Madre di Dio

n. 4 aprile 2012

 Presenza materna

 Esulta l'anima mia
   Madì Drello

 Eppure tua madre era lì
   Giovanni Ciravegna

Semplicemente, donna feriale
   Giuseppe Daminelli

«Maria, prima educatrice»
   
Salvatore M. Perrella

Pietà popolare e liturgia
   Stefano De Fiores

Una sorta di "quinto Vangelo"
   

Una maternità pasquale
   Sergio Gaspari

Quella singolare dignità
   Fiorino Triverio

Fatti e persone
   

L'altro, la mia priorità
   
Giuseppe Maria Pelizza

In filiale devozione
   
Luigi M. De Candido

Sulla buona strada
   
Mario Piatti

"Imbarcati" con Dio
   
Maria Di Lorenzo

Nel segreto della nostra salvezza
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

"Consolatrice degli afflitti"
   
Carlo Ciattini

Famiglia Paolina
   

La Madre di Dio nella musica
   Franco Careglio

Madre di Dio n. 4 aprile 2012- Copertina

 Editoriale

  di MADĚ DRELLO

Esulta l'anima mia

Uno dei libri più suggestivi della poetessa Alda Merini, Magnificat, un incontro con Maria (Frassinelli 2002, pp. 109, H 10,00), è stato dedicato dall'autrice ai suoi nipotini, Davide e Giulia, per la loro prima Comunione. È particolarmente significativo l'accostamento del Gesù eucaristico con la Madonna, ritratta in modo ispirato nei momenti salienti della sua vita terrena, in un intreccio continuo di stupore e turbamento, di gioia e angoscia, ma sempre di lode al Signore. «Nessuna carezza è mai stata così silenziosa e presente come la mano di Dio. Ma io non ho visto che in questa mano c'era un solco di lacrime che Dio ha impresso sulle mie pagine bianche, che si chiamava dolore: Dio sia ringraziato per questo. Dio sia osannato in eterno». Da questi versi scaturisce una profonda verità, difficile da accettare: la sofferenza può generare la capacità di esultare in Dio, di provare gratitudine per il Signore della vita. Il segreto, quello di Maria, è di affidarsi a lui, abbandonandosi nelle sue braccia paterne. Scriveva don Luigi Giussani: «La Madonna sapeva che doveva dire Tu: Tu, Dio mio. Come la sua giornata sarà stata tutta fiorita di questo Tu, in qualsiasi circostanza! E tutto quello che era, il mondo e la sua vita, erano un grande disegno buono, una grande opera, oscura nei suoi passi, nei suoi dettagli, al suo piccolo animo, ma buona. Un grande disegno cui doveva obbedire e obbediva, di istante in istante, di giorno in giorno».

E questo dare del tu a Dio, espressione di un fiducioso abbandono, è in special modo gradito al Signore. Secondo Charles Péguy, Dio vuole particolarmente bene a chi si affida a lui con animo colmo di speranza: «La fede che preferisco, dice Dio, è la speranza. Bisogna mostrare speranza a Dio». È certo questa virtù che induce nel credente un sentimento nuovo di serenità e di gioia che gli fa cantare un inno di lode all'Altissimo. Una grande testimone e martire della persecuzione nazista, Etty Hillesum (1914-1943), internata di sua volontà, per condividere la tragica sorte dei suoi fratelli ebrei, scriveva nel suo diario: «In me non c'è un poeta. In me c'è un pezzetto di Dio che potrebbe farsi poesia». Ecco una fede profonda, divenuta speranza certa della presenza del Signore nei suoi giorni più angosciosi, fino a riconoscerlo poeta della sua anima. Anche Maria di Magdala, l'apostola degli apostoli secondo le Chiese orientali, ricevette il dono dell'incontro con il Risorto, il Maestro da lei servito e amato, che la esortò ad annunciare con gioia la vittoria della vita sulla morte e sul male. Il cardinale Angelo Comastri, in un'ipotetica autobiografia della Madonna, immagina, seguendo la versione dei Vangeli apocrifi, che Gesù, il mattino di Pasqua, sia apparso a Maria e così le fa raccontare: «Una luce improvvisamente mi avvolse come nel giorno dell'Annunciazione e una voce mi entrò nell'anima: "Mamma!". Era Gesù, era lui, era la sua voce! Sentii le note del Magnificat risvegliarsi nel mio cuore... A me bastò un bagliore e una voce: "Mamma!". E fui piena di gioia».

Madě Drello