Madre di Dio

N. 10 novembre 2011

 Una ricchezza

 «Terra del cielo»
   Madì Drello

 La legge di ogni vero amore
   Giovanni Ciravegna

Maria, realizzazione piena
   Giuseppe Daminelli

«Maria, prima educatrice»
   
Salvatore M. Perrella

Il volto materno di Dio
   Stefano De Fiores

Perché la Madonna piange
  

Segno luminoso di speranza
   Sergio Gaspari

Esperienza di fede indicibile
   Fiorino Triverio

Fatti e persone
   

«Faccio come mi pare»
   
Giuseppe Maria Pelizza

Il primato della carità
   
Luigi M. De Candido

Solo attraverso la croce
   
Gianni Moralli

«Se mai ti dissi Madre»
   
Maria Di Lorenzo

Naviganti sul mare della vita
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Scaffale

"Porta del cielo..."
   
Riccardo Fontana

Famiglia Paolina

La Madre di Dio nella musica
   Franco Careglio

Madre di Dio n. 10 novembre 2011 - Copertina

 Alla scuola di Maria

  del can. FIORINO TRIVERIO

"Esperienza di fede indicibile"

«Semplicemente perché tu esisti, o Madre di Gesù Cristo, sii ringraziata!»
(Paul Claudel).

Sostiamo, in questo intervento, su Maria serva del Signore, alla luce di Cristo e della Chiesa, per una sua migliore e più ricca comprensione, come fa il capitolo VIII della Lumen gentium: Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa o, meglio ancora, Maria nel mistero di Cristo che si prolunga e si concretizza nella Chiesa. «Quando noi diciamo Sì a Dio, lui opera cose grandi. Esse sono totalmente sue; anche il nostro Sì è suo, ma non è meno nostro per il fatto di essere suo. Certo, quando diciamo Sì a Dio, "il Verbo si fa carne", la salvezza accade in noi e a favore dei fratelli» (card. Marco Cè).

B. Lanino, Annunciazione (1565-1570 ca.), museo civico Borgogna, Vercelli.

Agnolo degli Erri, La Madonna con il Bambino (1470 ca.), museo civico Ala Ponzone, Cremona (foto BONOTTO).

A) Serva del Signore, intimamente unita a Cristo, quale salvatore del mondo. Il Concilio parla di questa unione nel periodo dell'infanzia di Gesù, poi nella sua vita pubblica e, ancora, dopo l'Ascensione del Signore. PAnzitutto ne parla nell'infanzia di Gesù, presentando quattro momenti: la visita di Maria ad Elisabetta, la nascita di Gesù, la presentazione di Gesù al Tempio e il ritrovamento di Gesù al Tempio (cf LG 57). E, in questi quattro episodi, l'unione di Maria a Cristo è sempre vista in funzione dell'opera della redenzione e se ne sottolinea la fede "meditabonda". In ognuno di questi avvenimenti, essa approfondisce il mistero di Cristo, vale a dire dell'umana salvezza in lui e per lui. «Nei quattro episodi – direbbe il mariologo Stefano De Fiores – non dobbiamo, dunque, vedere dei semplici fatti. Essi sono dei misteri nei quali Cristo redime e porta salvezza; e Maria gli è intimamente associata».

  • In secondo luogo, il Concilio indica tre manifestazioni dell'unione o associazione di Maria alla vita pubblica del Figlio: a Cana di Galilea, durante la sua predicazione e soprattutto al termine della vita terrena del Signore sul Calvario. Al riguardo, il Concilio dice: «Serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce, soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all'immolazione della vittima da lei generata» (LG 58).
  • Infine, il Concilio espone la partecipazione della Vergine all'opera della salvezza dopo l'Ascensione di Gesù (cf LG 59).

B) Serva del Signore nei confronti della Chiesa. Prima di trattare delle relazioni di Maria con la Chiesa e del suo ufficio materno in favore degli uomini, soprattutto durante il corso della storia della Chiesa, dalla Pentecoste alla Parusia finale, quando verrà Cristo giudice e porrà fine alla Chiesa peregrinante, il Concilio, alla scuola di san Paolo, ribadisce l'unicità dell'unico Mediatore (cf 1Tm 2,5-6). C'è un unico mediatore di salvezza, Cristo. L'intervento o il servizio materno di Maria a favore degli uomini non diminuisce l'opera mediatrice di Cristo, ma le dà risalto, in quanto si fonda su di essa e da essa trae la sua virtù; né impedisce l'intima unione dei fedeli con Cristo, ma la favorisce (cf LG 60). Poi, dopo questa importante premessa, il Concilio spiega la funzione di Maria in ordine ai membri della Chiesa.

  • Anzitutto attraverso la sua mediazione terrena (cf LG 61), sintetizzando in chiare e precise espressioni quanto ha già più ampiamente insegnato nella parte seconda del capitolo VIII (cf LG 54-59).
  • In secondo luogo, attraverso la sua presente e attuale mediazione celeste: il compito materno di Maria continua dopo l'Assunzione, perché perdura il suo amore verso di noi, verso la Chiesa che essa aiuta di continuo con le sue intercessioni. «Difatti, assunta in cielo – così LG 62 – non ha interrotto questa funzione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci le grazie della salute eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata. Per questo la Vergine è invocata dalla Chiesa con i titoli di Avvocata, Ausiliatri- 14 ce, Soccorritrice, Mediatrice».

Fiorino Triverio