Madre di Dio

N. 10 novembre 2011

 Una ricchezza

 «Terra del cielo»
   Madì Drello

 La legge di ogni vero amore
   Giovanni Ciravegna

Maria, realizzazione piena
   Giuseppe Daminelli

«Maria, prima educatrice»
   
Salvatore M. Perrella

Il volto materno di Dio
   Stefano De Fiores

Perché la Madonna piange
  

Segno luminoso di speranza
   Sergio Gaspari

Esperienza di fede indicibile
   Fiorino Triverio

Fatti e persone
   

«Faccio come mi pare»
   
Giuseppe Maria Pelizza

Il primato della carità
   
Luigi M. De Candido

Solo attraverso la croce
   
Gianni Moralli

«Se mai ti dissi Madre»
   
Maria Di Lorenzo

Naviganti sul mare della vita
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Scaffale

"Porta del cielo..."
   
Riccardo Fontana

Famiglia Paolina

La Madre di Dio nella musica
   Franco Careglio

Madre di Dio n. 10 novembre 2011 - Copertina

 Studi e ricerche

  di SALVATORE M. PERRELLA, osm

«Maria, prima educatrice»

Avviare – soprattutto i giovani – alla scoperta della congruità e della redditività dell'Evangelo".»

Educare o rieducare a Dio non può prescindere da una sorta di "alleanza di base" anche con le visioni non religiose, proprio perché si costituisce sul comune terreno della psiche umana e dell'esperienza, cioè di un ambito che chiunque di noi può onestamente percorrere. Per cui, da questo punto di vista, si richiede come base comune: di accettare il dato storico/ antropologico che sacro è una parola, necessaria e al tempo stesso polisemica, per esprimere gli interrogativi più inquietanti dell'umanità; di rispettare la religione come contenitore, tuttora vitale, di una grande parte del bisogno umano di conferire senso, sia agli eventi della propria vita in sé, ritagliandosi uno spazio mentale virtuale che viene connotato appunto come luogo del sacro. Parlare di educazione religiosa implica inevitabilmente il discorso sulla fede, ma occorre tener conto che questa parola appare un po' ambigua: quasi sempre, infatti, è intesa come adesione sul mero piano cognitivo a verità o princìpi ritenuti assoluti e fuori dallo spazio della logica razionale.

Caserta, 1.10.1994:manifestazione contro il razzismo.

Caserta, 1.10.1994:manifestazione contro il razzismo (foto GIULIANI).

«Considerando le trasformazioni avvenute nella società, alcuni aspetti, rilevanti dal punto di vista antropologico, influiscono in modo particolare sul processo educativo: l'eclissi del senso di Dio e l'offuscarsi della dimensione dell'interiorità, l'incerta formazione dell'identità personale in un contesto plurale e frammentato, le difficoltà di dialogo tra le generazioni, la separazione tra intelligenza e affettività. Si tratta di nodi critici che vanno compresi e affrontati senza paura, accettando la sfida di trasformarli in altrettante opportunità educative. Le persone fanno sempre più fatica a dare un senso profondo all'esistenza.

Ne sono sintomi il disorientamento, il ripiegamento su se stessi e il narcisismo, il desiderio insaziabile di possesso e di consumo, la ricerca del sesso slegato dall'affettività e dall'impegno di vita, l'ansia e la paura, l'incapacità di sperare, il diffondersi dell'infelicità e della depressione.

Ciò si riflette anche nello smarrimento del significato autentico dell'educare e della sua insopprimibile necessità. Il mito dell'uomo "che si fa da sé" finisce con il separare la persona dalle proprie radici e dagli altri, rendendola alla fine poco amante anche di se stessa e della vita» (Cei, Educare alla vita buona del Vangelo, 9).

Rieducare alla matura fede nel Dio di Gesù Cristo, senso e meta della nostra fede, è una urgente priorità contemporanea, ben consapevoli che il miglior testo di formazione e di informazione rimane il Vangelo di Gesù Cristo che ha il suo centro nella sua Pasqua di kenosi e di gloria; evento che chiama, sul dinamismo della parabola dell'Umiliato- Esaltato, a uscir fuori da sé per darsi in dono all'Altro e in lui agli altri. Bisogna però rieducare al Vangelo scroprendolo come vuole lo stesso Gesù, ossia quale «perla preziosa nascosta nel terreno umano, la risorsa interpretativa dell'uomo, la verità o il richiamo/ dono di verità all'umano.

Il movimento più fondamentale di cui vive ogni processo di vera evangelizzazione e ogni processo di comunicazione della fede non è: dall'esperienza umana all'accoglienza del messaggio cristiano, ma piuttosto: da un'umanità o sedicente umanità vissuta nella logica della ricerca di sé e dei propri diritti a un'umanità vissuta nella logica (o nel paradosso) del rispondere o dell'esodo o dell'amare; da un approccio al Vangelo a partire da un radicamento in se stessi (che impedisce al Vangelo di parlare perché lo riconduce ad un orizzonte in fondo egoistico) a un approccio al Vangelo nel segno del dono, per cui il Vangelo risuona in quanto Vangelo; da un parlare di Dio a partire dai propri orizzonti mentali (che magari nega Dio proprio mentre lo afferma) a parlare di Dio rispettoso, mentre lo si lascia davvero operare. D'altra parte il clima culturale attuale, segnato da ambigui risvegli religiosi, da tentativi di dialogo o pericoli di scontro tra le religioni, da un diffuso ritorno del parlare di Dio, mostra quanto sia attuale il rischio di nominare Dio invano o – detto positivamente – quanto sia importante parlare di Dio mentre si attuano condizione di vera umanità, direi: in situazione di esodo, cioè mentre si permette a Dio di operare » (S. Currò).

Sydney, Giornata mondiale della gioventù, 15-20.7.2008: un partecipante (foto GIULIANI).

Sydney, Giornata mondiale della gioventù, 15-20.7.2008: un partecipante (foto GIULIANI).

Rieducare alla fede le nuove generazioni significa e comporta fondamentalmente, per genitori, pastori e teologi, avviare soprattutto i giovani alla scoperta della congruità e della redditività dell'Evangelo, che consente, nell'accompagnamento dello Spirito e nella libertà interiore di ciascuno, di permettere all'uomo di fare in Cristo l'esperienza salutare dell'esodo da sé, e quindi "permettere" a Dio di operare in sé per poi testimoniarlo nell'oggi della Chiesa e del mondo. Non sono mancati e non mancano ai nostri giorni pensatori credenti e credibili che sanno risvegliare ed educare al "ritorno di Dio" nella coscienza e nella vita quotidiana. Anche questo è stato ed è un grande contributo offerto per la positiva risoluzione dell'emergenza educativa contemporanea! Una sana intellettualità della fede unita alla bella testimonianza di fede di persone e comunità (cioè l'intera Chiesa) sono ingredienti portanti per una efficace, adulta e duratura rieducazione all'Altro e in lui agli altri. Infatti, l'orizzonte propositivo entro il quale impegnarsi colloca tutti i protagonisti dell'iter educativo-formativo integrale dinanzi alla necessità di recuperare a livello ontologico la natura dialogica e relazionale dell'essere umano, il quale cresce e matura attraverso la costruzione di legami autentici con Dio, con i propri simili, con il mondo che lo circonda e l'interpella anche nella sua fede, speranza e testimonianza.

Salvatore M.Perrella