Madre di Dio

n. 4 aprile 2012

 Presenza materna

 Esulta l'anima mia
   Madì Drello

 Eppure tua madre era lì
   Giovanni Ciravegna

Semplicemente, donna feriale
   Giuseppe Daminelli

«Maria, prima educatrice»
   
Salvatore M. Perrella

Pietà popolare e liturgia
   Stefano De Fiores

Una sorta di "quinto Vangelo"
   

Una maternità pasquale
   Sergio Gaspari

Quella singolare dignità
   Fiorino Triverio

Fatti e persone
   

L'altro, la mia priorità
   
Giuseppe Maria Pelizza

In filiale devozione
   
Luigi M. De Candido

Sulla buona strada
   
Mario Piatti

"Imbarcati" con Dio
   
Maria Di Lorenzo

Nel segreto della nostra salvezza
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

"Consolatrice degli afflitti"
   
Carlo Ciattini

Famiglia Paolina
   

La Madre di Dio nella musica
   Franco Careglio

Madre di Dio n. 4 aprile 2012- Copertina

 Famiglia Paolina - Don Giacomo Alberione e Maria

   

«Madonna, se salverai...»

"Al termine dell'Anno mariano – usciti incolumi dalla tremenda guerra – i figli offrono alla Madre, in adempimento del loro voto – 8 dicembre 1954".

La Regina degli apostoli attende don Giacomo Alberione ad appuntamenti impegnativi e profondi durante la guerra 1939-1945. In un giorno di grave pericolo sorge spontaneo nella sua vita quel voto alla Vergine che sta alla radice del Santuario della Regina degli apostoli in Roma. Don Alberione lo ricorderà l'8 dicembre 1954, nel giorno conclusivo della dedicazione del Santuario alla Regina degli apostoli. «Dice la Scrittura: "Fate voti al Signore Dio nostro ed adempiteli". Sono circa 25 anni dacché si era scatenata la seconda guerra mondiale: essa causò tantissime vittime non solo tra i combattenti, ma pure tra i civili, tra le popolazioni inermi. Già allora la Famiglia paolina era sparsa in diverse nazioni e composta di molti membri; e tanti di essi giorno e notte stavano trepidanti nel timore di una morte tragica. «Le pene e i timori di ognuno si assommavano nel cuore del Primo Maestro. Questi, preso consiglio, fiducioso per molte esperienze nella bontà di Maria, nel maggior pericolo, interpretando il pensiero di tutti, prese l'impegno: "O Maria, madre e regina degli apostoli, se salverai tutte le vite dei nostri e delle nostre, qui costruiremo la chiesa al tuo nome". Il luogo della promessa è press'a poco il centro della chiesa costruita; ed è compreso nel circolo segnato nel pavimento e circoscritto dalle parole lapidarie: "Al termine dell'Anno mariano – usciti incolumi dalla tremenda guerra – i figli offrono alla Madre, in adempimento del loro voto – 8 dicembre 1954"».

Roma: la facciata del Santuario-Basilica minore dedicato a Maria, regina degli apostoli, eretto in parrocchia nel 1976.

Roma: la facciata del Santuario-Basilica minore dedicato a Maria, regina degli apostoli, eretto in parrocchia nel 1976.

Per maggior precisione: un giorno, verso le ore 14, le sirene diedero l'allarme; uno stormo di aerei da bombardamento, avanzandosi da Ostia verso Roma, si avvicinava a queste case paoline. Tutti, allora, si diressero nella grotta-rifugio! Questo era l'ordine; e tutti i giovani e i professi vi accorrevano. Il Primo Maestro volle rendersi conto anche delle Figlie di San Paolo; e si avviò verso la loro casa passando per il sentiero di allora. A circa metà strada una bomba cadde a pochi metri; qualche scheggia sfiorò il capo. La maggior pena fu per qualche Figlia che indisposta arrivava al rifugio per ultima e a stento sorretta dalle sorelle; e per qualche altra che dovette rimanere per il male a letto, pur confortata da una suora di molta carità. «Passato il pericolo, fu preso l'impegno e anche stabilito il posto e il modo con cui si sarebbe costruito: locali sottochiesa e la chiesa che dominasse le case; e Maria rimanesse al centro, in mezzo ai suoi figli e figlie. Dalla conclusione della guerra (5 maggio 1945), sapendo quanto avrebbe costato di sacrifici questa chiesa, ne scelsi la costruzione come penitenza e riparazione. E tu, Maria, ci hai salvati, con una protezione che ha del prodigioso: dal Giappone alla Francia. Ed eccoci oggi a sciogliere il voto: ti offriamo questo modesto Santuario, sede del tuo trono, come a nostra regina. Ogni mattone rappresenta i sacrifici dei tuoi figli e di molti Cooperatori, il cui nome (anche se ignoto agli uomini) è scritto nei registri posti ai tuoi piedi, quasi a supplica e testimonianza di fede. Ricordali tutti, o Maria».

L'opera monumentale a Maria regina degli apostoli per sette anni prese moltissimo il suo pensiero e il suo impegno di realizzazione. Egli chiese a tutti una collaborazione finanziaria e spirituale. «Abbiamo celebrato la funzione della benedizione della prima pietra della chiesa alla Regina degli apostoli. La funzione è stata suggestiva. Ma sarà più bello e soddisfacente celebrare la benedizione dell'ultima tegola, ossia la benedizione della chiesa già completa. Impegniamo la Madonna che, per ogni milioncino che offriamo per la costruzione della sua chiesa, ci conceda una vocazione. Anzi, meglio ancora, che anzitutto faccia più belle le vocazioni che già ci sono».

«Per la costruzione del Duomo di Colonia, tutta la popolazione ne sentì un grande vantaggio, perché vi fu un grande risveglio di fervore; e tutti cooperarono come poterono, anche solo con un sacchetto di sabbia o con pochi mattoni. Se vogliamo costruire la chiesa alla Regina degli apostoli, dobbiamo pensare: la chiesa dobbiamo prima costruirla nel nostro cuore, cioè dobbiamo mettere in noi una grande devozione a Maria, con una conoscenza sempre più profonda del titolo Regina degli apostoli. Questo titolo non è ancora abbastanza conosciuto dal popolo cristiano, ma dopo che il Signore Gesù scomparve dalla terra, tutta la Chiesa e tutti gli apostoli furono presi tra le mani da Maria: ecco la prima devozione a Maria regina degli apostoli».

A. G. Santagata, L'Assunta (1955-1957), santuario-basilica Maria regina degli apostoli, Roma.

A. G. Santagata, L'Assunta (1955-1957), santuario-basilica Maria regina degli apostoli, Roma.

Dinanzi allo sforzo eccezionale di questa costruzione ci sono delle perplessità. E don Alberione risponde. «Ci si dice: pare imprudente oggi in cui i prezzi sono arrivati a un'altezza vertiginosa costruire. […] Molte considerazioni porterebbero a tale conclusione. […] Ma se non lo facessimo, non pagheremmo neppure le altre cose, né daremmo aiuto ad altre opere. Costruire una chiesa a questa Madre, che se la merita bella, è dovere; è scavare un pozzo da cui verrà l'acqua per tutti e per tutto: è un bisogno vero, sentito, generale. Sempre avrete i poveri da soccorrere. Oh, le belle preghiere, le liturgiche funzioni, i santi sacramenti, la glorificazione di Dio e della Regina che si avranno in questa chiesa! «Ordine del giorno: tutti i figli e tutte le figlie per la Madre; tutta la misericordia della Madre per ciascun figlio. Deo gratias! degli aiuti venuti dagli Stati Uniti, Brasile, Argentina, Egitto, Svizzera, Spagna; e dalle case d'Italia, specialmente da Casa Madre».

g.r.