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N. 2 febbraio 2006
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Europa terra di Maria
ALBANIA Il Paese delle aquile tra storia e persecuzioni religiose
La Madre di Dio era venerata sinceramente da tutto il popolo, che ricorreva a lei nei momenti più critici della sua storia e amava ricoprire gli Altari e le icone miracolose di ex-voto e di doni. Nella vigilia della festa dell’Assunta le donne si recavano al Cimitero, portando sulle tombe ceri, ed erano fiduciose che la Madonna ottenesse alle anime dei loro defunti il perdono del suo divino Figlio. Per guarire alcune malattie andavano in cerca dell’"erba della Madre di Dio" e piantavano tra i campi di frumento rami di corniolo e di carpine, tagliati alla vigilia delle feste mariane. Lungo i secoli l'Albania ha sempre oscillato fra l'influenza cattolica di Roma e quella ortodossa di Bisanzio, con la prevalenza tuttavia di quest'ultima. Nel Nord però, soprattutto nella zona di Scutari, il Cattolicesimo ha avuto un maggiore seguito; ed è attorno a quest'area che si sono verificati gli eventi più significativi in campo mariano. Il fiorente culto mariano nel sec XV, attaccato dai Turchi musulmani, venne difeso da Giorgio Kastriota Scanderbeg, l’ "atleta Christi", che con la protezione manifesta della Madonna di Scutari, di cui era devotissimo, riuscì a mettere in fuga gli eserciti turchi. Il suo segreto di vittoria è ancora oggi conservato nella piccola Chiesa gotica di Vau Dejes, a pochi chilometri da Scutari, detta "Chiesa di Santa Maria", dove l’eroe passava notti intere in preghiera. In una chiesa mariana, anch’essa legata al ricordo di Scanderbeg e che doveva sorgere ai piedi della fortezza di Scutari, si venerava un bell’affresco della Beata Vergine con il Bambino, di scuola italiana. Nel 1467 questa immagine sparì per ricomparire a Genazzano (Roma), sul muro esterno della Chiesa degli Agostiniani.
[qui ritratti in partenza dalle coste dell’Albania] che, per sfuggire alla persecuzione turca, nel 1467 si stabiliscono a Genazzano. La tradizione vuole che tale affresco abbia "seguito" due profughi albanesi, che di fatto si stabilirono a Genazzano. Questo affresco, la cui presenza e la cui conservazione costituiscono fonte di interrogativi tuttora irrisolti, ha dato luogo al celebre Santuario della "Madonna del Buon Consiglio" nella cittadina dei Castelli Romani. La Madonna di Scutari a Genazzano attirò tanti fedeli per i miracoli che elargiva e riproduzioni artistiche di essa furono diffuse in Chiese importanti a Genova nel 1747, a Monte Cassino nel 1765, a Frosinone nel 1796 e poi a Monaco di Baviera, a Frildenberg presso Augsburg, a Madrid, a New York, ecc. La popolazione cristiana rimasta in Albania, lasciata praticamente a se stessa, fu assorbita in buona parte dall'islamismo. La situazione migliorò nel corso del 1800: memorabile è rimasta la processione fatta dal Clero e dai Cattolici di Scutari all'indomani della proclamazione del dogma dell'Immacolata (1854): anche se le manifestazioni religiose erano severamente vietate ai Cristiani, in quell'occasione la polizia turca non osò intervenire. Ma è particolarmente nella seconda metà del secolo XIX che sulla Nazione albanese [e in particolare sulla sua vita religiosa dall'immediato dopoguerra, al tempo in cui, con il regime del Partito Comunista di Enver Hoxha, era soppressa ogni libertà, fino ai primi segni di distensione politica nel 1990], che rimase a lungo calata una fitta cortina di silenzio che contribuì a fare dell’Albania lo Stato europeo più sconosciuto e misterioso. Le misure repressive del Partito-Stato, ufficialmente ateo, si erano inasprite nel 1967, fino a giungere ad una soppressione sistematica di tutti i luoghi di culto [cattolici, ortodossi e musulmani], poi adibiti ad altri usi, e alla proibizione di ogni forma di culto, anche privata. Tuttavia, le torture inaudite, le Chiese profanate e distrutte, l’educazione disumana imposta dall’ateismo fino al Novembre 1990 non sono valse a soffocare la fede religiosa e mariana della minoranza cattolica e ortodossa albanese. La "Madonna del Buon Consiglio", invocata come "Scudo dell’Albania" fin dai tempi dell’eroe nazionale Scanderbeg, non ha tardato a venire in aiuto di questo popolo che, appena libero, ha riportato in casa le sacre immagini della Madre di Dio e si è messo all’opera per ricostruire le Chiese, a iniziare proprio dal Santuario mariano di Scutari.
La "Madonna del Buon Consiglio" di Scutari, "Scudo dell’Albania" Nel cuore dei Cristiani di Albania il Santuario della Madonna di Scutari ha continuato a rappresentare la "casa" di Maria, anche dopo che il feroce regime comunista lo aveva raso al suolo, perché considerato l’unico faro di speranza capace di rischiarare la lunga notte delle persecuzioni. La storia del Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Scutari si intreccia, nella sua drammaticità, con la storia delle sofferenze del popolo albanese e con la sua tenace speranza. Ed è una storia che si annoda anche, per vie singolari e misteriose, all’Italia, alle vicende di un lembo dell’Italia Centrale, non lontano da Roma: una località che si chiama Genazzano e che da più di cinque secoli ha stretto un legame indissolubile, perché tenacemente "mariano", con i fratelli di fede albanesi. Ma procediamo con ordine. Tutto cominciò nel lontano 1467. A Scutari, piazzaforte albanese tenuta dai Veneziani ma ormai prossima a cadere in mano dei Turchi, un affresco raffigurante la "Madonna del Buon Consiglio" si staccò dalla parete e, si dice, venne portato dagli Angeli in volo fino a Genazzano, la cittadina laziale distante 48 km da Roma, fermandosi il pomeriggio del 25 aprile 1467 su di una parete della Chiesa di Santa Maria.
Scutari sotto il giogo della persecuzione Shkoder [da noi meglio conosciuta come Scutari] è una delle Città più antiche dell’Albania, oggi un importante Centro economico e culturale con circa 200.000 abitanti. Si estende nella parte meridionale della pianura di Mbishkodra, presso il lago di Shkodra [Liqeni i Shkodres], tra i fiumi Drini e Bune, la catena montuosa di Tarabosh ed il Castello di Rozafat. Nel 1396 Scutari cadde sotto il dominio dei Veneziani. Nei decenni successivi, dopo aver resistito strenuamente agli attacchi dei Turchi, finì in mani ottomane nel 1479. La Città fu completamente devastata e un numero molto grande della popolazione perì in una spaventosa strage; altri, più fortunati, fuggirono lontano. Il Santuario della "Madonna del Buon Consiglio", edificato nel VI secolo, era stato distrutto già qualche anno prima, nel 1467, dalle orde ottomane, proprio mentre l’immagine della stessa Vergine appariva miracolosamente a Genazzano, presso Roma, nella Chiesa dei Padri Agostiniani [dove tuttora è venerata]. Il popolo albanese si ribellò più volte al giogo degli ottomani, finché, nel corso della Prima Guerra Mondiale, Scutari fu accerchiata dai Serbi e da questi occupata nell’Aprile del 1913, per poi finire nelle mani degli Austro-Ungarici nel Gennaio del 1916. Nel 1938 Scutari aveva una popolazione di 29.000 abitanti, era la dimora degli Arcivescovi cattolici e in essa erano state aperte molte Scuole affidate a Religiosi. Ma in quegli anni si andava formando anche il gruppo comunista di Scutari, che fu la più grande organizzazione albanese, nata per diffondere la propria nefasta ideologia atea in tutto il Paese. Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli abitanti della Città combatterono contro le Forze italiane e resistettero molto a lungo, contrattaccando. La Resistenza venne organizzata dai Comunisti, che più tardi formarono il gruppo combattivo dei Partigiani. La Città venne infine occupata dai Tedeschi, il 19 Novembre del 1944.
Una Chiesa martire risorge nel nome di Maria Nella Città di Scutari, alle falde della ciclopica fortezza di Rozafat, proprio sul luogo in cui una volta sorgeva la chiesa della "Madonna del Buon Consiglio" con l’affresco trasportato a Genazzano, nel 1917 era stato eretto con grande entusiasmo popolare un nuovo Santuario dedicato sempre alla "Madonna del Buon Consiglio". L’11 febbraio 1943, solennità della Madonna di Lourdes, l’Arcivescovo di Durazzo, mons. Vincenzo Prennushi, vedendo il Comunismo ormai alle porte, volle consacrare la Nazione al Cuore Immacolato di Maria, affermando: "Adesso posso anche morire, perché – comunque vadano le cose – il nostro popolo non perirà". Purtroppo, tale rinascita ebbe breve durata perché nel 1945 l’Albania venne proclamata "Repubblica Popolare Comunista", perdendo così ogni diritto di praticare la propria fede religiosa. Il Santuario della "Madonna del Buon Consiglio" venne raso al suolo; tutte le Chiese furono devastate o trasformate in Magazzini, Teatri e persino in stalle; tutti i Sacerdoti furono ferocemente perseguitati, condannati al carcere, alla tortura e alla fucilazione. La persecuzione ebbe il suo culmine nel 1967, quando l’Albania si autoproclamò "primo Stato ateo del mondo".
Questa situazione terribile continuò fino al 4 Novembre 1990, giorno che segnò l’apertura della nuova epoca, con una Santa Messa celebrata al Cimitero cattolico di Scutari. Tutte le persecuzioni subite dagli Albanesi nel corso degli anni non ne avevano potuto fiaccare né tantomeno distruggere la fede religiosa e, soprattutto, mariana. Già infatti in quel Novembre 1990 l’Albania cominciava la ricostruzione delle sue Chiese e dei suoi venerati Santuari mariani. Il 25 Aprile 1993, il Santo Padre Giovanni Paolo II, in visita nel "Paese delle Aquile", benediceva con visibile soddisfazione la prima pietra del nuovo Santuario dedicato alla "Madonna del Buon Consiglio", gioiello della fede di tutto il popolo skipetaro, affidandolo a Maria, proclamata Protettrice dell’Albania, con questa preghiera: "Vergine del Buon Consiglio! A Te si innalza la supplica di questo popolo, che da tempo immemorabile Ti ama e Ti onora. A Te oggi l’Albania consegna le sue speranze e le sue pene, i suoi desideri e i suoi bisogni, le molte lacrime versate e l’anelito ad un futuro migliore. Volgi, o Madre, il tuo sguardo su questo popolo, accogline i propositi generosi, accompagnalo nel suo cammino verso un avvenire di giustizia, di solidarietà e pace…".
Santuari mariani "in esilio" degli Albanesi È singolare il fatto che i [pochi] Santuari mariani dove i Cattolici albanesi [appena il 6,2% di una popolazione di poco più di tre milioni di abitanti, mentre i Greco-Ortodossi sono l’8,7%] possono venerare la Santa Vergine si trovino fuori dai confini del loro Paese, tranne qualcuno [ad esempio, la Chiesa bizantina ad Apollonia, dedicata alla "Madre di Dio"], se si esclude il Santuario-tipo della Madonna di Scutari, appunto. Così, i più venerati Santuari mariani di questo popolo sono come in esilio: oltre alla originaria "Madonna del Buon Consiglio" di Scutari, a Genazzano, la "Madonna Odighítria" di Durazzo a Piana degli Albanesi in Sicilia. Ancora più singolare il fatto che della "Madonna del Buon Consiglio" di Scutari persino la bella copia della "Immagine dipartita", collocata nel Santuario originario, resistette soltanto fino al 1967, quando – nel 5° Centenario del miracoloso evento che la vide emigrare "profuga" a Genazzano – i Comunisti la distrussero insieme al Santuario stesso, raso al suolo. L’immagine che a Scutari si venera ora, nel nuovo Santuario inaugurato nel 1993, è un’altra copia fedele di quella originaria di Genazzano, donata dal Papa Giovanni Paolo II durante la sua Visita pastorale del 25 Aprile di quell’anno. E intanto, i devoti Albanesi che ancor oggi, ogni anno, vengono in pellegrinaggio a Genazzano, ripetono in un canto accorato: "Torna, torna presto, / o Madre pia, / torna presto in Albania".
La "Madonna Odighítria" di Piana degli Albanesi Della "emigrazione" della "Madonna Odighítria" di Piana degli Albanesi, la storia è nota. Nel 1468, le armate musulmane dilagarono nel Paese, rimasto praticamente indifeso. Molti Albanesi preferirono emigrare, piuttosto che sottomettersi all'invasore. Numerosi gruppi si stabilirono nell'Italia meridionale, con la quale già da secoli avevano frequenti rapporti sia politici che culturali, e ancora oggi le colonie albanesi in Italia mantengono la loro lingua, i costumi e il rito greco-bizantino. Il gruppo più numeroso, guidato dallo stesso figlio del Kastriota, si stabilì in una località montagnosa della provincia di Palermo, dando origine alla cittadina di Piana degli Albanesi. I profughi, in procinto di partire, dovettero lasciare tutti i loro beni in mano ai Turchi, ma riuscirono ad ottenere di portare con sé l'icona dell’Odigítria, tuttora veneratissima nella bella Chiesa del "Collegio di Maria", in questa loro colonia. Anche qui, ogni anno, soprattutto nei giorni della Pentecoste, gli Albanesi di Piana e di Sicilia vengono pellegrini alla veneranda icona, intonando il loro mestissimo canto: "O bella Albania, / come ti abbandonai / e più non ti rividi!". Ma, in patria e "in esilio", è sempre la Vergine Santa –
"Scudo dell’Albania" – a proteggere i suoi figli tanto
provati! |
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