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Presentazione Dopo la pubblicazione della serie di inserti sulle Litanie Lauretane, iniziamo – da questo numero – la pubblicazione di riproduzioni di quadri sui Misteri del Rosario, per celebrare così l’"Anno del Rosario" e, insieme, l’"Anno Alberioniano" (dal 4 aprile 2003 al 4 aprile 2004), in onore del neo Beato Don Giacomo Alberione, fondatore della rivista "Madre di Dio" e grande devoto di Maria, "Regina degli Apostoli" e "Madre dell’umanità". La riproduzione delle incisioni dei singoli Misteri, con la bellezza dei particolari decorativi che le illustrano, i passi del Vangelo che li enunciano e i brevi spunti di riflessione che li commentano costituiscono – insieme con la raccolta delle Litanie lauretane – un’altra ideale pinacoteca mariana da conservare nella propria casa tra le cose più care. Il Santo Rosario, con le sue 150 ‘Ave, Maria’ distribuite nella sinfonia dei 20 Misteri, viene a ragione chiamato il "salterio della lode alla Vergine Maria". Rievocando tutto ciò che Papa Giovanni Paolo II scrive nella Lettera apostolica "Rosarium Virginis Mariae", vogliamo così aggiungere un contributo di arte e di fede a questa preghiera mariana universale che – dai Monasteri alle Comunità religiose, dalle corsie degli Ospedali alle Parrocchie e alle famiglie cristiane di tutto il mondo – si eleva al Cielo come espressione di pietà popolare, ma anche come efficace scuola di perfezione e itinerario per un cammino di santità. Anche questa ‘pinacoteca
mariana’ ci aiuterà a migliorare la nostra ‘recita’ del
Rosario e a raccoglierne i frutti di grazia, accrescendone la dimensione
di ‘preghiera contemplativa’ (cfr. RVM 12);
proprio perché, favorendo un silenzio meditativo, ci accompagnerà
– secondo l’esplicito insegnamento di Papa Giovanni Paolo II (cfr.
Ibid. 13-16) – a ricordare, imparare, supplicare,
annunciare, contemplare Cristo Signore con Maria. Misteri della gioia "Rosarium Virginis Mariae" riportiamo la ‘presentazione’ dei cinque "Misteri della gioia", commentandoli poi brevemente, uno ad uno, nella 4ª pagina del quartino/inserto, contestualmente alla pubblicazione dei quadri che li illustrano. "Il primo ciclo [dei misteri del Rosario], quello dei ‘misteri gaudiosi’, è effettivamente caratterizzato dalla gioia che irradia dall’evento dell’Incarnazione. Ciò è evidente fin dall’Annunciazione, dove il saluto di Gabriele alla Vergine di Nazareth si riallaccia all’invito alla gioia messianica: "Rallegrati, Maria". A questo annuncio approda tutta la storia della salvezza; anzi, in certo modo, la storia stessa del mondo. Se infatti il disegno del Padre è di ricapitolare in Cristo tutte le cose (cfr. Ef 1, 10), è l’intero universo che in qualche modo è raggiunto dal divino favore con cui il Padre si china su Maria per renderla Madre del suo Figlio. A sua volta, tutta l’umanità è come racchiusa nel fiat con cui Ella prontamente corrisponde alla volontà di Dio. All’insegna dell’esultanza è poi la scena dell’incontro con Elisabetta, dove la voce stessa di Maria e la presenza di Cristo nel suo grembo fanno "sussultare di gioia" Giovanni (cfr. Lc 1, 44). Soffusa di letizia è la scena di Betlemme, in cui la nascita di Bimbo divino, il Salvatore del mondo, è cantata dagli Angeli e annunciata ai pastori proprio come "una grande gioia" (cfr. Lc 2, 10). Ma già i due ultimi misteri [gaudiosi], pur conservando il sapore della gioia, anticipano i segni del dramma. La presentazione al Tempio, infatti, mentre esprime la gioia della consacrazione e immerge nell’estasi il vecchio Simeone, registra anche la profezia del "segno di contraddizione" che il Bimbo sarà per Israele e della spada che trafiggerà l’anima della Madre (cfr. Lc 2, 34.35). Gioioso e insieme drammatico è pure l’episodio di Gesù dodicenne al Tempio. Egli qui appare nella sua divina sapienza, mentre ascolta e interroga, e sostanzialmente nella veste di colui che ‘insegna’. La rivelazione del suo mistero di Figlio tutto dedito alle cose del Padre è annuncio di quella radicalità evangelica che pone in crisi anche i legami più cari dell’uomo, di fronte alle esigenze assolute del Regno. Gli stessi Giuseppe e Maria, trepidanti e angosciati, "non compresero le sue parole" (Lc 2, 50). Meditare i misteri ‘gaudiosi’ significa così entrare nelle motivazioni ultime e nel significato profondo della gioia cristiana. Significa fissare lo sguardo sulla concretezza del mistero dell’Incarnazione e sull’oscuro preannuncio del mistero del dolore salvifico. Maria ci conduce ad apprendere il segreto della gioia cristiana, ricordandoci che il Cristianesimo è innanzitutto euanghélion, ‘buona notizia’, che ha il suo centro, anzi il suo stesso contenuto, nella persona di Cristo, il Verbo fatto carne, unico Salvatore del mondo" (RVM, n. 20). 1. - Nel primo mistero della gioia si contempla l’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria
Il pittore del quadro dell’Annunciazione riprodotto è Martin De Vos (Anversa, 1531-1603); l’incisore è Johan Sadeler (Bruxelles 1550 – Venezia 1600). Dal Vangelo secondo Luca L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo" (Lc 1, 26-32). Brevi spunti di riflessione
2. - Nel secondo mistero della gioia si contemplala visita di Maria alla cugina Elisabetta
Il pittore del quadro della Visitazione riprodotto è Martin De Vos (Anversa, 1531-1603); l’incisore è Johan Sadeler (Bruxelles 1550 – Venezia 1600). Dal Vangelo secondo Luca Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore". Allora Maria disse: "L’anima mia magnifica il Signore…"(Lc 1, 39-46). Brevi spunti di riflessione
3. - Nel terzo mistero della gioia si contempla la nascita di Gesù a Betlemme.
Dal Vangelo secondo Luca C’erano nella regione alcuni pastori che vegliavano di notte, facendo la guardia al loro gregge. Un Angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’Angelo disse loro: "Non temete, ecco: vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia" (Lc 2, 8-12). Brevi spunti di riflessione
4. - Nel quarto mistero della gioia si contempla Gesù presentato al Tempio di Gerusalemme
Dal Vangelo secondo Luca Quando venne il tempo della purificazione secondo la Legge di Mosè, i genitori di Gesù portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore […]. Ora, a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele […]. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al Tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio (Lc 2, 22-28). Brevi spunti di riflessione
5. - Nel quinto mistero della gioia si contempla il ritrovamento di Gesù fra i dottori della Legge nel Tempio
Dal Vangelo secondo Luca Dopo tre giorni, Maria e Giuseppe trovarono Gesù nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava re li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero le sue parole (Lc 2, 46-50). Brevi spunti di riflessione
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