Madre di Dio

 

N. 3 Marzo 2002

Verso la Pasqua con Maria, "donna del terzo giorno"
  
Editoriale

"Ciò che non mi serve, mi pesa"
  
Mons. Angelo Comastri

"Non preghiera a Maria, ma con Maria"
  
Giuseppe Daminelli

Atanasio dell'Athos e la fondazione del primo Monastero, la "Grande Laura"
  
George Gharib

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

La vera devozione alla Vergine ha le sue radici nelle profondità della fede
  
Stefano De Fiores

Maria, Madre della Chiesa
  
Alberto Rum

"Shalôm, Jerušalaim!"
  
Bruno Simonetto

Faustina e l'Amore Misericordioso di Dio
  
Maria Di Lorenzo

Visioni e apparizioni: una sfida incessante
  
Luigi M. De Candido

Maria nella mia vita 
  
Sr. Elisabetta Patrizi

In Libreria

La Mariologia del Ven. G. Alberione
  
Bruno Simonetto

Maria nei suoi Santi - S. Domenico Savio

Litanie Lauretane

Madre di Dio n. 3 marzo 2002 - Copertina

 

 

 

 

Mons. Angelo Comastri Ricordando Madre Teresa di Calcutta

di Mons. ANGELO COMASTRI

"Ciò che non mi serve, mi pesa!"
   

I "fioretti" di Madre Teresa sono di una bellezza straordinaria: hanno il profumo della carità e sono il segno della presenza di Dio nella sua esile e gigantesca figura.

Al termine di una 'Veglia di Preghiera' con Madre Teresa, accadde un fatto che ho sempre vivo nella memoria e, ricordandolo, ancora mi emoziono profondamente.

Un ricco industriale mi aveva manifestato l'intenzione di regalare a Madre Teresa la sua villa per accogliere i malati di AIDS ed aveva in mano le chiavi per consegnarle alla Madre. Riferii la proposta a Madre Teresa, che prontamente rispose: "Devo pregare, devo pensarci: non so se è cosa buona portare i malati di AIDS in un luogo di grande turismo. E se fossero rifiutati? Soffrirebbero due volte!".

Quale saggezza! Quale libertà interiore! però a tutti noi, uomini di poca fede, sembrava che Madre Teresa stesse per perdere una bella e rara occasione. Un distinto signore, che aveva assistito al dialogo, si sentì in dovere di consigliare: "Madre, intanto prenda la chiave e poi si vedrà…". Madre Teresa, senza alcuna esitazione e forse sentendosi ferita in ciò che aveva di più caro e di più prezioso, chiuse il discorso dicendo: "No, signore! Perché ciò che non mi serve, mi pesa!".

Queste parole sono un capolavoro. Mi richiamarono alla memoria ciò che San Bonaventura scrisse riguardo a San Francesco: "Nessuno fu così avido d'oro, quanto Francesco fu avido della povertà".

Nel 1991, esattamente il 27 maggio, Madre Teresa di Calcutta venne a Massa Marittima (Gr), dove ero Vescovo da appena un anno. Con mia grande sorpresa mi comunicò la decisione di aprire a Piombino una Casa per le 'Suore Contemplative delle Missionarie della Carità': "Pregheranno davanti al Gesù nel Tabernacolo - mi disse -; e così si diffonderà attorno la luce della bontà. Ci vogliono cuori puri per accogliere l'Amore! Cuori puri!".

Madre Teresa stringe a sé un bambino con affetto materno.
Madre Teresa stringe a sé un bambino con affetto materno.

Da Massa Marittima, in elicottero, andammo all'Isola d'Elba per un secondo incontro di preghiera. Nell'occasione, la consorella che accompagnava Madre Teresa mi raccontò il seguente incantevole episodio. Alcuni anni fa la Madre si trovava ad Addis Abeba per aprire una casa per la gente che moriva di fame. Aperta la casa, Madre Teresa partì per New York, dove doveva visitare alcune opere destinate ai malati di AIDS. Giunta a New York, arrivò una notizia: in Etiopia è cambiato tutto, è scoppiata una rivoluzione, l'imperatore Hailé Selassié è stato messo in prigione, il nuovo Capo dello Stato è il Colonnello Menghistu. Madre Teresa si fece pensosa e disse alla suora che l'accompagnava: "Vai a fare il biglietto: ritorniamo in Etiopia". La suora tentò di dissuaderla, ma conoscendo la Madre, finì per obbedire. Si ritrovarono ad Addis Abeba.

Sparsasi intanto la notizia del suo arrivo, le tributarono una grande accoglienza e l'accompagnarono davanti al nuovo Capo dello Stato. Appena la vide, il Colonnello le andò incontro, cerimonioso e festoso, e si azzardò a domandare: "Madre, cosa posso fare per lei?" - "Vorrei vedere l'imperatore Hailé Selassié", fu la risposta di Madre Teresa. - "Come, Madre! Lei mi offende! Come mai chiede di vedere quell'uomo?". Madre Teresa, senza paura, rispose: "Signor Presidente, ieri l'Imperatore era un ricco, oggi è un povero; ieri lei era un povero, oggi è un ricco. Desidero stare accanto ai poveri: mi permetta, la prego, di vedere il povero Hailé Selassié". Il Colonnello non ebbe il coraggio di dire di no, ma si permise di aggiungere: "Donna, hai avuto un coraggio straordinario". Venne accompagnata nella cella dell'Imperatore il quale, appena la vide, scoppiò a piangere e disse: "Madre, vede che cosa è accaduto? È cambiato tutto in pochi istanti". Madre Teresa lo abbracciò e gli disse: "Imperatore, i troni di questo mondo sono tutti tarlati; oggi ne è caduto uno, domani ne cadrà un altro. Non abbia paura: si aggrappi al Signore, creda in Lui: è l'unica roccia sulla quale possiamo appoggiarci".

Sui passi di Madre Teresa episodi come questo fiorivano con disarmante semplicità.

Mons. Angelo Comastri