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Is 52, 13-15
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![]() I due volti di Cristo secondo Grünewald |
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Isaia profetizza un contrasto paradossale: un uomo sfigurato in maniera sconvolgente, verrà poi innalzato, onorato ed esaltato grandemente. Troviamo la stessa paradossale differenza tra l’uomo crocifisso e l’uomo risorto di Grünewald. Ciò che è espresso a parole dal profeta ci colpisce, ma quando vediamo le due immagini, il fatto assume un volto ben definito, anzi i due volti dell’unico Gesù. Tanto è raccapricciante e umiliante l’uomo crocifisso, quanto sfolgorante ed esaltante l’uomo luminoso risorto. Il Tempo di Pasqua - dopo quaranta giorni di preparazione, dopo le celebrazioni gravide di significato della settimana Santa - è anch'esso un periodo che ci permette di accostarci ad un mistero grande e davvero difficile da comprendere: un mistero che sta nello spazio del paradosso tra il Crocifisso e il Risorto. E tutto questo ha una relazione molto diretta con noi tutti, un effetto positivo di salvezza sulla nostra vita concreta. Le due immagini sono
di una ricchezza enorme, create da un artista di una sensibilità e
profondità eccezionali. Riflettiamo semplicemente sulla luce. Cosa ha compreso Grünewald quando ha riflettuto sulla morte e passione di Cristo?! Cosa ha immaginato per giungere ad una immagine così radiosa della “luce dentro Gesù”? Gesù ha assunto le
nostre tenebre, le ha caricate su di sé, nel suo corpo e nel suo
spirito, ma misteriosamente e divinamente le ha trasformate in luce,
annientandole nel suo amore così forte per noi. Ha letteralmente
ingoiato la morte per noi. Ma non vogliamo puntare solo su un aspetto,
quello della sua sofferenza: sarebbe deleterio e parziale. Sarebbe
fermarsi solo all'immagine della Crocifissione. C'è di più. Dalle
tenebre egli ha generato una luce nuova, che le ha annientate, e ci ha
messo a disposizione quella stessa potenza radiosa. Quella stessa luce
che vediamo è diventata per noi l’eucaristia,
il pane luminoso della vita che ci rende a
nostra volta luminosi. E’ la stessa luce che ci investe tutte le volte
che ci riconciliamo con Dio confessandoci o mangiando il suo corpo e
sangue. O semplicemente pregandolo. Gesù è la Luce - letteralmente trasformato e riempito dalla luce, trasfigurato, nella visione straordinaria di Grünewald - ed è venuto, vissuto, morto e risorto per comunicarci che in lui anche noi possiamo diventare luminosi figli di Dio. Gli eroi di questo mondo vengono illuminati dai riflettori esterni; ma in Cristo risorto ci è dato di essere illuminati da dentro e trasformati dalla sua luce e grazia. Se quaranta sono stati i giorni di preparazione alla Pasqua, cinquanta ce ne sono offerti per percepire, anche minimamente, la divinizzazione offertaci da Gesù Risorto. Essa è ben più di qualsiasi gloria terrena, perché non è cosa esterna a noi, fatta di beni e oggetti, ma è una vera e propria, intima e sostanziale trasformazione interna a noi, del nostro io più profondo, nella redenzione per tutti quelli che credono in lui, e nella santità per chi lo segue con cuore sincero. lm
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