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N. 11 novembre 2005
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Dopo la GMG
di Colonia
di ALBERTO RUM "La stella li precedeva..." Come per i Magi dell’Oriente, per i giovani della GMG, tornare a casa per un’altra strada ha voluto dire tornare da Colonia trasformati dall’incontro con Cristo e con Maria sua madre. Narra l’evangelista Luca che Maria rimase da Elisabetta - la madre del Precursore - circa tre mesi, poi tornò a casa sua [cfr Lc 2,56]. Avvertita dall’Angelo dell’Annunciazione, ella era andata "in fretta" - già mediatrice di grazia - a dire la sua gioia e a recare un beneficio; e ora tornava a casa, con l’anima in festa, effondendo il suo spirito nel Magnificat con espressioni di glorificazione a Dio, di umiltà, di fede, di speranza. Dei Magi che, al tempo del re Erode, guidati da una stella misteriosa, erano venuti dall’Oriente a Betlemme per adorare il nato re dei Giudei, l’Emmanuele-Dio con noi, l’evangelista Matteo osserva che "avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese" [Mt 2, 12]. Che dire, ora, dei tanti "giovani Magi" della GMG 2005 che, nell’Agosto scorso, sono convenuti a Colonia da ogni parte del mondo? Ecco, vedo e sento la grandissima gioia dell’immensa folla dei giovani raccolti intorno al Santo Padre Benedetto XVI che, entrati nella casa di Dio, trovarono il Bambino con Maria sua madre. Per i giovani della GMG 2005, non tornare da Erode è significato sapere che nel grande viaggio della vita s’incontrano non pochi "erodi" [con lettera minuscola] che, come leoni ruggenti, vanno in giro cercando chi divorare. Occorre quindi che restino vigili per resistere saldi nella fede. "Ho scritto a voi, giovani – si legge nella 1ª Lettera di Giovanni – perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi e avete vinto il Maligno" [1Gv 2, 14].
Dopo il ritorno a casa Tornare a casa, per i giovani della GMG è significato realizzare quell’unità e armonia di vita che sa coniugare contemplazione e azione, preghiera e lavoro. Per i giovani della GMG, tornare a casa per un’altra strada è significato mettersi in cammino sotto la guida di un’altra stella, che ha nome Maria. Maria è una bellezza che salva il mondo. Contemplino sempre i giovani il suo giovane splendore. "La bellezza è un dono riposante. Maria, in mezzo ai tormenti della vita, tranquillizza tutte le inquietudini della carne, dello spirito e della vita sociale" – diceva Paolo VI. E il Card. Carlo Maria Martini aggiungeva: "Maria nell’Annunciazione ci insegna a leggere il nostro oggi alla luce della Trinità che l’avvolge, riconoscendo nello sviluppo del mistero pasquale la misteriosa bellezza che illumina il nostro tempo e l’intero svolgersi dei secoli". Così, la stella che ha nome Maria, ha guidato i passi dei giovani della GMG ad incontrare il Cristo eternamente giovane - ieri, oggi e sempre, - e a divenire suoi amici. Una devozione tenera e vera verso la Madre del Signore sarà sempre una via facile, breve, perfetta e sicura, il più meraviglioso dei segreti per incontrare il Cristo e raggiungere la perfezione. Nell’affermare che la vera devozione a Maria è una via breve per trovare Gesù Cristo, il Santo Luigi Maria Grignion di Montfort fa una riflessione molto incoraggiante. Dice così: "È nel grembo di Maria, che ha avvolto e generato un uomo perfetto e ha potuto contenere Colui che l’universo intero non può abbracciare, né contenere; è nel grembo di Maria, dico, che i giovani diventano maturi per illuminazione, santità, esperienza e sapienza, e che in pochi anni si giunge alla pienezza dell’età di Gesù Cristo" [VD 156]. Sia per i Magi dell’Oriente che per i giovani della GMG, tornare a casa per un’altra strada ha voluto anche dire tornare a casa trasformati dall’incontro con Cristo e con Maria sua madre; è significato anche essere realmente partecipi della missione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, divenendo essi stessi come stelle luminose che annunziano con gioia agli altri il Cristo Redentore e il suo Vangelo, in un mondo che cambia, sempre con lo spirito e l’amore di Maria, Madre di Cristo e Madre della Chiesa. Alberto Rum |
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