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| N. 10 novembre 2011
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L'autore Perché la Madonna
piange? «Le lacrime della Vergine ci fanno cadere in ginocchio di fronte allo stesso mistero, che è rappresentato dalle lacrime del Signore: il mistero dell'Essere increato che si fa impotente dinanzi alla sua creatura; l'amore infinito, che accetta di essere disarmato...» (François Mauriac). «La vera storia di un doloroso dramma d'amore. La Madonnina di Civitavecchia (G. Grillo, Shalom 2011, pp. 256, H 5,00): dalla viva voce di chi ha vissuto la straordinaria vicenda, mons. Girolamo Grillo, vescovo della città laziale dal 1984 al 2006, risponde a un invito di Giovanni Paolo II e, a partire dai suoi diari personali, racconta per la prima volta, con tono commosso e coinvolgente, ciò che accadde nel suo animo e nella sua vita dal 15 marzo 1995, quando una piccola statua della Madonna pianse tra le sue mani. «A quindici anni di distanza da allora, soprattutto al fine di ricostruire i fatti con precisione e senza attingere ad aliene interpretazioni, ritengo opportuno mettere per iscritto l'intera vicenda... Sarà questo il mio testamento spirituale: un vero atto di amore alla celeste Regina che ha voluto coinvolgermi in una storia lunga e, per qualche verso, drammatica» (dall'Introduzione).
La prima di copertina del volume di mons. Girolamo Grillo. Il testo si apre, come citato, con l'Introduzione. Seguono: I parte. Maria nella mia vita; II parte. Le lacrime della Madonnina: cronaca dal mio diario; III parte. Il messaggio racchiuso nelle lacrime della Madonnina; IV parte. Conclusione. Chiudono Cantico della Beata Vergine e Supplica alla Madonnina di Civitavecchia.. «Bisogna credere nella realtà del mistero». Padre Stefano De Fiores, noto mariologo, in un'intervista rilasciata a Rodolfo Lorenzoni (Rai Vaticano, 10.3.2010): «La mia impressione sul miracolo della Madonnina di Civitavecchia è sempre stata ed è tuttora più che positiva. Voglio anzi dire a chiare lettere che è giunto il momento di abbandonare le passività e le titubanze, di approfondire quindi gli studi e di confidare nell'evidenza della manifestazione del mistero». L'entusiasmo dei fedeli le appare del tutto giustificato? «Senz'altro, perché qui non siamo di fronte a un fenomeno osservato da una sola persona, la veggente, ma constatiamo un fatto attestato da macchine fotografiche e cineprese, un dato registrabile che non consente a nessuno di parlare di allucinazioni e tantomeno di truffe». Già, perché in casi come questo spesso si tende a sminuire la vicenda miracolosa alludendo all'ipotesi di un inganno… «Niente da fare, con la Madonnina di Civitavecchia questo discorso non può funzionare: è molto piccola, una quarantina di centimetri, e non consente contraffazioni nascoste, cavità o altri marchingegni. Peraltro è stata esaminata a fondo e nulla del genere è stato riscontrato». Che cosa pensare, allora? «Io mi limito a descrivere l'atteggiamento dello stesso mons. Grillo, il quale all'inizio era strettamente rinserrato in una riserva di tipo illuministico e infine ha dovuto invece arrendersi al mistero di Maria. Il suo percorso ci insegna che non è utile ostinarsi nel recinto della mera ragione quando gli stessi fatti ci parlano di eventi soprannaturali». In effetti l'esame del sangue della Madonnina ha prodotto esiti oggettivamente straordinari! «Le 15 lacrimazioni, di cui l'ultima avvenuta nelle mani del Vescovo, risultano provenire sempre da uno stesso individuo di sesso maschile». Come mai Maria si presenta col sangue di un uomo? «Già in passato è stato spiegato (interpretazione affascinante!) che noi non siamo direttamente redenti dal sangue di Maria, bensì dal sangue di Cristo». Come valuta la posizione della Chiesa? «Mi attengo scrupolosamente ai dettami della Chiesa, che in questo momento è su una posizione del tutto legittima, di carattere "attendista". Ma mi rivolgo ad alcuni tra i miei colleghi studiosi che tengono un atteggiamento a mio modo di vedere non del tutto appropriato». In che senso? «Occorre impegnarsi a fondo per aiutare la Chiesa a dare un giudizio definitivo sulla questione, mentre noto che molti o evitano di pronunciarsi o rinunciano a studiare. Il nostro è un tempo di libertà, e perciò anche gli esperti devono esercitare appieno la loro libertà di indagine. Non si deve certo andare oltre il magistero della Chiesa, ma non è lecito tergiversare di fronte al mistero, perché esso può generare frutti meravigliosi». f.m. |
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