Madre di Dio

 

N. 5 maggio 2006

"Madre di Dio" funzionale al Santuario "Regina degli Apostoli"

Maggio, mese della Madonna

Amici lettori

Il codice genetico spirituale dell’umanità
  
Stefano De Fiores

Maria, icona di comunicazione
  
Giuseppe Daminelli

Maria, "espressione della vicinanza di Dio"
    
Bruno Simonetto

"Madre di Dio delle Spighe"
    
George Gharib

L’innamorato di Siena
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 16
  
 Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

Maria, specchio della Chiesa nel "servizio della carità"
  
Alberto Rum

Il "giallo" della vita della Madonna prima della sua Assunzione al Cielo
    Simone Moreno

 Un a Dio come l’Annunziata
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 16
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 5 maggio 2006 - Copertina

 

 

 

 

 Europa terra di Maria

  

BULGARIA
Il popolo bulgaro, antesignano del culto popolare
alla Madre di Dio

   

Il territorio della Bulgaria odierna corrisponde a quello che nell'età greca e romana si chiamava Tracia, dal nome del popolo dei Traci che storicamente è conosciuto come il più antico che abbia abitato il Paese. I Bulgari sono menzionati dagli Scrittori bizantini solo sul finire del sec. V d. C. Un primo Regno bulgaro, indipendente dall'Impero d'Oriente, fu proclamato da Isperich [o Asparuch]. Alla fine del IV secolo la Bulgaria cadde sotto il dominio turco che durò fino all'inizio del secolo XX.

Ottenuta l'indipendenza il 5 Ottobre del 1908, il Paese, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, si schierò con le potenze dell'Asse e fu liberato dalle Forze Armate Sovietiche nel 1944. Un referendum nel 1946 abolì la Monarchia e trasformò lo Stato in una Repubblica Popolare, sotto l'influenza dell'URSS. Il processo di democratizzazione, iniziato nel 1989, ha portato la Bulgaria di oggi ad aspirare ad entrare a far parte dell'Unione Europea.

Squarcio del Monastero-Santuario di Rila, il principale della Bulgaria.
Squarcio del Monastero-Santuario di Rila, il principale della Bulgaria.

La storia religiosa del popolo bulgaro

La Bulgaria, dal punto di vista religioso, appartiene alla Chiesa Ortodossa; per cui, anche nel campo del culto mariano e dei Santuari, la situazione e la mentalità sono molto diverse da quelle tipiche del Cattolicesimo occidentale.

Documenti abbastanza credibili e fatti antichi accertati provano che il popolo bulgaro, per l'85% cento di religione ortodossa, sia da considerarsi l'antesignano del culto popolare verso la Madre di Dio. Infatti, già al IV secolo, nella Tracia, una Confraternita di donne, considerando Maria addirittura come una delle antiche dee della Grecia e di Roma, le offriva in sacrificio, sopra un altare quadrato, torte di pane e focacce di fior di farina d'orzo.

I Bulgari passarono al Cristianesimo nell'anno 865: a quel tempo le popolazioni si convertivano in massa, dietro i loro sovrani. Il Principe Boris (882-889) per vari anni restò indeciso se far parte del Patriarcato d'Oriente, che aveva il suo centro nella vicina Costantinopoli [attuale Istanbul], o se optare per l'Occidente, e quindi per Roma. Alla fine prevalse la scelta dell'Oriente; e tale orientamento divenne definitivo quando, nell'885, giunsero in Bulgaria i discepoli dei Santi Cirillo e Metodio, che vi introdussero la Liturgia in slavo, la lingua parlata dal popolo.

Non ci sono rimaste molte Chiese o Monasteri mariani appartenenti a quel periodo; ma dato il ruolo molto importante che ha Maria nella Liturgia orientale, il culto della Vergine fu subito molto sentito e si radicò profondamente nella mentalità popolare.

A questo periodo risale l'origine del principale Monastero della Bulgaria, dedicato alla Vergine: è quello di Rila, fondato verso l'inizio del 900 dall'eremita San Giovanni Rilski. Questo Monastero avrà un'importanza grandissima nella storia della Bulgaria; a tal punto che il santo Eremita è considerato il Patrono della Nazione; e l'icona della Vergine che si venera nel Monastero è ritenuta la protettrice del popolo bulgaro.

Particolarmente sotto il re Kalojan (1196-1207), la Bulgaria ebbe un periodo di grande splendore, ricco di testimonianze di culto mariano, come l'erezione di Chiese e di Monasteri dedicati alla Vergine. Fra le costruzioni più significative è da ricordare la Chiesa patriarcale di Ocrida: questa cittadina [attualmente nella Macedonia jugoslava] è stata per secoli, come sede del Patriarcato, il Centro religioso della Bulgaria. In tale Chiesa, eretta nel 1395 e dedicata alla Madonna Assunta, si conservano le reliquie di San Clemente di Ocrida, discepolo dei Santi Cirillo e Metodio ed evangelizzatore della Bulgaria.

Fra l’altro, occorre ricordare che, mentre sotto il giogo turco si era quasi completamente perduto l'uso della lingua bulgara, la cultura nazionale sopravviveva unicamente nei Monasteri, soprattutto in quelli di Rila e di Trojan in patria, e in quello di Zograf sul Monte Athos.

In essi la Liturgia si celebrava in slavo e le loro Biblioteche conservavano gli antichi manoscritti. La loro funzione in tal senso si rivelò determinante soprattutto all'inizio del 1800, quando cominciò a risorgere lo spirito nazionale: le Scuole di quei Monasteri, aperte anche ai laici, ricuperarono la lingua bulgara, elaborandone la grammatica e dandole dignità letteraria.

Nel 1878 la Bulgaria si rese indipendente dal giogo turco; e già qualche anno prima [nel 1870] era stato riaperto il Patriarcato nazionale, soppresso dai Greci nel 1767. In tal modo si ebbe in Bulgaria l'autonomia anche dal punto di vista religioso ed ecclesiastico.

In questo clima assunse un particolare significato la ricostruzione del Monastero di Rila, che era andato quasi totalmente distrutto a causa di un incendio.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Bulgaria passò sotto l'orbita dell'Urss, sottomessa al Comunismo. La Chiesa Ortodossa venne asservita al potere politico; e le attività religiose furono contrastate in vario modo: una delle iniziative più arbitrarie e repressive fu proprio la cacciata dei Monaci da Rila, avvenuta nel 1960. Le proteste della gente furono però tali che le Autorità decisero di richiamarli, anche se la loro presenza fu fortemente condizionata.

I Monasteri [che erano un po’ Musei, un po’ Alberghi] avevano numerosi Visitatori; e, anche se i Pellegrinaggi erano vietati, molte gite culturali a tali luoghi finivano con il trasformarsi di fatto in Pellegrinaggi veri e propri, perché in programma c’era spesso la possibilità di partecipare a riti religiosi.

Molti "Pellegrini" poi ne approfittavano per celebrare Matrimoni religiosi e Battesimi, salvando in tal modo l'anonimato e mettendosi così al riparo da possibili noie nella vita civile e sul posto di lavoro.

Ora, con il ritorno della democrazia e nella prospettiva di una piena integrazione nell’Europa, la vita dei Monasteri è tornata al suo ritmo normale, anche se fra grandi difficoltà.

"Theotókos Ossenovitza" del Monastero di Rila.
"Theotókos Ossenovitza" del Monastero di Rila.

Rila, cuore mariano del Cristianesimo bulgaro

Il Monastero mariano di Rila rappresenta il cuore del Cristianesimo bulgaro e della stessa cultura nazionale.

Il Monastero di Rila, dedicato alla Vergine "Protettrice" ["Ossenovitza"] e fondato all'inizio del X secolo dall'eremita San Giovanni Rilski o da Rila (876-946), sorge in una regione montuosa, a 1147 mt, a pochi chilometri dalla strada statale che unisce Sofia alla città greca di Salonicco.

Questo luogo era stato scelto come eremitaggio, all'inizio del secolo X, dal fondatore, morto nel 946. La fama di santità Giovanni Rilski attrasse ben presto dei discepoli, e in tal modo sorse il Monastero. Era tanta la fama del santo Eremita che la sua salma nel 1183 fu portata ad Estergom (Ungheria) dal re Bela III; restituita, fu conservata a Sofia e successivamente nell'allora capitale Tirnovo, per tornare poi nel 1469 al Monastero, che nel frattempo era stato ricostruito dopo la sua distruzione ad opera di bande di briganti.

Si presenta circondato da mura come una vera e propria fortezza, ed ha una Chiesa a tre navate, decorata all'esterno da vivaci dipinti a soggetto biblico e tutta affrescata all'interno con altre scene bibliche, vari ritratti di Santi e di fedeli donatori e leggende apocrife sulla Madonna, mentre nell'abside domina l'icona della Vergine Odigítria del XII secolo. La "Theotókos Ossenovitza", custodita in una Cappella e ornata di pietre preziose, fu offerta dall’Imperatore bizantino Michele Comneno (sec. XIII) in ringraziamento della guarigione sua e di quella del suo grande dignitario Skilitza, per intercessione riconosciuta ad una reliquia di San Giovanni da Rila.

Nel 1961 il Monastero fu confiscato e trasformato in Museo nazionale, restando comunque un Centro di vita spirituale e un Santuario mariano per tutta la Bulgaria.

Si calcola che l'afflusso dei Pellegrini e dei turisti bulgari e stranieri superi oggi le 300mila unità l'anno.

Riproduzione grafica del Santuario della "Madonna delle Tre Mani" di Trojan.
Riproduzione grafica del Santuario della "Madonna delle Tre Mani" di Trojan.

Altri noti Santuari mariani della Bulgaria

Sono molto pochi - ma tutti ugualmente significativi - i Santuari mariani della Bulgaria. Si contano sulle dita di una mano; ma la loro storia, legata per lo più alla gloriosa presenza monastica nel Paese dell’estremo Est-europeo, è degna di essere conosciuta e magari di essere visitata in devoto Pellegrinaggio.

1 – "Madonna delle Tre Mani" - Trojan

Il Monastero di Trojan, situato sulle rive del fiume Osàm, in mezzo ad una incantevole foresta, raggiunse il suo massimo sviluppo durante i secoli XVII-XVIII, nonostante l'occupazione turca, le scorrerie di briganti e le ingerenze dell'alto clero bizantino. Da sempre i Pellegrini vi giungono in grandissimo numero dal Sud come dal Nord del Paese per venerare la santa "Theotókos Trocroutchitza" ["Madonna delle Tre Mani"], una caratteristica icona greca dipinta sul Monte Athos e donata da un monaco romeno di passaggio.

Davanti alla cara immagine nessun fedele osa inginocchiarsi senza prima essersi confessato, perché, secondo una pia tradizione, il peccatore si vedrebbe respinta la sua offerta, che cadrebbe per terra anziché nella cassetta delle elemosine.

Le feste mariane, fin dall'antichità, hanno una caratteristica tutta propria, che non si riscontra forse in nessun altro Paese del mondo. Il villaggio invita a prendervi parte anche i paesi vicini, i cui abitanti in massa si recano alla festa inghirlandati di fiori, partecipando alla Santa Messa e alle Processioni. A tarda sera, a coronamento della festa, ha luogo una grande "agape" comune, alla quale segue, di solito, la famosa danza nazionale, il cosiddetto "horò".

Nelle più grandi festività mariane dell'anno è diffusissimo l'uso di invitare un Sacerdote nelle case private per fargli benedire dell'olio e dell'acqua, che il capo famiglia conserverà a lungo e terrà a sua disposizione per aspergere con essi, in particolari circostanze, la casa e i familiari.

Con il 1393, anno in cui la Nazione cadde sotto il dominio turco, iniziò il vero Medioevo bulgaro, durato fino all'indipendenza ottenuta nel 1878. In questi lunghi secoli di oppressione politica ed economica il culto ai Santi e in particolare quello alla Vergine sono stati il veicolo principale di trasmissione della fede di generazione in generazione.

L'angolo delle icone - vero e proprio santuario domestico delle case ortodosse - le leggende mariane e i riti popolari, i pellegrinaggi ai Monasteri per prostrarsi davanti alle icone e per rigenerarsi spiritualmente, sono stati come le pietre fondamentali della spiritualità popolare. La fiducia con cui i fedeli si rivolgevano alla Vergine era impressionante; ce ne dà testimonianza il Vescovo bulgaro Chariton di Dragovitza, descrivendo la devozione dell'icona mariana di Trojan, forse la più popolare della Bulgaria: "Davanti a questa icona miracolosa l’uomo si sente peccatore, colpevole, figlio prodigo davanti a sua madre, la quale conosce tutto di lui e soffre per la sua caduta, ma in lei l'amore materno supera tutto ed ella è pronta a perdonare e consolare il suo figlio prodigo".

L'icona della Madre di Dio venerata a Batchkovo.
L’icona della Madre di Dio venerata a Batchkovo.

2 – "Madonna Assunta" - Batchkovo

Il Monastero-Santuario della Santa Vergine di Petritch, più noto sotto il semplice nome di "Monastero di Batchkovo" è classificato per la sua importanza subito dopo quello di Rila. Fondato, come attesta il suo statuto originale conservato fino ai nostri giorni, nell'anno 1083 da Gregorio Bakourian, originario della Georgia e Ufficiale Maggiore degli eserciti bizantini d'Occidente. Innalzato su un altipiano prospiciente la riva destra della Zaya, il Monastero, con i suoi robusti bastioni e la sua posizione strategica inespugnabile, ha tutto l'aspetto di un Castello medievale.

La sua Biblioteca straordinariamente ricca e il suo tesoro celebre per una inestimabile collezione di vasi e di oggetti preziosi del culto, fu meta, nel corso dei secoli, di studiosi e di turisti di tutta l'Europa. Distrutto ed incendiato dai Turchi nel secolo XVI, fu ricostruito sulla stessa area nei tre secoli successivi, utilizzando vecchi brani di muro con affreschi di notevole valore artistico, tra cui la "Vergine della Deisis" e la "Madonna con i due Arcangeli". La Vergine della "Deisis", immagine simbolica del Giudizio finale, è rappresentata nella conca dell'abside della Chiesa insieme a San Giovanni Battista, in preghiera e rivolta verso il supremo Giustiziere per intercedere in favore del genere umano ed implorare la remissione universale dei peccati. La "Madonna con i due Arcangeli", simbolo della Chiesa celeste, è dipinta nella nicchia situata al di sopra del nartece che dà sulla Chiesa della Cripta ed occupa la parte centrale della vasta composizione che rappresenta il Paradiso, popolato di Angeli e Santi disposti a corona tra i dodici Apostoli. È in preghiera ed è seduta su di un trono con due Arcangeli ai suoi fianchi; dal volto, improntato di dolcezza e di mansuetudine, traspare un’ineffabile umanità che riduce i contrasti e placa ogni rancore. È la rappresentazione perfetta della Madonna Assunta, titolare del Santuario.

Per la festa del 15 Agosto a Batchkovo accorre molta gente da ogni angolo della Nazione, per partecipare alle suggestive Processioni e fiaccolate notturne in onore di Maria.

Già alla vigilia si vedono fedeli di ogni età e ceto sociale salire a frotte verso il Santuario, molti inghirlandati di fiori e biancovestiti, altri in abiti di penitenza. Nella notte ogni pellegrino, con in mano una lampada ad olio o un cero accesi, sente il dovere di partecipare festosamente, per parecchie ore, all'interminabile corteo di luci che disegnano il monogramma di Maria. I coniugi, desiderosi di aver prole, si recano in pellegrinaggio a Batchkovo e vi restano quanto più tempo è loro possibile, in preghiera e digiuno. Infine, prima di allontanarsi dal sacro recinto, fanno voto all'Assunta che, se verranno esauditi, faranno molte elemosine in capi di vestiario e in generi commestibili.

Batchkovo, nel lungo andare dei secoli e nonostante la plurisecolare dominazione musulmana, ha conservato intatto il suo carattere di centro autentico ed irradiatore della devozione mariana in Bulgaria.

Cattedrale di "Santa Maria Assunta" di Varna.
Cattedrale di "Santa Maria Assunta" di Varna.

3 – Cattedrale di "Santa Maria Assunta" - Varna

Attivissimo porto della Bulgaria orientale, Varna è detta "la perla del Mar Nero", capitale marinara estiva e terza Città del Paese.

Ricca di storia religiosa e di monumenti [tra i quali è da ricordare nei suoi pressi anzitutto il Monastero Alagià, fondato nel XIII sec., dove vivevano gli anacoreti della corrente religiosa esichiasta], vero e proprio Santuario mariano è la Cattedrale ortodossa dell’Assunzione, del sec. XIX. 

Oltre alla venerata icona della Madonna Assunta, pregevoli affreschi, iconostasi e cattedrale vescovile intagliate in legno della cosiddetta Scuola di Debar, sono autentici capolavori d’arte.
   

Cartina topo-geografica dei Santuari
della Bulgaria