Madre di Dio

 

 

N. 2 febbraio 2006

"L'alta e particolare funzione della rivista"

Pellegrini a Lourdes

Amici lettori

Maria n relazione alla vita
  
Stefano De Fiores

La Madre di Dio precede il suo popolo
  
Giuseppe Daminelli

Il "segno della Donna" nella storia dell'uomo
    
Bruno Simonetto

"Nostra Signora della Semina del grano"
    
George Gharib

I Sette Santi Fondadori, "Servi di Maria"
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 13
  
 Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

Maria "Roveto ardente"
  
Alberto Rum

La fornarna d Nazareth
    Simone Moreno

 Nel nome della Madre
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 13
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 2 febbraio 2006 - Copertina

 

 

 

 

L’eco profonda di una lettura spirituale

 
di ALBERTO RUM

Maria, "Roveto ardente"
   

La devozione a Maria dev’essere vera, con le note caratteristiche descritte dal Montfort: interiore, tenera, santa, costante e disinteressata.
  

Leggendo il libro di Gianfranco Ravasi: "L’albero di Maria31 icone bibliche mariane", si rimane come folgorati dalle affermazioni del Patriarca di Antiochia Severo, del VI secolo. Questi, dopo aver detto che "il grembo di Maria è come il roveto nel quale discende il fuoco teofanico e nel quale Jhwh si rende presente e sperimentabile a Mosè", così aggiunge: "Quando volgo lo sguardo alla Vergine Madre di Dio e tento di abbozzare un semplice pensiero su di lei, fin dall’inizio mi sembra di udire una voce che viene da Dio e che mi grida all’orecchio: ‘Non accostarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo dove stai è terra santa!... Avvicinarsi a lei è come avvicinarsi a una terra santa e raggiungere il Cielo’ ".

"Certo – commenta il biblista Ravasi – , come dirà Ambrogio, "Maria non è il Dio del Tempio ma il Tempio di Dio". Perciò noi dobbiamo, come Mosè, avvicinarci a lei a piedi scalzi perché nel suo grembo è Dio che si rivela e lo fa nel modo più vicino e trasparente, rivestendo la carne dell’uomo" [ivi, pp.32-33].

Maria suscita, forma e incorona i santi. Così è di chiunque volga lo sguardo alla Vergine Madre di Dio. Ella non è solo il capolavoro dell’Altissimo da contemplare.

"Guai alla scienza che non si traduce in amore", avvertiva Bossuet. E già prima di lui, l’apostolo Giacomo faceva notare : "Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano. Vuoi dunque capire, o insensato, che la fede non serve a niente se non è accompagnata dai fatti?" (Gc 2, 19-20).

Mosè e il Roveto ardente: da sempre la teofania del Sinai è stata considerata simbolo della maternità verginale di Maria: il Verbo fattosi carne ha unito in sé la divinità [il fuoco] con l'umanità [il cespuglio verde]. [Min. bizantina nel Cod. Vaticano, gr. 1162, fol 54v, XII sec.].
Mosè e il Roveto ardente: da sempre la teofania del Sinai è stata considerata
simbolo della maternità verginale di Maria
: il Verbo fattosi carne ha unito
in sé la divinità [il fuoco]
con l’umanità [il cespuglio verde]. [Min. bizantina nel Cod. Vaticano, gr. 1162, fol 54v, XII sec.].

La "vera devozione" alla Vergine Maria

La devozione a Maria dev’essere, dunque, devozione vera: devozione che abbia le note caratteristiche descritte dal Montfort nel suo Trattato della vera devozione: che sia, cioè, interiore, tenera, santa, costante e disinteressata. Siffatta devozione a Maria occorre chiederla in dono allo Spirito Santo.

Ce ne avverte ripetutamente e decisamente lo stesso Santo di Montfort. Egli scrive: "Prima di inoltrarti nella lettura del mio scritto [Il segreto di Maria], trattieni un attimo la tua ansia istintiva di conoscere la verità.

In ginocchio, ripeti con fiducia gli inni "Ave, stella del mare" e "Vieni, Spirito creatore" per chiedere a Dio la grazia di comprendere e gustare questo divino mistero. Di qui la fervida preghiera del Montfort allo Spirito Santo: "Spirito Santo, pianta in me l’albero della vera vita, che è Maria. Irrigalo e coltivalo perché cresca, fiorisca e produca abbondanti frutti di vita. Spirito Santo, rendimi profondamente devoto e ben disposto verso la tua divina sposa Maria.

Rendimi fiducioso nel suo amore materno e pronto nel ricorrere alla sua misericordia. Con la sua collaborazione forma in me Gesù Cristo vivente, grande e forte, maturo e perfetto nella sua età" (SM 67).

Anche nel Trattato della vera devozione il Montfort invita a chiedere allo Spirito Santo "la grazia insigne" della vera devozione a Maria. "Quanto è difficile – osserva – , per dei peccatori come noi siamo, avere il permesso, la capacità e la luce per entrare in questo luogo [Mria] così alto e così santo, custodito non da un Cherubino, come l’antico Paradiso terrestre, ma dallo Spirito Santo stesso, che ne è divenuto padrone assoluto, e dice di lei: ‘Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata’ ( Ct 4, 12). Maria è chiusa; Maria è sigillata; i miseri figli di Adamo e di Eva, cacciati dal Paradiso terrestre, non possono entrare in esso se non per una grazia speciale dello Spirito Santo, che essi devono meritare" (VD 263).

Alberto Rum