Madre di Dio

 

N. 12 dicembre 2002

Auguri natalizi

Come la culla di Betlemme
  
Mons. Angelo Comastri

Maria educatrice di Cristo e del cristiano
  
Stefano De Fiores

"Porta sempre aperta del Cielo"
  
Alberto Rum

Maria al fonte battesimale
  
Giuseppe Daminelli

Accompagnati a Gesù dalla sua mamma
  
Bambini della Prima Comunione

La Madre di Dio tra Avvento e Natale
  
Luigi De Candido

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

Il Monastero bulgaro Zográfu e le sue icone taumaturgiche
  
George Gaharib

Un poeta immerso nel mistero di Maria'
  
Maria Di Lorenzo

Madre di Gesù Uomo-Dio, Madre dell’umanità
   Bruno Simonetto

In Libreria

La Mariologia del Ven. G. Alberione - 10
  
Bruno Simonetto

Litanie Lauretane

 

Madre di Dio n. 12 dicembre 2002 - Copertina

 

 

 

 

Natale con Maria

di  BRUNO SIMONETTO

Madre di Gesù Uomo-Dio, 
Madre dell'umanità

   

La spiritualità mariana del Ven. don G. Alberione è centrata sulla maternità universale di Maria: Mater humanitatis e Summa humanitatis. - Maria Madre di Dio, Madre della Chiesa, Madre dell’umanità assunta dal Verbo che in lei si è fatto carne.

Almeno a partire dagli anni del post-Concilio, e dopo che Papa Paolo VI ha autorevolmente spiegato il senso del titolo nell'Esortazione apostolica Marialis Cultus, noi siamo soliti invocare Maria Madre della Chiesa. Madre della Chiesa perché Madre di Gesù, del quale la Chiesa è il Corpo Mistico che ne continua nel tempo la presenza e la missione redentrice.

È un'invocazione che non appartiene di per sé alle Litanie lauretane tradizionali; ma è entrata ormai in uso come esplicitazione di quanto ha espresso la Costituzione dogmatica "Lumen gentium" del Concilio Vaticano II, dove l'intero capitolo VIII (La Beata Maria Vergine Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa) è ad essa dedicato, con sottolineature che esplicitano il rapporto tra Maria e la Chiesa: "… Maria è anche riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa e sua figura ed eccellentissimo modello nella fede e nella carità, e la Chiesa Cattolica, edotta dallo Spirito Santo, con affetto di pietà filiale la venera come madre amatissima" (cfr. LG, 53).

Per la verità, il testo dogmatico pare andare ancora oltre, inserendo Maria nella storia dell'umanità intera: "…Insieme (la Vergine Maria) è congiunta nella stirpe di Adamo con tutti gli uomini bisognosi di salvezza, anzi è 'realmente madre delle membra (di Cristo)… perché cooperò con la carità alla nascita dei fedeli della Chiesa, i quali di quel Capo sono le membra' (Sant' Agostino, De Sancta Virginitate, 6: PL 40, 399)" (Ibid., 53).

Nell'Esortazione apostolica Marialis Cultus Paolo VI spiega: "La riflessione della Chiesa contemporanea sul mistero del Cristo e sulla sua propria natura l'ha condotta a trovare, alla radice del primo e a coronamento della seconda, la stessa figura di donna: la Vergine Maria, Madre appunto di Cristo e Madre della Chiesa (MC, Introduzione).

Non ci dilunghiamo sulle note ragioni mariologiche per le quali consideriamo la Vergine di Nazareth, Corredentrice del genere umano, madre nell'ordine della grazia e 'icona' della Chiesa, della quale è simultaneamente inizio e compimento: l'aspetto esemplare di Maria in rapporto alla Chiesa (cfr. LG, n.65), la sua 'implorazione efficace' (cfr. LG, n.62) e la sua 'peregrinazione nella fede' (cfr. LG, n.58) ci riconducono semplicemente al mistero del Natale: "Mentre la Chiesa ha già raggiunto nella beatissima Vergine la perfezione con la quale è senza macchia e senza ruga (cfr. Ef 5,27), i fedeli si sforzano ancora di crescere nella santità e per questo innalzano gli occhi a Maria, la quale rifulge come modello di virtù davanti a tutta la Comunità degli eletti. La Chiesa, pensando a lei con pietà filiale e contemplandola alla luce del Verbo fatto uomo, con venerazione penetra più profondamente nell’altissimo mistero dell’Incarnazione e si va ognor più conformando col suo Sposo..." (cfr. LG, n. 65).

E ancora, la Chiesa, pensando al mistero del Dio fatto uomo, riscopre la maternità di Maria nell'ordine della grazia: "Col concepire Cristo, generarlo, nutrirlo, presentarlo al Padre nel tempio, soffrire col Figlio suo morente in Croce, ella cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore, con l’obbedienza, la fede, la speranza e l’ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo fu per noi madre nell’ordine della grazia" (cfr. LG, n. 61).

Il mistero del Natale è essenzialmente il mistero della Vergine Madre di Gesù, il Figlio di Dio fattosi uomo per la nostra salvezza. Ma è anche il mistero di Maria Madre della Chiesa. E il mistero di Maria Madre dell'umanità.

Maria Regina degli Apostoli e Madre dell’umanità.
A. G. Santagata, Maria Regina degli Apostoli e Madre dell’umanità: alla sua destra,
l’umanità redenta (guidata da Pio XII , Papa regnante nel 1954, quando si è inaugurato il Santuario) e,
alla sua sinistra, l’umanità non ancora redenta (rappresentata da figure anonime,
ma ugualmente inginocchiate in atteggiamento di supplica alla Vergine-Madre di tutti gli uomini).

Maria, Mater humanitatis e Summa humanitatis

E qui ripetiamo quanto, dall'inizio di quest'anno che volge ormai al termine, andiamo scrivendo nella rubrica In Famiglia della rivista "Madre di Dio": l'esposizione della dottrina e della spiritualità mariana di don G. Alberione, centrata sulla maternità universale di Maria, Mater humanitatis e Summa humanitatis.

Scrivevamo fra l'altro, nel numero di febbraio 2002 di "Madre di Dio" che, volendo sintetizzare al massimo il discorso, pare molto illuminante riportare un saggio del Card. Jean Daniélou, pubblicato nel 1953 presso la Morcelliana: La Vergine e il tempo, nel vol. Il mistero dell’Avvento (cfr. pp. 110-132).

Il teologo gesuita, in sintonia con il messaggio teologico di don Alberione, interpreta il periodo di preparazione al Natale interamente in prospettiva missionaria: il Figlio di Dio s’incarna per redimere l’umanità, e da quel momento la tensione della Comunità cristiana non può più sottrarsi all’impegno di diffondere in tutto il mondo l’evento salvifico di Betlemme, perché tutti gli uomini divengano partecipi dei frutti che esso ha portato nella storia.

I tre punti fondamentali del discorso mariano che ne segue combaciano egregiamente con l’epopea artistica che il Fondatore della Famiglia paolina collega con i XXXI "quadri" del suo aureo opuscolo Via humanitatis, illustrati nell’iconografia del Santuario dedicato a Maria Regina degli Apostoli in Roma, da lui indicata:

1) La Madonna adempie l’attesa dell’umanità precristiana. "In lei convergono e confluiscono tutte le preparazioni, tutte le aspirazioni e tutte le ispirazioni, tutte le grazie, tutte le prefigurazioni che avevano riempito l’Antico Testamento, così da poter dire che, alla vigilia della venuta del Cristo, Maria riassume e incarna la lunga attesa dei tanti secoli da cui era stata preceduta…" (p.111).

2) La Santa Vergine è la "summa humanitatis", "il meraviglioso fiore sbocciato da Israele" (p.112) che ha redento le infedeltà d’Israele. Giustamente la liturgia le applica il Cantico dei Cantici che proclama l’alleanza tra Dio e il suo popolo, "giacché è lei che, dopo tante infedeltà, ha dato alla fedeltà di Dio la risposta della razza umana" (p.114).

3) Il piano di Dio è unico e universale; la Santa Vergine lo realizza nei confronti di tutti gli uomini. Lei è "la creatura con la quale la razza israelitica sfocia nell’umanità intera", sicché lei è "madre della grazia, mediatrice universale, madre del genere umano" (p.117).

Visione panoramica della cupola del Santuario "Regina Apostolorum".
Visione panoramica della cupola del Santuario "Regina Apostolorum", in Roma,
dipinta da A. G. Santagata, con ai quattro angoli i ‘pennacchi’ che ricordano i dogmi mariani,
messi come a sostegno della cupola stessa che celebra Maria "Mater humanitatis".

Connotazione mariologica del teocentrismo alberioniano

Ma dove, esattamente, don Alberione riprende l'insegnamento sopra riportato, esplicitando e, per così dire, assolutizzando il concetto di Maria "Summa humanitatis"?

Occorre rifarsi al Proemio della Via humanitatis per cogliere, nella schematicità tipica dell'Alberione, quello che possiamo chiamare il suo teocentrismo, con relativa connotazione mariologica.

Il testo del Proemio recita:

"Tutto viene da Dio-Principio;
per tornare a Dio-Fine:
a sua gloria e a felicità dell'uomo.
Maria guida alla via sicura,
che è Cristo;
nella Chiesa da lui fondata
.
In Cristo Via, Verità e Vita
si ha l'adozione e l'eredità
dei figli di Dio
.
L'uomo e l'umanità
per Cristo invisibile,
nella Chiesa visibile
hanno ogni bene temporale ed eterno.
Tutti i figli sono attesi
nella casa del Padre Celeste;
ognuno per Maria può trovare
La Via-Cristo.
Tutti la indichino in spirito
di carità e di apostolato".

L'ingresso del mistero trinitario nella storia salvifica visibile - secondo l'Alberione - si effettua, dunque, attraverso Cristo e la Chiesa. La presenza mariana è una costante; e la Vergine è collocata con chiarezza nella Comunità umana, con funzione di laeder e, appunto, di summa humanitatis.

Tale presenza e funzione, per quanto ci è possibile comprendere, qui ha una portata che raramente ci accade di costatare in altri filoni teologici: è la base epistemologica del discorso teologico, la connotazione dell'intero rapporto fra l'umanità e la divinità, il clima nel quale questo dialogo teandrico nasce, si sviluppa, si consuma. È un 'mistero teandrico' che compenetra tutte le realtà. Il primato di Dio è affermato solennemente; la preminenza della cristologia è ben evidente; ma funzionalmente l'Alberione evidenzia la presenza mariana, già espressa chiaramente fin dal sottotitolo della Via humanitatis: "Per Mariam in Christo et in Ecclesia".

È facile notare, così, la preoccupazione dell'Alberione di non tralasciare nessun elemento teologico e catechetico: la Madonna è via al Cristo, il quale è Maestro universale, cioè Via, Verità e Vita dell'uomo e della Chiesa. E si comprende anche come il Fondatore della Famiglia paolina, tra le proposte avanzate nella fase antepreparatoria del Concilio Vaticano II, abbia elencato la proclamazione del dogma della mediazione universale di grazia della SS. Vergine.

Tali concetti vengono, peraltro, ripresi e come esplicitati nel XXII quadro della Via humanitatis, dove l'Alberione scrive: "La Chiesa è affidata a Maria. Nella creazione, nella redenzione, nella distribuzione delle grazie e nell'ordine della gloria, Maria occupa un posto preminente. Sempre per dare Gesù Cristo al mondo e ad ogni anima. È Madre di Dio e della Chiesa. Tutti i beni sono passati per Maria. Da Maria la vita. Ella è nostra Madre".

Altare e abside del Santuario "Regina Apostolorum", con il grande mosaico che riproduce la Vergine in gloria, circondata dagli Apostoli e dagli Evangelisti.
Altare e abside del Santuario "Regina Apostolorum", con il grande mosaico
che riproduce la Vergine in gloria, circondata dagli Apostoli e dagli Evangelisti.

Cristo Vita del mondo - Maria Madre dell’umanità

Ecco così delineato il quadro di riferimento della mariologia alberioniana, nel posto unico assegnato nella Via humanitatis alla Madonna identificata come "Regina degli Apostoli per mostrarsi, nell’esercizio della sua maternità universale, ‘Mater humanitatis’ e ‘Summa humanitatis’ ".

È il credo mariano dei Paolini di tutto il mondo, e in particolare della rivista "Madre di Dio", ragione, grembo e riferimento ideale nel servizio alla diffusione dell’autentica spiritualità mariano-alberioniana che, attraverso la nostra rivista (e le riviste ad essa collegate dell'URM), vogliamo promuovere.

Il titolo di Maria Madre, Maestra e Regina dell’umanità, in corrispondenza con la spiritualità alberioniana di Cristo Maestro, Vita, Verità e Via del mondo, dice come la funzione della Santa Vergine sia finalizzata alla crescita spirituale del genere umano.

Nella Coroncina a Maria Regina degli Apostoli, la preghiera mariana più raccomandata negli Istituti della Famiglia paolina, il Ven. don G. Alberione così si rivolge alla Madonna: "O Maria, Regina degli Angeli tutti, piena di grazia…., ricorda il doloroso e solenne istante in cui il moribondo Gesù dalla Croce ti donò per figlio Giovanni, e in lui tutti gli uomini e specialmente tutti gli apostoli…".

Questo rapporto, fra il titolo ‘ufficiale’ del Santuario - dedicato a Maria "Regina Apostolorum" - e il titolo di Maria "Mater humanitatis", è costante nella mariologia alberioniana.

È un discorso che sottolinea quasi in un unico svolgimento tematico il primo dogma mariano della Maternità divina di Maria, premessa al ‘dogma’ non proclamato, ma dall’Alberione certamente creduto, della maternità universale della Madonna nei confronti dell’umanità: Mater Dei - Mater humanitatis.

È bello ricordare tutto questo nella celebrazione del Natale di Gesù, festa della vita e dell'umanità nuova assunta dal Verbo di Dio, nato ex Maria Virgine, Madre di Dio, Madre della Chiesa, Madre dell'umanità.

Bruno Simonetto