Madre di Dio

 

N. 11 novembre 2005

Con Maria, Regina degli Apostoli

Verso l'Avvento con la Vergine dell'Attesa

Amici lettori

La verginità di Maria
  
Gabriele Amorth

La Madre di Dio per una "cultura della vita"
  
Stefano De Fiores

Storia dell’"Angelus" - 10
  
Simone Moreno

L'elemento materno mariano, nell'economia della grazia
  
Giuseppe Daminelli

"La stella li precedeva..."
  
Alberto Rum

Una devozione mariana biblica
    
Bruno Simonetto

Fatti e persone
  
a cura di Piero Roma

Cipro - come un grande Santuario
  
George Gharib

"...Prega per noi nell'ora della nostra morte"
   Aldo Ferrabino

 Cina mariana
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 10
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Italia

 

Madre di Dio n. 11 novembre 2005 - Copertina

 

 

 

 

 Con Maria nel nuovo millennio

 
di STEFANO DE FIORES

La Madre di Dio per una "cultura della vita"
   

Maria di Nazareth è al centro del progetto di vita che, procedendo da Dio fonte della Vita, percorre la creazione e la storia dell’uomo dalle origini al suo ultimo compimento.
 

Con un anticipo di una dozzina di anni sull’importante enciclica Evangelium vitae (1995), il pregevole documento del 208° Capitolo generale dell’Ordine dei Servi di Maria, Fate quello che vi dirà (1983), denuncia con sgomento l’immane lotta offerta dal mondo contemporaneo tra la cultura di vita e la cultura di morte, quest’ultima oggi purtroppo sempre più radicata ed espressa: "Ai nostri giorni la tensione tra la luce e le tenebre (cfr Gv 1, 5), tra l’amore e l’odio (cfr 1Gv 2, 8-11) si presenta come un’immensa ed immane lotta tra la cultura della vita e la cultura della morte. […] Cultura della morte sono "l’aggressione bellica, la violenza e il terrorismo" nonché il terrificante "accumulo di armi, specialmente atomiche, e lo scandaloso traffico di armamenti bellici d’ogni genere". Cultura della morte sono il disprezzo per la vita che si manifesta in tanti episodi di criminalità, la scandalosa situazione di fame per cui muoiono o contraggono gravi malattie milioni di uomini, in particolare bambini, le azioni letali condotte contro i nascituri, contro gli anziani, contro i malati incurabili, il flagello della droga".

Mosè e il Roveto ardente: da sempre la teofania del Sinai è stata considerata simbolo della maternità verginale di Maria: il Verbo fattosi carne ha unito in sé la divinità [il fuoco] con l'umanità [il cespuglio verde]. [Min. bizantina nel Cod. Vaticano, gr. 1162, fol 54v, XII sec.].
Mosè e il Roveto ardente: da sempre la teofania del Sinai è stata considerata simbolo della maternità verginale di Maria:
il Verbo fattosi carne ha unito in sé la divinità [il fuoco] con l’umanità [il cespuglio verde]. 
[Min. bizantina nel Cod. Vaticano, gr. 1162, fol 54v, XII sec.].

Dalla parte della vita

In nome del Dio "amante della vita" (Sap 11, 26) e sulla scia della Vergine "sorgente della Vita" che è Cristo, i Servi di Maria si collocano senza esitare dalla parte della vita: "Non è nostro compito né nostra intenzione trattare dei problemi morali connessi con queste situazioni umane spesso tragiche. In questa sede vogliamo solo rilevare che dalla tradizione cultuale mariana ci giunge un invito a collocarci serenamente e, per così dire, pregiudizialmente dalla parte della vita".

Sulla stessa lunghezza d’onda si pone p. Ermanno Toniolo quando nel 1993 organizza in collaborazione con il Centro di cultura mariana "Madre della Chiesa" un "Fine d’anno con Maria" incentrato sul tema: La vita e Maria "madre della vita". Il volume che ne raccoglie gli Atti, approfondisce da varie prospettive come la Vergine-Madre sia nel cuore della vita – di ogni vita – e al centro del progetto di vita che, procedendo da Dio-Vita e fonte di Vita, percorre la creazione, il progressivo evolversi degli elementi, la storia dell’uomo dalle origini al suo ultimo compimento.

Cacciata di Eva - "madre dei viventi" - dal Paradiso terrestre, figura della Nuova Eva, Madre della Vita. [Min. bizantina nel Cod. Vaticano, gr. 1162, fol 35, XII sec.].
Cacciata di Eva - "madre dei viventi" - dal Paradiso terrestre, figura della Nuova Eva, Madre della Vita.
[Min. bizantina nel Cod. Vaticano, gr. 1162, fol 35, XII sec.].

Infine, nel 2002 Alfonso Langella, ponendosi sul versante della teologia e della cultura, inizia la sua riflessione osservando che "un intervento su Maria all’interno di un dibattito sulla bioetica può apparire come una nota stonata". Ma subito si affretta a riconoscere con Giovanni Paolo II che la figura di Maria intreccia "legami personalissimi con il Vangelo della vita" [EV 102], illuminando, pertanto, nel suo essere madre di Gesù, che è la Vita, anche la valutazione morale cristiana dei temi che riguardano la vita umana nel suo inizio.

Aiutati da questi saggi affrontiamo anche noi questo argomento quanto mai vitale, nella speranza di non essere ripetitivi ma di portare innanzi il discorso su Maria e la cultura di vita.

Per non girare a vuoto fuggendo dall’esperienza concreta è doveroso appurare – nei limiti del possibile – se e in quale misura i Cristiani d’oggi ricorrono alla Madre di Gesù nei problemi che hanno rapporto con la vita. Poi passeremo ad un confronto con la Parola di Dio e infine ritorneremo nell’oggi culturale ed ecclesiale per impostare meglio all’occorrenza il riferimento a Maria e alla vita nelle sue varie accezioni.

La cultura necrofila di certa società

Intendendo per cultura "il modo organico di vivere di una persona in quanto membro di una società", dobbiamo chiederci se il mondo attuale con le sue concezioni antropologiche, con i suoi valori, i suoi schemi rappresentativi e le sue istituzioni è a favore della vita o della morte.

In pratica, si tratta di verificare se la nostra società – secondo la terminologia di Erich Fromm – è necrofila o biofila, amante della morte o della vita.

Forse è più realistico osservare come le due tendenze o schemi di orientamento convivano in essa, pur ostacolandosi a vicenda o prevalendo l’una sull’altra, come del resto nelle persone che la compongono. Persino il riferimento a Maria può presentarsi, naturalmente in maniera del tutto distorta, nella tendenza necrofila; quando invece la santa Vergine è persona eminentemente biofila.

L'Arca dell'Alleanza e il bastone fiorito di Aronne: figura cristologia e mariologica dell'unione dell'umanità e della divinità in Cristo, della concezione verginale di Maria. [Min. bizantina nel Cod. Vaticano, gr. 1162, fol 133v, XII sec.].
L’Arca dell’Alleanza e il bastone fiorito di Aronne: figura cristologia e mariologica dell’unione dell’umanità e della divinità in Cristo, della concezione verginale di Maria. [Min. bizantina nel Cod. Vaticano, gr. 1162, fol 133v, XII sec.].

La persona necrofila è caratterizzata – secondo Fromm – da alcuni atteggiamenti:

a] la predilezione per ciò che non è vivo, per cui preferisce parlare di funerali, malattie e morte o contemplare estasiata un cadavere putrefatto (come fece una volta Hitler);

b] l’immersione nel passato e non nel futuro, per cui vive sentimentalmente di ricordi e non di progetti, adora "legge e ordine" e vorrebbe ritornare all’oscurità del grembo;

c] l’amore per la forza o potere distruttivo, che spinge a innamorarsi di leader uccisori (tipo Stalin);

d] l’attrazione emotiva per le strutture meccaniche, spinta dal desiderio di trasformare l’organico nell’inorganico e di accostare le persone come fossero cose.

La necrofilia è apparentata con il "pensiero debole" che non solo rinuncia a costruzioni sistematiche, ma si ritiene anche incapace di elaborare progetti e programmi per il futuro. Ma in questo caso la speranza subisce un notevole calo se non addirittura un tracollo: "Qualunque cosa diciamo o pensiamo sulla speranza, la nostra incapacità di agire o di elaborare piani per la vita tradisce la nostra disperazione".

Cultura biofila e Maria

Al contrario, la persona biofila – sempre secondo Fromm – manifesta altre note caratteristiche:

a] "la tendenza a conservare la vita e a lottare contro la morte, quindi a crescere strutturalmente integrando e unendo;

b] l’orientamento produttivo, che preferisce costruire più che trattenere", e quindi proiettarsi verso il futuro da realizzare piuttosto che sul passato da ricordare;

c] la decisione a volere influenzare non già con la forza ma con l’amore, quindi a trattare le persone come soggetti non come cose;

d] lo sforzo morale di "servire il Signore nella gioia" (Dt 28, 47), reputando bene tutto ciò che rispetta la vita e la serve.

Fromm non manca di esaminare il rapporto con la madre, che può essere normale rappresentando in tal caso una garanzia di vita "esente dai rischi e dal tragico", ma che può trasformarsi in una fissazione più o meno patologica contraria alla crescita libera e originale del figlio. Lo psicologo mette in guardia dalla trasformazione della madre in idolo, che va di pari passo con "legami eccezionalmente forti con la nazione e la razza, la terra e il sangue".

Questa ambiguità della madre ha forse influenzato il mondo culturale femminista, che comunque ha cominciato con il rifiuto di Maria, identificata con la maternità di cui molte donne volevano liberarsi per essere considerate innanzitutto "persone".

La Vergine Maria al Tempio e l'annuncio dell'evento salvifico dato da quattro Angeli in volo. [Min. bizantina nel Cod. Vaticano gr. 1162, fol 62v, XII sec.].
La Vergine Maria al Tempio e l’annuncio dell’evento salvifico dato da quattro Angeli in volo.
[Min. bizantina nel Cod. Vaticano gr. 1162, fol 62v, XII sec.].

Ancora nel 1997 una teologa battista inglese, Elisabeth Green, interpreta in senso patriarcale la riduzione di Maria alla sua maternità: "…ricorrere al ‘nato da donna’ significa identificare la donna con la maternità. La donna entra nella storia della Salvezza solo perché capace di generare, di dare vita. Il problema non è la maternità ma l’identificazione esclusiva delle donne con questo ruolo (sia ‘fisico’ che ‘spirituale’) e la sua iscrizione nell’ordine patriarcale".

Le donne guardano a Maria – Al di là di queste affermazioni, sarebbe necessario sondare mediante ricerche sociologiche l’assenza o la presenza di Maria nell’esperienza concreta delle donne del nostro tempo.

In mancanza di esse, ricordo però che in un’inchiesta, organizzata da un movimento femminile di Bergamo negli anni ‘80 è risultato, con un certo disappunto delle promotrici, che parecchie mamme ricorrono alla Madre di Gesù nel momento del parto. Nell’"ora" della donna, quando nella sofferenza partorisce un nuovo essere umano, ogni donna di formazione cristiana invoca Maria per superare felicemente l’aspetto doloroso di ciò che sarà chiamato il lieto evento.

Possiamo fidarci di quanto ha constatato Harvey Cox in America Latina, quando si è immerso nelle esperienze delle Comunità e si è accorto che Maria è viva in mezzo a loro: "Soprattutto per milioni di donne povere, Maria è la realtà religiosa più importante della loro esistenza, è il nucleo di quella energia spirituale che le sostiene nel faticoso cammino dei giorni e degli anni".

Esperienza di vita nei Santuari mariani – Anche nei Paesi europei, a giudicare dalle tavolette votive, dalle candele e dagli ex-voto anatomici che vengono portati ogni anno nei Santuari mariani, la Madre del Signore è un referente vivo, materno e potente soprattutto nei momenti difficili o negativi della vita. Queste espressioni hanno alle spalle una sequenza di storie di malattie, drammi e dolori conclusi a lieto fine, per l’intervento di colei che non vuole morte e sofferenza, ma riconciliazione e ritorno alla vita normale.

Maria in Paradiso: il senso della composizione è dato dall'asse verticale centrale, che unisce le due fasce sovrapposte: disegnato in basso dall'Albero della Vita, è prolungato in alto dalla figura frontale della Theotókos con il Bambino: il ritorno all'Albero della Vita si realizza nel Verbo Incarnato. [Min. bizantina nel Cod. Vaticano gr. 1162, fol 50v, XII sec.].
Maria in Paradiso: il senso della composizione è dato dall’asse verticale centrale, che unisce le due fasce sovrapposte:
disegnato in basso dall’Albero della Vita, è prolungato in alto dalla figura frontale della Theotókos con il Bambino:
il ritorno all’Albero della Vita si realizza nel Verbo Incarnato. [Min. bizantina nel Cod. Vaticano gr. 1162, fol 50v, XII sec.].

Maria diviene per i credenti l’ultima spiaggia in cui sperare in situazioni drammatiche. E chi ha assistito alla preghiera ad alta voce che elevano alla Madonna i pellegrini nei 1400 Santuari a lei dedicati in Italia, si accorge che essi sono coscienti di trovarsi dinanzi ad un "Tu vivente", ad una presenza viva, materna e benefica.

Giustamente, con senso realistico, il Prefazio della Messa in onore della Madre del divin Pastore recita: "Ella, Madre del Salvatore e Madre della Chiesa, nel corso dei secoli ha attirato verso di te il cuore degli uomini intercedendo per i malati la guarigione, per gli sfiduciati la speranza, per i peccatori la conversione, per tutti la grazia e la salvezza".

Del resto, fin dall’antichità sono stati riconosciuti i "continui benefìci" derivanti dall’attività taumaturgica delle apparizioni della Madre di Dio, se già lo storico Sozomeno, verso la metà del V secolo, poteva attestare che ella a Costantinopoli "spesso venne in soccorso a quelli che erano depressi o da malattie o da improvvise sciagure".

Stefano De Fiores