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N. 11 novembre 2006
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Il
Santo mariano del mese
di BIANCA MARIA VENEZIANI Caterina Labourè, "L’umile Santa del dovere e del
silenzio", apostola della "Madre delle Grazie". Ricorre quest’anno il II Centenario della nascita di Caterina Labourè [1806-1876], l’umile suora vincenziana alla quale la Vergine apparve nella Cappella di Rue du Bac a Parigi. La stessa Caterina Labourè così racconta la storia delle Apparizioni: '"Venuta la festa di San Vincenzo [19 luglio 1830] la buona Madre Marta, Maestra delle Novizie, ci fece alla vigilia un’istruzione sulla devozione dovuta ai Santi e specialmente sulla devozione alla Madonna. Questo mi accese un gran desiderio di vedere la Santissima Vergine, tanto che andai a letto col pensiero di vedere in quella stessa notte la mia buona Madre Celeste: era tanto tempo che desideravo vederla. Verso la mezzanotte, mi sento chiamare per nome: "Suor Labourè! Suor Labourè!". Svegliatami, guardo dalla parte donde veniva la voce, che era dal lato del passaggio del letto, tiro la cortina e vedo un Fanciullo vestito di bianco che mi dice: "Vieni in Cappella; la Madonna ti aspetta". Il Fanciullo mi condusse nel presbiterio, dove io mi posi in ginocchio, mentre lui rimase tutto il tempo in piedi, dicendomi a un certo punto: "Ecco la Madonna, eccola!". Dire ciò che provai in quell’istante e ciò che succedeva in me, mi sarebbe impossibile […]. Fu quello il momento più dolce della mia vita".
Visione e spiegazione della "Medaglia miracolosa" Il 27 Novembre dello stesso anno Caterina ha una nuova visione durante la meditazione in Cappella: vede come due quadri animati che le passano davanti in dissolvenza incrociata. Nel primo, la Santa Vergine è in piedi su una semisfera [il globo terrestre] e tiene tra le mani un piccolo globo dorato. I piedi di Maria schiacciano un serpente. Nel secondo, dalle sue mani aperte escono raggi di uno splendore abbagliante. Nello stesso tempo Caterina ode una voce che dice: "Questi raggi sono il simbolo delle grazie che Maria ottiene per gli uomini". Poi un ovale si forma attorno all’apparizione e Caterina vede scriversi in un semicerchio un’invocazione, allora ancora sconosciuta, in lettere d’oro: "O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te". Subito dopo, l’ovale della medaglia si gira e Caterina ne vede il rovescio: in alto una croce sormonta la ‘M’ di Maria, in basso due cuori, l’uno incoronato di spine, l’altro trapassato da una spada. Caterina ode allora queste parole: "Fai coniare una medaglia, secondo questo modello. Coloro che la porteranno con fede riceveranno grandi grazie". Dopo i fatti straordinari di cui era stata protagonista nel 1830, la Suora vincenziana seppe tenere nascosto il segreto delle Apparizioni della Madonna per ben 46 anni, ossia fino alla sua morte, rivelandolo soltanto a Padre Aladel, suo Confessore. Suor Caterina Labourè visse nella più grande umiltà e nel più assoluto silenzio per altri 46 anni, servendo i poveri dell’Ospizio di Enghien a Reuilly, nella zona Est di Parigi, in incognito. Tra gli operai e gli ammalati, fra i soldati e i poveri, per oltre 40 anni, l’umile e nascosta ‘Figlia della Carità’, fu la prima straordinaria apostola della "Medaglia miracolosa". E da allora la Cappella della "Medaglia miracolosa" attira ogni anno un milione di Pellegrini, persone di ogni razza e colore, che vengono qui, nel cuore di Parigi, a cercare una risposta ai loro problemi esistenziali, a chiedere grazie alla Madre che tutto sa e comprende, ottenendone all’infinito. Suor Caterina muore il 31 dicembre 1876 e viene beatificata da Pio XI il 28 maggio 1933, quindi canonizzata da Pio XII il 27 luglio 1947. La sua festa liturgica è stabilita per il 28 Novembre, il giorno seguente l’Apparizione della "Medaglia miracolosa". Bianca Maria Veneziani |
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