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N. 4 aprile 2006
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Preghiere
popolari mariane - 15 Storia dell’"Angelus" L’"Angelus" nell’arte
poetica: il canto commosso del Carducci e quello estetico del D’Annunzio. Delle tante suggestioni che l’Angelus ha suscitato nei poeti di ogni tempo, ricordiamo stavolta Giosuè Carducci [1835-1907] e Gabriele D’Annunzio [1863-1938]. Il poeta versiliese Carducci andò via via calmando i suoi "bollenti spiriti" giacobini e anticlericali, fino a comporre fra il Luglio e i primi di Agosto del 1897 l’ode dedicata a La chiesa di Polenta, antico edificio sacro [sec. VIII-IX] che sorge presso i ruderi della Rocca che fu dei Polentani, dove fra l’altro - si racconta - sostarono Francesca da Rimini e Dante esule che eternò Francesca nel canto V dell’Inferno. Radicando la sua ispirazione nel Medioevo barbarico, il Carducci stempera in quest’ode la sua antica polemica contro la Chiesa in quanto causa del ritardo dell’unificazione nazionale dell’Italia, riconoscendo alla stessa l’opera mediatrice compiuta fra latini e barbari. Non è certo uno spirito mariano a ispirare l’ultima parte dell’ode: la squilla serotina dell’Ave, Maria che si perde dalla chiesa di Polenta giù nella piana di Romagna fino all’Adriatico è tuttavia suggestione, è momento contemplativo del poeta sorpreso in un’insorgente e imperiosa nostalgia. È ripiegamento, non conversione; ma qui interessa sottolineare come il suono delle campane dell’Angelus della sera abbia toccato anche il suo animo di arcigno poeta. Ecco le strofe saffiche finali dell’ode, commosso canto alla Vergine dell’Ave Maria:
Mattinata alla Vergine di Gabriele D’Annunzio Dalle campane dell’Ave della sera del Carducci a quelle dell’alba rievocate dal poeta del Decadentismo, Gabriele D’Annunzio, altro "impenitente". Sembra incredibile che un tale soggetto, tutto preso dalla sua edonistica visione della vita, abbia lasciato scritto qualcosa di molto bello sulla Madonna. Pure, due brevi ma concentrate preghiere sono uscite dalla sua penna: un’Annunciazione [Ave, Sorella] che il poeta sembra ripetere come richiesta di pietà e invocazione di assistenza e di conforto, e un’Ave [Mattinata], sospesa tra prodigio naturalistico e desiderio di miracolo interiore. Ecco le due strofe centrali di quest’ultima, dedicata all’Angelus del mattino:
Simone Moreno |
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