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N. 12 dicembre 2006
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Il Santuario "Regina
degli Apostoli" e "Madre di Dio" di BRUNO SIMONETTO Nel 2007 il 75° della
nostra rivista È ormai tempo di
riconoscere "Madre di Dio" come organo effettivo del
Santuario "Regina degli Apostoli", dando così attuazione
a un preciso progetto alberioniano. Ricordiamo ancora l’unitarietà del progetto spirituale-apostolico che Don Alberione ha inteso attuare, facendo contestualmente leva sulle due "realtà istituzionali" del Santuario "Regina degli Apostoli" in Roma e della rivista "Madre di Dio", al fine di non lasciar cadere la memoria […"meminisse iuvabit"!] del fatto che quest’ultima - nel pensiero del Fondatore - deve essere funzionale alla missione di diffondere nel mondo la devozione a Maria, "Regina degli Apostoli", venerata nel nostro Santuario. Ripercorrendo la storia delle "celebrazioni giubilari" della nostra rivista, abbiamo finora ricordato come si sono vissuti il 25° e il 40° di fondazione di "Madre di Dio". Stavolta parliamo delle "nozze d’oro" del 50°, mentre ci interroghiamo sul modo migliore di celebre, nel 2007 imminente, le "nozze di diamante" del 75°. La celebrazione del 50° di "Madre di Dio" Se il 40° di fondazione della rivista [che cadeva nel 1972] fu praticamente ignorato, un risalto "di circostanza" si è dato al 50°. Praticamente, nel num. di Gennaio del 1982 [sotto il titolo: Madre di Dio, anni 49, a firma: La Direzione] è stato fatto il punto sul "piano editoriale" della rivista; mentre nel num. "commemorativo" di Dicembre si è pubblicata una breve rassegna "storica" espressa da alcuni dei Direttori che si sono via via succeduti. Trascriviamo in sintesi i relativi passi più significativi dei due numeri.
A] "Madre di Dio, anni 49" Nell’interno di copertina del num. di Gennaio 1982, a firma La Direzione [che stava per il Direttore in carica, Don Gabriele Amorth] si legge: "Iniziamo il 49° anno della nostra rivista e desideriamo fare un bilancio con voi, [Amici lettori], lietissimi se ci verranno suggerimenti e critiche. Come è nata questa rivista mariana? Dobbiamo risalire al 1932, quando Don G. Alberione scriveva in Dicembre su altri due giornali paolini ["Vita Pastorale" e "Cooperatore Paolino"] queste parole: "Per svelare alle anime le bellezze e grandezze di Maria, e per una devozione più sentita e più illuminata, per il 1° Gennaio 1933 si inizierà la pubblicazione della nuova rivista, "La Madre di Dio". Questa era una presentazione ufficiale per i Parroci e per le famiglie, ma l’annuncio non tornava nuovo all’interno delle Case paoline. Nella precedente festa dell’Immacolata, l’8 Dicembre 1932, Don Alberione aveva guidato l’Ora di Adorazione; in quella occasione aveva detto: "Presentiamo alla Madonna il nuovo periodico, Madre di Dio; diffondetelo volentieri". Negli anni seguenti, Don Alberione ha continuato a prendersi cura di "Madre di Dio", scrivendo spesso degli articoli. Tra i suoi scritti ci piace ricordare un brano, pubblicato nel num. di Maggio 1941, per il valore programmatico che contiene: "Il periodico ha tre mire: 1] Far conoscere la grande Madre di Dio; 2] Invitare tutti gli uomini ad amare Maria; 3] Promuovere il culto della Madonna" […]. Il contenuto della rivista – Un giornale vive di informazioni ed espone i contenuti suoi propri attraverso la cronaca specifica. Anche una rivista mariana non può sottrarsi a questa legge, sotto pena di non venire neppure sfogliata […]. È poi nostra preoccupazione fornire i lettori di tutte quelle informazioni su piccoli e grandi avvenimenti mariani che si sono svolti nel mondo […]. Larga parte, nella rivista, hanno i Santuari mariani, i Movimenti mariani, le figure di Santi, anche contemporanei, che vengono illustrate tenendo conto della loro esemplarità nel culto della Madonna […]. Programma 1982 – […] Come programma per l’anno che inizia, intendiamo continuare sulle linee generali fin qui seguite. Inizieremo anche nuove rubriche, tra le quali segnaliamo quella che ha per titolo: "Cos’è Maria nella mia vita"; augurandoci di arrivare tutti a scoprire che il posto unico che Maria SS. occupa nel piano della Salvezza, nella vita di Cristo e della Chiesa, lo occupa anche nella vita di ciascuno di noi".
B] I Cinquant’anni del nostro giornale Nel num. di Dicembre, ancora negli interni di copertina [pp. 1 e 39], c’è una breve rassegna "storica" di alcuni tra i più significativi Direttori che si sono succeduti. a] Il primo nome, ovviamente, è di Don G. Alberione che la rivista ha fondato. Qui, fra l’altro, viene rettificato il "conteggio" della data d’inizio della rivista, rispetto a quanto scritto sul num. di Gennaio [cfr. sopra]: "…nel num. di Dicembre 1932 usciva il primo numero della rivista". Viene quindi riportato in sintesi ciò che nello stesso num. di Gennaio era già stato scritto della "presentazione" che l’Alberione aveva fatto di "Madre di Dio", iniziandone la pubblicazione. b] Don Roberto Della Valle [che diresse la rivista negli Anni ’30: dal 1934 al 1937] ricorda l’entusiasmo dei primi anni, augurandosi che quell’entusiasmo, proprio degli inizi di un’opera, possa ritornare. c] Altro indimenticabile direttore [dagli inizi degli Anni ’50, fino al 1956] è stato don Giovanni Ferrero, sacerdote profondamente mariano che ebbe la grazia di far crescere notevolmente la tiratura della rivista [dalle 10.000 alle 100.000 copie], beneficiando e della felice circostanza della proclamazione del dogma dell’Assunta [1° Novembre 1950] e dell’indizione dell’Anno Mariano del 1954. d] Negli anni difficili del Concilio, anche per il tenore eccessivamente "devozionistico" della rivista, tra gli ultimi Anni ’60 e i primi Anni ’70 furono direttori don Giovanni Bonetto e don Giancarlo Rocca. Sono stati un po’ gli anni della svolta, nel senso che - sollecitati anche dalle riflessioni conciliari sulla Madonna - si introducevano temi di mariologia, elevando il tono di "Madre di Dio": è la ‘nota’ dominante che la rivista cerca tuttora di conservare. e] Nome illustre della storia della rivista, dalla metà degli Anni ’70 all’Agosto del 1980, è quello di don Stefano Andreatta. Acuto conoscitore del nuovo spirito post-conciliare, interpretato dalla "Marialis cultus" di Paolo VI, egli ebbe il dono di beneficiare del nuovo fervore del tempo, cui corrispose una più ampia riqualificazione della pubblicistica mariana, significativamente aggregata in Italia attorno a "Madre di Dio" nell’URM [della quale usufruiscono tuttora una quarantina di riviste]. f] Il Direttore in carica nel 1982, don Gabriele Amorth, chiudendo la "rassegna" di questi suoi predecessori, si augurava di poter continuare "la nostra opera di mediatori, tra cultura mariologica e pratica pastorale". E citava, come segno di sicuro incoraggiamento, il bell’esempio del Parroco di Valle Mosso [Vercelli] che aveva deciso di abbonare tutti i suoi parrocchiani a "Madre di Dio": tutti, andassero o no in Chiesa. Bruno Simonetto |
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