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Il Profetismo
Il
termine profeta vuol dire colui che annuncia,
che proclama. L'accento,
quindi, è posto più sull'attività dell'uomo che è chiamato a parlare
che sulla capacità di predire il futuro, pur senza escluderla. Il
termine ha un significato più ampio, in quanto racchiude anche quello
di essere chiamato. Questo è
confermato, anche dal fatto che presso i profeti biblici è quasi sempre
presentata la chiamata al loro ministero profetico.
Il profetismo, anche se non è un fenomeno esclusivo d'Israele si può
ricondurre a una matrice d'ispirazione religiosa; la parola del profeta,
infatti, suppone un contatto con la divinità, la formulazione di un
messaggio, di una predizione, ricevuti tramite una ispirazione, una
visione, o una percezione del dio presso un luogo di culto o santuario.
Non esiste profeta in Israele che non si richiami agli elementi
fondamentali della storia del popolo che Dio pasce. La promessa,
l'alleanza, l'elezione, la liberazione, il dono della terra, il dono
della discendenza, la speranza del messia, sono realtà che Israele ha
sperimentato e vive, ma sono anche condizionate a un suo atteggiamento
storico: la fedeltà. Quando il
popolo non avverte più questo legame con il suo Dio, viene minata
l'esistenza. È allora che sorge il profeta biblico con la parola di
richiamo e di condanna. In questo il profeta non è sorretto da nessuna
ideologia, che lo leghi a correnti o persone, ma è caratterizzato dalla
totale e assoluta libertà.
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