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N. 4
aprile 2006
Spiritualità e missione
del Santuario "Regina degli Apostoli" e suo organo
promozionale
Il nostro Alleluja
pasquale con Maria
Amici lettori
Maria icona della
maternità secondo lo Spirito
Stefano De Fiores
Affidati alle cure della Madre
Giuseppe Daminelli
Il ruolo di Maria
nella storia dell’umanità
Bruno
Simonetto
L’Apparizione
del Risorto alla Madre e la festa della Risurrezione
George Gharib
L’apostolo del "Totus
tuus"
Bianca
Maria Veneziani
Storia
dell’"Angelus" - 15
Simone Moreno
Fatti e persone
a cura di Piero Roma
Maria, eco
di Dio
Alberto Rum
lLa
Passione del Signore e la "com-passio Matris"
Simone Moreno
Come
Maria, Missionarie del mondo
Maria Di Lorenzo
In Libreria
Il Magnificat di Don Alberione - 15
Bruno Simonetto
Santuari mariani d'Europa

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il DIRETTORE
Amici lettori
La sensibilità tutta francescana di un
Cappellano delle Carceri
Scusandoci
con l’interessato del ritardo con il quale la ‘ripeschiamo’
[dovuto alla considerazione di farlo nel tempo più opportuno: quello
della Passione e Condanna a morte di Nostro Signore Gesù Cristo],
pubblichiamo la lettera che fr. Giovanni Crisci chi ha inviato ancora il
5 Ottobre 2005 per presentare il suo originale volume sull’Imputato
Gesù di Nazaret.
Sono pagine di grande umanità e di profonda riflessione
quaresimale-pasquale che proponiamo ai nostri Lettori [citandole pure
nella rubrica In Libreria, a pag. 26 di questo stesso numero
della rivista].
** "Caro Confratello Direttore di "Madre
di Dio" , nell’amore di Gesù auguro a te, ai tuoi
Collaboratori e a tutto il Personale della tua e nostra rivista
abbondanza di pace e serenità!
Sono un Frate Cappuccino e ti presento questo mio libro, nato dall’esperienza
che ho maturato, svolgendo l’attività di Cappellano fra i Detenuti
e gli Agenti di Custodia della Casa Circondariale di Bellizzi Irpino
(Avellino).
Il libro, intitolato "Imputato Gesù di Nazaret"
[siamo nel contesto!], non intende affrontare i delicati problemi
legati al pianeta-carcere, ma è il culmine di un processo
socio-educativo-religioso da me intrapreso all’interno della Casa
Circondariale, per dare conforto, aiuti morali e mezzi culturali a
quelli "di dentro". Il mio più vivo desiderio è che questa
pubblicazione giovi anche a quelli "di fuori", specialmente
giovani, perché non finiscano nella rete dell’inganno e della
violenza, della droga e della camorra.
Vivo in una Regione del nostro Sud, la Campania, stupenda per le
sue bellezze, ma tormentata da problemi e drammi a non finire.
Partendo da questa realtà, ho presentato anche alcuni problemi di
attualità [disoccupazione, droga, camorra, fondamentalismo,
delinquenza adolescenziale, ecc.] con la segreta speranza che, uscendo
dal… carcere [!], possa essere occasione di dialogo e
approfondimento per i giovani delle Scuole, per i Circoli culturali,
per le Biblioteche e - perché no? - anche per le famiglie…
Questo libro non ha scopo di lucro. Distribuito gratuitamente ai
fratelli / sorelle Detenuti, sarà offerto anche ai Cappellani e ai
Direttori delle Carceri d’Italia, ad esponenti della politica, della
cultura e dell’economia e a tutti quelli che ne faranno richiesta,
per sensibilizzarli verso una partecipazione concreta o nella
soluzione di almeno alcuni problemi dei Detenuti.
Io affido questo libro a te e alla tua professionalità. Conoscendo
il "segreto" della rivista e la sua grande sensibilità
evangelica per i poveri e gli ultimi, non ho bisogno di aggiungere
altro. Considerami a tua disposizione anche per eventuali dibattiti,
presentazioni, Conferenze o Incontri […] [f.to: p.
Giovanni Crisci].

Copertina della "Madre di
Dio" di Maggio 2006.
I 5 grani e il Crocifisso "aggiunti"
alle decine della corona del Rosario
Scrive
Claudio Guardini da Gramozzo [Novara]: "… a titolo personale, Le
pongo un preciso, forse difficile, quesito: quando, come e
perché al Santo Rosario è stata posta quella che io chiamo una
"coda" di cinque grani [1+3+1], più il Crocifisso? Gradirei
una risposta documentata, non solo ipotesi o interpretazioni varie.[…]
[f.to: Claudio Guardini].
**
Amico Lettore, il quesito che ci pone non è
difficile in sé; ma è complessa la risposta, perché non così
immediatamente "documentabile".
Personalmente - ma è solo un’opinione - ritengo che i
5 grani [e il Crocifisso] aggiunti ai 50 grani delle "Ave,
Maria" [e a quelli del "Gloria al Padre" che
intervallano i cinque misteri della corona] esprimano simbolicamente
le cinque piaghe di Gesù in Croce.
Per una ricerca più approfondita, che ci ripromettiamo
di fare, occorrerà rivisitare testi classici sulla storia del Rosario,
come quello di don Franz Michel Willam, Die Geschichte und
Gebetsschule des Rosenkranzes [La storia e la scuola di preghiera
del Rosario], Herder, Vienna 1948 [trad. it. Storia del Rosario,
a cura di Rodolfo Paoli, Orbis Catholicus, Roma 1951]. Ad una prossima
puntata, dunque.
Il Direttore
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