Madre di Dio

 

N. 10 ottobre 2003

La consegna del Rosario

Amici lettori

13 ottobre 1917: il giorno del "miracolo del sole"
  
Mons. Angelo Comastri

Il significato del dogma dell'Assunta
  
Stefano De Fiores

Alma Mater
  
Alberto Rum

I Misteri della gloria
  
Giuseppe Daminelli

Promessi sposi della Vergine Madre
  
Italo e Maria

Sempre Anno del Rosario
  
Bruno Simonetto

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

Il monastero di Aghíu Panteleímonos
  
George Gharib

Servire i più poveri con il cuore di Maria
  
Maria Di Lorenzo

Lorenzo Milani 'prete scomodo'
   Luigi De Candido

In Libreria

La Mariologia del Beato don G. Alberione - 19
  
Bruno Simonetto

I misteri del rosario

 

Madre di Dio n. 10 ottobre 2003 - Copertina

 

 

 

 

Madre Teresa è proclamata Beata

di MARIA DI LORENZO

Servire i più poveri con il cuore di Maria
   

Il 19 ottobre, Giornata Missionaria Mondiale, la suora di Calcutta viene elevata all’onore degli altari. – Il suo itinerario di santità è tracciato da una particolare devozione al Cuore Immacolato di Maria e dal Rosario, recitato ogni giorno e in ogni luogo, anche per la strada.

"Fu ai piedi della Madonna di Letnice, un Santuario vicino a Skopje, che ascoltai la chiamata divina. Lo ricordo bene: accadde la sera del giorno dell’Assunta. Pregavo e cantavo, ricolma di gioia interiore, quando sentii la voce di Dio che mi invitava ad essere tutta sua, consacrandomi a Lui e al servizio del prossimo".

La giovane Agnes Bojaxhiu aveva poco meno di diciotto anni quando partecipò a un pellegrinaggio in un Santuario mariano, e nel suo cuore si accese la "scintilla". Era un richiamo forte e irresistibile, che portava con sé i connotati profondi della vocazione. Il suo futuro allora si delineò improvvisamente con estrema chiarezza: lei sarebbe partita per l’India, sarebbe diventata una suora missionaria.

Pensiamoci bene. Se lei non avesse ubbidito a quella voce interiore, se non avesse prestato ascolto alla sua vocazione, non ci sarebbe mai stata Madre Teresa di Calcutta e il mondo oggi non avrebbe una santa della sua grandezza.

Madre Teresa: il volto luminoso della Santa della Carità, con il Rosario stretto tra le mani.
Madre Teresa: il volto luminoso della Santa della Carità, con il Rosario stretto tra le mani.

Senza bagaglio né un tetto

"La gente che scrive su di me, ne sa sul mio conto più di quanto ne sappia io stessa" – diceva lei con il suo sottile, spiccato senso dell’umorismo.

Madre Teresa, infatti, già quand’era in vita si era trovata al centro dell’attenzione sui mezzi di informazione di ogni parte del globo. Fotografata, studiata, criticata, ammirata, osannata, contestata, sempre sotto i potenti riflettori della scena massmediatica.

Ma le parole umane non possono circoscrivere né dire per intero quello che lei è stata, ed è ancora, per milioni di persone in tutto il mondo.

Consapevole di ciò – e mi scuso per l’autocitazione – in un mio profilo su Madre Teresa – Lo splendore della carità, editato in queste settimane, ho inteso ripercorrere con semplicità la vita di questa santa degli ultimi della terra. Una vita spesa completamente nel servizio ai più poveri tra i poveri e tutta vissuta nel segno della carità.

Senza un bagaglio né un tetto, con la sola veste che aveva indosso, un semplice sari bianco, di quelli che portano le donne più povere del Bengala. Così Teresa aveva iniziato la sua singolare avventura. Era il 16 agosto 1948.

Vent’anni di vita tranquilla, dignitosa, prudente. E poi, di colpo, il salto nel vuoto. Senza rete di protezione, ma quasi a capofitto nel buio della fede.

Ci vuole coraggio, allora, per dire sì a Dio, per rispondere al suo invito radicale, senza sconti, e fare ciò che agli occhi del mondo sembra soltanto follia. Quando lascia per sempre l’Istituto di Loreto, Teresa aveva 38 anni, cinque rupìe in tasca e una fede incrollabile nel cuore.

Giovanni Paolo II in conversazione con Madre Teresa: il Papa ha sempre nutrito una forte stima per la ‘piccola grande’ Suora di Calcutta.
Giovanni Paolo II in conversazione con Madre Teresa:
 il Papa ha sempre nutrito una forte stima per la ‘piccola grande’ Suora di Calcutta.

Sei mesi dopo un funzionario dell’amministrazione statale, Michael Gomez, le metteva a disposizione un locale all’ultimo piano della sua casa, al numero 14 di Creek Lane. Qui il 19 marzo veniva raggiunta dalla prima consorella, Subashini Das, una ragazza di famiglia agiata, sua ex alunna del collegio di Entally.

Nel giro di un anno le suore divennero sei, poi otto, poi dodici. La Comunità andava formandosi. La piccola Agnes di Skopje diventava Madre Teresa e iniziava da questo momento la sua corsa da gigante della carità.

Oggi la sua famiglia spirituale conta circa cinquemila religiose, distribuite in circa settecento case sparse per il mondo; senza contare le molte migliaia di collaboratori, volontari e laici consacrati che portano avanti le sue opere.

Il 7 ottobre 2000, memoria della Beata Vergine del Rosario, la famiglia religiosa creata dalla santa di Calcutta ha festeggiato il 50° anno della propria fondazione. Un bel traguardo, raggiunto sotto l’occhio materno di Maria, a cui la Congregazione venne affidata fin dal suo apparire, appunto nel 1950, quando l’eccezionale avventura missionaria della piccola suora albanese incominciò a muovere i primi passi.

Monica Besra, la giovane donna indù ridotta in fin di vita da un tumore allo stomaco, tubercolosi e meningite, miracolosamente guarita per intercessione di Madre Teresa: è stata la ‘prova clinica’ della santità della Suora di Calcutta.
Monica Besra, la giovane donna indù ridotta in fin di vita da un tumore allo stomaco, tubercolosi e meningite,
miracolosamente guarita per intercessione di Madre Teresa: è stata la ‘prova clinica’ della santità della Suora di Calcutta.

Il Rosario in ogni luogo

Nelle Costituzioni delle Missionarie la Madonna viene definita "la prima Missionaria della Carità", e ciò in ragione della sua visita a Santa Elisabetta, nella quale Maria dette prova di ardente carità nel servizio gratuito offerto all’anziana cugina bisognosa di aiuto.

Così, in aggiunta ai tre voti di povertà, castità e obbedienza, uguali per ogni Istituto religioso, ogni Missionaria della Carità ne fa anche un quarto, di "dedito e gratuito servizio ai più poveri tra i poveri", riconoscendo in Maria l’icona del servizio reso di tutto cuore e della più autentica carità.

L’amore profondo di Madre Teresa per la Madonna aveva salde radici nella sua infanzia, a Skopje, quando la religiosissima mamma Drane portava i suoi tre figli – Agnes, Age e Lazër – in chiesa e a visitare i poveri, ed ogni sera recitavano insieme il Rosario.

"Bambina mia, fatti sempre guidare dalla Madonna, che è la tua vera madre. Cerca di farti sempre tenere per mano da Lei, come io faccio con te adesso!" le diceva tante volte la madre nei primi anni della sua infanzia, conducendola a passeggio; e la piccola Agnes, diventata cogli anni Madre Teresa, non avrebbe mai dimenticato questa raccomandazione materna.

La stessa cosa desiderava inculcare alle sue figlie spirituali: "Ricorrere con fiducia a Maria in tutte le proprie gioie e pene, con confidenza come di bambini".

Alle sue suore la Madre insegnava a praticare la devozione al Cuore Immacolato di Maria con i mezzi più tradizionali e più semplici: la preghiera fiduciosa alla Vergine, affidata anche alle "medagliette miracolose", per cui Madre Teresa nutriva una devozione sconfinata; il culto delle feste mariane, facendo in modo che esse fossero un’occasione di rinnovamento spirituale, e sempre "irraggiando l’umiltà, l’amabilità, la premura verso le sorelle e i poveri da noi serviti"; e, soprattutto, il Rosario, da pregare "con amore e devozione ogni giorno e in ogni luogo, anche per la strada".

Lei stessa aveva sempre la corona in mano e lo recitava in continuazione. Una volta le era anche capitato di recarsi in una grande farmacia con la lista delle medicine di cui aveva bisogno per i poveri. La Madre infatti non si vergognava di mendicare cibo e medicinali per i suoi assistiti.

Il farmacista sembrava molto occupato. La Madre allora gli aveva mostrato la lista che aveva con sé, chiedendogli di fornirle le medicine gratis.

"Ha sbagliato indirizzo, signora" – risponde lui tutto seccato –; "mi lasci terminare in pace il mio lavoro".

Madre Teresa però non demorde. Si mette seduta in un angolino e comincia a recitare il Rosario. Quand’ebbe finito, ecco il farmacista avvicinarsi a lei con in mano il pacco delle medicine richieste: "Le consideri un regalo della ditta" – le dice mentre gliele porge, vinto da una fede così caparbia.

Madre Teresa raccolta in preghiera durante la celebrazione della Domenica delle Palme, in Piazza San Pietro a Roma.
Madre Teresa raccolta in preghiera durante la celebrazione della Domenica delle Palme,
in Piazza San Pietro a Roma.

L’eredità di Madre Teresa

Le scuole per i bambini indigenti degli slums, i dispensari, il lebbrosario, le case per i moribondi, i corsi professionali per insegnare un mestiere ai poveri: tutto veniva realizzato da Madre Teresa secondo le urgenze e le necessità del momento. Lei non pianificava mai nessuna delle sue opere.

Dove c’era un bisogno si adoperava per soddisfarlo immediatamente, confidando nella preghiera e nell’aiuto della Provvidenza. Corona del Rosario sempre alla mano, quando Madre Teresa prendeva una decisione, la portava avanti in maniera fulminea e sicura.

Le sue figlie spirituali continuano ancora oggi a servire in tutto il mondo i più poveri tra i poveri in lebbrosari, orfanotrofi, case di accoglienza per anziani, ragazze madri, moribondi. Segni di una carità concreta e laboriosa che ha seminato tracce in ogni Continente.

Se guardiamo all’eredità materiale lasciata da Madre Teresa possiamo dire che questa è degna del personaggio: due sari bordati d’azzurro e la bacinella necessaria a lavarli con regolarità. Di più, infatti, lei non possedeva: povera tra i poveri fino in fondo. Ma la sua eredità spirituale è grandissima, e non è solo appannaggio dei suoi figli devoti, ma abbraccia il mondo intero. Una eredità compresa e apprezzata da genti di tutte le fedi e di nessuna. Un’eredità universale.

Quanti infatti l’hanno conosciuta di persona, o attraverso i giornali e la televisione, si sono sentiti immediatamente interpellati sul versante della carità, oltre ogni barriera ideologica o politica, di razza, di casta o di religione. In tutti Madre Teresa ha saputo suscitare, con la sua vita prima ancora che con le sue parole, numerosi e insospettati gesti di generosità e una straordinaria partecipazione spirituale, risvegliando quell’anelito verso l’Assoluto che, lo si voglia oppure no, abita il cuore di ogni essere vivente.

"Come dimenticare questa singolare figlia della Chiesa che si è spesa interamente per la carità?" – ha detto il Santo Padre nel terzo anniversario della morte della Madre, intervenendo all’incontro delle famiglie adottive promosso in Vaticano dalle Missionarie della Carità. E ha aggiunto: "Col passare degli anni, il suo ricordo resta più vivo che mai. La ricordiamo col suo sorriso, i suoi occhi profondi, la sua corona del Rosario, il suo amore concreto, intraprendente, che la spingeva dove pochi avevano il coraggio di arrivare, dove la miseria era talmente grande da far paura. Ci sembra ancora di vederla in cammino per il mondo alla ricerca dei più poveri tra i poveri, sempre pronta ad aprire nuovi spazi di carità, accogliente verso tutti come una vera madre…Nel sorriso di Madre Teresa, nelle sue parole ed azioni, Gesù ha camminato ancora una volta per le strade del mondo".

Maria Di Lorenzo