NOTIZIE DA VEDERE

È lo scrittore Rudyard Kipling a confessare e sintetizzare quello che fu un suo vecchio trucco del mestiere, utilissimo per i professionisti della comunicazione in genere:

«I have six honest serving men. They taught me all I knew. Their names are Where and What and When and How and Why and Who».

«Ho sei buoni servitori. Da loro ho imparato tutto quello che so. I loro nomi sono: dove, che cosa, quando, come, perché, chi».

Meville E. Stone, primo direttore della più importante agenzia di informazione del mondo, la Associated Press, fece sua questa tecnica di impostazione della notizia. Divenuta poi legge nel giornalismo per la sua praticità, semplicità e completezza.

È la regola denominata delle “5 W”, ossia delle domande a cui la notizia deve rispondere:

who? chi?
what? che cosa?
where? dove?
when? quando?
why? perché?

Per strada è stata persa la sesta domanda, il “come”, importante nella notizia, tuttavia dimenticata per il fatto che How? non inizia con la doppia vu.

Tutto ciò che può interessare il pubblico è contenuto nella risposta che si dà ad ognuna delle sei domande. Nella notizia entrano sempre tutti e sei gli elementi (anche se, poi, nella redazione finale, alcuni di esse vengono meno, in quanto mancano di interesse).

Si tratta, quindi, di un dialogo continuo: nella percezione del fatto, nella elaborazione e nella comunicazione della notizia, nella ricezione di essa.

Un esempio, per chiarire.

(Cosa è successo?) Ennesimo bambino vittima dell’Aids, (Dove?) a San Francisco. (Chi?) È Brendan O’Rourke. Sette anni. (Ma quando ha contratto la malattia?) Aveva contratto la malattia all’età di due mesi. (Come è possibile?) Lo ha condannato una trasfusione di sangue infetto. (Va bene, poverino, ma in fondo ne muoiono tanti, perché dovrebbe interessarci proprio lui?) Il piccolo divenne noto in tutto il mondo per un abbraccio del Papa. (E come? Quando?) Si incontrarono nel 1987 durante il viaggio apostolico di Giovanni Paolo II negli Stati Uniti. (Chissà la commozione che ha provocato…) Quel gesto racconta una grande storia. L’abbraccio del Papa fu un simbolo per Brendan e per tutte le persone in difficoltà.

 

[Articoli e schemi di don Walter Lobina, pubblicati su VitaPaolina e TamTam]