Madre di Dio

n. 4 aprile 2012

 Presenza materna

 Esulta l'anima mia
   Madì Drello

 Eppure tua madre era lì
   Giovanni Ciravegna

Semplicemente, donna feriale
   Giuseppe Daminelli

«Maria, prima educatrice»
   
Salvatore M. Perrella

Pietà popolare e liturgia
   Stefano De Fiores

Una sorta di "quinto Vangelo"
   

Una maternità pasquale
   Sergio Gaspari

Quella singolare dignità
   Fiorino Triverio

Fatti e persone
   

L'altro, la mia priorità
   
Giuseppe Maria Pelizza

In filiale devozione
   
Luigi M. De Candido

Sulla buona strada
   
Mario Piatti

"Imbarcati" con Dio
   
Maria Di Lorenzo

Nel segreto della nostra salvezza
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

"Consolatrice degli afflitti"
   
Carlo Ciattini

Famiglia Paolina
   

La Madre di Dio nella musica
   Franco Careglio

Madre di Dio n. 4 aprile 2012- Copertina

 Maria, maestra di sequela

  di LUIGI M. DE CANDIDO, osm

In filiale devozione

Suore Dimesse Figlie di Maria Immacolata: «Semplicità e umiltà nella vita e nelle opere».

Compagnia delle Dimesse o Compagnia della gloriosa Vergine Madre di Dio era la denominazione primitiva delle Suore Dimesse Figlie di Maria Immacolata, fondate a Vicenza nel 1579 dal veneziano Antonio Pagani (1526-1589), frate minore osservante, congiuntamente alla vicentina Deianira Valmarana (1550-1603). Finalità operativa era «il servizio di evangelizzazione e di carità a tutti, con attenzione speciale alle giovani generazioni e ai più poveri». Allora la consacrazione femminile anche con i voti non trovava altra collocazione che nella clausura, dalla quale era esclusa la "vita attiva": la tipologia delle Dimesse cinquecentesche anticipava la tipologia degli Istituti secolari riconosciuta nei primi decenni del secolo scorso. Il passaggio a istituto religioso avviene all'alba del Novecento. Le prime Costituzioni (1587, denominate Ordini) delineano l'identità ispirazionale della «divota Compagnia delle Dimesse » nel vivere «sotto il nome e la protettione della purissima Madre di DioMaria Vergine»; le successive del 1704 individuano il riferimento mariano nella «purissima Madre di Dio Maria Vergine Immacolata »; infine, quelle vigenti dal 1993 scelgono come denominazione Suore Dimesse Figlie di Maria Immacolata. Quest'ultima edizione unifica i rami o case cinque/seicentesche in unica Congregazione. La denominazione originaria Dimesse evidenzia il «modo di vivere dimesso » delle sorelle (art. 4), che il Fondatore articolava nell'«amare la virtù, la pace, la modestia, l'unione, l'umiltà, la verità, la sincerità e il puro amore di Gesù Cristo crocifisso, dolcissimo Figlio di Maria» (Introduzione delle Costituzioni, pag. 12). Origine e storia riverberano luci mariane.

Ignoto, Gesù risorto (miniatura del sec. XV), museo Leone, Vercelli

Ignoto, Gesù risorto (miniatura del sec. XV), museo Leone, Vercelli (foto BONOTTO).

L'attuale "fisionomia specifica" è maturazione plurisecolare. «L'Istituto delle Suore Dimesse è posto sotto la protezione della Vergine Immacolata ed è caratterizzato dalla semplicità e dall'umiltà nella vita e nelle opere, secondo il desiderio del Fondatore, che scrive: le Dimesse, sotto lo stendardo della sempre immacolata Maria Vergine, Madre del Figlio di Dio, a Lui fedelmente servono » (art. 4). Questa protezione mariana si distende sulla comunità riunita nel nome di Cristo crocifisso e risorto «e nel nome della sua carissima Madre» (art. 195). «L'aiuto della Vergine Immacolata » sostiene la fedeltà dei voti e l'impegno «a rendere sempre più luminosa la testimonianza della consacrazione» tramite la castità (art. 133).

Il magistero di Maria guida nella formazione allo spirito dell'Istituito sin dall'ingresso. «Le giovani imparino a stare alla scuola della Madonna, umile serva del Signore e prima discepola del Vangelo, che avanzò nella peregrinazione della fede e serbò fedelmente la sua unione con il Figlio fino alla croce, perché questa dolcissima Vergine Madre è una madre tanto buona, che non soltanto ama chi è devoto e amorevole verso di lei, ma si mette anche a servizio di coloro che la servono e li arricchisce abbondantemente di doni e di grazie, affinché divengano degna abitazione del suo Figlio e dello Spirito Santo» (art. 107). Il culto si concentra in «una devozione particolarmente filiale» (art. 40). Servire Cristo è impegno di fedeltà al carisma di fondazione agevolato da Maria. «Le Suore, in fedeltà al carisma di fondazione, sono chiamate a vivere la conformità d'amore e di vita a Gesù Cristo crocifisso e risorto, a servizio della Verità, con umile riserbo, in semplicità e in letizia evangelica, guardando a Maria, umile serva del Signore e discepola fedele fino alla croce, per cooperare alla crescita della Chiesa e alla salvezza propria e del mondo. Esse realizzano in tal modo nella propria vita l'ideale di apostole della Verità nella carità, sotto l'impulso di un unico amore verso Dio e verso gli uomini» (art. 5). Nell'apostolato Maria si eleva come esempio e madre. «[Le Suore] affidino filialmente le loro fatiche e le loro speranze alla Vergine Immacolata, modello perfetto di vita spirituale e apostolica, perché con il suo materno aiuto vadano in tutto crescendo in colui che è il capo, Cristo» (art. 76).

La maturità della suora, realizzazione di sé in Cristo crocifisso e risorto, avviene «alla scuola della Madonna, umile serva del Signore e prima discepola del Vangelo» (art. 212, esortazione conclusiva: la ripetizione rimarca l'importanza dei contenuti ispirazionali e operativi). Figlie di Maria Immacolata indica filialità, neologismo che evoca l'identità della persona che coltiva amorosamente ispirazione consapevole, discepolanza obbediente, devozione oblativa, fiducia gioiosa.

*Le Suore Dimesse Figlie di Maria Immacolata sono 356 distribuite in 64 case. Per informazioni: Madre Superiora, Suore Dimesse Figlie di Maria Immacolata, corso Fogazzaro 254, 39100 Vicenza; tel. 0444-54.20.35.

Luigi M. De Candido