Madre di Dio

 

N. 12 dicembre 2006

Nel 2007 il 75° della nostra rivista

"È nato per noi un Bambino…"

Amici lettori

L’attesa messianica di Maria di Nazareth
  
Stefano De Fiores

Un linguaggio necessario per la mariologia
  
Giuseppe Daminelli

La fede mariana della Chiesa
    
Bruno Simonetto

Il carattere trinitario della festa dell’Immacolata Concezione di Maria
    
George Gharib

San Francesco Xavier, apostolo di Maria nelle Indie
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 22
    
Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

"Che cosa significa Maria per te?"
  
Alberto Rum

Maria presentata al Tempio
    Simone Moreno

 Nel "mistero" di Dio fattosi Bambino
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 22
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 12 dicembre 2006 - Copertina

 

 

 

 

 Europa terra di Maria

  

La Gran Bretagna,
"Mary’s dowry"
"dote di Maria"
  

In Gran Bretagna il culto mariano è stato sempre profondamente radicato, almeno prima dello scisma consumato nel 1534 da Enrico VIII. La Riforma protestante tentò di spazzare via tutto; ma qualcosa rimase nell'animo dei fedeli, come un seme nascosto che in questi ultimi tempi sta germogliando, non solo presso i Cattolici, ma anche in larghi strati della Chiesa anglicana.

L’avvento del Cristianesimo in Inghilterra coincide con la conquista delle Isole britanniche da parte dei Romani [43 d.C.] e con la costituzione della "Provincia Britannia". L'occupazione si protrasse fino all'inizio del V secolo d.C., allorché, con la partenza delle truppe romane, la Britannia rimase esposta alle incursioni dei popoli del Nord che abitavano la Scozia e alle invasioni di popolazioni germaniche, principalmente gli Angli e i Sassoni, da cui deriva il nome "anglosassone" per questa terra.

In relazione alle origini dell’evangelizzazione della Gran Bretagna c’è una simpatica leggenda, secondo la quale Giuseppe d’Arimatea si sarebbe recato nella Britannia di allora con dodici compagni, ricevendo dall’Angelo Gabriele l’ordine di erigere una Cappella alla Vergine. Da questo primo nucleo si sarebbero poi sviluppati l’importante Abbazia e il Santuario di Glastonbury [del quale parleremo più avanti].

La conversione degli Anglosassoni al Cristianesimo non provenne direttamente da Roma: il più famoso apostolo dell’Inghilterra è infatti Sant’Agostino di Canterbury, inviato da Papa Gregorio Magno nel 597 a predicare il Vangelo agli abitanti dell'isola.

Tra le consegne date dal santo Papa ad Agostino c’era quella di non distruggere le usanze religiose di quei popoli, ma di "cristianizzarle". Interessanti esempi di questa "conversione" di usi e costumi li troviamo soprattutto nel campo del culto mariano: le sorgenti e i pozzi, che erano luoghi sacri pagani, vennero in massima parte dedicati alla Vergine e diedero origine a diversi Santuari.

Un altro curioso esempio di… riconversione l’abbiamo nel campo botanico: centinaia di fiori hanno ancora adesso nomi di riferimento mariano: così della Vergine abbiamo il ‘manto’, il ‘guanto’, le ‘dita’, le ‘scarpe’, i ‘capelli’, ecc. Prima invece i fiori erano dedicati per lo più alla dea pagana dell'amore e della fecondità.

Annunciazione della Vergine e Sant'Emidio - National Gallery, London. [Nelle Sale Sainsbury Wing del più prestigioso Museo londinese sono conservate stupende opere di Autori Italiani che ritraggono la Santa Vergine].
Annunciazione della Vergine e Sant’Emidio – National Gallery, London. [Nelle Sale Sainsbury Wing del più prestigioso
Museo londinese sono conservate stupende opere di Autori Italiani che ritraggono la Santa Vergine].

"Questa è tua dote, Vergine pia, tu perciò regna, Maria"

La conversione degli Anglosassoni significò per queste popolazioni una grande fioritura civile e culturale, con accentuazioni mariane molto marcate. Tuttavia, l’impulso principale si ebbe con il re Edoardo il Confessore [1043-1066], al quale viene fatta risalire, seppure con qualche incertezza, la forma più caratteristica di culto mariano in Inghilterra: la consacrazione del Regno alla Vergine come sua "dote" ["Mary’s dowry"].

Per comprendere in che senso l'Inghilterra possa considerarsi "dote" di Maria, occorre rifarsi ai costumi matrimoniali degli Anglosassoni. Anticamente la moglie veniva comperata con il versamento di una dote alla famiglia di lei. L’influsso del Cristianesimo portò a versare la dote non più alla famiglia, ma alla sposa stessa. Va da sé che l’entità della dote stava a testimoniare l’amore dello sposo per la sua donna. La dote rimaneva sua proprietà assoluta e lei poteva disporne come meglio credeva. Il Re, quindi, offrendo l’Inghilterra alla Vergine come sua dote, donava a lei tutto quanto possedeva e da quel momento non governava più a nome proprio, ma come suo vassallo. A sua volta, il popolo inglese si sentiva fiero di costituire la ‘dote’ di Maria.

Thomas Arundel [1353-1414], Arcivescovo di Canterbury, in una lettera al Vescovo di Londra e ai suoi Suffraganei scrisse sul mistero della Incarnazione in cui la Madonna diviene Madre di Dio: "Noi Inglesi, suoi speciali servi e sua propria ‘dote’, dobbiamo superare tutte le altre Nazioni col fervore delle nostre preghiere e della nostra devozione".

Era questa una convinzione di dominio pubblico fin da quando Edoardo il Confessore offrì l'Inghilterra a Maria come ‘dote’, per definirsi così "Vassallo della Vergine" che governa in suo nome. Ciò spiega anche perché Enrico V [1415-1422], secondo l'affermazione di un Monaco di Canterbury, entrando ad Azincourt, esclamò: "Cui dos Anglia stat / Dextera Dei regit / mediante Maria" [= "La destra di Dio / regna per mezzo di Maria / alla quale l’Inghilterra è data in dote"].

Nel Collegio inglese di Roma esisteva, verso la metà del secolo XVII, un quadro in cui si rappresentava Riccardo II insieme alla Regina, in atto di offrire l’Inghilterra a Maria con sotto la scritta: "Dos tua, Virgo pia, haec est, / quare rege, Maria" [= "Questa è tua dote, Vergine pia, / tu perciò regna, Maria"].

Sotto Enrico VII (1485-1509) su venti navi, quattro portavano il nome di Maria. Molte città, particolarmente consacrate a Maria, hanno il suo nome, portano la sua immagine o il suo monogramma nei loro stemmi, nelle loro porte d’ingresso, sui ponti; più di 500 varietà di fiori e piante medicinali ricordano prerogative o feste mariane nell’epoca della fioritura. Ne risultano così - come abbiamo ricordato - nomi di suggestiva bellezza, quali: ‘manto’, ‘ventaglio’, ‘lacrime della Madonna’, ‘fiori della Purificazione’ e ‘della Natività’, ‘gigli dell'Assunzione’, ecc.

Parmigianino, Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Girolamo – Altra preziosa opera a soggetto mariano nella National Gallery di Londra.
Parmigianino, Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Girolamo
 
Altra preziosa opera a soggetto mariano nella National Gallery di Londra.

Alterne vicende del culto mariano

Appena due anni dopo il distacco da Roma, Enrico VIII [1491-1547], seguendo il consiglio dei ministri filo-protestanti Thomas Cromwell e Thomas Cranmer, con la scusa di troncare ogni abuso alla radice, soppresse i Monasteri e i Santuari, confiscandone i beni. Essi vennero sistematicamente depredati e talvolta anche distrutti dai Commissari reali, che davano ampia pubblicità agli abusi riscontrati, e talvolta anche simulati. Il Re pluridivorziato, nel decretare ciò passò sopra ai propri stessi sentimenti personali perché aveva un urgente bisogno di denaro per finanziare le sue guerre: l’argento e l’oro che vennero a riempire le sue casse misero a tacere la sua coscienza.

Praticamente non si salvò quasi nulla, né in Inghilterra, né in Galles. In Scozia avverrà ben presto la stessa cosa per opera dei Calvinisti guidati da John Knox. Non solo vennero distrutte tutte le statue, i reliquiari e gli ex-voto, ma anche i libri e i documenti, con enorme danno per la pietà, per l’arte e la storia. I Santuari che erano anche Chiese parrocchiali rimasero, per quanto spogliati delle immagini e degli altri oggetti di culto; invece, le Chiese che facevano parte di Monasteri o di Conventi vennero distrutte o lasciate nell’abbandono, e quindi sparirono del tutto o, come nel caso di Walsingham e Glastonbury, si ridussero a ruderi, che a malapena danno un’idea delle splendide costruzioni gotiche anteriori alla Riforma.

Tuttavia, il culto della Santa Vergine non scomparve completamente, perché fu alimentato in tutta la sua luce evangelica, sia in opere di spiritualità mariana e formulari di preghiere sia in poesie e prose letterarie di Autori protestanti stessi che seppero ancora guardare Maria con gli occhi della fede cattolica non minata dai pregiudizi antiromani [e antimariani] della Riforma.

All'inizio del 1800 si ebbe l’abolizione delle leggi contro i Cattolici, e con l’avvio del Romanticismo si attuò un recupero della cultura medioevale. Inevitabilmente ci si trovò di fronte al culto mariano che aveva marcato in modo così evidente la cultura inglese di quei secoli.

L’atteggiamento degli Anglicani fu in genere esitante, ma alcuni di loro non si fecero scrupolo di collocare immagini mariane nelle Chiese e praticare le tipiche forme di culto mariano dei Cattolici. Fra l’altro, essi fecero rifiorire alcuni antichi Santuari, come quello di Walsingham, e promossero persino Pellegrinaggi, fra cui quello così detto "della dote", in ricordo della consacrazione dell’Inghilterra "dote di Maria". Inoltre, molti Anglicani iniziarono a frequentare i Santuari cattolici, sia in patria che all’Estero. Da parte loro, i Cattolici si adoperarono per far risorgere gli antichi Santuari negli stessi luoghi, o nelle immediate vicinanze. Talvolta capitò che fossero i proprietari anglicani a facilitare l’iniziativa della ricostruzione.

Spronati dal Papa Leone XIII, il 29 Giugno 1893 i Cattolici inglesi si sono consacrati alla Vergine in forma solennissima in Westminster, con rito che si rinnova ogni anno, il 4 Maggio, in tutte le Chiese d’Inghilterra.

Ai nostri giorni alcuni teologi anglicani, coscienti dell’importanza che la Madre di Dio ha nella storia della Salvezza, scrivono su di lei e cercano con argomenti scritturistici di provarne la validità della devozione.

Perciò, attualmente la devozione a Maria nella Gran Bretagna è molto più diffusa di quanto i Cattolici non credano e i Protestanti non vorrebbero ammettere.
  

I più noti Santuari della Gran Bretagna

La Gran Bretagna non è disseminata di Santuari mariani come le Nazioni d'Europa tradizionalmente cattoliche; ciò non ostante ce ne sono diversi, alcuni dei quali di notevole importanza storica e religiosa, come "Nostra Signora della Santa Casa" di Walsingham, "Nostra Signora del Carmelo" ad Aylesford, "Nostra Signora di Glastonbury", "Nostra Signora della Consolazione" a West Grinstead.

Di questi riportiamo qui di seguito alcune note storiche essenziali.

Facciata principale della "Slipper Chapel", la "Cappella dei sandali", del Santuario di Walsingham.
Facciata principale della "Slipper Chapel", la "Cappella dei sandali", del Santuario di Walsingham.

1 – "Nostra Signora della Santa Casa" - Walsingham

Il più celebre di tutti i Santuari inglesi è quello di "Nostra Signora della Santa Casa" di Walsingham, situato nella contea di Norfolk e chiamato la "Nazareth d'Inghilterra" [ = la "Loreto inglese"].

Nel Medioevo esso rivaleggiava con i Santuari di Gerusalemme, di Roma e di Compostella per il numero di Pellegrini che vi accorrevano da ogni parte d'Europa, togliendosi le scarpe all'ultimo miglio presso la "Slipper Chapel", la "Cappella dei sandali".

Le sue origini risalgono al 1061, quando una vedova del luogo, Richeldis o Richild di Faverces, vide in sogno la Vergine che le mostrò la "Santa Casa di Nazareth" e le espresse il desiderio di avere una Cappella in suo onore delle stesse dimensioni. La pia donna convocò subito carpentieri e muratori e realizzò una prima Cappella in legno, sostituita poco più tardi da un’altra in muratura. Così Walsingham divenne presto un centro di pellegrinaggio, per onorarvi la Madonna come a Nazareth.

Nel XII secolo vi arrivarono i Canonici Regolari di Sant’ Agostino e vi costruirono attorno al primitivo Santuario un loro Convento e una grande Chiesa, dando così forte impulso ai Pellegrinaggi, specialmente dei marinai. I Pellegrini appartenevano a tutte le classi sociali e perfino alle Case regnanti, cominciando da Riccardo I ‘Cuor di Leone’ [1157-1199].

Anzi, da Enrico III [1207-1272] ad Enrico VII [1492-1547], tutti i Re e tutte le Regine d'Inghilterra si sono recati a pregare a Walsingham. Anche Enrico VIII frequentò il Santuario e, come gli altri pellegrini, si recava umilmente alla Slipper Chapel per confessarsi e poi percorreva a piedi nudi l’ultimo tratto di strada. Purtroppo, questo stesso re, già lodato come "defensor fidei", fu quello che tanti disastri combinò, fino a permettere che nel 1538 il Santuario venisse raso al suolo e la statua della Vergine bruciata, probabilmente a Chelsea.

I Cattolici inglesi, tuttavia, non dimenticarono mai "Nostra Signora di Walsingham" e non pochi alla sfuggita si recavano nel corso dell’anno a pregare presso la Slipper Chapel, prima trasformata in casa di abitazione, poi in fucina, in pagliaio ed infine in stalla.

Soltanto nel 1896, Carlotta Boyd, una convertita dal Protestantesimo, acquistò la proprietà della "Cappella", la restaurò e l’affidò al Vescovo di Northampton, che solo nel 1934 poté riconoscerla Santuario nazionale, insieme agli altri Vescovi d'Inghilterra e del Galles; e il 15 Agosto vi celebrò pubblicamente la Santa Messa, per la prima volta dopo 400 anni. Due giorni dopo, il Card. Bourne vi accompagnò 12mila Pellegrini.

La statua in legno, copia fedele dell'antica, che rappresenta la Vergine seduta in un trono, con un giglio come scettro e sulla mano destra il Divin Figlio benedicente, fu incoronata nel 1954 dall’Arcivescovo O’Hara, Delegato da Pio XII.

Attualmente i Padri Maristi che l’hanno in custodia lavorano alla ricostruzione della "Casa di Nazareth", com’era prima della Riforma, facendone un luogo di preghiera e di penitenza, un punto d’incontro per la riconciliazione tra Cattolici e Protestanti. Il loro messaggio è bene accolto perché nella stessa area, a non più di un chilometro, sorge la Parrocchia anglicana di "Santa Maria di Little Walsingham": in una Cappella della grande Chiesa di questa è collocata la statua della Vergine, anch’essa copia dell’originale distrutto nel 1538. E i devoti vi arrivano da ogni parte del mondo, nel Santuario e nella Parrocchia di "Santa Maria di Little Walsingham".

Complesso conventuale e Santuario "Madonna del Carmelo" ad Aylesford.
Complesso conventuale e Santuario "Madonna del Carmelo" ad Aylesford.

2 – "Nostra Signora del Carmelo" - Aylesford

La "Madonna del Carmelo" ha il suo Santuario ad Aylesford, ad Est di Londra, presso il primo Convento fondato in Inghilterra dall'Ordine carmelitano, in cui visse San Simone Stock, l’infaticabile promotore della spiritualità dello "scapolare".

Il Convento fu soppresso nel 1538 e trasformato in abitazione civile. Tuttavia, i proprietari rispettarono la costruzione, che lungo i secoli rimase intatta nella sua struttura, mentre la Chiesa andò distrutta. Nel 1949 i Carmelitani riuscirono a riscattare il loro antico Convento e ne ripresero possesso con un Pellegrinaggio rimasto memorabile.

La costruzione fu accuratamente restaurata e ne venne ripristinato l’aspetto originario. Nel 1951 le reliquie di San Simone Stock furono trasferite da Bordeaux a Aylesford, che in tal modo tornò ad essere uno dei più importanti Conventi carmelitani e meta di frequenti Pellegrinaggi.

Riproduzione grafica dei resti dell’ Abbazia di Glastonbury, davanti ai quali sorge  ora una Cappella mariana, meta di Pellegrinaggi di Cattolici e di Anglicani.
Riproduzione grafica dei resti dell’ Abbazia di Glastonbury, davanti ai quali 
sorge
ora una Cappella mariana, meta di Pellegrinaggi di Cattolici e di Anglicani.

3 – "Nostra Signora di Glastonbury" - Glastonbury

Questo Santuario, sorto sulle rovine di un antichissimo luogo di culto celtico, è considerato la culla del Cristianesimo inglese, e forse la prima Chiesa mariana sorta sull’isola.

Fino al 1539, anno in cui l’Abbazia fu soppressa, depredata e lasciata nell’abbandono, a Glastonbury si erano costruiti vari Monasteri e Chiese, l’ultima delle quali è stata lo splendido edificio eretto dai Normanni fra il 1184 e il 1370.

La Cappella mariana sorgeva davanti alla facciata della Chiesa abbaziale. L’ultimo Abate di Glastonbury, il Beato Peter Whiting, fu uno dei pochi ad opporsi a Enrico VIII; e per questo, assieme a due Monaci, fu torturato e messo a morte.

Delle antiche costruzioni rimangono solo dei ruderi; meglio conservata è la Cappella mariana, perché la gente della zona non osò asportarne le pietre.

Glastonbury risorse all'inizio del secolo scorso, quando vi giunsero i Padri del Sacro Cuore. La nuova Chiesa, sorta nei pressi delle antiche rovine, è del 1941. Nel frattempo il sito dell’antica Abbazia fu acquistato dalla Chiesa anglicana e sistemato in modo conveniente. A Glastonbury si recano in Pellegrinaggio sia Cattolici che Anglicani.

Santuario di "Nostra Signora della Consolazione" a West Grinstead.
Santuario di "Nostra Signora della Consolazione" a West Grinstead.

4 – "Nostra Signora della Consolazione" - West Grinstead

Il "Santuario della Consolata", la cui immagine venerata è una copia di quella di Torino, sorge a Sud di Londra, a West Grinstead, nel Sussex. Questo Santuario rappresenta in pratica l’unico anello di congiunzione fra i Santuari attuali e quelli del Medioevo, poiché sotto la protezione dei Carylls, lords cattolici del luogo, riuscì a sopravvivere alla Riforma.

Fino al 1630 era una Cappella aperta al pubblico, ma con l’intensificarsi delle persecuzioni religiose, la Chiesa fu demolita e ricostruita altrove in modo tale da non dare nell’occhio: esternamente, infatti, sembrava una semplice casa di campagna. Oltre che centro di culto per i Cattolici, il Santuario fu luogo di rifugio per il Clero clandestino che cercava di tenere accesa la fede cattolica in Inghilterra. Nel 1863 il nuovo Cappellano Jean Marie Denis, francese, volle erigere una Chiesa più grande e incrementare i Pellegrinaggi. Percorse l'Europa alla ricerca di fondi, incoraggiato dal Beato Pio IX. Come immagine da venerare, riportò da Torino una copia della Consolata che si conserva ancora nell’antica Cappella, visitata con commozione per i ricordi che rievoca dei tempi delle persecuzioni. Anche per questo motivo a West Grinstead sono avvenute molte conversioni al Cattolicesimo.

Ogni anno da Westminster si organizza un Pellegrinaggio a West Grinstead con l’intento di ringraziare il Signore e la Vergine di aver conservato in Inghilterra la fede cattolica.
  

   Cartina topo-geografica della Gran Bretagna,
cfr. pag. 74, "Santuari mariani d'Europa".