sarà centro di preghiera per ottenere sante e buone vocazioni sacerdotali e religiose». Precetto-invito Un anno e mezzo dopo don Alberione scriveva: «È... la chiesa delle vocazioni, perché è la Regina degli apostoli che ha la missione di formare i sacerdoti e le anime religiose per l’apostolato, che eserciteranno poi in patria o in terra di missione. In questa chiesa specialmente si adempirà il precetto-invito del Divino Maestro: "Pregate il Padrone della messe che mandi buoni operai per la mietitura"». E benedicendo la «gara di amore, di preghiere, di cooperazione» da parte di tutti per le nuove iniziative, e «specialmente per le case di formazione dei sacerdoti», don Alberione assicura: «Sarà appunto la Madre che darà vocazioni più belle e più numerose e meglio formate, se l’onoriamo, l’amiamo, la preghiamo». Un segreto Per don Alberione, la devozione a Maria regina apostolorum «è un segreto per ottenere le vocazioni; poiché la Madre di Gesù farà entrare nelle famiglie la santa ambizione di dare al Signore almeno un figlio od una figlia». Giovanni Perego, ssp
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