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«TI
AFFIDIAMO, O MARIA,
I POPOLI DEL MEDITERRANEO»
Nel
pellegrinaggio al santuario di Santa Maria di Leuca (Puglia) (in foto),
lo scorso 14 giugno, il Papa ha detto: «In questo luogo
storicamente così importante per il culto della Beata Vergine Maria, ho
voluto che la liturgia fosse dedicata a lei, Stella del mare e Stella
della speranza. "Ave, maris stella, / Dei Mater alma, / atque
semper virgo, / felix coeli porta!". Le parole di questo antico
inno sono un saluto che riecheggia in qualche modo quello dell’Angelo
a Nazaret. Tutti i titoli mariani infatti sono come gemmati e fioriti da
quel primo nome con il quale il messaggero celeste si rivolse alla
Vergine: "Rallegrati, piena di grazia" (Lc 1,28). L’abbiamo
ascoltato nel Vangelo di san Luca, molto appropriato perché questo
santuario come attesta la lapide sopra la porta centrale dell’atrio è
intitolato alla Vergine Santissima "Annunziata".
Quando Dio chiama Maria "piena di grazia", si accende per
il genere umano la speranza della salvezza: una figlia del nostro popolo
ha trovato grazia agli occhi del Signore, che l’ha prescelta quale
madre del Redentore. Nella semplicità della casa di Maria, in un povero
borgo di Galilea, incomincia ad adempiersi la solenne profezia della
salvezza: "Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua
stirpe e la sua stirpe: / questa ti schiaccerà la testa / e tu le
insidierai il calcagno" (Gn 3,15). Perciò il popolo cristiano ha
fatto proprio il cantico di lode che gli ebrei elevarono a Giuditta e
che noi abbiamo poc’anzi pregato come Salmo responsoriale:
"Benedetta sei tu, figlia, / davanti al Dio altissimo / più di
tutte le donne che vivono sulla terra" (Gdt 13,18). Senza violenza,
ma con il mite coraggio del suo Sì, la Vergine ci ha liberati
non da un nemico terreno, ma dall’antico avversario, dando un corpo
umano a colui che gli avrebbe schiacciato la testa una volta per sempre».

«Ecco perché, sul mare della vita e della storia, Maria risplende
come stella di speranza. Non brilla di luce propria, ma riflette quella
di Cristo, sole apparso all’orizzonte dell’umanità, così che
seguendo la stella di Maria possiamo orientarci nel viaggio e mantenere
la rotta verso Cristo, specialmente nei momenti oscuri e tempestosi Da
questo santuario di Santa Maria de finibus terrae desidero
recarmi in spirituale pellegrinaggio nei vari santuari mariani del
Salento, vere gemme incastonate in questa penisola lanciata come un
ponte sul mare. La pietà mariana delle popolazioni si e formata sotto l’influsso
mirabile della devozione basiliana alla Theotokos, una devozione
coltivata poi dai figli di san Benedetto, di san Domenico, di san
Francesco, ed espressa in bellissime chiese e semplici edicole sacre,
che vanno curate e preservate come segno della ricca eredità religiosa
e civile della vostra gente. Ci rivolgiamo dunque ancora a te, Vergine
Maria, che sei rimasta intrepida ai piedi della croce del tuo Figlio. Tu
sei modello di fede e di speranza nella forza della verità e del bene.
Con le parole dell’antico inno ti invochiamo: "Spezza i legami
agli oppressi, / rendi la luce ai ciechi, / scaccia da noi ogni male, /
chiedi per noi ogni bene". E allargando lo sguardo all’orizzonte
dove cielo e mare si congiungono, vogliamo affidarti i popoli che si
affacciano sul Mediterraneo e quelli del mondo intero, invocando per
tutti sviluppo e pace: "Donaci giorni di pace, / veglia sul nostro
cammino, / fa che vediamo il tuo Figlio, / pieni di gioia nel
cielo"».
DONNE E
MARIA, CONVERSIONI DALL’ISLAM
Magdi
Cristiano Allam (in foto), il noto scrittore ed editorialista del
Corriere della Sera battezzato in San Pietro la notte di Pasqua,
racconta la conversione di tre musulmane. «Malika, Dounia e Rachida
hanno in comune la loro origine marocchina, sono diventate cittadine
italiane, sono sposate con italiani e hanno figli nati e cresciuti in
Italia a cui sono stati dati nomi cristiani. Tutti noi abbiamo in comune
una particolare devozione per la Vergine Maria, figura venerata anche
nell’islam, a cui il Corano dedica un capitolo ed è oggetto di culto
da parte degli stessi musulmani che prendono parte, al fianco dei
cristiani, al pellegrinaggio dei diversi santuari mariani presenti in
Egitto, Turchia, Giordania, Siria e Libano. In Pakistan, stato islamico
retto dalla Sharia, la legge coranica, c’è addirittura una
città dedicata alla Madonna, Mariamabad, dove il 3 settembre di ogni
anno circa 500 mila fedeli partecipano a un pellegrinaggio mariano.
Anche se certamente è diversa la figura di Maria nel cristianesimo
rispetto all’islam, che non crede nella natura divina di Gesù, il
culto della Vergine e la condivisione del mistero della Natività di
Gesù sono un tratto unificante tra le due religioni. Ecco perché il
pellegrinaggio mariano può rappresentare un momento di riflessione
spirituale comune sul valore della sacralità della vita che proprio la
Vergine Maria incarna. Mi sono sempre domandato perché mai se negli
stessi Paesi musulmani si venera Maria e i fedeli delle due religioni
partecipano ai pellegrinaggi mariani, perché mai ciò non potesse
accadere anche in Italia, nella culla del cattolicesimo».
Malika non nasconde la sua gioia: «In Marocco sin da piccola tutti
mi chiamano Maria. Da sempre ho coltivato una venerazione per la Vergine
Maria e nutro una particolare sensibilità nei suoi confronti. Non so
come spiegarmelo. A casa ho una foto della Madonna che guardo tutte le
sere prima di coricarmi. Nel suo volto ci sono amore e rispetto, mi dà
tanta forza e mi ispira tanta libertà»
(Corriere, 8.6.08).
MARIA E
IL SINODO
SULL’ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO
«Maria
ha vissuto in modo incomparabile l’incontro con la parola di Dio».
Così sintetizza l’Instrumentum laboris, cioè il
documento-guida del prossimo Sinodo, che si terrà dal 5 al 26 ottobre e
avrà per tema: "La parola di Dio nella vita e nella missione della
Chiesa".
«Nella storia della salvezza - si afferma nell’Instrumentum
al n. 25 - emergono grandi figure di uditori e di evangelizzatori della
parola di Dio: Abramo, Mosè, i profeti, i santi Pietro e Paolo, gli
altri apostoli, gli evangelisti. Essi ascoltando fedelmente la parola
del Signore e comunicandola hanno fatto spazio al Regno di Dio. In
questa prospettiva, ruolo centrale assume la figura della Vergine Maria
che ha vissuto in modo incomparabile l’incontro con la parola di Dio,
che è lo stesso Gesù. Per questo è costituita modello provvidenziale
di ogni ascolto ed annuncio. Già educata alla familiarità con la
parola di Dio nell’esperienza così intensa delle Scritture del popolo
cui appartiene, Maria di Nazaret, a partire dall’evento dell’Annunciazione
fino alla croce, anzi fino alla Pentecoste, accoglie nella fede, medita,
interiorizza e vive intensamente la Parola (cf Lc 1,38; 2, 19.51; At 17,
Il). In forza del suo Sì, primo e mai interrotto, alla parola di
Dio, ella sa guardare attorno a sé e vive le urgenze del quotidiano,
consapevole che ciò che riceve come dono dal Figlio è un dono per
tutti: nel servizio ad Elisabetta, a Cana e sotto la croce (cf Lc I, 39;
Gv 2, 1-12; 19, 25-27). Pertanto a lei si addice quanto detto da Gesù
in sua presenza: "Mia madre e i miei fratelli sono coloro che
ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica" (Lc 8,21).
"Essendo intimamente penetrata dalla parola di Dio, può diventare
madre della parola incarnata" (Deus caritas est, n. 41).
In particolare, va considerato il suo modo di ascoltare la Parola. Il
testo evangelico: Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose
meditandole nel suo cuore (Lc 2,19) significa che ella ascoltava e
conosceva le Scritture, le meditava nel cuore in una sorta di processo
interiore di maturazione, dove l’intelligenza non è separata dal
cuore. Maria ricercava il senso spirituale della Scrittura e lo trovava
collegandolo (symballousa) alle parole, alla vita di Gesù e agli
avvenimenti che veniva scoprendo nella sua storia personale. Maria è
nostro modello tanto per accogliere la fede, la Parola, quanto per
studiarla. Non basta a lei accoglierla, vi si ferma sopra. Non solamente
la possiede, ma nello stesso tempo la valorizza. Le dona l’assenso, ma
anche la sviluppa. Così Maria si fa simbolo per noi, per la fede dei
semplici e per quella dei dottori della Chiesa che cercano, soppesano,
definiscono come professare il Vangelo».
Brevi
28
luglio all 11 agosto il
Seminario di Bressanone (sopra Bolzano) ospiterà Benedetto XVI per il
consueto breve periodo di riposo. I santuari prossimi a cui il Papa non
mancherà di recarsi pellegrino sono l’Unsere liebe frau di Sanales,
di Bühet, di Maria Hilf, dell’Addolorata di Rifiano. In dialogo con
Ratzinger qui nell’estate del 1984 Vittorio Messori scrisse Rapporto
sulla fede (Edizioni San Paolo).
La
Sardegna attende il Papa al santuario di Bonaria (Cagliari) il 7
settembre. Nel centenario della proclamazione della Vergine quale
patrona dell’isola (fu Pio X nel 1908) è stato compiuto con la
venerata immagine il periplo dell’isola in 7 tappe. Ad accogliere la
statua proveniente dal mare (quale ricordo del suo primo miracoloso e
misterioso arrivo appunto via mare nel 1370), sono accorsi oltre 150
mila sardi.
L’Irlanda,
che ha votato contro la Costituzione europea il 13 giugno (53,4%
contro il 46,6), sta vivendo anche una deriva religiosa. La cantautrice
Sinead O’Connor ha dichiarato a Repubblica: «Abbiamo avuto un
grande cambiamento negli ultimi anni. Veneriamo Alfa Romeo e Mercedes
come un tempo la Vergine Maria»! Che accostamenti!
Duns
Scoto (così chiamato perché scozzese), uno dei più grandi teologi
e uomini di cultura del Medioevo, moriva a Parigi l’8 novembre 1308
(sette secoli fa). È noto per aver sempre propugnato la verità dell’Immacolata
Concezione (Dogma proclamato da Pio IX nel 1854). Si racconta che nel
1281 alla vigilia della professione religiosa (era francescano) mentre
pregava vedesse la Vergine beneaugurante con il Bambino Gesù tra le
braccia.
Per
i 500 anni del ritrovamento della statua della Beata Vergine del
Pilastrello (Lendinara, Rovigo) e l’inizio della costruzione del
santuario, è stato indetto in diocesi un anno mariano che, iniziato l’11
maggio, terminerà nel cadere dei 500 anni nel 2009. I fatti: nel 1509,
il 9 maggio il signor Brandolese trovò sospesa su una siepe una piccola
statua tutta luminosa.
Nostra
Signora di Héas è uno dei santuari più alti d’Europa (oltre
2600 m). Collocato nei Pirenei, tra Francia e Spagna, nell’unico sito
montagnoso europeo iscritto dall’Unesco quale patrimonio mondiale dell’umanità.
Il piccolo santuario verrà presto restaurato. «Questa cappella di
pastori è il simbolo dell’antica strada che collegava Spagna e
Francia attraverso Héas», ricorda il curato di Luz, padre Thierry
Savignac.
Come
accadde ad Aparecida in Brasile il 17 ottobre 1717 a maggio si è
avuta notizia del ritrovamento di una statua di Nostra Signora di
Lourdes gettata nel fiume Mekong nella guerra cambogiana dei Kmer Rossi
degli anni 70. Ma non è tutto: ripescata, è stata venduta per 7
dollari per farne pezzi di metallo. Alcuni cristiani di passaggio sul
luogo l’hanno riscattata con 7 sacchi di riso portandola alla chiesa
di Nostra Signora della pace di Areaksat.
Alcuni
frammenti dell’antico quadro della Madonna della Vena del
santuario di Piedimonte Etneo (Catania) sono stati inviati a Firenze per
le prove del carbonio 14 per stabilire l’epoca dell’immagine. Il
dipinto della "Theotokos glicofilusa" proverrebbe da
Costantinopoli come dono dell’imperatore Tiberio II a san Gregorio
Magno. Se fosse del VI secolo, risulterebbe una delle immagini mariane
più antiche.
«Se
propaghi il rosario, sarai salvo». Questa espressione del beato
Bartolo Longo fondatore del santuario di Pompei è all’origine della
Missione mariana del rosario. Ogni anno in diverse località sono in
programma almeno 20 missioni sia in Italia che all’estero con una
copia dell’Immagine di Pompei. Savona, Potenza, Lecce, Ischia, quest’anno
sono tra le diocesi interessate.

I
treni francesi (pensiamo ai "treni bianchi" per i malati)
sono un disastro. In una vibrata protesta al presidente Sarkozy (foto),
lo SPI (Segretariato Pellegrinaggi Italiani) lamenta cose incredibili: «Orari
che vengono comunicati solo pochi giorni prima della partenza. Mai
vengono date spiegazioni per i ritardi (un viaggio di 15 ore diventa di
21 e senza spiegazioni)». Poveri malati! A Sarkozy viene infine
ricordato che la Francia si presenta sempre «come il Paese che è all’origine
dei moderni diritti civili». E Lourdes celebra i 150 anni!
Proclamata
Basilica minore la colleggiata di Santa Maria delle Grazie di
Cortemaggiore. Presente l’ex segretario di Stato vaticano, il card.
Angelo Sodano, la chiesa è stata riaperta al culto dopo delicati
restauri, che hanno interessato anche il quadro "La Vergine degli
Angeli", del Parmigianino. Quest’opera ispirò Giuseppe Verdi per
La forza del destino.
Da
Varallo occorre iniziare quando si parla dei Sacri Monti», sorti
tra il 500 e il 600. Così Antonio Paolucci, sovrintendente dei Musei
vaticani. Sono 7 i Sacri Monti (pensiamo a Crea, Belmonte, Domodossola,
Oropa, Orta, Ossuccio, Varese ), tra Piemonte e Lombardia, proclamati
dall’Unesco nel 2003 "Patrimonio dell’umanità".
Considerati in passato opere d’arte di serie B, oggi pienamente
rivalutati, sono stati oggetto di un convegno dal 13 al 15 giugno, dal
titolo: "Imago Veritatis, l’arte come Via spirituale".
Imparare
a "scrivere un’icona" della Madre del Salvatore è un’esperienza
unica di contemplazione. Con tale spirito il monaco benedettino Giuseppe
Bottione tiene un corso per i "principianti assoluti" e
lezioni individuali per "allievi già esperti". Per chi può
accedere al Lago Maggiore, informazioni: tel. 039-91.42.331.
Se
Lourdes ha problemi di "puntualità", Fatima ne ha
maggiori di "distanze". Parliamo di treni. Vi è il progetto
di far passare il TGV portoghese dell’Alta Velocità con fermata in
località Leiria-Fatima non troppo lontano dal santuario. Oggi l’unico
treno proveniente dal Nord o dal Sud, cioè da Lisbona, ferma a 25 km da
Fatima obbligando i pellegrini a prendere taxi o corriere.
Con
i suoi 126 metri di lunghezza, 75 di altezza (interno cupola), 65 di
larghezza, Santa Maria degli Angeli di Assisi, al cui interno vi è la
chiesetta della Porziuncola (dove morì san Francesco il 3 ottobre 1226)
è una delle basiliche più grandi della cristianità. 60 anni fa (1948)
molti fedeli affermarono di aver visto muoversi (chinare la testa) la
grande statua dell’Immacolata che domina la facciata (da Porziuncola,
2-2008).
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