Madre di Dio

n. 4 aprile 2012

 Presenza materna

 Esulta l'anima mia
   Madì Drello

 Eppure tua madre era lì
   Giovanni Ciravegna

Semplicemente, donna feriale
   Giuseppe Daminelli

«Maria, prima educatrice»
   
Salvatore M. Perrella

Pietà popolare e liturgia
   Stefano De Fiores

Una sorta di "quinto Vangelo"
   

Una maternità pasquale
   Sergio Gaspari

Quella singolare dignità
   Fiorino Triverio

Fatti e persone
   

L'altro, la mia priorità
   
Giuseppe Maria Pelizza

In filiale devozione
   
Luigi M. De Candido

Sulla buona strada
   
Mario Piatti

"Imbarcati" con Dio
   
Maria Di Lorenzo

Nel segreto della nostra salvezza
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

"Consolatrice degli afflitti"
   
Carlo Ciattini

Famiglia Paolina
   

La Madre di Dio nella musica
   Franco Careglio

Madre di Dio n. 4 aprile 2012- Copertina

Fatti e persone.

MARIA LO LIBERÒ DAL CARCERE
…LA CONVERSIONE DI EMILIANI


«…In tutte le case religiose e chiese affidate alla cura pastorale dei Somaschi: nei giorni in cui si aprirà e si chiuderà solennemente l'Anno giubilare (giorno 27 settembre 2011 e giorno 27 settembre 2012), nella solennità del Fondatore (8 febbraio 2012), nel giorno anniversario in cui san Girolamo Emiliani fu dichiarato patrono universale degli orfani e della gioventù abbandonata (14 marzo 2012), nel giorno del natale dell'Ordine (29 aprile 2012)…», viene concessa l'Indulgenza plenaria. Questo riassunto di date è nel testo ufficiale della Penitenzieria apostolica (prot. n. 998/10/1). Lo citiamo perché è legato alla ricorrenza principale, cioè il 500° (27 settembre 2011) della «prodigiosa liberazione del carcere ad opera di Maria santissima» (cf Messaggio di Benedetto XVI del 28.7.2011). Di che liberazione parla il Papa? Nella guerra della Repubblica veneta contro la lega di Cambrai il nobile veneziano Girolamo Emiliani rimase prigioniero, in attesa di essere giustiziato, a Castelnuovo di Quero, nell'alto trevigiano (cf Vita Somasca, 2-2011). Ma nella notte del 27-28 settembre 1511 riuscì a fuggire. Come? «Maria gli appare una prima volta nella luce, vestita di bianco, gli porge le chiavi dei ceppi e della torre, gli dà un ordine preciso: fuggi via! Segue un altro momento di panico per il timore di non uscirne vivo; sgorga nuovamente la preghiera e segue una seconda apparizione di Maria, con la sensazione tattile di essere preso per mano, di essere guidato da lei in mezzo alle schiere nemiche fino alla vista delle mura della città» (L'Osservatore Romano, 29.7.2011).

San Girolamo Emiliani

San Girolamo Emiliani (foto BERTOTTI).

La città è Treviso e l'immagine della Vergine che lo condusse «per mano» la riconobbe nella cosiddetta Madonna grande (o Santa Maria maggiore) venerata in Treviso. Terminata la guerra, nel 1516 egli poté deporre – visibili ancora oggi – i ceppi e la palla di marmo appesa al collo, quale ex voto. Su questa eccezionale esperienza Girolamo basa non solo la sua "conversione", ma tutta l'opera della sua Compagnia dei Servi dei Poveri, detta poi Chierici regolari di Somasca.

MA IL PARROCO DI LOURDES NON "IMBECCÒ" BERNADETTE...

Le ultime "scorie" dell'800 positivista e miscredente avevano cercato di gettarle su Lourdes i Renan, i Voisin, gli Zola. Oggi è l'epoca, ben più meschina, degli Odifreddi. Riportiamo un intervento di Vittorio Messori sul Corriere della Sera del 18.12.2011 (cf art. del 23.2.2010, sempre di Messori sul Corriere). «Si sa quale sia il motto dell'ideologo: "Se i fatti contraddicono il mio schema previo, tanto peggio per i fatti". Cultore dell'ideologismo è certamente Piergiorgio Odifreddi. Ai libri pubblicati a gran ritmo, il professore aggiunge anche molte prefazioni.

Piergiorgio Odifreddi

Piergiorgio Odifreddi (foto C. MELISSARI/EIDON).

Come quella apposta a un libro su Lourdes appena uscito (L. Garlaschelli [a cura di], Lourdes. I dossier sconosciuti, Italian University Press 2011, pp. 350, H 18,00), ma che sembra giungerci dalla Belle Époque, dagli scontri tra Zola e Lasserre, tra i medici positivisti e padre Gemelli. Ebbene, stando a Odifreddi, Bernadette, la veggente, "era imbeccata dal parroco". Ecco, dunque, la gabbia del pregiudizio contro i fatti, quelli ricostruiti da decine di storici con scialo di documenti inoppugnabili, dai quali risulta in modo certissimo che Bernadette conobbe il parroco, il tempestoso Peyramale, solo il 2 marzo, dopo la tredicesima apparizione. Riferendo impaurita il messaggio di Aquerò, "Quella là", la piccola ne ricavò una scenata e fu cacciata fuori dalla canonica assieme alle due zie in lacrime, con minaccia di negare la Comunione. I documenti dicono che il clero, tutto, cercò di frenare la devozione popolare e, per ordine di Peyramale e del vescovo, nessun sacerdote assistette a nessuna delle apparizioni. Solo dopo quattro anni di indagini serrate lo scetticismo della gerarchia fu vinto, riconoscendo la verità di quanto Bernadette riferiva. I preti, insomma, si arresero all'evidenza dei fatti. Cosa che non vuol fare il matematico piemontese: il suo schema ha deciso che Lourdes non può, non deve essere credibile. Checché ne dica la storia, quella autentica, non le dicerie da Bar Sport di sempre».

Lourdes

Lourdes (foto MARCATO).

 

«...FATTO L'AFFIDAMENTO, ORA VA CONCRETIZZATO»

Il Venerdì santo dello scorso anno, in una lunga intervista televisiva, il Papa rispondeva a una domanda su Maria ai piedi della croce, precisando il suo pensiero sull'affidamento a Maria. «...In Giovanni Gesù sulla croce affida tutti noi, tutta la Chiesa, tutti i discepoli futuri, alla Madre e la Madre a noi. ( ... ) E anche alcuni che quasi hanno difficoltà di accesso a Gesù nella sua grandezza di Figlio di Dio, si affidano senza difficoltà alla Madre. Qualcuno dice: "Ma questo non ha fondamento biblico!". Qui risponderei con san Gregorio Magno: "Con il leggere – egli dice – crescono le parole della Scrittura". Cioè, si sviluppano nella realtà, crescono, e sempre più nella storia si sviluppa questa Parola... I Papi – sia Pio XII, sia Paolo VI, sia Giovanni Paolo II – hanno fatto un grande atto di affidamento alla Madonna e mi sembra, come gesto davanti all'umanità, davanti a Maria stessa, era un gesto molto importante. Io penso che adesso sia importante interiorizzare questo atto, lasciarci penetrare, realizzarlo in noi stessi. In questo senso, sono andato in alcuni grandi santuari mariani nel mondo: Lourdes (foto), Fatima, Czestochowa, Altötting..., sempre con questo senso di concretizzare, di interiorizzare questo atto di affidamento, perché diventi realmente il nostro atto... Al momento non avrei l'intenzione di un nuovo pubblico affidamento, ma tanto più vorrei invitare a entrare in questo affidamento già fatto, perché sia realtà vissuta da noi ogni giorno e cresca così una Chiesa realmente mariana, che è madre e sposa e figlia di Gesù».

Brevi

«Sul volto di Maria bisognerebbe dipingere lo stupore che è apparso una sola volta nella storia dell'umanità. Maria è l'unica persona al mondo che, stringendo tra le braccia il suo figlio, gli può dire "Dio mio"!…». Parole di Jean-Paul Sartre scritte settant'anni fa (cf Bariona o il figlio del tuono) e citato dal card. Angelo Comastri come «una delle pagine più belle mai scritte sulla Vergine» (L'Osservatore Romano, 21.10.2011). L'occasione è data al Cardinale dal Festival internazionale di musica sacra, diretto da Hans Albert Courtrol e dedicato a Maria e al Concilio di Efeso (anno 431). Il Concilio che 1580 anni fa, come ci ricorda Comastri, proclamò il dogma della divina maternità di Maria.

Il card. Angelo Comastri

Il card. Angelo Comastri (foto G. GIULIANI).

«Solo il 5,4% ritiene che l'ignoranza e la miseria possono spingere alla devozione alla Madonna…», afferma Eugenio Fizzotti illustrando una ricerca compiuta al Santuario della Madonna di Polsi in Calabria (L'Osservatore Romano, 2.9.2011). Il coordinatore è il salesiano Natale Spina, che in un complesso questionario rileva come il 61,9% degli intervistati è in possesso di laurea o titolo di studio. «I risultati – afferma don Spina – hanno rovesciato molti luoghi comuni: i pellegrini mostrano l'esigenza di un'esperienza religiosa seria, vissuta nella partecipazione ai sacramenti, manifestando soddisfazione per la disponibilità di confessori…».

«Il modello – anzi la "modella" nel senso proprio della moda, del vestire – è lei, Maria, la ragazza della gioia, del dolore, la ragazza destinata alla gloria». Così su L'Osservatore Romano (29.12.2011) Giulio Tradigo parla di una grande mostra a Sondrio: In confidenza col sacro. Statue vestite al centro delle Alpi. Anche Avvenire vi dedica una pagina piena di curiosità (27.12.2011). È la "moda sacra" di vestire le statue delle Madonne nel '600-700. E c'è anche un pizzico di vanità: «Sottogonne, corsetti, camice di seta, mantelli… Altro che le Barbie, qui parliamo del guardaroba da regina. Naturalmente intonato coi tempi liturgici: dal giallo-oro, al violetto, al rosso, al nero». Creatività e fede!

«Volevo solo fare qualche danno. Volevo spaccare qualcosa…». Incredibile! Sono frasi del rumeno Valentin Anarihei che il 19 dicembre ha danneggiato la porta santa di Santa Maria Maggiore a Roma, «accanendosi – chissà perché! – sulla formella dell'Annunciazione» (Corriere della Sera, 20.12.2011). Non è certo la sindrome di Stendhal di fronte alla bellezza! Nel 1971 il polacco Laszlo Toth martellò la Pietà di Michelangelo; nel 1989 Thomas Lange tentò di dare fuoco alla Madonna di Foligno del Raffaello. Non pazzia è invece la violenza sulla statua della Madonna di Lourdes gettata in strada e calpestata durante la manifestazione del 15 novembre 2011, sempre a Roma. «Lo spregio per la fede (e qui tutta mariana) dei credenti – ha detto il cardinale Agostino Vallini – può contagiare i più deboli».

Agostino Vallini

Agostino Vallini (foto A. GIULIANI)

«Un'immagine della Vergine tra santi vescovi e martiri con delle frecce tra le mani a destra e a sinistra… Sì, sono frecce, che però la Madonna spezza e trattiene». Spiega mons. Mariano Faccani Pignatelli, dell'Ufficio diocesano arte sacra e beni culturali, presentando la famosa immagine della Beata Vergine delle grazie di Faenza. Nel sesto centenario del culto all'immagine è stata ideata un'esposizione nella Pinacoteca comunale (fino al 13 maggio), perché questa «curiosa Madonna della pace » ha trovato nei secoli eco e riproduzioni fuori da Faenza (e dalle sue ceramiche), addirittura nel nord Europa come in Polonia, a Varsavia e a Czestochowa.

Venerata dai Papi – chi non ricorda la devozione di Pio IX, di Leone XIII – la Madonna del buon consiglio di Genazzano (Roma) ha incuriosito gli storici per le sue vicende simili a quelle di Loreto. Infatti l'immagine, secondo la tradizione, fu portata dagli angeli da Scutari (Albania) nel 1467. Ricordiamo poi che qui pellegrinò Madre Teresa di Calcutta , che è di origine albanese. Ma ne parliamo soprattutto perché i l quotidiano Avvenire (23.12.2011), dedicando un'intera pagina all'università cattolica "Nostra Signora del buon consiglio" di Tirana, dimentica il perché di questo titolo e il suo legame storico col Santuario romano e con le sue origini albanesi. La traslazione dell'immagine da Scutari a Genazzano avvenne il 25 aprile 1457.

Madre Teresa

Madre Teresa (foto DEL CANALE).

Un'ora di preghiera al giorno per la Chiesa in India avrà luogo per tutto il 2012 nel Santuario di Nostra Signora della salute di Vailankanny. Si vuole così ricordare il 50° della consacrazione della "vecchia" chiesa. Chiamata da Giovanni Paolo II nel 2002 la "Lourdes dell'Oriente", per l'importanza storica (dal sec. XVI) e l'enorme afflusso di pellegrini, come la città dei Pirenei, Vailankanny ha bisogno di più grandi spazi. E così si è dato inizio a una nuova basilica che si chiamerà "Stella del mattino" e potrà contenere 15 mila persone. Questo ci ricorda Aparecida (Brasile), Guadalupe (Messico), Fatima (Portogallo) e ancor prima Lourdes, dove, accanto al "santuario" propriamente detto, sono state erette grandiose strutture per i pellegrinaggi e le grandi celebrazioni.

Nostra Signora della salute di Vailankanny

Nostra Signora della salute di Vailankanny (foto D. GIAGNORI / EIDON)

Nuovo Vescovo di Tarbes et Lourdes. Benedetto XVI, il 13 febbraio 2012, «ha nominato il vescovo Nicolas Brouwet vescovo di Tarbes et Lourdes (superficie: 4.535; popolazione: 229.000; cattolici: 151.000; sacerdoti: 168; religiosi: 520; diaconi permanenti: 14), Francia. Finora vescovo ausiliare di Nanterre (Francia), succede al vescovo Jacques Perrier del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età».