Madre di Dio

 

N. 4 aprile 2004

Con Maria, Regina degli Apostoli

"Regina Coeli, laetare…"

Amici lettori

I Santuari mariani luoghi di liberazione da Satana
  
Gabriele Amorth

"Caro Christi, caro Mariae…"
  
Stefano De Fiores

Dal Diavolo a Dio
  
Mons. Angelo Comastri

In che senso possiamo parlare di Maria Corredentrice?
  
Giuseppe Daminelli

Maria, la tenerezza materna di Dio
  
Alberto Rum

"Regina Coeli, laetare…"
  
Bruno Simonetto

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

L’Inno Akátisto alla Madre di Dio, Ricerca dei perduti e Gioia di tutti gli afflitti - 2
  
George Gharib

Il parentado di Gesù, gente tra fede e sfiducia
   Luigi De Candido

 "Non vivrò un solo istante senza amore"
  
Maria Di Lorenzo

In Libreria

La Mariologia del Beato don G. Alberione - 25
  
Bruno Simonetto

La Famiglia Paolina sulla via della santità con Maria

Santuari mariani d'Italia

 

Madre di Dio n. 4 aprile 2004 - Copertina

 In famiglia

di BRUNO SIMONETTO

La mariologia del Beato Don Giacomo Alberione 
– 25

   

Le preghiere mariane di Don Alberione. La "Coroncina a Maria, Madre del Buon Pastore": analisi e commento.

Dopo avere analizzato nelle sue singole parti la "Coroncina a Maria, Regina degli Apostoli", proseguiamo nella nostra rassegna di preghiere mariane del Beato Don Giacomo Alberione, continuando quanto abbiamo fin qui scritto dal numero del Dicembre 2002 di "Madre di Dio". Ricordavamo allora come le Preghiere a Maria da lui composte e inculcate siano anzitutto espressione della spiritualità mariana dell'Alberione. Esse sono, del resto, eminentemente un fatto di vita alberioniana, proprio perché sono la 'traduzione' della spiritualità mariana del nostro Beato Fondatore in espressione di vita.

Per questo occorre insistere sul tema, aggiungendo che alla scuola di queste preghiere inculcate, recitate, meditate, vissute, ogni Paolino ha imparato ad amare ed è cresciuto nella devozione a Maria, Madre, Maestra e Regina degli Apostoli.

Anche solo ad elencarle, ci richiamano quei sentimenti di tenerezza filiale verso Maria del nostro Padre fondatore che noi suoi figli riconoscevamo come patrimonio genetico di famiglia (di Famiglia paolina e, insieme, di Famiglia mariana), fin dai primi giorni della nostra appartenenza agli Istituti da lui fondati e da lui sempre affidati a Maria, Regina degli Apostoli.

C'è, anzitutto, la preghiera "Cara e tenera mia Madre Maria" che scandisce i tempi della nostra giornata, dalla mattina alla sera: quasi Lodi del mattino, Vespri della sera e Compieta prima del riposo. Poi c'è la "Coroncina a Maria, Regina degli Apostoli" [= la "Coroncina del Sabato", come veniva detta] con i suoi cinque punti pieni di affetto e di sensibilità apostolica; c’è la "Coroncina a Maria, Madre del Buon Pastore" [per l’Istituto delle "Suore Pastorelle"]; c'è la preghiera che risuonava nei luoghi dell'apostolato tecnico: "O Immacolata Maria, Corredentrice del genere umano…". Quindi, le due preghiere di "Consacrazione a Maria" e di "Consacrazione dell'apostolato a Maria"; poi altre preghiere "A Maria Regina degli Apostoli", "A Maria per le vocazioni" e la lode "A Maria Santissima Annunziata"

Giustamente, però, va anche ricordato ciò che è stato osservato da don G. Roatta; cioè: che don Alberione, "obbedendo al suo genio di orante, ha lasciato altre preghiere a Maria, sparse qua e là nelle sue pagine, in risposta a un impulso del momento in cui scriveva o per sottolineare determinati momenti del rapporto della sua Famiglia religiosa con Maria: tale, ad esempio, il bel Prefazio mariano per il giorno della dedicazione del Santuario alla Regina degli Apostoli in Roma" (cfr. Punti di riferimento della vita spirituale paolina - I. Mariologia, cit., pag. 103).

Né va dimenticata tutta la produzione redazionale e la predicazione alberioniana sul Santo Rosario da lui "interpretato e vissuto". Tema da noi già avviato fin dal numero di Febbraio 2003 della rivista e sviluppato durante tutto l’Anno del Rosario, raccogliendo l’insegnamento dell’Alberione su questa pia pratica, e quasi riproponendo un documentato "vademecum alberioniano sul Rosario". Proseguendo in questa rassegna, analizziamo stavolta – brevemente – la "Coroncina a Maria, Madre del Buon Pastore".

A. Cesselon, Intensa espressione del Beato Don G. Alberione.
A. Cesselon, Intensa espressione del Beato Don G. Alberione.

La "divina Pastora"

Suona persino male a pronunciarlo; ma questo titolo è esattamente la ‘variazione sul tema’ della devozione a Maria "Regina degli Apostoli" che l’Alberione ha promosso, particolarmente tra le "Suore di Gesù Buon Pastore" [= le ‘Suore Pastorelle’], uno degli Istituti da lui fondati.

Composta appunto per loro verso il 1946, questa ‘Coroncina’ ricalca in parte quella alla Regina degli Apostoli, e in parte riprende temi sviluppati in meditazioni e scritti vari (cfr. Prediche alle Suore Pastorelle, III, 77 ss., 169 ss., 277 ss., VIII, 82 ss.; Feste di Maria, 4ª ed., pp. 147-153).

Le cinque parti della "Coroncina a Maria, Madre del Buon Pastore" svolgono i seguenti temi:

1) Maria Madre di Dio

2) Maria Corredentrice

3) Maria Madre di Misericordia

4) Maria Regina dei Religiosi

5) Maria Mediatrice e Madre di tutti.

Ne sottolineiamo i passi più significativi, là dove è più diretto il riferimento alla figura di Gesù Buon Pastore (cfr. Gv 10, 1-21).

Nella prima parte [= Maria Madre di Dio] è notevole il fatto che l’Alberione, dopo avere elencato i grandi titoli riservati a Maria, aggiunga: "… tutto ciò per essere la degna madre del Buon Pastore e voi stessa divina nostra Pastora", chiedendo la grazia di essere reso "innocente come un agnellino, docile come fedele pecorella".

Sicché "l’intera dotazione spirituale di Maria – come osservano E. Sgarbossa e S. De Blasio nel loro breve commento alla ‘Coroncina’ (cfr. Le preghiere mariane di Don Alberione, pp. 67-78) – ha lo scopo finale della sua maternità ‘pastorale’ ".

Da sottolineare anche il fatto che questa parte della ‘Coroncina’ termina con l’ invocazione: "O Maria, Madre del Buon Pastore e nostra divina Pastora, illuminateci, guidateci, santificateci", in perfetta corrispondenza con i titoli di "Maestra, Regina e Madre" dati alla "Regina degli Apostoli" e riferiti – a loro volta – a Cristo " Verità, Via e Vita": educare la mente [= Cristo Verità, Maria Maestra], guidare la volontà [= Cristo Via, Maria Regina] e santificare il cuore-vita [= Cristo Vita, Maria Madre].

La seconda parte [= Maria Corredentrice] è un canto alla Chiesa, affidata alla Vergine Addolorata ai piedi della Croce: "…là il vostro Figlio diede la vita per le pecorelle; là pose nelle vostre mani il suo gregge, e con la voce e lo sguardo morente vi raccomandò i pastori della Chiesa".

Alla "Madre del divin Pastore e Madre della Chiesa" si domanda la grazia di essere resi figli docili, devoti e forti [della Chiesa], supplicando:

"Esaltatela [= la Chiesa] in faccia al mondo, adornatela di vergini;
sollecitate con la vostra onnipotenza supplichevole
l’unico ovile sotto un solo pastore.
Siate la consolazione del Sommo Pontefice,
il lume dei dottori, la guida di tutti i pastori delle anime"
.

La parte terza [= Maria Madre di Misericordia] raccoglie tutti gli atteggiamenti di umiltà e di supplica di una "pecorella smarrita". Perciò si invoca la materna protezione di Maria, Rifugio dei peccatori, Madre del Buon Consiglio, Vergine potente, Madre del Salvatore.

La quarta parte [= Maria Regina dei Religiosi] coincide con la preghiera alberioniana alla Vergine "Per ottenere vocazioni" e riprende temi già sviluppati nella "Coroncina a Maria, Regina degli Apostoli".

Aggiungiamo solo un’annotazione quasi marginale: Gesù Eucaristia è qui detto "Pastore Eucaristico", davanti al quale le anime consacrate sono chiamate ad essere "gigli e rose e viole".

Infine, la quinta e ultima parte [= Maria Mediatrice e Madre di tutti] sviluppa il tema tanto caro all’Alberione della "mediazione universale di grazia" e della "maternità universale" della Vergine Maria, qui invocata perché susciti la "compassione" di Gesù per le "pecore senza pastore" (cfr. Mt 9, 37-38):

"O Madre del divino Pastore
e voi stessa divina Pastora,
vi prenda pietà dei miliardi di uomini
senza un pastore,
un padre che li ami, li cerchi, li salvi"
.

"Maria, Madre del Buon Pastore" .
"Maria, Madre del Buon Pastore" – Mosaico absidale nella Cappella dell’Istituto
delle "Suore di Gesù Buon Pastore" (dette "Pastorelle") di Albano Laziale (Roma).

Nota sulla devozione a "Maria, Madre del divino Pastore"

C’è una precisa documentazione storica [ripresa in uno studio di G. Barbero] che ricorda come la devozione a "Maria, Madre del divino Pastore" – o, semplicemente, "Divina Pastora" – abbia avuto origine in Spagna fin dall’inizio del sec. XVIII, e in Italia fosse diffusa tra la fine dello stesso secolo e la prima metà del sec. XIX.

Occorre però anche precisare che, nei ‘Rescritti’ con i quali la Santa Sede concedeva le Indulgenze per le pie pratiche devozionali e la facoltà di celebrare la Messa in onore della Vergine così onorata, non si usa mai il titolo di "Divina Pastora", anche se esso ricorreva spesso nelle suppliche dei postulanti e nei discorsi dei predicatori popolari, ma quello teologicamente più corretto di "Madre del Buon Pastore".

Per la cronaca, la storia complessiva di questa devozione è stata scritta dal Cappuccino p. J. B. Ardales, il cui primo volume La Divina Pastora è stato pubblicato a Siviglia nel 1949.

Merita poi un accenno il fatto che uno dei cooperatori del Padre Cappuccino Eugenio da Potries (che a Roma, nel sec. XIX, fu molto attivo nel diffondere questa devozione) fu il Marchese Emmanuele De Gregorio, che nella sua casa di Roma e nella Villa di Albano Laziale ospitava spesso il pio Cappuccino. Della corrispondenza del frate con la famiglia De Gregorio sono rimaste – nella Villa di Albano, in seguito ereditata dalla Società San Paolo – ventun lettere che fanno ora parte del Fondo De Gregorio nell’Archivio Generale della Famiglia Paolina.

È presumibile che anche da questa "documentazione" il Beato G. Alberione abbia tratto ispirazione per promuovere la devozione a "Maria, Madre del Buon Pastore".

Bruno Simonetto