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| N. 10 novembre 2011
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Nell'attuale temperie sociale, sempre più aspra, di polemiche tra Nord e Sud, solo la Chiesa sembra preoccupata di riproporre i valori dell'unità d'Italia in queste celebrazioni del 150°. Nel rinnovare con la Chiesa italiana e tutti i vescovi riuniti in Roma l'affidamento a Maria, Benedetto XVI (foto) ha posto l'accento sulla parola "unità", invocando ripetutamente Maria, mater unitatis. «Venerati e cari Confratelli, siete convenuti in questa splendida basilica di Santa Maria Maggiore – luogo nel quale spiritualità e arte si fondono in un connubio secolare – per condividere un intenso momento di preghiera, con il quale affidare alla protezione materna diMaria, mater unitatis, l'intero popolo italiano, a centocinquant'anni dall'unità politica del Paese. È significativo che questa iniziativa sia stata preparata da analoghi incontri nelle diocesi: anche in questo modo esprimete la premura della Chiesa nel farsi prossima alle sorti di questa amata Nazione... Essa trova espressione in tanti segni: santuari, chiesette, opere d'arte e, soprattutto, nella preghiera del rosario, con cui il popolo di Dio ringrazia per il bene che incessantemente riceve dal Signore, attraverso l'intercessione di Maria santissima, e lo supplica per le sue molteplici necessità… Cari Confratelli, l'anniversario dell'evento fondativo dello Stato unitario vi ha trovati puntuali nel richiamare i tasselli di una memoria condivisa e sensibili nell'additare gli elementi di una prospettiva futura... Rinnovate le occasioni di incontro, nel segno della reciprocità, tra Settentrione e Mezzogiorno. Aiutate il Nord a recuperare le motivazioni originarie di quel vasto movimento cooperativistico di ispirazione cristiana che è stato animatore di una cultura della solidarietà e dello sviluppo economico. Similmente, provocate il Sud a mettere in circolo, a beneficio di tutti, le risorse e le qualità di cui dispone e quei tratti di accoglienza e di ospitalità che lo caratterizzano…
Benedetto XVI (foto ANSA / PERI). Sotto la protezione della Mater unitatis poniamo tutto il popolo italiano, perché il Signore gli conceda i doni inestimabili della pace e della fraternità e, quindi, dello sviluppo solidale. L'esempio di Maria apra la via a una società più giusta, matura e responsabile, capace di riscoprire i valori profondi del cuore umano. La Madre di Dio incoraggi i giovani, sostenga le famiglie, conforti gli ammalati, implori su ciascuno una rinnovata effusione dello Spirito, aiutandoci a riconoscere e a seguire anche in questo tempo il Signore, che è il vero bene della vita, perché è la vita stessa. Di cuore benedico voi e le vostre comunità» (Benedetto XVI, 26.5.2011).
STELLA DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE NEI LINEAMENTA DEL SINODO (2012) Riprendiamo i riferimenti mariani dei Lineamenta – cioè della traccia- guida – del prossimo Sinodo dei vescovi (7-28 ottobre 2012). Il tema proposto dal Papa è: La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. «(N. 23) Il fondamento della nuova evangelizzazione nella Pentecoste. Cronologicamente, la prima evangelizzazione ebbe inizio nel giorno della Pentecoste, quando gli apostoli, riuniti tutti insieme nello stesso luogo in preghiera con la Madre di Cristo, ricevettero lo Spirito Santo. Colei, che secondo le parole dell'Arcangelo è "piena di grazia", si trova così sulla via dell'evangelizzazione apostolica e su tutte le vie sulle quali i successori degli apostoli si sono mossi per annunciare il Vangelo... Nuova evangelizzazione non significa un "nuovo Vangelo", perché "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre" (Eb 13,8). Nuova evangelizzazione vuol dire: una risposta adeguata ai segni dei tempi, ai bisogni degli uomini e dei popoli di oggi, ai nuovi scenari che disegnano la cultura attraverso la quale raccontiamo le nostre identità e cerchiamo il senso delle nostre esistenze. Nuova evangelizzazione significa perciò promozione di una cultura più profondamente radicata nel Vangelo; vuol dire scoprire l'uomo nuovo che è in noi grazie allo Spirito donatoci da Gesù Cristo e dal Padre. Il cammino di preparazione alla prossima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, la sua celebrazione, siano per la Chiesa come un nuovo cenacolo, in cui i successori degli apostoli, riuniti in preghiera insieme con la Madre di Cristo – con colei che è stata invocata come Stella della nuova evangelizzazione – preparano le vie della nuova evangelizzazione» (L'Osservatore Romano, 5.3.2011).
SHESHAN, IL SANTUARIO DELLA CINA ANCORA OFF-LIMITS PER I FEDELI Arresti, isolamento, rapimenti, controlli a setaccio hanno caratterizzato la giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, voluta da Benedetto XVI per domandare per i cattolici cinesi l'aiuto nella persecuzione e un maggior amore all'unità fra Chiesa "sotterranea" (fedele a Roma) e "ufficiale", un maggior legame con il successore di Pietro (cf Avvenire, 25.5.2011). La giornata di preghiera coincide con la festa di Maria aiuto dei cristiani (foto), venerata nel Santuario nazionale di Sheshan, a circa quaranta chilometri a Sud-Ovest di Shanghai. Per tradizione decine di migliaia di cattolici ufficiali e sotterrranei andavano in pellegrinaggio al Santuario, in un gesto comune di preghiera e riconciliazione, partecipando alla Via Crucis lungo la strada che va al Santuario sulla collina e visitando le cappelle della Madonna. Il Papa ha perfino composto una apposita preghiera dedicata a Nostra Signora di Sheshan, «madre della Cina e dell'Asia».
Shshan, il santuario cinese (foto www.maranatha.it). Ma dal 2008, la data della prima Giornata lanciata dal Papa, il Santuario di Sheshan è off-limits: centinaia di poliziotti controllano ogni palmo della collina e per entrare nel recinto della chiesa bisogna passare sotto i metal detector e bisogna mostrare i documenti. «In passato non era così – ricorda l'arcivescovo Savio Hon Tai-Fai, segretario della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, primo cinese a ricoprire un incarico direttivo in Curia – quest'anno per la festa dell'Ausiliatrice, come negli ultimi anni dopo la "Lettera" del Santo Padre del 2007, l'atmosfera nel Santuario di Sheshan è molto tesa a causa della presenza dei poliziotti, posti di blocco, telecamere, metal detector... In passato non era così. Ho ricordi personali di quando, negli anni Novanta, erano in migliaia a recarsi in pellegrinaggio lì nel mese mariano. Ma dopo il 2007, la festa si è quasi trasformata in un momento di grandi tensioni: divieti di pellegrinaggio per gruppi (cinesi o no), arresti domiciliari, sorveglianze sono all'ordine del giorno. E a monte di questa situazione c'è un forte controllo poliziesco, sotto cui svaniscono la libertà religiosa e i diritti fondamentali».
• «Temo più le preghiere di questo Papa che tutte le milizie dell'Imperatore», disse Soliman il Magnifico, sultano di Costantinopoli, dopo la vittoria dei cristiani a Lepanto, 440 anni fa. Era il 7 ottobre. Il "Papa" è san Pio V e le "preghiere" sono il rosario. Del rosario, di Pio V e di quella battaglia del 1571, ha scritto, parlando dell'affidamento a Maria, lo storico Franco Cardini su Avvenire (27.5.2011). Il Papa, che temeva che l'islam «avrebbe cancellato dall'Europa la fede cristiana», emanò cinque documenti sul rosario e, istituendone la festa, scrisse: «Non vogliamo sia dimenticata la grande vittoria ottenuta per i meriti di Maria». Dopo l'11 settembre di dieci anni fa a New York, nulla è scontato riguardo all'islam. Ma ricordiamo Soliman: «Temo più le preghiere…».
Mater Ecclesiae (foto ANSA / DI MEO) • «L'immagine di oltre due metri e mezzo di altezza è stata collocata lì tra il novembre e dicembre 1981». L'Osservatore Romano a trent'anni (18.5.2011) rifà la storia della Mater Ecclesiae, il mosaico posto sul palazzo apostolico e ben visibile dai fedeli di piazza San Pietro. Ne parla anche Studi cattolici (aprile 2011) ricordando una proposta dell'Opus Dei del 1980. L'attuazione è legata però al 13 maggio 1981. Giovanni Paolo II ha sempre affermato che «a deviare la pallottola omicida» è stata la Vergine. Il Papa benedisse il mosaico l'8 dicembre di quell'anno, festa dell'Immacolata. L'Osservatore nota inoltre che tra tante statue di santi del colonnato del Bernini e della facciata di San Pietro mancava… la Madonna. • «Ascolta la preghiera di coloro che con amore onorano me, tua Madre, e liberali da ogni bisogno e calamità». Così la Madre di Dio pregava piangendo e dispiegava il suo mantello sui fedeli presenti. È il 1° ottobre 911, esattamente undici secoli fa a Costantinopoli, dove nella chiesa di Vlaherne il monaco sant'Andrea ebbe la visione. Il sant'uomo udiva i fedeli supplicare: «Ricoprici con il tuo mantello, o santa Vergine, in ogni giorno e soprattutto nel giorno terribile del giudizio. Quando l'anima si separerà dal corpo, allora nascondici sotto il tuo manto». Ancor oggi la Chiesa ortodossa in ricordo celebra il 1° ottobre la festa del "manto santo". • «Palestrina e Bach hanno creato l'arte della musica…». Lo affermava Charles Gounod (1818-1893) a cui dobbiamo la celeberrima Ave Maria. Notissima e così strapazzata, soprattutto nei matrimoni. Con le Messe Brevis, Solemnelle e da Requiem, anche l'Ave è stata riproposta con fedeltà all'originale dall'Ensemble Vocal di Losanna (Avvenire, 17.7.2011). Ne parliamo pensando al corso on-line di musica liturgica dell'Ufficio nazionale della Cei, che ha tenuto le sue sessioni a Loreto. Qui da sei anni al Santuario ha luogo il principale festival organistico religioso, che si protrarrà fino alla festa della Madonna, il 10 dicembre. Le esibizioni estive hanno toccato tematiche del Congresso eucaristico nazionale, celebrato nella vicina Ancona (3-11 settembre).
Charles Gounod (foto CAVASSI). • «Pure il Messia è meticcio», scrive Erri De Luca dedicando alle cinque donne citate nella genealogia del Vangelo di Matteo (1,1-16) – Tamar, Rahav, Rut, Betsabea e soprattutto Maria – il libro Le sante dello scandalo (Giuntina 2011, pp. 64, H 8,50). Il noto autore rileva che «nella preziosa discendenza del Messia sono innestate donne e grembi di popoli diversi… Pure il Messia è meticcio. Una lezione grandiosa», afferma ancora De Luca che aveva già dedicato alla Madonna il libro In nome della Madre (Feltrinelli 2006, pp. 79, H 8,00). «Qui – afferma del nuovo libro – proseguo l'ascolto ». E lo fa con un curioso dialogo tra Maria e la madre Anna (Avvenire, 4.5.2011). Citiamo il "Messia meticcio" perché un altro autore, ora arcivescovo di Milano, Angelo Scola, già a Venezia aveva scritto del "meticciato" e difeso questo termine nel senso dell'immigrazione tra Asia, Africa ed Europa.
Erri De Luca (foto EIDON / BONOTTO) • Per la prima volta su Milano al termine delle storiche Cinque giornate, il 22 marzo 1848, in cima alla guglia più alta del Duomo (m. 108), tenuta da un braccio della "Madunina" sventolava la bandiera tricolore. In ricordo, per i 150 anni dell'unità d'Italia, si è voluto avvolgere nuovamente la "Madunina" con un tricolore di musica. O Signore dal tetto natio de I lombardi alla prima crociata ha aperto le rievocazioni sul più fantastico podio: il tetto del Duomo. Grande emozione anche per la rilettura dell'omelia di Giovanni Battista Montini – futuro Paolo VI, allora arcivescovo di Milano – pronunciata qui nel 1961 per il centenario dell'unità.
Giovanni Battista Montini (foto ANSA) • Alla rievangelizzazione dell'Europa, "la nuova evangelizzazione", si è richiamato l'arcivescovo di Monaco, card. Reinhard Marx (foto), celebrando i 350 anni del Santuario tedesco di Werl: «Chi incontra la Madre incontra anche il Figlio. Il Santuario di Werl è il cuore materno dell'Arcidiocesi di Paderborn… Tutti possono inserirsi, anche oggi, in questo grande fiume di fede». Inviato speciale del Papa, come il card. Marx in Germania, anche il card. Francisco Robles Ortega di Monterrey, Messico, ha presieduto le celebrazioni al Santuario di Cartago del Costa Rica – in occasione del 375° del rinvenimento dell'immagine di Nuestra Señora de los Angeles. «Nel culto di questa immagine – scrive il Papa – i fedeli siano confermati nella "christianam pietatem"».
Reinhard Marx (foto EIDON / FRUSTACI) • «Entrano in chiesa con le moto rombanti, ma non è un sacrilegio». Così scrive Avvenire (10.7.2011) parlando del 66° raduno dei motociclisti al santuario Madonna della Creta di Castellazzo Bormida (Alessandria). «Sono sicuro che ai piedi della venerata immagine – ha detto ai motociclisti il vescovo Giuseppe Versaldi – sarete capaci di conservare il significato religioso dell'evento…». Nel 1947 Pio XII aveva proclamato la Madonna della Creta patrona primaria dei motociclisti. Nello stesso anno laMadonna del Ghisallo, Magreglio (Como), veniva proclamata, sempre da Pio XII, patrona di chi "rifugge" i motori: i ciclisti. I tedofori d'eccezione nel 1948 erano stati Fausto Coppi (foto) e Gino Bartali che da piazza San Pietro pellegrinarono al Santuario.
Fausto Coppi (foto ANSA) • «Pur se spaventati da una violenza cieca e mortale siamo uniti, cristiani e musulmani, per onorare la beata Vergine Maria… La persona di Maria presente nel Corano è uno dei punti di incontro fra noi cristiani e musulmani», ha ricordato l'arcivescovo caldeo Louis Sako nella Cattedrale di Kirkuk a Nord dell'Iraq. Nel mese mariano Sako ha invitato per una comune preghiera alla Vergine, la "Mariamana", oltre ai cristiani, i musulmani sunniti e sciiti e i curdi. Quale simbolo di pace, al termine dell'incontro, l'Arcivescovo e i capi religiosi hanno liberato verso il cielo alcune colombe. In Europa – quest'anno a Torino dopo Bordeaux – le Conferenze episcopali europee hanno avuto un approfondito incontro di dialogo sull'"islamofobia". I temi caldi vertevano su libertà religiosa, lavoro, scuola, nel segno di una convivenza pacifica. |
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