Madre di Dio

 

N. 3 Marzo 2002

Verso la Pasqua con Maria, "donna del terzo giorno"
  
Editoriale

"Ciò che non mi serve, mi pesa"
  
Mons. Angelo Comastri

"Non preghiera a Maria, ma con Maria"
  
Giuseppe Daminelli

Atanasio dell'Athos e la fondazione del primo Monastero, la "Grande Laura"
  
George Gharib

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

La vera devozione alla Vergine ha le sue radici nelle profondità della fede
  
Stefano De Fiores

Maria, Madre della Chiesa
  
Alberto Rum

"Shalôm, Jerušalaim!"
  
Bruno Simonetto

Faustina e l'Amore Misericordioso di Dio
  
Maria Di Lorenzo

Visioni e apparizioni: una sfida incessante
  
Luigi M. De Candido

Maria nella mia vita 
  
Sr. Elisabetta Patrizi

In Libreria

La Mariologia del Ven. G. Alberione
  
Bruno Simonetto

Maria nei suoi Santi - S. Domenico Savio

Litanie Lauretane

Madre di Dio n. 3 marzo 2002 - Copertina

 

 

 

 

In Canada: un Congresso mariano da imitare

di ALBERTO RUM

Maria, madre della Chiesa
   

Momenti di riflessione e di preghiera come quelli vissuti a Montréal convincono a comprendere e a gustare sempre più il divino mistero della Vergine Madre.

Dal sei all’otto dello scorso ottobre 2001, a Montréal (Canada), si è svolto un Congresso mariano, sul tema: "Maria, Madre della Chiesa". A dir vero, è un Congresso che non ha fatto grande rumore intorno a sé, ma che però merita una parola di stima e di elogio. Anzitutto perché voluto da "Christifideles laici" di quella città, desiderosi di comprendere e vivere meglio il divino mistero di Maria; e poi, perché da loro realizzato e organizzato, sono partiti da una povertà di mezzi dignitosa e fidente in Dio, dando così ragione alla parola del Siracide 11,34:"Con una scintilla di fuoco si riempie il braciere", e all’altra dell’Alighieri (Par. 1,34):"Poca favilla gran fiamma seconda".

Ecco, dunque, come l’animatrice di quel movimento mariano, Marie-Thérèse Chevalier, annunciava e invitava ripetutamente al Congresso, sul periodico "Jésus Marie et notre temps", che è il portaparola del movimento stesso. (Diciamo tra parentesi che "lo spirito che anima Jésus Marie et notre Temps - come osserva lo stesso periodico - si basa sulla vittoria del Cristo, nella sua Risurrezione. Esso contempla anche Maria che il Vaticano II presenta come segno di sicura speranza e di consolazione").

Maggio 2001. - "La mia lettera, oggi, vuole semplicemente dirvi la nostra gioia di preparare questo congresso mariano, al quale andiamo pensando da anni. I grandi Santi come Bernardo e Luigi Maria da Montfort, sull’esempio di San Paolo, hanno sempre detto che non si può conoscere Gesù senza amarlo, e che il solo motivo per cui egli non è amato sarebbe precisamente il fatto che egli non è conosciuto. Non potrebbe dirsi altrettanto di Maria?

Questo Congresso sarà un tempo forte per conoscerla attraverso la parola di conferenzieri che abbiamo scelto specialmente per il loro amore e la loro conoscenza di Maria".

Giugno 2001. - "Non si può amare una persona che non si conosce. Come dunque potremmo conoscere il ruolo di Maria nel piano di Dio, se nessuno ce ne parlasse?".

Maria Mater Ecclesiae, Vaticano, Palazzo Apostolico.
Maria Mater Ecclesiae, Vaticano, Palazzo Apostolico.

Sempre nel mese di giugno 2001, la Chevalier sottolineava l’importanza del futuro Congresso con le parole pronunciate da Paolo VI nel corso del Vaticano II: "La conoscenza della vera dottrina cattolica su Maria costituirà sempre una chiave per la esatta comprensione del mistero di Cristo e della Chiesa". Ciò detto, così ella continuava : "Maria è tutta purezza d'intenzioni, tutta disappropriazione di se stessa per essere tutta di Dio. Quando si dice Maria, Maria dice Dio - scrive il Montfort - . Pertanto, ogni studio ed ogni contemplazione dei Misteri di Maria ci porta a conoscere con più evidenza il piano di Dio su di Lei. Durante questo Congresso mariano cercheremo di comprendere meglio il ruolo materno di Maria nella Chiesa e in ciascuno dei suoi membri, che siamo noi".

Infine, sempre nel mese di giugno, la Chevalier scriveva: "Questo Congresso sarà un importante avvenimento ecclesiale. In altri Paesi cattolici una Società di studi mariani organizza Congressi di tal genere. Possa questo nostro Congresso metterci sulla buona strada, e perché no?, rilanciare la Società di studi mariani, già esistita in Canada, ma di cui non si sente più parlare".

Numerosi e illustri sono stati i Conferenzieri: i loro nomi e i temi da loro trattati meriterebbero tutti di essere citati; ma ragioni di spazio non ce lo consentono. Ci limitiamo, perciò, a ricordare che le loro Conferenze sono state tutte registrate su cassette che potranno essere richieste a questo indirizzo: "Jésus Marie et Notre Temps" - 5055 Saint-Dominique MONTREAL H2T 1V1 CANADA.

All’umiltà di questo Congresso, che, grazie a Dio, ha saputo fare grandi cose, va la nostra rinnovata parola di elogio. Esso merita di essere imitato.

Giustamente, la Chevalier poteva alla fine commentare: "L’invisibile presenza di Maria ha reso questi giorni pieni di sole e di gioia. La qualità delle Conferenze ascoltate meriterebbe, perciò, di porre quest’umile Congresso mariano tra i grandi Congressi diocesani o nazionali".

Momenti riusciti di riflessione e di preghiera come questi invitano noi tutti, singolarmente e comunitariamente, a comprendere e a gustare sempre più e meglio il divino mistero di Maria.

Alberto Rum