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L'Immagine nella Bibbia
In
questa terra nessuno ha visto né può vedere Dio Padre: egli
su fa conoscere nelle sue immagini (cfr. Giovanni 1,18).
Prima della sua rivelazione completa, operata attraverso l'immagine,
per eccellenza, che è suo Figlio Gesù Cristo, egli ha
incominciato questa rivelazione davanti agli uomini:
- La
sapienza di Dio (Sapienza 7,25–26), sua gloria e immagine della
sua eccellenza, rivela alcuni aspetti di Dio.
- L'uomo
creato con il potere di dominare la natura e con il dono
dell'immortalità, costituisce già un'immagine
vivente di Dio.
Una
tematica importante da rilevare è la proibizione
delle immagini, da giustificare quando si parla dei falsi
dei, gl'idoli (Deuteronomio 27,15; Esodo 20,4; Deuteronomio 4,9–28),
riferiti alle immagini di Jahve: si vuole lottare
- Contro
la magia idolatrica, e preservare la trascendenza di Dio.
- Dio
non manifesta la sua gloria contro vitelli d'oro (Esodo 32) e
immagini fatte dalle mani dell'uomo.
Le
uniche immagini possibili sono attraverso le opere della sua creazione
(Sapienza 13), e non si lascia piegare per mezzo di immagini di cui
l'uomo dispone a piacere suo, ma esercita la sua azione liberatrice, attraverso
i cuori, mediante il Figlio suo.
ANTICO
TESTAMENTO
L'uomo non è fatto ad immagine di un
Dio, esso stesso concepito ad immagine dell'uomo, ma trascendente a tal
punto che è proibito farne una immagine.
Essere ad immagine di Dio, implica il potere di dominare su tutte le
creature della terra, e di procreare esseri viventi (Genesi 1,26–29;
Genesi 5).
Nell'Antico Testamento si mette in risalto l'aspetto del dominio (Salmo
8). In Sapienza 2,23 l'uomo non è solamente fatto ad immagine di Dio,
ma è immagine di Dio, che ha un elemento rassomigliante a Dio: l'immortalità.
NUOVO TESTAMENTO
Sviluppa il tema dell'uomo
immagine di Dio. Il comando di Cristo: Siate perfetti
com'è perfetto il Padre vostro che è nei cieli (Matteo 5,48)
appare come una conseguenza e una esigenza di questa dottrina sull'uomo.
Altri esempi:
- Il rispetto per gli altri (Giacomo
3,9).
- Nostro amore per gli uomini
(1Giovanni 4,20).
Sono tutte condizioni di immagine
imperfetta e peccatrice che è l'uomo, ma che è stata superata dalla
sapienza di Cristo, che è l'immagine perfetta
di Dio. Questa espressione si trova soltanto nelle lettere di
Paolo, tuttavia ne abbiamo l'idea nel Vangelo di Giovanni. Tra Cristo e
colui che lo manda, l'unione è così profonda
(Giovanni 1,18; 5,19; 7,16; 8,28–29; 12,49) da far pensare che c'è
qualcosa di più di un semplice mandato:
- la missione di Cristo supera quella
dei profeti, per accostarsi a quella della parola e della sapienza
divina.
- Suppone che Cristo sia un riflesso
della gloria di Dio.
- Suppone tra Cristo e il Padre suo
una rassomiglianza: Chi ha visto me ha visto il Padre
(Giovanni 14,9), dove troviamo il tema dell'immagine.
San Paolo, parlando dell'uomo,
servendosi della dottrina della Genesi (1Corinzi 11,7), sa pure servirsi
della teoria dei due Adamo, che applica a Cristo (1Corinzi 15,49), ed in
seguito all'uomo nuovo (Colossesi 3,10).
In seguito Paolo si sforza di precisare il mistero di Cristo: Cristo
è immagine per filiazione (Romani 8,29). Cristo, essendo
unica immagine di Dio assicura l'unità tra gli
esseri viventi e l'unità del disegno divino: principio della
creazione e principio della sua restaurazione mediante una nuova
creazione.
Il cristiano trasformato secondo l'immagine di Cristo (Romani 6,3–6;
Colossesi 3,10), è figlio di Dio (1Giovanni 3,2), e per mezzo
dell'azione della grazia si trasforma in questa immagine del Figlio
primogenito di una moltitudine di fratelli (2Corinzi 3,18; Romani 8,29).
La conclusione di questo processo, sarà la risurrezione con la
glorificazione che consente al cristiano di rivestirsi definitivamente
di Cristo, e conformare il suo corpo con il corpo della gloria di Dio (Filippesi
3,21).
Antonino
Catanzaro

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