Madre di Dio

 

N. 02 febbraio 2005

Con Maria, Regina degli Apostoli

L’Immacolata di Lourdes e le "giare vuote" del mondo d’oggi

Amici lettori

Maria offre Gesù al Padre
  
Gabriele Amorth

Affidati alla madre dei discepoli di Cristo
  
Stefano De Fiores

Esegesi biblica dell’ "Angelus "
  
Simone Moreno

La santità di Maria di Nazareth
  
Giuseppe Daminelli

Maria, maestra di vita spirituale
  
Alberto Rum

Cana, icona eucaristico-mariana
  
Bruno Simonetto

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

La Madonna di Saidnaya, il maggiore Santuario della Siria
  
George Gharib

"… piena di grazia "
   David M. Turoldo

 La "Madonna della giungla" patrona del Venezuela
  
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 2
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Italia

 

Madre di Dio n. 02 febbraio 2005 - Copertina

 

 

 

 

 Italia terra di Maria

  

I più importanti Santuari mariani
dell'Umbria

   

"Umbria verde" di Maria

Nell’immaginazione comune l’Umbria è sentita come una Regione dall’aurea mistica, riconoscibile nel paesaggio delle colline dolci e verdeggianti ["la verde Umbria"], oltre che nel carattere mite e pacifico dei suoi abitanti. Sarà la suggestione di questi luoghi, sarà la spiritualità diffusa che si respira un po’ ovunque; ma prima o poi chi visita l’Umbria finisce col pensare: San Francesco, il grande poetico santo della mitezza e della fraternità universale, non poteva che nascere qui, in Umbria.

Terra di religione e di santi [oltre a Francesco e Chiara d’Assisi, non vanno dimenticati Benedetto e Scolastica da Norcia, Angela da Foligno, Rita da Cascia, Margherita da Cortona, Giovanna da Orvieto e l’altra Margherita, da Città di Castello], l’Umbria è tutta una costellazione di luoghi religiosi [per lo più d’epoca medioevale]: dalle stupende Cattedrali ai Santuari, dai Monasteri ai Conventi, fino agli Eremi, Centri di spiritualità a prevalenza francescana.

I Francescani hanno, fra l’altro, anche il merito di avere fatto qui di "Santa Maria degli Angeli" – costruita attorno alla ‘Porziuncola’, sul luogo che vide la nascita dell’Ordine e in cui il Santo d’Assisi morì – il Santuario mariano simbolo di tutta la Regione.

La forte spiritualità ascetica delle varie Confraternite e Movimenti d’inizio sec. XIII [si pensi ai "flagellanti" e ai "laudensi"] ha segnato anche i caratteri della particolare devozione mariana del tempo, con lo sviluppo della "lauda", spesso di carattere penitenziale: basti ricordare il ‘Pianto della Vergine’ di Jacopone da Todi. La "lauda" era spesso dialogata, e la sua esecuzione dava luogo a vere e proprie ‘rappresentazioni sceniche’: di qui l’origine della "sacra rappresentazione" o "mistero", che tanta parte aveva nella vita religiosa del Medio Evo.

Manifestazione conclusiva dei "Giochi della Gioventù" del ’79, davanti alla Basilica "Santa Maria degli Angeli".
Manifestazione conclusiva dei "Giochi della Gioventù" del ’79, davanti alla Basilica "Santa Maria degli Angeli".

Il fervore mariano del tempo si manifestava anche collocando nelle Chiese statue e dipinti della Vergine; e, spesso, questi oggetti di venerazione concentravano su di sé l’attenzione e il culto dei fedeli, per cui lo spazio loro riservato diventava la Cappella mariana: questo si è verificato anche nelle Cattedrali di Assisi, Perugia e Spoleto.

Le nuove Chiese e i Sacelli eretti in tale periodo erano non raramente dedicati alla Vergine. Sicché, molti dei Santuari mariani della Regione appartengono a tale periodo [più di 20 sul totale di una cinquantina]. In genere si tratta di un’Edicola mariana attorno alla quale si è accentrato il culto popolare in seguito a miracoli, fatti prodigiosi o, fenomeno assai raro in Umbria, a qualche Apparizione della Madonna.

Gli edifici sacri più significativi sono per lo più in stile gotico e, successivamente, rinascimentale: costruzioni spesso dovute ad Architetti di fama, provenienti da Roma. Le Chiese più rappresentative sono quelle di "Santa Maria degli Angeli" di Assisi [realizzata, a partire dagli inizi del ‘500, dall’Alessi e dal Vignola], quella della "Madonna della Consolazione" di Todi [attribuita al Bramante, che l’avrebbe disegnata come ‘prova generale’ della "Basilica di San Pietro" che nel frattempo stava costruendo in Roma].

Le immagini venerate nei Santuari umbri sono in genere affreschi votivi o tavole, spesso di notevole pregio. Fra i più preziosi, ricordiamo i dipinti della ‘Porziuncola’ in "Santa Maria degli Angeli" e la "Madonna delle Grazie" nella Cattedrale di Perugia.

Parleremo qui di seguito delle Chiese-Santuario sopra ricordate, oltre che di più noti Santuari della Regione; fra gli altri: "Madonna del Divino Amore" a Gualdo Tadino, "Madonna della Stella" a Montefalco, "Madonna del Transito" a Canoscio di Città di Castello e "Madonna del Ponte" a Narni Scalo (Terni).

Gli Umbri, ben coscienti delle grandi tradizioni della loro storia passata, civile e religiosa, ne conservano gelosamente le vestigia: l’imponente, armoniosa struttura delle loro Città medioevali, e i Centri più piccoli, dal dolce aspetto ‘presepiale’, si animano, in occasione delle festività in onore di Maria e dei grandi Santi della Regione, di riti suggestivi, dove l’aspetto culturale e folkloristico si fonde con quello più schiettamente religioso.

"Santa Maria degli Angeli" e la "Porziuncola"

Dire "Santa Maria degli Angeli" [il Santuario mariano che dista 5 km. da Assisi], vuol dire ‘Porziuncola’, la Cappella rustica costruita al suo interno, sotto la Cupola centrale, e decorata di stupendi affreschi del Trecento e del Quattrocento [quello della facciata, sopra l’ingresso, è dell’Overbek, 1829].

Dietro la ‘Cappella della Porziuncola’ è la ‘Cappella del Transito’, dove San Francesco, disteso sulla nuda terra, morì la sera del 3 Ottobre 1226: nella Cripta di questa si possono vedere i muri e i resti del pavimento della ‘Casa del Comune’, luogo in cui, vivente Francesco, si radunavano i frati.

Sulla destra della Basilica, il celebre ‘Roseto’ con rosai senza spine perché scomparse – secondo la leggenda – quando il Santo vi si gettò per penitenza; e nella ‘Cappella del Roseto’ sono visibili affreschi del ‘500. Suggestivo anche il ‘Conventino’ trecentesco che accoglie il piccolo ‘Museo’ con ritratti duecenteschi di San Francesco ad opra di Cimabue e del Maestro di San Francesco, oltre l’importante ‘Crocifisso’ di Giunta Pisano e la bellissima statua di V. Gemito, riproducente la "Regina dei frati Minori".

Ma, oltre al nome, cosa c’è di mariano nella Basilica "Santa Maria degli Angeli" [uno dei maggiori Santuari d’Italia, costruito tra il 1569 e il 1679: dunque, dopo più di un secolo di lavori; e il luogo più sacro del francescanesimo, insieme con la Basilica del Santo d’Assisi]?

C’è, intanto, che nel 1216 la Vergine, circondata da un Coro angelico, apparve a Francesco; ed esaudendo le sue preghiere lo informò di aver ottenuto da Dio l’indulgenza plenaria per tutti coloro che si fossero recati alla ‘Porziuncola’. Papa Onorio III confermò al Santo l’indulgenza, detta del "Perdono d’Assisi" [oggi lucrabile non solo il 2 Agosto, ma ogni giorno dell’anno]: indulgenza che all’epoca i fedeli potevano ottenere solamente compiendo il pellegrinaggio in Terra santa o visitando le tombe degli Apostoli a Roma, e San Giacomo di Compostella in Spagna.

Cappella della ‘Porziuncola’, all’interno della Basilica "Santa Maria degli Angeli".
Cappella della ‘Porziuncola’, all’interno della Basilica "Santa Maria degli Angeli".

Alla vigilia del Grande Giubileo dell’Incarnazione dell’Anno 2000, Papa Giovanni Paolo II, la sera del 7 Dicembre 1999 rivolgeva ai Pellegrini qui riuniti in preghiera, nella Veglia dell’Immacolata Concezione, il saluto seguente: "Nella Porziuncola San Francesco ha riaperto il Vangelo della radicale sequela di Cristo ed ha ottenuto, per intercessione della Vergine, la grazia di quel Perdono che quella piccola chiesa ad Assisi ancora custodisce e dispensa a quanti desiderano tornare a Dio".

C’è poi, nella ‘Porziuncola’ stessa, tutta un’epopea di affreschi mariani, a cominciare dallo stupendo polittico d’altare di prete Ilario da Viterbo, raffigurante l’ ‘Annunciazione’ e la storia del ‘Perdono’. Né va dimenticato che la ‘Porziuncola’ sorge proprio sul luogo dove c’era una antica chiesetta dedicata alla Vergine, "ormai negletta e abbandonata": lo ricorda Tommaso da Celano nella sua biografia di Francesco, aggiungendo: "… il Santo, vedendola in quel misero stato [di abbandono], mosso a compassione, anche perché aveva grande devozione per la Madre di ogni bontà, vi stabilì la sua dimora e terminò di ripararla nel terzo anno della sua conversione" [cfr. "Vita Prima", c. IX, 21].

E sappiamo bene come Francesco fosse solito dire ai suoi frati: "Guardatevi, figli, di non abbandonare mai questo luogo! Se vi cacciano da una parte, voi tornateci dall’altra, poiché questo luogo è santo, è l’abitazione di Cristo e della Vergine sua madre…" [cfr. ‘Specchio di perfezione, 83’]. Dunque, la ‘Porziuncola’, cuore della Basilica "Santa Maria degli Angeli" e del francescanesimo, custodisce le memorie mariane più preziose di Francesco e delle origini dell’Ordine francescano. La ‘Porziuncola’ è perciò, a pieno titolo, Santuario mariano.

Immagini e brevi cenni
di altri Santuari della Regione

Illustraimo con ‘note didascaliche’ essenziali immagini significative di alcuni altri più noti Santuari mariani dell’Umbria.

1 "Madonna delle Grazie" nella Cattedrale di Perugia

Il "Santo Anello" custodito nella Cattedrale di Perugia.È stata sempre tanta la venerazione dei Perugini per la grande tavola di ‘Madonna orante’ d’inizio sec. XVI, con i miracoli e celesti favori da essa ottenuti, che fu ben presto riconosciuta come la "Madonna delle Grazie".

Davanti a questa immagine venne costruito un Altare e tutta Perugia fu posta sotto la protezione della Vergine, e ripetutamente proclamata "Città di Maria".

Non si tratta, dunque, di un Santuario vero e proprio; anche se è qui custodito, entro un prezioso reliquiario – nella "Cappella del Santo Anello" – il presunto anello sponsale della Madonna, che viene esposto alla venerazione dei fedeli in occasione della festività del 30 Luglio, dedicata alla "Madonna della vita".

2 "Madonna del Divino Amore" a Gualdo Tadino [Perugia]

Grazioso Santuario che sorge tra i monti, a un solo kilometro dalla cittadina umbra, ha le sue origini nella chiesetta del Convento dei Frati Cappuccini, ancora nella seconda metà del sec. XVI.

Immagine della "Madonna del Divino Amore" di Gualdo Tadino (Perugia).
Immagine della "Madonna del Divino Amore" di Gualdo Tadino (Perugia).

La devozione dei fedeli e la crescente frequentazione di pellegrini, provenienti da più parti dell’Umbria e dalle Regioni circostanti, hanno convinto ad ingrandirlo a tal punto da costituire – con il complesso conventuale che lo circonda – uno dei luoghi più significativi della spiritualità mariana in Umbria.

La statua della Madonna "Mater Divini Amoris" che vi si venera è di pregevole fattura recente.

3 "Madonna della Consolazione" presso Todi [Perugia]

Posto in una incantevole posizione, su un Colle fuori della cerchia delle mura medioevali della Città di Todi, sorge il grandioso tempio della "Madonna della Consolazione", una delle opere bramantesche più insigni del Rinascimento in Umbria. Iniziato nel 1504 su progetto attribuito al Bramante, fu completato solo nel 1617.


Tempio-Santuario della "Madonna della Consolazione", sopra Todi.

Il Santuario ha sempre goduto di grande considerazione, soprattutto nei secoli passati, anche da parte dei Pellegrini che dal Nord scendevano a Roma, costituendo come una delle tappe obbligate del lungo viaggio.

Le origini del Santuario vanno però rintracciate negli Anni Trenta del sec. XIV, quando fu qui eretta un’edicola di Madonna riproducente l’affresco di un’immagine somigliante a quella vista in Terra Santa da certo Giovanni di Ranuccio.

4 "Madonna della Stella" a Montefalco [Perugia]

Nel 1861 la Madonna apparve a un fanciullo di 5 anni, Righetto Cionchi [entrato in seguito fra i fratelli laici Somaschi e morì in concetto di santità], dove fra i ruderi di un’antica chiesa di Montefalco erano rimaste tracce di un affresco mariano cinquecentesco. La Vergine, per confermare quanto dichiarato dal piccolo Veggente, ottenne molte guarigioni prodigiose che fecero accorrere fedeli.

La Vergine appare al piccolo Righetto Cionchi, nel 1861.
La Vergine appare al piccolo Righetto Cionchi, nel 1861.

Sul luogo dell’evento fu costruita una Chiesa-Santuario [consacrata nel 1881], retta dai Padri Passionisti con encomiabile zelo, da sempre meta di numerosi Pellegrinaggi.

5 "Madonna del Transito" a Canoscio – Città di Castello

Di stile neoclassico, il grandioso Tempio-Santuario fu costruito nella seconda metà del sec. XIX., su un Colle prospiciente la Valle del Tevere, dove fin dal 1348 c’era una Cappella dedicata all’Assunta.

L’immagine che vi si venera è quella dell’antica Cappella, inserita in un grande affresco riproducente la Vergine "addormentata" sul letto del suo "transito" al Cielo.

Questo Santuario è molto frequentato, soprattutto dalle popolazioni dell’alta Valle Tiberina.

Suggestiva immagine del Santuario di Canoscio, sopra Città di Castello.
Suggestiva immagine del Santuario di Canoscio, sopra Città di Castello.

6 – "Madonna del Ponte" Narni Scalo (Terni)

Anche questo Santuario anticamente era una Cappellina, in parte scavata nella roccia, risalente al sec. X: sorgeva nei pressi del ponte romano [ora crollato] che univa Narni alla Via Tiberina.

Caduto in completo oblìo fin dagli inizi del sec. XVI, il luogo sacro fu riscoperto da un cacciatore narnese nel 1754; e da allora il culto rifiorì tanto che si rese necessaria la costruzione di un vero e proprio Santuario, rifatto in parte nel 1946, dopo i bombardamenti dell’ultima Guerra Mondiale. L’immagine che vi si venera è un affresco del Trecento, raffigurante una Madonna con Bimbo che tiene in mano un cartiglio con su scritto: "Ego sum via" – "Io sono la Via".

7 – Santuario "Madonna di Fatima" - Città della Pieve (Perugia)

Un piccolo, grazioso Santuario mariano umbro è quello della "Madonna di Fatima", a Città di Castello.

La particolarità che lo distingue [oltre ad essere stato il primo Santuario dedicato alla "Madonna di Fatima" in Italia], è il grande quadro di Pala d’Altare (vedi foto) che raffigura tutti i "Santi Fanciulli" canonizzati nel XX secolo, compresi i due "pastorelli di Fatima".


   

Cartina topo-geografica dei Santuari dell’Umbria