Madre di Dio

n. 4 aprile 2012

 Presenza materna

 Esulta l'anima mia
   Madì Drello

 Eppure tua madre era lì
   Giovanni Ciravegna

Semplicemente, donna feriale
   Giuseppe Daminelli

«Maria, prima educatrice»
   
Salvatore M. Perrella

Pietà popolare e liturgia
   Stefano De Fiores

Una sorta di "quinto Vangelo"
   

Una maternità pasquale
   Sergio Gaspari

Quella singolare dignità
   Fiorino Triverio

Fatti e persone
   

L'altro, la mia priorità
   
Giuseppe Maria Pelizza

In filiale devozione
   
Luigi M. De Candido

Sulla buona strada
   
Mario Piatti

"Imbarcati" con Dio
   
Maria Di Lorenzo

Nel segreto della nostra salvezza
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

"Consolatrice degli afflitti"
   
Carlo Ciattini

Famiglia Paolina
   

La Madre di Dio nella musica
   Franco Careglio

Madre di Dio n. 4 aprile 2012- Copertina

 Un canto per Maria

  a cura di MARIO MOSCATELLO e GIUSEPPE TARABRA

Nel segreto della nostra salvezza

«Ave, Maria: forse nessun'altra parola è stata ripetuta come questa» (Daniele Muraro).

Martino di Bartolomeo, La Misericordia (1408), Museo civico, Siena (foto SCALA, FIRENZE)

Ignoto, Maria, Gesù ed Anna (sec. XV), chiesa di sant'Anna, Corinaldo (Ancona, foto A. GIULIANI)

Le prime pagine del Vangelo di Luca riportano due affermazioni che contengono quanto di più bello e nobile si possa dire di una creatura umana (Lc 1,28 e 1,42). L'intreccio di queste due frasi è l'inizio di una delle preghiere più conosciute nella Chiesa cattolica d'Occidente: l'Ave Maria. La prima parte di essa, di natura biblica, entrò nella liturgia latina nel VI sec.; la seconda, di origine ecclesiale, venne codificata nella forma attuale da Pio V nel 1568 dopo aver subìto aggiunte e modifiche in tempi diversi già a partire dal XIII sec. Il risultato è quello di un testo molto equilibrato in cui a Maria, pallido riflesso della tenerezza di Dio, si contrappone l'uomo che, con la sua fragilità, ha bisogno di una presenza abituale che lo accompagni nella sua quotidianità. La contrapposizione fra il divino e l'umano emerge nello scorrere delle parole. La gioiosità dell'Ave è legata a un annuncio; oggi, salutando Maria, diciamo che ciò che speriamo è in lei, ciò in cui crediamo si trova in lei. L'espressione «Piena di grazia » ci introduce nel mondo dell'azione salvifica di Dio.

Sant'Ireneo diceva: Maria «obbedendo divenne causa di salvezza per sé e per tutto il genere umano». Maria è anche la donna che attualizza e garantisce la presenza del Figlio di Dio ed è l'unica creatura su cui Dio ha riversato ricchi doni di natura e di grazia. La prima parte della preghiera termina con Gesù che è il punto di arrivo, colui che sta al centro della storia e del cuore di ogni credente. Le invocazioni che caratterizzano la seconda parte sono umane; l'uomo si riconosce peccatore e, rivolgendosi a Maria come madre di Dio, riconosce la propria fede nell'incarnazione redentrice. L'uomo illuminato non è distratto dal presente; è cosciente che ciò che conta è vivere l'"adesso" in preparazione all'evento più decisivo dell'uomo di fede: la morte.

L'Ave Maria di Recalcati, nella sua successione semplice, lineare, meditativa, evidenzia melodicamente gli elementi testuali più significativi. È in corrispondenza della frase «Tu sei benedetta…» che la scelta dei suoni acuti si fa più incisiva e si contrappone alla frase successiva dove la melodia è più pacata, pur mantenendo gli ottavi che, ritmicamente, differenziano questa parte con i valori più allargati del resto del brano. In «Santa Maria» c'è un richiamo melodico e ritmico all'inizio del canto che, non a caso, è anche un forte richiamo testuale. Più avanti, dove è chiara la supplica, la melodia si espande leggermente verso l'acuto e scende fino a toccare, poi, i suoni più gravi di tutto il canto quando il riferimento è all'ora «della nostra» morte. In quel punto si concentra tutta la tensione emotiva del brano che si prolunga anche nell'Amen conclusivo con il quale si esprime l'assenso definitivo.

L'esecuzione di questa pagina musicale richiede un'interpretazione riflessiva che si esprime attraverso la scelta dell'andamento e della sonorità. È opportuno seguire l'indicazione agogica suggerita dall'autore. A livello sonoro è giustificata una piccola apertura nei punti in cui l'autore non ha aggiunto la seconda voce, perché proprio in quei punti compaiono elementi testuali significativi che richiedono la proclamazione a una sola voce. Carlo Recalcati è un sacerdote paolino, cultore e autore di canto liturgico.

AVE O MARIA

Ave Maria, piena di grazia; il Signore è con te. Tu sei benedetta fra tutte le donne e benedetto il frutto dei tuo seno, Gesù.

Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Luisa Tarabra