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N. 1 gennaio 2012
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Maria, maestra di sequela Una devozione filiale e risoluta Pia Società San Gaetano: «Lasciarsi guidare dalla Vergine nella disponibilità radicale al piano di Dio». Nel mese di maggio 2011 ha compiuto settant'anni la Pia Società San Gaetano, venti dalla prima approvazione diocesana, cinquanta dal riconoscimento come congregazione di diritto pontificio: giovane ramo dell'albero piantato da Dio nella Chiesa che è la forma della vita consacrata. Innestò quel virgulto il sacerdote vicentino Ottorino Zanon, morto cinquantasettenne in un tragico incidente stradale nel 1972: i 31 anni di sua guida della Fondazione hanno accumulato un patrimonio al quale tuttora i discepoli sostanziosamente attingono. «Noi – scrivono nell'esordendo delle Costituzioni approvate nel Capitolo generale del 1985 – ispiriamo la vita personale e il servizio pastorale alla testimonianza della vita di don Ottorino e alle sue scelte apostoliche», ossia radicalità evangelica, condivisione con gli ultimi e valore del lavoro, servizio come preti e diaconi, spirito missionario. La denominazione richiama Gaetano Thiene, «il santo vicentino della Provvidenza, esempio di rinnovamento nella Chiesa del suo tempo tra il clero e tra i laici » (Costituzioni, 12). La missione specifica si cesella in questa progettualità: «Conformati a Cristo, sacerdote e servo – come comunità religiosa di preti e diaconi – in servizio pastorale» (Costituzioni, 9-11). I fratelli anche la spiritualità mariana attingono dal Fondatore, educatore «alla devozione filiale a Maria », educatore a «fare la volontà di Dio come Gesù… guidati da Maria ». Ad essi da lui Maria «è presentata accanto a Gesù, pienamente consacrata al piano di Dio, vergine madre, che anima la famiglia di Nazaret e la prima comunità cristiana, espressione della vita nuova nello Spirito» (Costituzioni, 7). La lettera M campeggia nello stemma della Congregazione, dal medesimo ideato, per richiamare Maria «prima discepola di Gesù, serva del progetto di Dio», presenza verginale e materna che sostiene e accompagna nella diaconia pastorale (cf Direttorio, 10).
Don Ottorino Zanon. Una costante di questa spiritualità, mariana è ritornellata in un "come", consueto e rimarcato peraltro in non poche altre esperienze evangeliche. Tra i princìpi della propria spiritualità, quinto su sette, ma unico nella esplicitazione di una ispirazione, è il «lasciarsi guidare come figli da Maria, serva e madre nella disponibilità radicale al piano di Dio» (Costituzioni, 71). Balza nel titolo Il sacerdozio comune dei fedeli e i ministeri laicali e relativo contesto, con il sapore d'una attualità e cultura molto contemporanee, un innovativo come: «Il nostro ministero è in funzione del sacerdozio comune di tutti i fedeli perché, vivendo le relazioni umane e ogni attività in modo evangelico, come Maria, sia offerto a Dio un "culto spirituale" secondo la sua volontà» (Costituzioni, 17). La chiamata alla consacrazione totale ed esclusiva per il regno di Dio è gratuita benevolenza «e noi come la Vergine Maria accogliamo la sovrabbondanza del suo [di Dio] amore e ci mettiamo a sua completa disposizione, vivendo gioiosamente il voto di castità» (Costituzioni, 46). Una "luce mariana" può rasserenare nella ricerca di leggere in positivo "le vie di Dio" che paiono segnate da sconfitte. «Quando le vie di Dio risultano in contrasto con la logica umana, ripetiamo come Maria: si faccia dime secondo la tua parola» (Direttorio, 45). Questo come scaturisce dalla cultura, mentalità, evangelica, dal realismo con tendenza all'ottimismo: realismo, perché nella realtà germinano gramigne; ottimismo, perché vincente è la risurrezione del Signore. Sostanzialmente equivale al come un avverbio che ispira visibilità della devozione mariana. «Ci rivolgiamo a Maria, madre e serva del Signore, con devozione filiale, che esprimiamo anche con la preghiera semplice e contemplativa del santo rosario, per ripercorrere insieme con lei il cammino di incarnazione e di liberazione compiuto dal Figlio suo» (Costituzioni, 78). La mariologia, per così dire, della Congregazione si concentra nella piccola, essenziale litania di titoli che identificano Maria: vergine, madre, serva, discepola. Una mariologia che orienta spiritualità e diaconia tramite un come, avverbio sbrigativo ma insostituibile in ogni progetto animato dall'ispirazione mariana. Luigi M. De Candido |
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