PARLARE DI TUTTO CRISTIANAMENTE,
TROPPO POCO PER UN PAOLINO

Dopo aver visto la tecnica di impostazione della notizia, vediamo se una comunicazione “cristiana” comporta degli elementi specifici. Ce li offre la Bibbia.

Voglia di comunicare la buona notizia. Essere stato testimone delle meraviglie di Dio nell’uomo e nel mondo spinge all’azione il comunicatore cristiano. È talmente ricco di questa notizia che non può fare a meno di parteciparla. E più è grande questo desiderio, più trova strumenti comunicativi efficaci, densi, potenti. E racconti che spiccano in bellezza, poesia, ritmo, dinamismo, originalità.

Coinvolgimento. L’informazione biblica non è mai a senso unico né una imposizione. Essa è dialogo, partecipazione, scambio, capacità di interessare. E l’ascoltatore (lettore) è stimolato a farsi, a sua volta, comunicatore di buona notizia.

Trasparenza. L’informazione biblica non intende affascinare con sublimità di parola o di immagini e neppure catturare con messaggi seducenti o sotto l’apparenza di neutralità. Il comunicatore cristiano lascia trasparire il proprio punto di vista e i criteri di selezione e di trasmissione della notizia. L’ascoltatore (lettore) può così fare le sue scelte e valutazioni.

Corretta visione d’insieme. Nell’illusione di raggiungere la verità si va oggi verso una spasmodica ricerca dei dettagli. Salvo poi scoprire l’impossibilità di raggiungerli completamente o di comprenderne il significato. Oppure si tende a dare l’impressione di sapere, a offrire il particolare per il tutto, ingannando di fatto l’ascoltatore (lettore). Il comunicatore cristiano punta alla corretta visione d’insieme di un evento, valutando i dettagli nella loro relazione a tale visione.

A partire da questi dati, tre i moduli informativi della Bibbia.

Prima di tutto la cronaca. L’autore descrive gli eventi nella loro successione cronologica. A questa però va aggiunta l’informazione sintetica, valutativa. Che cerca di cogliere il significato dei fatti, offrire il senso della storia raccontata, fare il punto della situazione. C’è infine l’informazione simbolica: al di là del fatto, che si esaurisce al termine dell’evento, essa penetra più a fondo suggerendo prospettive future o insegnamenti di vita.

«Bisogna sempre scrivere cristianamente - diceva don Alberione -. Questo è possibile ad ogni scrittore cristiano».

Tuttavia don Alberione, per sé e per i Paolini, non si accontenta di questo:

 «Ma l’apostolo deve spingersi più avanti. Egli ha la sua missione specifica: estendere nel tempo e nello spazio l’opera di Dio».

[Articoli e schemi di don Walter Lobina, pubblicati su VitaPaolina e TamTam]