Madre di Dio

 

N. 11 novembre 2006

In vista del 75° di fondazione della rivista "Madre di Dio"

Presentati al Tempio come la Vergine Maria

Amici lettori

Significato trinitario del pianto della Vergine
  
Stefano De Fiores

Riflessione mariana al femminile
  
Giuseppe Daminelli

Il "luogo biblico" della mariologia
    
Bruno Simonetto

La Presentazione di Maria al Tempio
    
George Gharib

Caterina Labourè, la santa della "Medaglia miracolosa"
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 21
    
Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

"…Come una madre consola un figlio"
  
Alberto Rum

La famiglia di Maria
    Simone Moreno

 I "Focolari" di Chiara
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 21
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 11 novembre 2006 - Copertina

   

il DIRETTORE

Amici lettori
   

A proposito dei presunti "nei" di "Radio Maria"

Ospitiamo altri interventi in merito alla lettera inviata dal Vescovo di Vittorio Veneto, Mons. Giuseppe Zenti, a Padre Livio Fanzaga di "Radio Maria", dove si rilevavano due presunti "nei" dell’emittente [1. - il "risalto eccessivo dato alla presenza del Diavolo nel mondo", 2. - lo "schieramento acritico nei confronti dei messaggi di Medjugorie"].

Scrive da Verona Carmelo Nicotra [inviandoci una lettera indirizzata anche a Mons. Giuseppe Zenti, a P. Livio Fanzaga e allo stesso Papa Benedetto XVI], dove il nostro Lettore se la prende con il Vescovo di Vittorio Veneto perché - a suo dire - dimostrerebbe poca sensibilità circa la necessità di parlare del Diavolo, come invece fa "Radio Maria", alla quale rivolge un forte invito ad "andare avanti nell’evangelizzazione, affinché la bufera satanica e le diaboliche proposte per una nuova morale non passino". E conclude: "Vescovi e Sacerdoti dalla fiacca fede, evangelizzate come prescrive il Cristo medesimo!".

** D’accordo, signor Nicotra: abbiamo bisogno di ricordarci che il Diavolo c’è, eccome! Ma non pare che Mons. Zenti ne neghi l’esistenza, per il solo fatto di auspicare una maggiore ponderazione nel parlarne.

A me, poi, sembra eccessivo affermare che chi condivide tale auspicio sostenga "tesi anticristiane" [o "antievangeliche"], come Lei scrive.

Copertina della "Madre di Dio" di Dicembre 2006.
Copertina della "Madre di Dio" di Dicembre 2006.

Riserve critiche esprime la signora Maria Clara Forzan riguardo a quanto osservato dal Diacono Bruno Podestà in merito alle questioni sollevate da Mons. Zenti su "Radio Maria" [cfr. lett. pubblicata nel mese di Luglio u. sc.].

Scrive la signora: "… la lettera del Diacono canadese ha suscitato in me molte perplessità. Comunque, Le indico le maggiori.

Egli parla di due Commissioni istituite dalla Chiesa per studiare i fatti di Medjugorje, senza peraltro citare né quali né quando. Una è quella del Vescovo di Mostar? Tali Commissioni avrebbero espresso parere negativo od almeno sospensivo? Anche qui non si capisce bene […]. Trattandosi della "base" sulla quale il Diacono suddetto vorrebbe proibire a P. Livio di parlare, dalla sua Radio, di ciò che più gli aggrada, una maggiore precisione sarebbe certo auspicabile.

Quello però che mi è più dispiaciuto, è l’attacco a Padre Amorth. I "fratelli più deboli" [ma anche quelli più forti!] possono, se restano turbati dalle parole del noto Esorcista, spegnere la radio e non ascoltare più ciò che hanno volontariamente cominciato a seguire.

Non so in Canada; ma qui da noi c’è una grande abbondanza di maghi, cartomanti sensitivi, ecc.; e non mi pare che i preti mettano molto in guardia i fedeli da tutti costoro. Padre Amorth lo fa. Egli è, per voi Paolini, una perla preziosa; ma, tutto sommato, non ne fate gran conto.

Mi scusi se in qualche modo non sono stata cortese, e Lei invio molti cordiali saluti" [f.to: Maria Clara Forzan].

** Grazie anche alla Lettrice signora Forzan, soprattutto per la chiarezza con la quale "contesta" l’intervento del Diacono Bruno Podestà e "difende" Padre Amorth.

Circa le "due Commissioni di esperti" alle quali il Diacono si riferisce, pare evidente trattarsi della "Dichiarazione di Zara" dell’Episcopato jugoslavo del 10 Aprile 1991, dove si dice che "sulla base delle ricerche finora compiute [su Medjugorje] non si può affermare che si tratti di Apparizioni o fenomeni soprannaturali" ["Non constat de supernaturalitate"]; ma neppure si smentisce tale ipotesi.

L’altra "presa di posizione" ricordata è, probabilmente, il giudizio negativo dato dal Vescovo di Mostar ["Constat de non supernaturalitate"]. A riguardo del quale, peraltro, la "Congregazione per la Dottrina della Fede" ha dichiarato che questo "deve essere considerato espressione di una convinzione personale del Vescovo […] e rimane un suo parere personale".

Di queste vicende abbiamo, comunque, riferito nella rubrica "Fatti e Persone" del num. di Agosto / Settembre [cfr. "Da venticinque anni il ‘fenomeno’ Medjugorje", pag. 16].

Un "aggiornamento" sulla posizione dell’attuale Vescovo di Mostar-Duvno, mons. Ratko Peric, è pubblicato nella stessa rubrica, a pag. 16 del presente numero.

Il Direttore