Madre di Dio

 

N. 11 novembre 2006

In vista del 75° di fondazione della rivista "Madre di Dio"

Presentati al Tempio come la Vergine Maria

Amici lettori

Significato trinitario del pianto della Vergine
  
Stefano De Fiores

Riflessione mariana al femminile
  
Giuseppe Daminelli

Il "luogo biblico" della mariologia
    
Bruno Simonetto

La Presentazione di Maria al Tempio
    
George Gharib

Caterina Labourè, la santa della "Medaglia miracolosa"
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 21
    
Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

"…Come una madre consola un figlio"
  
Alberto Rum

La famiglia di Maria
    Simone Moreno

 I "Focolari" di Chiara
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 21
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 11 novembre 2006 - Copertina

 

 

 

 

 Apostoli di Maria del Terzo Millennio

 
di MARIA DI LORENZO

I "Focolari" di Chiara
   

Una spiritualità di unità o di comunione caratterizza il "Movimento dei Focolari", fondato da Chiara Lubich nel solco di un carisma fortemente mariano.
  

Attualmente è diffuso in 182 Paesi. I suoi membri sono circa 150mila, gli aderenti e i simpatizzanti oltre 2milioni, tra cui un numero considerevole di appartenenti ad altre religioni come Ebrei, Musulmani, Buddhisti, Induisti, Taoisti; oltre 100mila poi sono gli "amici di convinzioni diverse", che si riconoscono negli ideali del Movimento.

Un caso probabilmente unico nella storia della Chiesa, corroborato da una presenza viva ed efficace nel mondo moderno, con 35 "Cittadelle mariane", riviste e realizzazioni editoriali di tutto rispetto, due complessi musicali e molto altro, che fanno la cifra dell'internazionalità e della capillarità del "Movimento dei Focolari" fondato da Chiara Lubich con alcune sue compagne, un freddo giorno d'inverno del 1943, nella tremenda bufera della Seconda Guerra Mondiale.

Chiara Lubich, fondatrice del "Movimento dei Focolari".
Chiara Lubich, fondatrice del "Movimento dei Focolari".

La prima ‘scintilla’ al Santuario di Loreto

"Quando tutto iniziò a Trento io non avevo un programma, non sapevo nulla. L’idea dell’Opera era in Dio, il progetto in Cielo". Lo ha raccontato molte volte Chiara Lubich a chi glielo domandava il semplice e al tempo stesso misterioso inizio del suo Movimento.

La prima intuizione, racconta sempre lei, era scattata già nel 1939, ma avrebbe poi avuto bisogno di alcuni anni per sbocciare e per essere alla fine concretizzata.

Che cosa era accaduto nel lontano 1939? Silvia Lubich, maestrina di Trento, che poi assumerà il nome di Chiara, era stata invitata ad andare a Loreto per un Convegno di studentesse cattoliche. Loreto, teniamolo bene a mente, sarà il punto di partenza della sua straordinaria esperienza spirituale.

Una volta arrivata là, la giovane trentina segue il Corso come tutte le altre studentesse invitate, ma appena può, nei momenti d'intervallo, corre alla Casetta custodita nel Santuario, l’ambiente che secondo la tradizione ha ospitato la Sacra Famiglia a Nazaret. Lei s’inginocchia ogni volta accanto al muro annerito dalle lampade, senza riuscire a pronunciare una parola. C’è qualcosa di misterioso, "qualcosa di nuovo e di divino", dice lei, che l’avvolge, quasi la schiaccia.

La giovane maestrina contempla col pensiero la vita verginale dei tre. "Dunque Maria avrà abitato qui" - pensa - "e Giuseppe avrà attraversato la stanza da lì a lì. Gesù Bambino in mezzo a loro avrà conosciuto per anni questo luogo. I muri avranno riecheggiato la sua vocetta di infante", e si accorge che le lacrime cadono senza controllo sulle sue guance. Quella convivenza di due vergini con Gesù in mezzo ha per lei un’attrattiva irresistibile.

Arriva l’ultimo giorno. La Chiesa è gremita di giovani. Nel suo cuore e nella sua mente si fa strada un pensiero chiaro, che mai si cancellerà: "Tu sarai seguita da una schiera di vergini".

Tornata in Trentino, in un paesino della Val di Sole dove faceva scuola, ritrova la sua scolaresca e incontra il suo Parroco. Questi, vedendola molto felice, le domanda: "Hai trovato la tua strada?""Sì", risponde lei. – "Il matrimonio?""No". – "Il Convento?""No". – "Rimarrai vergine nel mondo?""No. È una quarta strada", conclude la futura Chiara, ma neanche lei sa dire quale. La volontà di Dio non si è resa ancora del tutto manifesta.

La giovane maestrina Silvia [poi Chiara] Lubich con i suoi Alunni, a Trento.
La giovane maestrina Silvia [poi Chiara] Lubich con i suoi Alunni, a Trento.

Un ideale che non muore

Passano 4 anni. È il 7 Dicembre 1943. Chiara racconta: "Quel giorno, mentre compio un atto di carità, avverto che Dio mi chiama a donarmi per sempre a Lui. Chiedo il permesso ad un Sacerdote. L’ottengo. La gioia interiore è inspiegabile, segreta, ma contagiosa. Per vari motivi avvicino giovani della mia età. Vogliono seguire la mia strada.

Ma la guerra infuria anche a Trento. Rovine, macerie, morti. I bombardamenti continuano e con essi scompaiono quelle cose o persone che costituivano l’ideale dei nostri giovani cuori. Una amava la casa: è stata sinistrata. Una seconda attendeva il matrimonio: il fidanzato non torna più dal fronte. Il mio ideale era lo studio: la guerra mi impedisce di frequentare l’Università. La lezione che Dio ci offre con le circostanze è chiara: tutto passa.

Affiora allora una domanda: ci sarà un ideale che non muore, che nessuna bomba può far crollare? Sì, Dio. Tra le stragi della guerra frutto dell’odio, la luce del carisma dà a noi una nuovissima comprensione. Siamo abbagliate, come per la prima volta, dalla verità su Dio: "Dio è Amore" (1Gv 4, 8): ogni circostanza che ci riguarda, lieta o triste o indifferente che sia, tutto ci appare espressione del suo amore".

Chiara e le sue compagne trovano a Trento un appartamento di poche stanze che le ospita nei primi tempi: lo chiamano "la casetta". Si corre nei rifugi di giorno e di notte, ed esse portano ogni volta con sé solo il Vangelo.

Un giorno, in una cantina buia e con una candela accesa, lo aprono e trovano una pagina che le illumina. È la preghiera di Gesù prima di morire: "Padre... Che tutti siano una cosa sola" (Gv 17, 11). Hanno nel cuore la convinzione che per quella pagina del Vangelo sono nate, per contribuire cioè all’unità degli uomini con Dio e fra loro, e realizzare così il disegno di Dio sull’umanità.

Chiara Lubich in Udienza dal Santo Padre Giovanni Paolo II con i Vescovi del ramo ecclesiastico del "Movimento dei Focolari".
Chiara Lubich in Udienza dal Santo Padre Giovanni Paolo II con i Vescovi
del ramo ecclesiastico del "Movimento dei Focolari".

A questo punto il Focolare spicca il volo: altre ragazze vogliono unirsi a loro, per vivere nella carità la spiritualità di comunione del nascente Movimento. Accanto ai "focolari" femminili nascono un po’ alla volta anche quelli maschili. Dal Nord al Sud dell'Italia silenziosamente fioriscono tante piccole "casette" sul tipo di quella sorta a Trento. A pensarci bene, sono una riproduzione in germe della casetta di Nazaret. Una originale convivenza di vergini e sposati, con Gesù in mezzo a loro: questo è, appunto, il "focolare".

Nel ’47 il nuovo "carisma" riceve l’approvazione del Vescovo di Trento e nel ’62 quella pontificia ad experimentum, quando papa Giovanni XXIII riconosce il Movimento con il nome di "Opera di Maria".

Il Movimento porta questo nome, come si legge negli Statuti, perché "la sua tipica spiritualità, la sua fisionomia ecclesiale, la varietà della sua composizione, la sua diffusione universale, i suoi rapporti di collaborazione e amicizia con Cristiani di diverse Chiese e Comunità ecclesiali, persone di varie fedi e di buona volontà, e la sua presidenza laica e femminile, dimostrano il particolare legame di essa con Maria santissima, madre di Cristo e di ogni uomo"(Statuti Generali, art.2).

La "Sede della Sapienza", una madre di casa

Di tale Movimento, che potremmo rappresentare come un grande albero, il tronco per così dire portante è costituito dai "Focolari", nuclei di vita comune composti da sole donne o da soli uomini, con voto di castità. Ma oltre al tronco ci sono i rami. Il primo è quello dei Volontari, che si distinguono dai Focolarini perché non fanno vita comune ma abitano per conto proprio. I Volontari animano a loro volta un Movimento a più largo raggio, chiamato "Umanità nuova". Stessa cosa per le famiglie focolarine, da cui si irradia un Movimento più ampio chiamato "Famiglie nuove". Poi c’è il ramo giovani, "Gen", generazione nuova. Ragazzi e ragazze svolgono attività separate. Altrettanto avviene per quelli con meno di 17 anni, detti "Gen 3", e per i bambini, detti "Gen 4". Vi fanno alone due Movimenti più ampi, "Giovani per un mondo nuovo" e "Ragazzi per l’unità". E poi ci sono i rami ecclesiastici: Vescovi, Sacerdoti, Religiosi e Religiose, Seminaristi.

I Focolarini hanno una Casa editrice, "Città Nuova", presente in 27 Paesi; un periodico dello stesso titolo con 38 edizioni in 22 lingue, compreso l’arabo e il cinese; un bimestrale di cultura, "Nuova Umanità". Ma la pubblicazione che davvero orienta il Movimento è un semplice foglietto mensile scritto da Chiara Lubich, "Parola di Vita". Tradotto in 80 lingue, è diffuso in 3.400.000 copie. Ma, grazie a radio e tv amiche, si calcola raggiunga qualcosa come 13 milioni di persone di tutto il mondo.

Gruppo "mondiale" di giovani aderenti al "Movimento dei Focolari".
Gruppo "mondiale" di giovani aderenti al "Movimento dei Focolari".

Ma il vero cuore pulsante del Movimento batte in quelle che vengono definite "Mariapoli", ovvero le cittadelle di Maria, oasi di amore e di preghiera sparse per il mondo. "Maria - dice Chiara Lubich - è monumento di carità, maestra di tutte le virtù. È il nostro modello. Non immagineremo mai quanto è grande Maria! È tutta rivestita della Parola di Dio. Maria era tutta Parola, solo Parola. Essere Parola viva significa rivivere sulla terra Maria. Se, cercando d’amare, l’amore diventa reciproco, Cristo regna fra due o più. Allora riusciamo a dare Gesù spiritualmente al mondo come Maria lo ha dato fisicamente".

Ecco allora spiegata la ragione del vero nome del Movimento, che è Opus Mariae, Opera di Maria, perché Maria è al centro della vita dei Focolarini: "la Sede della Sapienza, una madre di casa", la definisce assai plasticamente Chiara, per sottolineare quello straordinario mistero di semplicità che è adombrato in lei, e che rende possibile, a noi suoi figli, di averla sempre davanti agli occhi come maestra di vita nel quotidiano.

"Un giorno - racconta Chiara Lubich -, in un rifugio antiaereo, sotto un violento bombardamento, bocconi a terra, coperta di polvere densa come l’aria, alzandomi, quasi miracolata, in mezzo alle urla dei presenti, calma e piena di pace, mentre ero in pericolo di vita, ho provato nell’anima un profondo dolore: quello di non poter più recitare l’Ave Maria. Allora, non avevo afferrato il senso di quelle parole. Più tardi, quando si andava formando il primo gruppo di Focolarine, e si stava componendo quest’Opera, ho capito quel lamento. Forse era nei piani di Dio che una lode a lei fosse innalzata in quest’epoca: quest’Ave Maria doveva essere fatta di parole vive, di persone che, quasi altre piccole Maria, dessero al mondo l’Amore. Ecco perché, con l’istinto soprannaturale, abbiamo intitolato il movimento: "Opera di Maria".

Maria Di Lorenzo

Uno squarcio del primo Focolare di Piazza dei Cappuccini, a Trento.
Uno squarcio del primo Focolare di Piazza dei Cappuccini, a Trento.
   

Per informazioni

Centro Internazionale Movimento dei Focolari via Frascati, 306
00040 Rocca di Papa (Roma)
tel. +39-06-947989 / fax +39-06-9497460
web www.focolare.org
e-mail sif@focolare.org