Madre di Dio

 

N. 11 novembre 2006

In vista del 75° di fondazione della rivista "Madre di Dio"

Presentati al Tempio come la Vergine Maria

Amici lettori

Significato trinitario del pianto della Vergine
  
Stefano De Fiores

Riflessione mariana al femminile
  
Giuseppe Daminelli

Il "luogo biblico" della mariologia
    
Bruno Simonetto

La Presentazione di Maria al Tempio
    
George Gharib

Caterina Labourè, la santa della "Medaglia miracolosa"
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 21
    
Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

"…Come una madre consola un figlio"
  
Alberto Rum

La famiglia di Maria
    Simone Moreno

 I "Focolari" di Chiara
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 21
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 11 novembre 2006 - Copertina

 

 

 

 

 Europa terra di Maria

  

Germania
"Unsere Liebe Frau"
, la "Nostra amata Signora"

  

L’amabile materna figura di Maria deve aver sempre molto colpito le popolazioni piuttosto primitive [i "Barbari"!] del Nord-Europa, tanto che il titolo tedesco corrispondente alla nostra parola "Madonna" è "Unsere Liebe Frau" [= la "Nostra amata Signora"], espressione tuttora in uso, che dice il profondo senso di ammirazione e di affetto verso la Madre di Dio. Per citare personaggi famosi della storia tedesca, ricordiamo che con Carlo Magno, legato alla Nazione germanica non meno che alla Francia [la sede preferita dell’Impero era Aquisgrana, Aachen in tedesco], il culto mariano conobbe un momento di grande splendore. L'Imperatore era molto devoto alla Vergine: portava sempre con sé una piccola icona e volle dedicare a lei la Chiesa del Palazzo d’Aquisgrana, la cosiddetta "Cappella Palatina".

Non diversamente, il figlio Luigi il Pio o il Buono [778-840], poco dopo la morte del padre, fece innalzare la bella Cattedrale di "Nostra Signora Hildeshein" su un luogo boscoso, dove era stato dimenticato dal Cappellano di corte un reliquario mariano, ritrovato dopo una partita di caccia, fra una corona di freschissime rose. Il ricordo del prodigio restò così vivo nei secoli successivi che il Vescovo Eggehard nell'anno 1000 scrisse: "Più che un Vescovo, sono servo di Maria, e mi sforzerò con tutti i mezzi a mia disposizione per essere utile a questo sacro luogo". Il "rosario millenario" si è conservato fino alla Seconda Guerra Mondiale, mentre il reliquiario si trova tuttora nel tesoro del Duomo.

Matilde, madre dell'Imperatore Ottone I [912-973], fondò a Nordhausen, "a onore di Dio e della Santa Vergine", un Monastero che raggiunse il numero di ben duemila Benedettine. Corrado II [990-1039], sempre in onore della Madonna, fece costruire il Duomo di Spira, come luogo di sepoltura degli Imperatori tedeschi.

Suggestiva visione della Città vecchia di Colonia, celebre roccaforte del Cattolicesimo germanico: sulla riva del Reno la Cattedrale e altre Chiese medioevali che le meritarono il titolo di "Roma del Nord".
Suggestiva visione della Città vecchia di Colonia, celebre roccaforte del Cattolicesimo germanico:
sulla riva del Reno la Cattedrale e altre Chiese medioevali che le meritarono il titolo di "Roma del Nord".

Figure ieratiche della Vergine e fioritura di Cattedrali

Le prime immagini mariane, prodotte in Germania intorno al 1100, erano in genere delle Madonne assise in trono, eseguite sul modello di quelle venerate dai Pellegrini a Roma o in Oriente. Erano delle statue molto severe; del resto, l’arte tedesca difficilmente indulgeva nella ricerca della bellezza in sé, tesa com’era alla rappresentazione fedele del simbolo o alla espressività della figura e del gesto.

In tale periodo, nell’architettura trionfò il romanico, solenne e monumentale. Sotto la dinastia imperiale degli Ottoni [secc. X-XI] vi fu una stupenda fioritura di Cattedrali in stile romanico, molte delle quali dedicate alla Madre di Dio, come quelle di Magonza, di Basilea [ora in Svizzera], di Strasburgo [ora in Francia]. Ugualmente, sorsero vari Monasteri consacrati alla Vergine, spesso meta di pellegrinaggio, come quelli di Colonia, di Treviri, di Reichenau, di Ratisbona e di Maria Laach, e Centri di feconde iniziative religiose e culturali, come Confraternite e Associazioni mariane, tra le quali anche l'Ordine cavalleresco dei "Fratelli Ospedalieri della Santa Vergine", più noti con il nome di "Cavalieri Teutonici".

Nel secondo Medioevo il culto mariano raggiunse una vitalità eccezionale ad opera delle "Confraternite dell'Addolorata e del Rosario", per gli incontri di preghiera e di riflessione e, soprattutto, per i frequenti Pellegrinaggi ai Santuari locali e verso altri, anche molto lontani, come Roma e Gerusalemme.

Alla fine del 1200, dalla vicina Francia si diffuse lo stile gotico, che in breve tempo si affermò incontrastato in tutta la Germania. Fu allora che venne iniziato, fra l'altro, quel capolavoro di pietra che è il Duomo di Colonia, dedicato, come quasi tutte le Cattedrali gotiche francesi, alla Vergine.

Madonna con Bambino adornata con ex-voto davanti al "Mausoleo dei Re Magi" di Colonia.
Madonna con Bambino adornata con ex-voto davanti al "Mausoleo dei Re Magi" di Colonia.

Storia del culto mariano da Lutero ad oggi

La travagliata storia religiosa dell'Europa moderna - e della Germania in particolare - non può prescindere dalla figura enigmatica del "grande riformatore protestante", il frate Martin Lutero [1483-1545]. Egli, che pure in gioventù era stato un assiduo frequentatore di Santuari e si era impegnato a lucrare quante più Indulgenze poteva, nella sua furia contestatrice verso Roma si scagliò con violenza contro il culto popolare e quindi contro i Pellegrinaggi mariani. Da religioso, aveva consacrato a Maria degli Inni, che si cantano ancora oggi, di grande delicatezza di sentimenti e di ammirabile fattura.

Tuttavia, i suoi seguaci "luterani" più zelanti arrivarono al punto di abbattere Altari, bruciare immagini e reliquie e perseguitare i più coraggiosi Sacerdoti e fedeli.

Comunque, a volte alcune Chiese protestanti, in origine cattoliche, sono restate intatte nel loro arredamento statuario e decorativo, come la celebre Cattedrale di Ulm, accanto alla quale sorge il più alto campanile del mondo [161 mt] e dove si conservano molte immagini della Madonna, la più caratteristica delle quali è quella che la rappresenta fra gli Apostoli con un calice in mano.

Ma nelle aree di maggiore influenza cattolica, soprattutto ad opera dei Frati Cappuccini e dei Padri Gesuiti, già verso la fine del XVI secolo si ha una notevole ripresa religiosa, che interessa anche il campo mariano. Nella riorganizzazione del Cattolicesimo in Germania, merita di essere ricordato particolarmente il gesuita San Pier Canisio, autore di un poderoso volume in cui rivendica la legittimità del culto a Maria; inoltre, egli fu un instancabile propagatore delle Associazioni e Confraternite mariane, che svolsero un ruolo importante nel Cristianesimo del Paese. Il Santo amava ripetere agli amici: "Ego me adversariis etiam pro Maria iugulandum offeram" [= "Per Maria mi farò anche strangolare volentieri dagli avversari"].

Nel secolo XVIII l’influenza dei filosofi provocò una nuova ondata di ostilità verso il culto della Santa Vergine e le Armate della Rivoluzione francese tentarono di sradicarlo completamente nella Renania, con profanazioni orribilmente sacrileghe. Il secolo successivo non fu migliore: Santuari e Conventi subirono a più riprese condizionamenti e confische per effetto di varie leggi, come quelle del Kulturkampf [1873-1875], emanate da Bismark.

In tempi più recenti, il Nazismo di Hitler, dal 1933, acuì i contrasti con la Chiesa, tanto da sopprimere le Associazioni cattoliche. Le conseguenze della Seconda Guerra Mondiale furono tremende per la Germania: milioni di morti e feriti, Città intere rase al suolo, il territorio nazionale mutilato, una divisione in due Stati contrapposti e lo spirito nazionale distrutto.

I Santuari fuori delle Città vennero in genere risparmiati dai bombardamenti; ma gli altri vennero quasi tutti distrutti o seriamente danneggiati. A Colonia la Chiesa di Santa Columba fu distrutta, ma la statua mariana che vi si venerava rimase intatta e rappresentò un segno di speranza, tale da rianimare gli spiriti. Venne invocata, e lo è tuttora, con il titolo di "Nostra Signora, fra le rovine".

I Tedeschi hanno sempre avuto il culto del Pellegrinaggio. Un momento significativo di questa loro forma di devozione si ebbe durante l'Anno Mariano del 1954, in cui si tenne una "Peregrinatio Mariae" nazionale: essa si concluse a Fulda [che rappresenta come il cuore mariano della Chiesa tedesca] con la consacrazione della Germania al "Cuore Immacolato di Maria", fatta dall'allora Arcivescovo di Colonia, il Card. Joseph Frings. Da parte loro, i Protestanti abbandonarono in molti casi la polemica antimariana e riscoprirono la figura della Vergine: nell'immediato dopo-guerra, a Darmstadt, sorse addirittura un'Associazione analoga a un Ordine religioso protestante, ispirata proprio alla figura della Vergine; da allora è questa Comunità evangelica delle "Sorelle di Maria" ad alimentare, fra i Protestanti e in chiave ecumenica, un intenso risveglio spirituale-mariano.
  

I più noti Santuari della Germania

Come per le altre Nazioni d'Europa tradizionalmente cristiane, la Germania è disseminata di Santuari, diversi dei quali di notevole importanza storica e religiosa, come "Nostra Signora dei Prati Verdi" di Altötting, "Consolatrice degli Afflitti" di Kevelaer, "Nostra Signora" di Aquisgrana, "Maria Hilf" [Ausiliatrice] a Passau, "Mater ter Admirabilis" a Schönstatt. Ne registriamo alcune note storiche essenziali.

Veduta panoramica del Santuario di Altötting e prato antistante.
Veduta panoramica del Santuario di Altötting e prato antistante.

1 – "Nostra Signora dei Prati Verdi" - Altötting

Altötting è il principale Santuario mariano di tutta la Germania del Sud, è "la Loreto della Baviera", situato a 95 km da Monaco, vicino al confine con l'Austria.

Le sue origini risalgono alla fine dell'Impero carolingio e, secondo una pia tradizione, ai tempi del Vescovo San Ruperto, ma la statua attuale di "Nostra Signora dei Prati Verdi", scolpita in legno di tiglio ed annerita dal tempo e dal fumo delle candele, data del XIV secolo e troneggia, in una piccola Cappella ottagonale, su di un Altare d'argento martellato.

Durante il periodo nazista Altötting fu variamente osteggiata, ma non si scoraggiò l'affluenza dei Pellegrini, che divenne particolarmente massiccia durante il 1934, anno della canonizzazione del fratello laico Cappuccino Corrado di Parzhnan, che fu per decenni il sagrestano del Santuario.

Negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale, il Santuario corse serio pericolo di essere distrutto dall'Esercito americano, perché le truppe delle "SS" si erano asserragliate all'interno del complesso conventuale che lo circonda. Le Autorità americane avevano annunciato che avrebbero risparmiato il Santuario, a patto che fosse illuminato durante la notte. L’Addetto alla centrale elettrica pagò con la vita il suo impegno per ripristinare l’elettricità tutte le volte che i Nazisti la toglievano. Negli anni dell'immediato dopo-guerra, nella Germania semidistrutta e piena di profughi provenienti dall'Est, Altötting rappresentò un segno di conforto e di speranza.

Nella stagione dei Pellegrinaggi, suggestiva è la processione "aux flambeaux" sul far della sera, che si conclude davanti alla Gnadenkapelle, la "Cappella delle Grazie", con la commovente invocazione: "Aiutami, Maria! Aiutami Maria! Aiuta pure me! Un peccatore è qui dinanzi a te! O Madre di Misericordia, rimanimi vicina nell’ultima agonia!". Ma ancor più commovente è l’usanza assolutamente unica di far tre volte il giro della Cappella, pregando e implorando dalla "Madre dei dolori" il perdono dei propri peccati, portando sulle spalle una pesante Croce di legno.

Nel corso dei secoli anche Re e Imperatori hanno praticato tali pie devozioni per impetrare l'intercessione di Maria sul loro popolo; anzi, alcuni di essi hanno disposto per testamento che il loro cuore si conservasse in apposite urne nella "Santa Cappella" o fossero seppelliti sotto il pavimento, come 21 membri della famiglia regnante di Witteisbach, il pio Tilly, Generale dell'esercito della Lega cattolica contro il Re protestante Gustavo Adolfo, e il Principe-elettore Massimiliano I [†1651], che fece deporre sotto la statua miracolosa, la "Gnadenbild", una formula di consacrazione a Maria, scritta col proprio sangue.

Memorabile resterà, nella storia del Santuario di Altötting, la Visita che Papa Benedetto XVI ha qui compiuto nello scorso mese di Settembre, testimoniando la sua devozione verso questo luogo mariano a lui caro fin dalla giovinezza.

"Gnadenkapelle", suggestiva "Cappella delle Grazie" di Kevelaer.
"Gnadenkapelle", suggestiva "Cappella delle Grazie" di Kevelaer.

2 – "Consolatrice degli Afflitti" - Kevelaer

Il Santuario più frequentato da tutti i Tedeschi, e che forma con gli altri uno strano contrasto, è quello della "Consolatrice degli Afflitti" di Kevelaer.

Lo si potrebbe chiamare "il proletario" tra i Santuari, sia per il luogo dove sorge:

un’umile cittadina del Basso Reno di appena 20mila abitanti, sia per l'immagine di "Nostra Signora di Lussemburgo", una semplice copia su carta delle dimensioni di cm 11x7,50.

Questo Santuario fu richiesto dalla Vergine stessa, nel Natale del 1641, ad un commerciante ambulante di nome Enrico Busman che, passando nella campagna di Kevelaer, si era fermato a pregare in un crocevia davanti ad una Edicola ed aveva sentito una voce che gli ordinava di costruire lì una piccola Cappella. Pochi anni dopo furono costruite la "Gnadenkapelle" [la suggestiva "Cappella delle Grazie" che si ammira ancor oggi al centro di una magnifica piazza alberata], e la "Kerzenkapelle" [la "Cappella dei Ceri", così chiamata per i magnifici ceri che vi sono custoditi e che ardono ogni giorno in onore della Madonna].

Nell’ultimo dopo-guerra i Pellegrinaggi si moltiplicarono e nel 1948 vi si tenne il "Congresso della Pax-Christi", nel cui ricordo fu costruita la "Pax-Christi-Kapelle", che, inquadrata in un vasto cortile circondato da un porticato, si presta a celebrazioni comunitarie anche di grandi Gruppi di Pellegrini. Dal 1949 è accesa perpetuamente una lampada che simbolegga la preghiera incessante di Kevelaer per la pace del mondo. La fiaccola viene da Lourdes, passando per Altötting: così i tre Santuari mariani sono riuniti in una ideale comune Supplica alla "Regina della Pace".

"Nostra Signora di Aquisgrana".
"Nostra Signora di Aquisgrana".

3 – "Nostra Signora di Aquisgrana" - Aquisgrana

Questa antica Città termale [Aachen, in tedesco] costituiva la sede preferita di Carlo Magno. Egli, fra il 796 e l’805, vi fece costruire il suo Palazzo, ora non più esistente, con annessa una splendida Cappella [la cosiddetta "Cappella Palatina"], dedicata alla Beata Vergine. In essa si conserva il sepolcro di Carlo Magno, e per settecento anni vi furono incoronati gli Imperatori germanici.

La costruzione ottagonale, simile al "San Vitale" di Ravenna, è ricchissima di materiali preziosi e di opere d'arte; e soprattutto di reliquie mariane, procurate da Carlo Magno e dai suoi successori. La collezione comprenderebbe anche la veste indossata dalla Vergine durante la Natività e i pannolini di Gesù Bambino: ma non discutiamo qui il problema non facile della loro autenticità. L'ostensione delle reliquie avviene ogni sette anni e l'avvenimento richiama ad Aquisgrana folle enormi. Memorabile è stata quella dei 1937, in pieno regime nazista: i fedeli accorsi furono ottocentomila e il loro gesto rappresentò una solenne professione di fede davanti al Nazismo, che tentava di screditare in ogni modo il Cattolicesimo.

Altare Maggiore del Santuario di "Maria Hilf" a Passau.
Altare Maggiore del Santuario di "Maria Hilf" a Passau.

4 – "Maria Hilf " [Ausiliatrice] - Passau

Questo è il primo di tutta una serie di Santuari dedicati a Maria Hilf [dell'Aiuto, Ausiliatrice], sorti nell'area tedesca nel corso del 1600. All'inizio di tale secolo il decano del Duomo di Passau si era fatto fare, per sua devozione, una copia dell'immagine di Lucas Cranach, regalata al Principe di Passau, Leopoldo di Asburgo, dal Principe protestante di Sassonia. In seguito il Prelato, forse in conseguenza di qualche apparizione da lui avuta, mise l’immagine in una Cappellina aperta al pubblico; ma il concorso dei fedeli fu tale che già nel 1624 egli pose le fondamenta del Santuario vero e proprio, che affidò alla custodia dei Frati Cappuccini.

Per avere un’idea dell’afflusso dei Pellegrini, basti dire che nel 1677 [allora si era lontani dalla pratica della Comunione quotidiana] si distribuirono centoventimila Comunioni. Ben cinque grossi volumi raccolgono la testimonianza di grazie e guarigioni ottenute per intercessione di "Maria Hilf". Nel corso del 1700 il Santuario fu distrutto da un incendio, ma fu poi fedelmente ricostruito.

Immagine 'autunnale' della piccola Cappella-Santuario di Schönstatt.
Immagine ‘autunnale’ della piccola Cappella-Santuario di Schönstatt.

5 – "Mater ter Admirabilis" - Schönstatt

Il titolo latino, piuttosto curioso oggi, significa "Madre tre volte ammirevole". Fin dal 1100 esisteva sul posto un Monastero di Suore Agostiniane, con annessa una grande Chiesa in cui si venerava una Madonna assisa in trono. Durante la Guerra dei Trent'Anni [secolo XVII], il luogo andò distrutto e rimasero in piedi solo una Torre campanaria e la Cappella del Cimitero. Nei 1901 i Padri Pallottini si stabilirono sul posto e vi eressero il loro Seminario. Il Rettore, padre Kentenich, diede un forte contenuto mariano alla sua opera educativa e volle far risorgere l'antico Santuario. Venne la Prima Guerra Mondiale e i Seminaristi richiamati sotto le armi diffusero tra i loro commilitoni lo spirito mariano ricevuto da padre Kentenich: nacque così il "Movimento di Schönstatt", con le sue varie diramazioni.

Il Santuario vero e proprio è costituito dalla piccola Cappella cimiteriale in cui si venera un quadro della Vergine di Autore italiano, dono di un Professore del Seminario; tutto attorno sorgono varie costruzioni che formano la Sede centrale del Movimento.
   

6 – "Nostra Signora dei Dolori" - Telgte

Telgte, a circa 12 km da Münster nella Vestfalia, venera dal 24 Ottobre 1648 la più antica "Pietà" della Germania Settentrionale, risalente al 1370. Essa misura m 1,50 ed è stata scolpita su legno di tiglio; è seduta, e sulle sue ginocchia riposa Cristo morto; dal suo bellissimo volto traspare un immenso dolore.

La prima testimonianza della sua venerazione è data, nel 1455, da una fondazione annuale di quattro scellini fatta da un cittadino di Telgte, Gerardo Walgarding, e da sua moglie Caterina, allo scopo di assicurare un cero sempre acceso davanti all'immagine. Una prima Cappella fu costruita nel 1590 e quella attuale, del 1654, fu voluta dal Principe-Vescovo di Münster, mons. Bernard von Galen, su disegno del francescano Lükke. Nel XX secolo il Cardinale Clemente Augusto, appartenente alla stessa famiglia vestfaliana dei von Galen, fu legato in modo speciale a Telgte: ogni volta che doveva pronunciare un discorso contro gli errori e i crimini del Nazismo, si recava al Santuario per implorare luce e coraggio dalla "Madre dei Dolori".
   

Cartina topo-geografica della Germania,
cfr. pag. 66, "Santuari mariani d'Europa".