Madre di Dio

 

N. 11 novembre 2006

In vista del 75° di fondazione della rivista "Madre di Dio"

Presentati al Tempio come la Vergine Maria

Amici lettori

Significato trinitario del pianto della Vergine
  
Stefano De Fiores

Riflessione mariana al femminile
  
Giuseppe Daminelli

Il "luogo biblico" della mariologia
    
Bruno Simonetto

La Presentazione di Maria al Tempio
    
George Gharib

Caterina Labourè, la santa della "Medaglia miracolosa"
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 21
    
Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

"…Come una madre consola un figlio"
  
Alberto Rum

La famiglia di Maria
    Simone Moreno

 I "Focolari" di Chiara
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 21
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 11 novembre 2006 - Copertina

 Nella famiglia paolina

 
di BRUNO SIMONETTO

Il Magnificat di Don Alberione – 21
   

Recuperiamo la funzione "vocazionaria" della rivista "Madre di Dio", proprio in quanto "organo e araldo" del Santuario "Regina degli Apsotoli", chiesa delle Vocazioni.

Nell’imminenza del 75° di fondazione della rivista "Madre di Dio" [1932-2007], continuiamo a riproporre le vie promozionali della devozione alla "Regina degli Apostoli", a partire dal Santuario a lei dedicato in Roma, e tramite il periodico che il Fondatore della Famiglia Paolina volle organo e araldo di questo Santuario. E così ricordiamo ancora quanto lo stesso Don Alberione scrisse in merito nel Dicembre 1956 sulla rivista [cfr. "L’Aurora", pp. 2.19], titolando: "La Regina degli Apostoli ha nel Santuario il trono delle sue grazie".

L’articolo veniva così presentato nel ‘sommario’: "La Redazione di "Aurora" è trasferita a Roma, presso il Santuario di Maria "Regina Apostolorum" del quale sarà l’organo e l’araldo. Per il primo numero dell’edizione romana il Rev.mo P. Giacomo Alberione, fondatore del Santuario, illustra le finalità proprie del Tempio e della rivista mariana". Seguiva il testo del Beato Alberione, dove è detto fra l’altro: "Fu un sabato, giorno consacrato a Maria, quando fu deciso dietro la sua ispirazione, la pubblicazione di un Periodico Mariano "La Madre di Dio" [in seguito mutato in "L’Aurora"].

Così come era deciso, nella Famiglia Paolina, la costruzione di una Chiesa a San Paolo, altra al Divin Maestro, la terza alla "Regina Apostolorum".

Il periodico mariano nel pensiero di allora sarebbe a suo tempo diventato l’organo del Santuario di Maria.

In Alba, dove è la Casa-Madre della Famiglia Paolina, esso crebbe e conseguì risultati buoni per la sua redazione, tecnica, diffusione; tutto questo per merito di tutti i Paolini che, nel loro amore a Maria, vi hanno lavorato con generosità e meritoria attività: tutti protegga la nostra Madre, Maestra e Regina.

Ora il periodico è trasferito a Roma, presso il Santuario "Regina Apostolorum" …" [cfr. "L’Aurora", pp. 2.19].

Quali ragioni d’involuzione storica abbiano poi portato a rendere soltanto "paralleli" il percorso del Santuario "Regina degli Apostoli" e quello della rivista "Madre di Dio" non è facile qui riassumere; ma rimane – l’indomani di celebrazione del Cinquantesimo di "Dedicazione del Santuario" [1954-2004] e nell’imminenza di celebrazione del Settantacinquesimo della rivista [1932-2007] – la speranza che le loro strade tornino ad incrociarsi…

Santuario e "Madre di Dio", unico impegno vocazionale

Scrivevamo nel num. scorso della rivista: "Se altre volte abbiamo sottolineato la "finalità prima" del Santuario "Regina degli Apostoli": onorare, come Paolini, la nostra Madonna e farne conoscere la spiritualità, non è di minore importanza per Don Alberione l’affidamento a Maria, proprio in quanto "Regina degli Apostoli", del grave problema vocazionario.

Allora recuperiamo anche la funzione "vocazionaria" della rivista "Madre di Dio", proprio in quanto "organo e araldo" del Santuario".

Intanto, per onorare il nostro Beato Fondatore [nel mese in cui cade la data della sua pia morte, il 26 Novembre 1971], riportiamo due "Preghiere per le Vocazioni" composte da Don Alberione.

A. Cesselon, Intensa espressione del Beato Don G. Alberione.
A. Cesselon, Intensa espressione del Beato Don G. Alberione.

Preghiera per ottenere Vocazioni

Fra le diverse preghiere alberioniane per le Vocazioni, quella che segue è la più antica. Come annotano E. Sgarbossa e fr. Silvano De Blasio [cfr. in "Le Preghiere mariane di Don Alberione", pag. 100], questa compare stampata nel libretto ufficiale delle Preghiere paoline nell’ottobre 1957, assieme a un’altra rivolta a Gesù Maestro; ma in realtà risale al 1946, come parte della ‘Coroncina alla Madre del Buon Pastore’, 4° punto. "Essa – scrivono i due curatori dell’opuscolo citato – riflette il clima di rinnovato slancio apostolico che seguì la fine della II Guerra Mondiale, contrassegnato da una nuova espansione fondazionale della Famiglia Paolina e da un rifiorire di iniziative, di programmi, di viaggi missionari da parte del Fondatore". Eccola:

"O Maria, Madre, Maestra e Regina degli Apostoli,
moltiplica le vocazioni sacerdotali,
popola la terra di Case religiose
che siano focolari di luce e calore per il mondo,
salvezza nelle notti tempestose,
sorgenti di vera pietà, difesa dall’ira di Dio
.

Esse sono la predilezione tua e di Gesù,
il giardino della Chiesa,
i cantori delle tue glorie,
la consolazione del tuo cuore
.

Nella penitenza, nella preghiera,
nelle attività apostoliche, nelle opere caritative,
sono sale della terra, conforto dei miseri,
guida alle anime, sostegno dei combattenti,
gigli, rose, viole innanzi a Gesù eucaristico
e al tuo cuore purissimo, o Maria
.

Ottieni loro la fedele osservanza,
la pratica costante dei santi propositi,
il quotidiano progresso
.
O Madre dei Sacerdoti, o Regina dei Religiosi,
concedici di essere un giorno
tuo gaudio e corona in Cielo
. Amen".

Oggetto della prima petizione a Maria sono le Vocazioni al Sacerdozio, essendo primaria la necessità di avere pastori che guidino e nutrano spiritualmente il popolo di Dio. Ma appare subito che l’interesse di Don Alberione si volge principalmente alle Vocazioni religiose, tema dominante di questa preghiera.

Va bene sottolineato il passo della preghiera dove si dice dei Consacrati che sono "i cantori delle glorie" di Maria: cantori delle glorie di Maria tanto in senso reale, col canto corale, come in senso figurato, con l’innografia, l’agiografia e la predicazione orale e scritta, a cominciare dalla rivista mariana dei Paolini, "Madre di Dio", dal Beato Alberione sempre prediletta, e quasi "madre di tutte le riviste paoline".

Arazzo con l'immagine di Don G. Alberione, esposto davanti alla Basilica di San Pietro, il 27 Aprile 2003, giorno della Beatificazione del Fondatore della Famiglia Paolina che il 26 Novembre ne celebra la festa liturgica.
Arazzo con l’immagine di Don G. Alberione, esposto davanti alla Basilica di San Pietro, il 27 Aprile 2003,
giorno della Beatificazione del Fondatore della Famiglia Paolina che il 26 Novembre ne celebra la festa liturgica.

Preghiera alla ‘Regina degli Apostoli’ per le Vocazioni

Premettiamo a questa seconda preghiera alberioniana a Maria "per le Vocazioni" una ‘nota storica’.

Nel Diario di Don Antonio Speciale, Segretario personale di Don Alberione, leggiamo alla data 15-1-1956: "Alle ore ore 7 del mattino [Don Alberione] compone la seguente ‘Preghiera alla ‘Regina degli Apostoli’ per le Vocazioni", da consegnare alle signorine Rosa De Luca ed Elisabetta Mercuri".

Queste due giovani costituivano la prima cellula del nascente "Istituto ‘Regina Apostolorum’ per le Vocazioni" [detto ‘delle Apostoline’] allora in gestazione; e il Fondatore andava formandone lo spirito offrendo degli scritti che fossero al tempo stesso testi di preghiera e tracce di catechesi vocazionale.

Segue una specie di ‘presentazione’ che focalizza i contenuti teologico-mariologici della lunga invocazione: "La presente preghiera trae ispirazione dal monito evangelico: "La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!" (Mt 9, 37-38), e dalla tradizione cristiana di pregare per le Vocazioni. Tradizione che aveva avuto il suo vertice nella seconda metà dell’Ottocento, con la straordinaria fioritura di Congregazioni di opere missionarie, ma che aveva trovato nuovo impulso a partire dal 1950, in occasione del "1° Congresso Mondiale dei Religiosi", tenuto in Roma nell’autunno di quell’anno e al quale era stato invitato come Relatore anche Don Alberione. Il suo intervento su Maria e le Vocazioni costituisce la piattaforma dottrinale della presente preghiera, il cui sviluppo tematico può così essere sintetizzato:

– saluto e motivazione evangelica
– situazione religiosa del mondo e via mariana a Cristo
– nucleo centrale: l’assillo vocazionale ‘ecumenico’
– maternità universale e ‘cuore apostolico’
– conclusione: obiettivo finale e richiesta di benedizione".

Riportiamo tale preghiera, con qualche breve commento ai passi più significativi:

"Salve, o Maria, nostra Madre, Maestra e Regina.
Ascolta benignamente la supplica
che ti presentiamo secondo il volere di Gesù
:

‘Pregate perché il Padrone della messe
mandi operai alla mietitura’.
Volgi i tuoi occhi misericordiosi
Sopra gli oltre tre miliardi di uomini viventi.
Moltissimi sono smarriti nelle tenebre,
senza un padre, un pastore, un maestro.
Il Signore ti ha fatta apostola
Per dare al mondo Gesù, Via, Verità e Vita.
Rivolgendosi a te, troveranno la via
Per arrivare a Gesù
.
Per te: tutti i Cattolici, con tutte le forze,
per tutte le Vocazioni, per tutti gli apostolati!
Per te
: tutti i fedeli per tutti gli infedeli,
tutti i ferventi per tutti gli indifferenti,
tutti i Cattolici per tutti gli acattolici
.

Per te: tutti i chiamati corrispondano
Tutti gli apostoli siano santi,
tutti gli uomini li accolgano.
Ai piedi della Croce il tuo cuore si è dilatato
per accoglierci tutti come figli.
Ottienici un cuore apostolico
modellato sul tuo cuore,
su quello di Gesù e di San Paolo;
perché un giorno possa averci tutti, apostoli e fedeli,
attorno a te in Cielo.
Benedici o Maria, Maestra e Regina, i tuoi figli".

Intanto si potrebbe obiettare che non sembra logico rivolgere a Maria una supplica che lo stesso Gesù invita a rivolgere al ‘Padrone della messe’. Ma è sempre presupposto in Don Alberione che qualsiasi preghiera a Maria è in realtà rivolta a Dio, tramite la sua ‘onnipotenza supplichevole’ .

Diversi concetti espressi in questa preghiera sono, in realtà, insistentemente ripetuti in altre preghiere alberioniane, particolarmente nella "Coroncina a Maria, ‘Regina degli Apostoli’ " e nella supplica "O Immacolata Maria…", oltre che nella predicazione abituale del neo Beato Fondatore della Famiglia Paolina. Occorre però qui rilevare, in più, l’insistenza di quel "per te…" scandito tre volte, a sottolineare fortemente la mediazione di Maria e che, dal punto di vista strutturale, divide in tre terzine i nove stichi del periodo: è il nucleo centrale della preghiera, detta perciò ‘ecumenica’ perché contrassegnata dalla parola ‘tutto’ ripetuta tredici volte. Esempio particolarmente significativo della passione alberioniana per l’integralità, che fu definita ‘tuttismo’ .

Bruno Simonetto