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Lo
spirito di S. Teresina con lo stile del Cordon Bleu: è l’insolita
"ricetta" dell’Eau Vive, per realizzare un Vangelo
veramente incarnato nel mondo. di
MARIA DI LORENZO
Circola
da tempo una battuta che ha il sapore di un paradosso: "Neanche lo
Spirito Santo sa quante sono le famiglie religiose presenti sulla
terra!". Questo per dire la gran varietà di congregazioni
presenti nel mondo, che a dire il vero ha fatto sbocciare proprio lo
Spirito sul grande albero della Chiesa cattolica per corrispondere,
secondo un provvidenziale disegno di Dio, alle diverse necessità dei
tempi.
Oggi, nel nostro viaggio ideale dentro le realtà
mariane del terzo millennio, vogliamo far conoscere ai nostri lettori l’associazione
delle Lavoratrici Missionarie dell’Immacolata, che gestiscono i
ristoranti della catena Eau vive: un’originale famiglia religiosa
creata 50 anni fa a Parigi dal sacerdote Marcel Roussel perché fossero
delle "carmelitane in mezzo al mondo", delle "messaggere di
Maria" in ogni angolo della terra secondo lo spirito di S. Teresa di
Gesù Bambino.
Nato in Francia l’8 giugno 1910, il giovane Marcel fin
da seminarista dirige i suoi passi sul sentiero tracciato da Teresa di
Lisieux, assorbendone la sua semplice e al tempo stesso vertiginosa
spiritualità. Ordinato sacerdote, fa proprie le preoccupazioni della
Chiesa espresse in Francia dall’appello del cardinale Suhard perché si
prenda coscienza della profonda scristianizzazione del Paese.
Curato a Byans-sur-Doubs negli anni Quaranta, scrive: "Come
mi attirano le masse paganizzate; vorrei evangelizzarle con l’aiuto di
giovani completamente donate a Dio, delle vergini…". È la
prima luce che fa capolino nel suo cuore per illuminarlo, sia pure
confusamente, sulla sua futura missione.

Preghiera e servizio: una Lavoratrice Missionaria in
raccoglimento davanti alla statua della Vergine posta all’ingresso e
mentre apparecchia i tavoli (Foto Di Lorenzo).
"Se tu conoscessi il dono di Dio…"
Sopra il letto nel suo appartamento vicino Parigi P.
Marcel ha un’immagine di Gesù con una scritta: "Ho sete".
Le stesse parole, il grido di Cristo sulla Croce, che erano risuonate nel
cuore di Teresa. Il giovane prete legge e rilegge i testi della santa, la
interroga, si rivolge a lei nella preghiera; si reca sovente al Carmelo di
Lisieux in cerca di luce.
Come Teresa, P. Roussel riflette su questa sete ardente
di Dio, questo riversare il suo Amore nel cuore degli uomini, un Amore che
si dà come un fiume di Acqua Viva che lava, purifica e fa vivere.
Riflette sul desiderio immenso che Dio ha di essere amato dalle anime
versando in esse i torrenti della sua infinita Misericordia. Ma tanti
ancora non conoscono il suo Amore o lo disprezzano, tanti ignorano il suo
volto più vero, l’assoluta gratuità. Pensa infatti al passo del
Vangelo che racconta l’incontro di Gesù con la Samaritana al pozzo di
Giacobbe: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti
dice: ‘Dammi da bere!’, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti
avrebbe dato acqua viva." (Gv 4,10).
La notte di Natale del ‘48 P. Roussel sta celebrando a
Saint Denis, assieme ad alcune giovani che saranno le future Lavoratrici
Missionarie, la Messa di mezzanotte. Al momento dell’elevazione del
calice per la Consacrazione, Carmen, una prostituta del quartiere, viene
uccisa con un colpo di coltello al cuore: P. Roussel vi legge un
misterioso richiamo del Signore.
Mosso dallo Spirito, l’11 febbraio 1949 fonda il
Gruppo Donum Dei (che poi, nell’84, si chiamerà Legione
Supplicante e Riparatrice) destinato a pregare e a offrire messe per
la conversione delle prostitute. Il gruppo di preghiera cresce, si
allarga. Esattamente un anno dopo, l’11 febbraio 1950, P. Roussel
riunisce alcune giovani a cui dà il nome di Travailleuses
Missionnaires de l’Immaculée (Lavoratrici Missionarie dell’Immacolata).
Una famiglia di vergini laiche in mezzo al mondo per perpetuare la
missione di Teresa di Lisieux. Scriveva a tal fine padre Marcel: "In
mezzo alla massa, la missionaria sarà come un polo d’attrazione dell’Amore
divino. Riceverà in se stessa tutto l’amore che i lavoratori
indifferenti o pagani non vogliono accogliere… Avrà realizzato il
desiderio di Teresa: missionaria in pieno mondo pagano, essendosi offerta
come vittima all’Amore Misericordioso".
Toccando infatti il vertice della vita cristiana, la
santa di Lisieux il 9 giugno 1895, appena due anni prima di morire, aveva
pronunciato la sua offerta all’Amore Misericordioso: "Mio Dio!
Trinità beata, desidero amarvi e farvi amare…", e sul letto di
morte aveva ripetuto: "Chiedo a Gesù ch’Egli
si scelga una legione di anime semplici, che si offrano come vittime d’olocausto
al Suo Amore Misericordioso…".
Questa famiglia religiosa è dunque la concretizzazione
di un grande desiderio apostolico – non realizzato – di S. Teresina,
lei che aveva desiderato far amare Dio e portarlo fino agli estremi
confini del mondo, se solo le fosse stato concesso. Che cosa direbbe oggi
tornando sulla terra se scoprisse questo singolare Carmelo nato nella sua
scia?

Un momento di danza nell’Eau Vive di Roma (Foto
Eau Vive).
Metti una sera a cena
Evangelizzare con un arrosto cotto o con salmone e
pommes frites, con una soffice mousse di cioccolato e altre
prelibatezze. Sono gli insoliti "ingredienti" dei ristoranti Eau
vive. Uno è in funzione da molti anni nel cuore di Roma, al numero
civico 85 di via Monterone, a due passi da Montecitorio. Tavoli con la
tovaglia verde, piccoli bouquet di fiori. Saloni con volte affrescate,
rinascimentali. Alle pareti grandi fotografie che ritraggono Teresa di
Lisieux, mentre una Madonna tutta bianca all’ingresso "riceve"
i clienti unendo le sue mani in un dolcissimo gesto che sa di accoglienza
e materna sollecitudine.
Che impressione fa ai clienti dell’Eau Vive,
domando alla responsabile Renée Prieur, l’entrare in un ristorante e
trovarvi la statua della Vergine proprio all’ingresso?
Lei scuote la testa e ride: "E’
effettivamente una bella sorpresa per chi ignora la nostra realtà, un po’
spiazzante… Molti clienti infatti vengono senza sapere niente, però
subito percepiscono di trovarsi in un ambiente diverso. Sono turisti,
uomini d’affari, di diversa religione, spesso non credenti. E fanno
domande, vogliono sapere, vogliono capire. Il nostro apostolato consiste
proprio in questo: la cucina e la sala per i clienti per noi sono gli
spazi in cui testimoniare il Vangelo. Un Eau Vive è come un Carmelo nel
mondo, un Carmelo aperto dove si distribuisce l’Acqua Viva…".
Ragazze di diversa nazionalità con mani esperte
apparecchiano i tavoli per la sera. Indossano lunghe tuniche variopinte,
gli abiti dei loro paesi d’origine che sono Burkina Faso, Filippine,
Vietnam, Nuova Caledonia, Zaire. E’ una famiglia internazionale quella
dell’Eau Vive (ma non ha nessun membro del nostro Paese),
presente oggi in tutti i continenti e con molteplici apostolati: catechesi
e formazione spirituale, soprattutto per mezzo del rosario meditato,
incontri nelle carceri, nelle fabbriche, negli ospedali, tra le persone
sole, le prostitute, gli emarginati, quelli che buttano via inutilmente la
loro vita perché non conoscono ancora il "dono di Dio". Sono
sorelle di ogni razza, bianche, nere, gialle, che vivono in un clima di
famiglia e grande fraternità: una ragazza italiana non ci starebbe male.

La responsabile dell’Eau Vive di Roma, Renée
Prieur (Foto Di Lorenzo).
La Donna perfetta
"Ogni sera - racconta
Renée - durante la cena a un certo punto c’è il canto dell’Ave
Maria di Lourdes, spesso preceduta da una danza liturgica
incentrata su qualche passo del Vangelo (la danza infatti fa parte del
bagaglio formativo di ogni lavoratrice missionaria, insieme alla teologia
e alla cucina), a cui segue la preghiera. Si abbassano le luci, si
accendono dei ceri portati in processione e tra i commensali non è raro
vedere qualcuno che ha i lucciconi agli occhi. Molti dei nostri clienti
poi sono turisti provenienti dalla Scandinavia – lei precisa
– ed è un vero piacere sentirli intonare l’Ave Maria, del tutto
spontaneamente, e sono come sappiamo protestanti, tra loro non v’è l’uso
di venerare la Madonna. La nostra famiglia religiosa è uno strumento
nelle mani di Maria per compiere la sua missione nel mondo".
Riflettendo sulla nuova famiglia missionaria, p. Roussel
sosteneva: "Realizzando il programma di
Teresa guardiamo sempre anche Maria, modello missionario. Prima di Teresa
ella si è offerta per ricevere l’Amore Misericordioso. Per contenere l’Amore,
ella ha dato non solo la sua anima, ma la sua carne di Madre".

P. Marcel Roussel mentre celebra la S. Messa.
Scriveva ancora: "Maria è
il più bello dei Tabernacoli non fatto da mani umane. Maria è il
Tabernacolo Vivente che porta sempre in sé il Figlio e la Santa Trinità.
Oh, questo Tabernacolo immacolato, guardatelo spesso! Ben presto vi
scoprirete la presenza del Maestro. Sentirete le Sue parole. Vi
abbraccerà con lo sguardo pieno di amore e di perdono. È lì nel cuore
di Sua Madre che Gesù vi aspetta. E dirà anche a voi: il Messia, il
Salvatore, sono Io che ti parlo. L’acqua viva, sono Io che la dò".
L’Immacolata per prima ha creduto all’Amore e ha
ricevuto il dono di Dio. È la Donna perfetta, madre e modello. Dice
infatti Renée Prieur: "La nostra devozione
verso Maria è il pilastro spirituale del nostro essere consacrate: al
momento dello Sposalizio con Gesù noi riceviamo l’abito di Lourdes,
bianco con la fascia azzurra. Portiamo inoltre lo scapolare del Carmelo,
facendo la professione come terziarie carmelitane. Il Carmelo del resto è
nato per Maria, no?
E anche la nostra spiritualità, malgrado le apparenze,
è tutta contemplativa. L’Eau Vive è un Carmelo nel mondo in cui la
contemplazione è vissuta nelle varie occupazioni quotidiane, mettendo
insieme servizio e preghiera. Tutto il nostro lavoro è adorazione ed
offerta, è così che siamo autenticamente missionarie".
Maria Di Lorenzo |