Madre di Dio

 

N. 11 novembre 2006

In vista del 75° di fondazione della rivista "Madre di Dio"

Presentati al Tempio come la Vergine Maria

Amici lettori

Significato trinitario del pianto della Vergine
  
Stefano De Fiores

Riflessione mariana al femminile
  
Giuseppe Daminelli

Il "luogo biblico" della mariologia
    
Bruno Simonetto

La Presentazione di Maria al Tempio
    
George Gharib

Caterina Labourè, la santa della "Medaglia miracolosa"
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 21
    
Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

"…Come una madre consola un figlio"
  
Alberto Rum

La famiglia di Maria
    Simone Moreno

 I "Focolari" di Chiara
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 21
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 11 novembre 2006 - Copertina

Il Santuario "Regina degli Apostoli" e "Madre di Dio"  

di BRUNO SIMONETTO

In vista del 75° di fondazione della rivista "Madre di Dio"

A ormai 75 anni dalla fondazione della rivista mariana della Famiglia Paolina, continuiamo a rivisitare il progetto alberioniano del rapporto tra Santuario "Regina degli Apostoli" e "Madre di Dio".
  

Insistiamo ancora sull’unitarietà del progetto spirituale-apostolico che Don Alberione ha inteso attuare, facendo contestualmente leva sulle due "realtà istituzionali" del Santuario "Regina degli Apostoli" in Roma e della rivista "Madre di Dio", al fine di documentare sempre meglio come quest’ultima - nel pensiero del Fondatore - dovesse essere funzionale alla missione di diffondere nel mondo la devozione a Maria, "Regina degli Apostoli", venerata nel nostro Santuario.

Lo ribadiamo mentre ci prepariamo a celebrare, nel 2007, i 75 anni di storia della rivista [dopo avere ricordato nel 2004 i 50 anni di vita del Santuario], rivivendo eventi carismatici "provati" dall’evidenza; anche se tanto evidenti a tutti non sembrano, visto che il collegamento Santuario "Regina degli Apostoli" / mensile "Madre di Dio" attende ancora la sua realizzazione.

Ci prepariamo, dunque, a celebrare l’anno prossimo il 75° di fondazione di "Madre di Dio" [1932 – 2007]; e intanto continuiamo ad interrogarci su quali siano le iniziative più opportune per dare un segno concreto della serietà dei nostri convincimenti sulla funzione della rivista voluta da Don Alberione - giova ripeterlo - come "organo e araldo del Santuario Regina Apostolorum".

Ripercorrendo la storia delle "celebrazioni giubilari" della nostra rivista, ricordiamo come si sono vissuti il 25°, il 40° e il 50° di fondazione di "Madre di Dio".

Delle prime due "ricorrenze giubilari" scriviamo in questo numero; del 50° nel prossimo.

Il Santuario "Regina degli Apostoli" in Roma, voluto da Don Alberione come 'Casa materna' di tutta la Famiglia Paolina.
Il Santuario "Regina degli Apostoli" in Roma, voluto da Don Alberione
come ‘Casa materna’ di tutta la Famiglia Paolina.

"Nozze d’argento della nostra rivista"

Il 25° di fondazione [che cadeva nel Dicembre 1957] venne ricordato in un manoscritto autografo del Beato G. Alberione [del 20 Novembre 1957] che documenta molto chiaramente come egli "abbia voluto includere la predicazione mariana come fulcro di pietà popolare e di comunicazione facilitata con la divinità" [cfr. CISP, 884]. Tale manoscritto venne successivamente pubblicato nel num. di Gennaio 1958 della rivista.

Il testo è noto; e noi stessi in questi ultimi tempi lo abbiamo più volte riproposto, se non altro perché contiene l’affermazione esplicita del Fondatore che ricorda "l’alta e particolare funzione della rivista […], organo del Santuario Regina Apostolorum".

"Si compie - scriveva Don Alberione - il venticinquesimo anno dal primo numero del periodico "La Madre di Dio", oggi "L’Aurora", organo del Santuario ‘Regina Apostolorum’.

Esso ha adempiuto finora alla sua funzione di far conoscere, amare, pregare Maria.

Esso ha considerato Maria come Madre, Maestra, Regina.

Esso specialmente ha illustrato il titolo di Maria "Regina Apostolorum". Il suo carattere fu costantemente pastorale, popolare e divulgativo. L’accoglienza da parte dei fedeli è stata buona; lo prova il numero dei Lettori. L’esperienza di venticinque anni è di buoni insegnamenti per il futuro.

Alla rivista si sono accompagnate varie iniziative complementari: i libri, le feste, le grandezze, la vita di Maria; due collane mariane: una di carattere popolare, l’altra per persone colte; è in corso di preparazione un Catechismo mariano in tre volumetti. Hanno il medesimo intento della rivista.

La cristianizzazione del mondo è l’applicazione della Redenzione agli uomini di ogni tempo e di ogni luogo: dare Gesù Cristo come Via, Verità e Vita di ognuno. Ora, come la Redenzione ebbe inizio da Maria, così l’applicazione di essa ha inizio da Maria. Da Maria Gesù; per Maria a Gesù; Gesù da Maria. È insegnamento comune; San Pio X lo ha solennemente confermato in una sua meravigliosa Enciclica [cfr. Ad diem illum, a. 1904].

Per questo la Pia Società San Paolo, sorta per dare Gesù Cristo alle anime, doveva comunicarlo nel medesimo stile, via scelta da Dio stesso: Maria. La rivista perciò doveva essere fatta e deve continuare a portare il suo frutto.

La divozione a Maria è per tutti quelli che vogliono più presto, più facilmente, più sicuramente arrivare a Gesù Cristo.

Vi è sempre qualcosa anche di più notevole. Si tratta di dare Gesù agli Apostoli ed a quanti collaborano con essi in qualità di Cooperatori. Tutti devono vivere uniti a Gesù Cristo; ma l’apostolo deve possederlo così pienamente da comunicarlo ancora agli uomini. "De Spiritu Sancto, ex Maria Virgine; et homo factus est". L’apostolo procede dallo Spirito Santo, si forma nel Cuore Immacolato di Maria; ed eccolo nel suo essere e nel suo operare l’"alter Christus". Abbiamo Gesù Cristo, l’apostolo per eccellenza.

Vi è l’apostolato gerarchico; e vi è l’apostolato laico, a quello strettamente unito e [da esso] dipendente.

È chiara l’alta e particolare funzione, quindi, di questa rivista.

Leggerla e farla leggere; zelare l’abbonamento.

Sarà ossequio a Maria, sarà un nuovo titolo alle sue grazie; sarà un contributo all’apostolato ed alla cristianizzazione del mondo".

Copertina del volume celebrativo "Il Magnificat di Don Alberione".
Copertina del volume celebrativo "Il Magnificat di Don Alberione".

Praticamente ignorato il 40° di "Madre di Dio"

Nel 1972 ricorreva il 40° di fondazione della rivista; ma la ricorrenza, in quanto tale, fu praticamente ignorata.

Si era, peraltro, l’indomani della morte del Fondatore Don G. Alberione [26 Novembre 1971], circostanza che venne su "Madre di Dio" commemorata da don Renato Perino [che sarebbe stato uno dei suoi successori alla guida della Società San Paolo].

Don Perino ricapitolò [alle pp. 15-17 del num. di Gennaio 1972 della rivista] una specie di "storia mariana" dell’Alberione che era anche un "ricordo" della fondazione di "Madre di Dio" e del Santuario "Regina degli Apostoli" in Roma. Scrisse l’articolo proponendosi di "tracciare un primo e affrettato abbozzo della figura dell’Alberione, insigne testimone e apostolo della pietà mariana":

"… discepolo di Sant’Alfonso e di San Grignon di Montfort, Maria apparteneva alla sua più profonda intimità di pensieri e di sentimenti.

Le sue ultime parole chiaramente udite furono: "Ave MariaAve Maria", ripetute sempre più flebilmente fino a spegnersi nel torpore che precedette la fine […].

Dopo aver fondato una rivista mariana in Italia ["Madre di Dio"], egli suscitò iniziative analoghe ovunque poté trovare terreno e condizioni favorevoli […]. A Maria "Regina degli Apostoli" egli volle soprattutto dedicare il grandioso Santuario all’ombra del quale ancora oggi viene redatta e stampata la rivista da lui voluta.

Con questa impresa Don Alberione toccò certamente il momento più alto del suo fervore mariano […]".

Tra le illustrazioni dell’articolo c’è la riproduzione del testo autografo dell’Alberione [del 19 Ottobre 1956] dove si ricorda l’origine ad Alba della rivista "Madre di Dio", "ora trasferita a Roma presso il Santuario "Regina Apostolorum" ".

Se non altro, nel 40° di fondazione di "Madre di Dio", si è in tal modo rievocato il prezioso "pro-memoria" dell’intenzione alberioniana di legare "strutturalmente" la rivista al Santuario mariano della Famiglia Paolina.

Bruno Simonetto