| ASCOLTANDO UN PROFETA |
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Pensieri tratti dagli scritti di don Giacomo Alberione Da buon profeta, don Alberione ha parlato con costanza infaticabile della comunicazione sociale e dell’impegno cristiano in questo campo fondamentale del nostro tempo, in particolare ai paolini. Ma quel che sorprende è che ne abbia parlato già parecchi anni prima che la Chiesa si esprimesse ufficialmente e solennemente in tal senso con l’Inter mirifica (1963), al Vaticano II. Don Alberione non poté che rallegrarsene, vedendo finalmente una ratifica esplicita delle possibilità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione per l’evangelizzazione. La congregazione da lui fondata nel 1914, infatti, era sorta proprio con questo carisma (condiviso con il suo pendant femminile, le Figlie di San Paolo) già da decenni… Offriamo
qui alcuni pensieri del nostro venerato (e Venerabile!) fondatore, presi
da epoche e contesti diversi. Partendo da un breve scritto del 1968, che
sintetizza le linee fondamentali del carisma paolino a proposito dei
mezzi della comunicazione sociale, seguono poi alcuni pensieri relativi
alla formidabile forza e alle potenzialità dei nuovi mezzi per
l'evangelizzazione e la predicazione. Da qui un
altro gruppo di pensieri cerca di risalire all’«anima», cioè alla
spiritualità che ispira coloro che mettono tali mezzi a servizio della
Chiesa, in una vera e propria predicazione che allarga il raggio di
quella tradizionale in chiesa. Così quella “forza di Dio”, che il
vangelo stesso è, varca i limiti dello spazio e del tempo, in
un’apertura universale che forse i primi apostoli non potevano neppure
immaginare, secondo il comando di Gesù: “Andate dunque, ammaestrate
tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello
Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho
ordinato” (Mt 28,19-20). |