Madre di Dio

 

N. 5 maggio 2006

"Madre di Dio" funzionale al Santuario "Regina degli Apostoli"

Maggio, mese della Madonna

Amici lettori

Il codice genetico spirituale dell’umanità
  
Stefano De Fiores

Maria, icona di comunicazione
  
Giuseppe Daminelli

Maria, "espressione della vicinanza di Dio"
    
Bruno Simonetto

"Madre di Dio delle Spighe"
    
George Gharib

L’innamorato di Siena
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 16
  
 Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

Maria, specchio della Chiesa nel "servizio della carità"
  
Alberto Rum

Il "giallo" della vita della Madonna prima della sua Assunzione al Cielo
    Simone Moreno

 Un a Dio come l’Annunziata
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 16
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 5 maggio 2006 - Copertina

 

 

 

 

 Apostoli di Maria del Terzo Millennio

 
di MARIA DI LORENZO

Un a Dio, come l’Annunziata
   

Dall’Annuncio dell’Angelo a Maria nasce l’Istituto Secolare "Maria Santissima Annunziata", fondato da Don Giacomo Alberione nel 1958 ed oggi presente in 17 Paesi nel mondo - Una vita che si specchia nel di Maria.
  

Una volta si riteneva che vi fossero solo due vie da percorrere, affacciandosi alla maggiore età: o il Convento o il matrimonio. Poi però è arrivata una terza via, approvata dal Papa Pio XII in conformità ai nuovi tempi e alle necessità della società moderna. Né Convento, né abito religioso, ma un lavoro, una propria dimora, un apostolato fecondo ed il cuore indiviso, tutto e solo di Dio.

"Istituti Secolari" fu il nome dato da Pio XII a tale forma di vita [cfr. Costituzione Apostolica "Provida Mater Ecclesia" e Motu Proprio "Primo Feliciter"]. "Secolari" perché i suoi membri vivono nel secolo, cioè nel mondo, pur essendo dei veri religiosi. Una vocazione nuova, piuttosto diffusa nella Chiesa, ma non ancora del tutto conosciuta dal popolo di Dio, sovente ignorata dai mass media.

Vogliamo appunto parlarvi qui di uno di questi Istituti, e precisamente dell’ "Istituto Maria SS. Annunziata", fondato dal Beato Don Giacomo Alberione nel 1958 e da allora "aggregato alla Società San Paolo", la Congregazione "altrice" del carisma di origine per tutta la Famiglia Paolina.

Tale Istituto femminile, detto familiarmente "delle Annunziatine", è appunto uno dei dieci rami della Famiglia Paolina. Approvato da Papa Giovanni XXIII nel 1960, è formato da consacrate a Dio che, con la professione dei consigli evangelici, nella loro condizione secolare e nell'ambito dei loro impegni sociali, si dedicano alla diffusione del messaggio della Salvezza.

Nelle foto: a sinistra, numeroso Gruppo di Consacrate dell’Istituto "Maria SS. Annunziata" con il Fondatore,  il Beato G. Alberione. A destra Don Giacomo Alberione riceve la Professione religiosa di una delle prime Annunziatine.
Nelle foto: a sinistra, numeroso Gruppo di Consacrate dell’Istituto "Maria SS. Annunziata" con il Fondatore,
 il Beato G. Alberione.
A destra Don Giacomo Alberione riceve la Professione religiosa di una delle prime Annunziatine.

Intuizione profetica di Don Alberione

Il futuro Fondatore della Famiglia Paolina era nato il 4 Aprile 1884 a San Lorenzo di Fossano (Cuneo). La madre lo aveva consacrato a Maria nel Santuario della "Madonna dei Fiori" appena dopo la sua nascita. Una famiglia contadina, la sua, dove ogni sera si recitava il Rosario; e la recita del Rosario fu per il piccolo Alberione la prima, autentica scuola di preghiera e di santità.

Fisicamente gracilino, ma con una volontà che sembrava fatta di granito, dopo una crisi giovanile che doveva rivelarsi salutare (aveva abbandonato gli studi del Seminario), Giacomo tornò in Seminario, ad Alba, nell’autunno del 1900 e fu proprio alla fine di quel fatidico anno, nella notte che segnava il passaggio al nuovo secolo, che accadde qualcosa di decisivo per la sua vita e la sua futura missione di apostolo.

Durante la veglia di adorazione solenne nel Duomo di Alba, mentre era inginocchiato a pregare, una particolare luce gli venne dall’Ostia, l’invito di Gesù: "Venite ad me omnes…", lo incitò a fare qualcosa per gli uomini e le donne del secolo che stava nascendo, il Novecento. Vagando con la mente nel futuro, gli pareva che anime generose avrebbero sentito le stesse cose che lui sentiva, una schiera di apostoli, come "angeli sulla terra" per la salvezza del secolo futuro. Un secolo che si annunciava molto difficile, caratterizzato da grandi conquiste e trasformazioni. Il secolo dei totalitarismi, delle imprese spaziali e dei mass media.

Ordinato sacerdote il 29 Giugno 1907, nel 1913 Giacomo Alberione ricevette dal Vescovo di Alba l’incarico della "Buona Stampa" attraverso la direzione del settimanale diocesano "Gazzetta d’Alba". Un anno dopo, il 20 Agosto 1914, diede inizio con i primi due aspiranti religiosi a quella che dapprima si chiamò "Scuola Tipografica Piccolo Operaio", e successivamente "Pia Società San Paolo".

Gruppo di Annunziatine in visita alla Casa natale del Fondatore, a San Lorenzo di Fossano [Cuneo].
Gruppo di Annunziatine in visita alla Casa natale del Fondatore, a San Lorenzo di Fossano [Cuneo].

Per la sua opera nascente Alberione prese a modello l’Apostolo delle genti, Paolo, l’infaticabile maratoneta di Cristo, e mise tutto nelle mani della Madonna: "Maria - egli sosteneva - è la Madre dei Religiosi. Ella sta al principio delle istituzioni religiose come stette al principio della Chiesa prima della Pentecoste".

Nel 1915 fu avviato il "Laboratorio Femminile" che divenne più tardi la "Pia Società Figlie di San Paolo", alla cui guida egli pose, con grande fiducia, la giovanissima Teresa Merlo, di vent’anni appena, che prese il nome di Tecla. Nel 1924 nacque la "Congregazione delle Pie Discepole del Divin Maestro", a cui negli anni successivi si aggiungono le "Suore di Gesù Buon Pastore" [dette Pastorelle] nel 1938, le "Suore di Maria Regina degli Apostoli" [dette Apostoline] nel 1957, e i quattro Istituti Aggregati di vita secolare [Gabrielini, Annunziatine, Istituto Gesù Sacerdote e Santa Famiglia], che insieme all’Associazione laicale dei "Cooperatori Paolini" costituiscono i dieci rami del grande albero della Famiglia religiosa creata dall’infaticabile sacerdote piemontese, e da lui guidata con il piglio di un energico capitano d’industria sotto i cui panni, però, batteva il cuore generoso di un apostolo innamorato della Chiesa e posto totalmente al suo servizio.

Giovani Annunziatine adun Incontro di formazione nel 2005, a Roma.
Giovani Annunziatine adun Incontro di formazione nel 2005, a Roma.

La miracolosa guarigione di una Annunziatina

Il Primo Maestro, come Don Giacomo Alberione è stato sempre affettuosamente chiamato dai suoi figli spirituali, concluse la sua vicenda terrena a 87 anni, nel 1971. Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II lo ha dichiarato Servo di Dio il 25 Giugno 1996, per proclamarlo poi solennemente Beato il 27 Aprile del 2003.

Il miracolo riconosciuto dalla "Congregazione delle Cause dei Santi" per la sua Beatificazione, riguarda una guarigione subitanea e scientificamente "inspiegabile" operata da Dio per l’intercessione di Don Alberione proprio su una sua figlia spirituale appartenente all’ "Istituto Maria SS. Annunziata": Maria Librada Gonzalez Rodriguez, di Guadalajara (Messico).

Il 4 Aprile 1989, a causa di una caduta, Maria Librada si era procurata un trauma al piede destro che l’aveva obbligata all’immobilità mediante un gambaletto in gesso. Il 29 Aprile fu ricoverata d’urgenza in un Ospedale di Guadalajara per insufficienza respiratoria causata da tromboembolia polmonare, ove rimase per dodici giorni. Due giorni dopo la dimissione, venne nuovamente ricoverata per fibrillazione atriale associata a grave dispnea a cui seguì il 19 Maggio, un accidente vascolare cerebrale embolico che le causò emiplegia facciale e corporale con afasia.

Il giorno dopo, il 20 Maggio 1989, in preda ad una nuova crisi respiratoria molto più grave delle precedenti e della durata di mezz’ora, associata a un forte dolore alla spalla, Maria Librada Gonzalez Rodriguez si sentì morire per cui invocò l’aiuto divino per intercessione del Venerabile sacerdote Giacomo Alberione. All’istante riacquistò la capacità di respirare normalmente senza bisogno di ossigeno. Il 25 dello stesso mese venne dimessa dalla terapia intensiva.

La guarigione, subito considerata miracolosa, nel 1994 fu sottoposta all’Inchiesta Diocesana istituita presso la Curia di Guadalajara e riconosciuta giuridicamente valida dalla "Congregazione delle Cause dei Santi" con Decreto del 10 Novembre 1995. La Consulta Medica, nella seduta del 14 Febbraio 2002, ha poi riconosciuto che la guarigione fu relativamente rapida, completa, duratura e non spiegabile alla luce delle attuali conoscenze scientifiche.

Non è questo un segno di particolare affetto del Primo Maestro per le sue Annunziatine?

Maria Librada Gonzalez Rodriguez, l'Annunziatina miracolata per intercessione di Don Alberione, presente alla Beatificazione del Fondatore della Famiglia Paolina in Piazza San Pietro, il 27 Aprile 2003.
Maria Librada Gonzalez Rodriguez, l’Annunziatina miracolata per intercessione di Don Alberione,
presente alla Beatificazione del Fondatore della Famiglia Paolina in Piazza San Pietro, il 27 Aprile 2003
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Nel mondo, ma non del mondo

L’Istituto "Maria Santissima Annunziata" attualmente è diffuso in 17 Nazioni e in Italia si articola in 26 Gruppi. Senza il distintivo dell’abito religioso, senza nessun segno particolare che le distingua, e quindi con la possibilità di inserirsi in ambienti dove il prete e la suora non potrebbero andare, o non sarebbero ben accolti, le Annunziatine vivono a casa propria, stanno in mezzo alla gente e facendo i lavori più diversi.

"Le Annunziatine - diceva il Beato Alberione - sono volute da Dio come un fiorente giardino, bello, dove si coltiva la rosa della carità, la margherita dell’ubbidienza, il giglio della purezza".

Mi sia consentito a questo punto un ricordo personale: anni fa, quando - come capita un po’ a tutti da giovani - mi interrogavo sulla mia strada, cercando di comprendere per quale vocazione il Signore mi avesse chiamata alla vita, conobbi nella mia ricerca anche l’ "Istituto Maria SS. Annunziata" e lo frequentai per un po’ di tempo, potendone apprezzare fino in fondo la bellezza e lo splendore, davvero nascosto agli occhi del mondo, delle vite consacrate che lo compongono. Il Signore poi mi faceva comprendere che mi chiamava a un’altra vocazione e, tuttavia, anche a distanza di tempo, ricordo con gratitudine e con ammirazione i volti, le vite e le storie che ho avvicinato, toccando con mano quel "giardino fiorente" di cui parlava proprio Don Alberione, "dove si coltiva la rosa della carità, la margherita dell’ubbidienza, il giglio della purezza".

Le Annunziatine sono delle autentiche imitatrici di Maria e testimoniano il mistero dell’Annunciazione nell’oggi della Chiesa, modellando la loro vita sulla Vergine di Nazareth, che nella semplicità della vita quotidiana si è lasciata possedere e trasformare dallo Spirito Santo, ha accolto Gesù e lo ha donato all’umanità.

Il mondo è quindi il loro campo di apostolato e di santificazione, questo "mondo insulso e tenebroso - come si legge nel Motu Proprio Primo Feliciter - al quale non appartengono e in cui tuttavia, per divina disposizione, debbono rimanere…".

Una vocazione difficile, come si può ben capire, giacché rappresenta la grande "scommessa" di essere nel mondo, ma senza appartenergli. Scriveva a tal proposito Don Alberione: "Io credo che negli Istituti Secolari saliranno sugli altari tante anime. Anime umili, anime che non sono neppure riconosciute esternamente come persone consacrate a Dio perché non hanno abito particolare, perché vivono una vita simile ai civili. Ma, sotto sotto, quel cuore piace a Dio, e Dio abita in quel cuore…" [Meditazioni per Consacrate secolari, p. 60].

Maria Di Lorenzo
   
    

Per informazioni

Istituto Maria SS. Annunziata
Via Antonino Pio, 40 - 00145 Roma
tel. 06.540.96.70
fax 178.220.1620
email: info@annunziatine.it
web: www.annunziatine.it