Madre di Dio

 

N. 11 novembre 2005

Con Maria, Regina degli Apostoli

Verso l'Avvento con la Vergine dell'Attesa

Amici lettori

La verginità di Maria
  
Gabriele Amorth

La Madre di Dio per una "cultura della vita"
  
Stefano De Fiores

Storia dell’"Angelus" - 10
  
Simone Moreno

L'elemento materno mariano, nell'economia della grazia
  
Giuseppe Daminelli

"La stella li precedeva..."
  
Alberto Rum

Una devozione mariana biblica
    
Bruno Simonetto

Fatti e persone
  
a cura di Piero Roma

Cipro - come un grande Santuario
  
George Gharib

"...Prega per noi nell'ora della nostra morte"
   Aldo Ferrabino

 Cina mariana
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 10
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Italia

 

Madre di Dio n. 11 novembre 2005 - Copertina

 In famiglia

 
di BRUNO SIMONETTO

Il Magnificat di Don Alberione – 10
   

Verso la fine degli Anni Cinquanta si celebra il XXV della "Madre di Dio": per l’occasione, l’Alberione ricorda "l’alta e particolare funzione" della rivista.

Abbiamo già rilevato che gli Anni Cinquanta sono stati fortemente segnati dalla presenza di Maria nella vita e nell’opera di Don Alberione poiché, fra l’altro [come ricordavamo nei numeri di Luglio-Agosto e di Settembre della rivista], il 30 Novembre 1954, a conclusione del primo Anno Mariano della storia della Chiesa, fu consacrato il Santuario "Regina degli Apostoli", con tutto il fervore e l’entusiasmo che ciò ha comportato, e fu realizzato il film "Mater Dei" [primo a colori in Italia], condotto sul leit motiv di Maria ‘Mediatrice universale della Grazia’.

Sul finire del 1957 si è anche celebrato il XXV della "Madre di Dio"; e Don Alberione [in un manoscritto autografo, pubblicato sul numero del Gennaio 1958 del mensile] ricorda "l’alta e particolare funzione della rivista […], organo del Santuario Regina Apostolorum", al fine di promuovere tra i fedeli la devozione alla Madonna della Famiglia Paolina.

A. Cesselon, Intensa espressione del Beato Don G. Alberione.
A. Cesselon, Intensa espressione del Beato Don G. Alberione.

"Nozze d’argento della nostra rivista"

"Si compie – scrive Don Alberione – il venticinquesimo anno dal primo numero del periodico "La Madre di Dio", oggi "L’Aurora", organo del Santuario ‘Regina Apostolorum’.

Esso ha adempiuto finora alla sua funzione di far conoscere, amare, pregare Maria.

Esso ha considerato Maria come Madre, Maestra, Regina.

Esso specialmente ha illustrato il titolo di Maria "Regina Apostolorum". Il suo carattere fu costantemente pastorale, popolare e divulgativo. L’accoglienza da parte dei fedeli è stata buona; lo prova il numero dei Lettori. L’esperienza di venticinque anni è di buoni insegnamenti per il futuro.

Alla rivista si sono accompagnate varie iniziative complementari: i libri, le feste, le grandezze, la vita di Maria; due collane mariane: una di carattere popolare, l’altra per persone colte; è in corso di preparazione un Catechismo mariano in tre volumetti. Hanno il medesimo intento della rivista.

La cristianizzazione del mondo è l’applicazione della Redenzione agli uomini di ogni tempo e di ogni luogo: dare Gesù Cristo come Via, Verità e Vita di ognuno. Ora, come la Redenzione ebbe inizio da Maria, così l’applicazione di essa ha inizio da Maria. Da Maria Gesù; per Maria a Gesù; Gesù da Maria. È insegnamento comune; San Pio X lo ha solennemente confermato in una sua meravigliosa Enciclica [cfr. Ad diem illum, a. 1904],

Per questo la Pia Società San Paolo, sorta per dare Gesù Cristo alle anime, doveva comunicarlo nel medesimo stile, via scelta da Dio stesso: Maria. La rivista perciò doveva essere fatta e deve continuare a portare il suo frutto.

La divozione a Maria è per tutti quelli che vogliono più presto, più facilmente, più sicuramente arrivare a Gesù Cristo.

Vi è sempre qualcosa anche di più notevole. Si tratta di dare Gesù agli Apostoli ed a quanti collaborano con essi in qualità di Cooperatori. Tutti devono vivere uniti a Gesù Cristo; ma l’apostolo deve possederlo così pienamente da comunicarlo ancora agli uomini. "De Spiritu Sancto, ex Maria Virgine; et homo factus est". L’apostolo procede dallo Spirito Santo, si forma nel Cuore Immacolato di Maria; ed eccolo nel suo essere e nel suo operare l’"alter Christus". Abbiamo Gesù Cristo, l’apostolo per eccellenza.

Vi è l’apostolato gerarchico; e vi è l’apostolato laico, a quello strettamente unito e [da esso] dipendente.

È chiara l’alta e particolare funzione, quindi, di questa rivista.

Leggerla e farla leggere; zelare l’abbonamento.

Sarà ossequio a Maria, sarà un nuovo titolo alle sue grazie; sarà un contributo all’apostolato ed alla cristianizzazione del mondo".

Il manoscritto autografo del Beato G. Alberione [del 20 Novembre 1957] qui riportato documenta molto chiaramente che egli "ha voluto includere la predicazione mariana come fulcro di pietà popolare e di comunicazione facilitata con la divinità" [cfr. CISP, 884].

Copertina del volume celebrativo "Il Magnificat di Don Alberione".
Copertina del volume celebrativo "Il Magnificat di Don Alberione".

La "madre" di tutte le riviste paoline

Ma per esprimere quanta importanza Don Alberione attribuisse a "Madre di Dio", vale la pena ricordare quanto una nostra Zelatrice, Leda Manoni Di Tommaso dell’Istituto ‘Santa Famiglia’, ci scrisse ancora l’anno scorso [e lo riportammo nel num. della rivista dell’Aprile del 2004, pag. 2]: "Da quando abbiamo conosciuto l’Istituto ‘Santa Famiglia’, don Stefano Lamera ci ha messo in mano "Madre di Dio" e ci ha trasmesso l’amore del Primo Maestro [= il Beato G. Alberione] alla "madre" di tutte le riviste paoline perché porta la Madonna nelle famiglie.

Quante grazie! Quali meraviglie ha operato questo apostolato nelle nostre famiglie, nella Parrocchia, nell’Istituto!

L’entusiasmo dei primi tempi ci ha portato sempre a raddoppiare il numero degli Abbonamenti. La Madre di Dio, Regina degli Apostoli, desidera ardentemente che tutte le famiglie siano consacrate al suo Cuore Immacolato, affinché dal suo Cuore passino al Cuore appassionato di Gesù […].

In diverse zone sono nati ‘Cenacoli del Rosario’ e ogni settimana nel vicinato si recita il Rosario tra le famiglie; poi, quando arriva "Madre di Dio", la si distribuisce e la si fa distribuire. Alcuni di noi si servono di questo servizio mariano per la visita ai malati e agli anziani, altri per aiutare le famiglie in difficoltà: si può davvero dire che, attraverso questo prezioso mensile, la Madonna ci obbliga dolcemente a partire verso le famiglie per sollevarle in ogni genere di afflizione.

Addirittura, all’inizio di quest’anno – per il rinnovo degli Abbonamenti e per raccoglierne di nuovi – abbiamo visitato "a tappeto" tutte le famiglie della Parrocchia, stabilendo così un dialogo di amicizia anche con nuove persone di altra cultura e di diversa religione.

Questa rivista mariana, entrata in una casa, viene come accolta da una famiglia che così si consacra a Maria: è una delle opere che il Beato Don G. Alberione continua a benedire, aiutato da noi suoi figli…".

Ricordavamo altre volte che, per capire bene che finalità si sia prefisso il Fondatore della Famiglia Paolina, dando origine alla rivista "Madre di Dio", è necessario inquadrare tale iniziativa nel contesto più ampio della sua devozione mariana; anzi, della sua spiritualità mariana, fondata su una precisa visione della Vergine di Nazareth in relazione alla storia della Salvezza.

Al riguardo, non c’è dubbio che sia appropriato parlare di una vera e propria mariologia alberioniana, centrata nell’identificazione di Maria Regina degli Apostoli e Madre dell’Umanità.

Ci ricorda Rosario Esposito, nel suo ricco commento all’opuscolo alberioniano Via humanitatis, che Don Alberione, tra libri e opuscoli, ha dedicato al tema mariano più o meno duemila pagine e forse più, precisando che la grande maggioranza di questi scritti si colloca nell’ambito dell’edificazione e della divulgazione, e sono ispirati per lo più a Sant’Alfonso de’ Liguori, a San Francesco di Sales e a San Luigi M. Grignion de Montfort, pur non disdegnando l’Alberione di citare documenti pontifìci (specie quelli ‘rosariali’ di Leone XIII), fonti patristiche e teologiche, che soleva riportare in schede utilizzate nei suoi scritti come nella predicazione.

Ma è proprio nella Via humanitatis che il Beato G. Alberione costruisce la sua mariologia, centrata sul contestuale titolo da riconoscere alla Madonna come Regina degli Apostoli e Madre dell’umanità" [cfr. cap. I del volume "Il Magnificat di Don Alberione", pag. 14].

Ebbene, non c’è dubbio che la rivista "Madre di Dio" sia stata pensata dal Fondatore della Famiglia Paolina proprio come lo strumento "di carattere costantemente pastorale, popolare e divulgativo" – come lui scrive nel manoscritto sopra riportato – che doveva promuovere la devozione alla "Regina degli Apostoli" , intesa nell’accezione più alta di "Via humanitatis". Una rivista, insomma, che proponesse e promuovesse la spiritualità mariano-alberioniana.

Ora che ci avviciniamo al Settantacinquesimo anno di fondazione della rivista [1932 – 2007], sapremo riscoprire fino in fondo lo spirito delle sue origini, legandola sempre più saldamente alle finalità per le quali il Beato Don Giacomo Alberione l’ha voluta e verso le quali l’ha sempre orientata?

Bruno Simonetto