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Un modo
per chiedersi se il revisionismo possa portare a un’interpretazione
della storia che permetta di vedere il regime fascista come un’operetta
in fondo innocua, un totalitarismo light. È ovvio che il
convegno, organizzato dall’Istituto nazionale per il movimento
di liberazione, abbia concluso che no, non è possibile. Ma
potrebbe invece qualcuno, magari di parte avversa, più o meno
ragionevolmente, affermarlo comunque? Pensiamo che ormai la
storia abbia messo a disposizione di tutti noi i mezzi per
decidere con la nostra testa, anche al di fuori dei convegni.
Riteniamo che la biografia di Benito Mussolini, scritta
da Antonio Spinosa, che Famiglia Cristiana presenta ai
lettori con il prossimo numero, sia al proposito esauriente e
illuminante. A chiarire se fu egli, o meno, un "buon
dittatore", basterebbe l’ottavo capitolo, dedicato alle
leggi razziali del 1938. Questo è in effetti il punto più
insidioso della vicenda mussoliniana, perché sembra offrire
qualche motivo a difesa del duce. Che, hanno concluso alcuni
storici, non fu un razzista. Renzo De Felice, certamente il più
autorevole studioso del periodo fascista, scrisse: «Gli ebrei
italiani goderono sotto il fascismo (fino al 1938) né più né
meno della stessa "libertà" che godevano gli altri
italiani».
E più
di una volta, fino al momento in cui non ribaltò tutto,
Mussolini stesso dichiarò di non avere alcun pregiudizio verso
gli ebrei, i quali, del resto, «non rappresentavano un problema
in Italia», essendo solo cinquantamila.
A Ivone
De Begnac, testimone di lunghissime conversazioni a Palazzo
Venezia (e che si sussurrava potesse essere suo figlio), il duce
disse, dopo le leggi del 1938: «Io, premeditatamente contro gli
ebrei? Ma, se lo fossi stato, avrei portato in parlamento i Dino
Philipson, i Gino Arias, i Guido Jung, i Riccardo Luzzatto, i
Gino Olivetti, la cui azione ha addotto normalizzazione in un
Paese che – privo di stabile equilibrio economico – si
sarebbe avviato a sicura catastrofe? E Teodoro Mayer, da me
nominato senatore e ministro di Stato, non sarà danneggiato
dalle disposizioni fasciste in tema di difesa della razza».
Perfino
nei giorni cupi della Repubblica di Salò il dittatore sembrava
atteggiarsi a moderato, a "buono", appunto. Nel 1944
confidò al dottor Georg Zachariae, che Hitler aveva inviato a
curargli l’ulcera: «Io non sono antisemita e riconosco che
scienziati e tecnici ebrei hanno dato al mondo delle
individualità eccezionali… Non posso approvare la maniera con
cui è stato risolto in Germania il problema ebraico, perché i
metodi adottati non sono conciliabili con la libera vita del
mondo civile e ridondano a danno dell’onore tedesco».
Un
altro argomento sostenuto dai "buonisti" è quello del
trattamento degli ebrei nella Francia occupata dai tedeschi dopo
il 1940: come De Felice, anche il grande storico dell’Olocausto
Leon Poliakov riconosce che fra il 1940 e il 1944 migliaia di
ebrei si rifugiarono nel dipartimento delle Alpi Marittime, che
era controllato dalle truppe italiane, per mettersi in salvo dai
nazisti. Ma allora, è vero che dopotutto il nostro fu un
totalitarismo d’operetta?

Il Duce guida a passo di marcia
un corteo di gerarchi e ufficiali
nel 1938, l’anno delle leggi razziali (foto AP).
"Dopo,
a guerra vinta e finita..."
No, non
è vero. Il fatto, e sembra di poterlo credere, che Mussolini
non avesse alcuna intima convinzione razzista, che non credesse
cioè alla superiorità di una pretesa razza italiana su quella
ebraica, aggrava, invece che alleggerire, la sua posizione.
Perché i provvedimenti razziali che egli introdusse nella
legislazione italiana (facendo perdere il lavoro, per esempio, a
centinaia di persone) sono ancora più odiosi proprio perché in
malafede. Hitler, nel suo odio viscerale, fu a suo modo
coerente: quello che fece, e che portò all’Olocausto, lo
aveva sempre detto e scritto.
Mussolini,
che non lo aveva mai detto né scritto, agì contro una parte
del suo popolo sapendo di far del male. La ragione fu che nel
1938, quando si legò sempre più nell’alleanza con la
Germania, convinto che sarebbe stata la nazione dominatrice in
Europa almeno per tutto il secolo, pensò di dover dare un pegno
di fedeltà a Hitler, per convincerlo che faceva sul serio: e
quale miglior modo che prendersela con gli sventurati ebrei? De
Felice scrisse: «Nella sua incosciente faciloneria, egli si
illuse infatti che "dopo", a guerra vinta e finita,
quando non ci sarebbe stato più bisogno di fare con la Germania
un granitico fronte unico contro il nemico, la questione sarebbe
stata rivista».
Ma a
questo punto dovremmo fare un esame di coscienza collettivo.
Scontata la responsabilità del dittatore, che cosa dire di
coloro che, altrettanto "non razzisti" come lui,
tacquero? A partire da Vittorio Emanuele III, che firmò le
leggi razziali sapendo che erano destinate a perseguitare
cittadini innocenti, e a seguire con tutti i capi del fascismo
che dissero sì al Duce nella seduta del Gran Consiglio con cui
venne promosso ufficialmente il razzismo (solo Italo Balbo
cercò di opporsi) e con i milioni di italiani che non ne fecero
poi un dramma. Hitler, come dice il famoso libro di David
Goldhagen, ebbe i suoi "volonterosi aiutanti" nei
tedeschi.
Purtroppo,
"aiutanti" non mancarono neanche a Mussolini.
Pietro Radius
2001
Benito
Mussolini
Parlato Giuseppe; Gribaudo
2000
La
pianista del duce. Vita, amori e passioni di Magda Brard,
l'artista francese che ammaliò Benito Mussolini
Festorazzi Roberto; Simonelli
1999
Benito
Mussolini, l'uomo della pace. Dalla marcia su Roma all'assalto al
latifondo
Giannini Filippo; Mussolini Guido; Greco e Greco
Un
certo Mussolini Benito "Borgomastro di Gargnano".
Il braccio di ferro tra la RSI e il Terzo Reich
Landolfi Enrico; Edizioni dell'Oleandro
1997
Benito
Mussolini. L'uomo della pace. Da Versailles al 10 giugno 1940
Giannini Filippo; Mussolini Guido; Greco e Greco
1971
Benito
Mussolini
Giudice Gaspare; UTET
Data di
pubblicazione non disponibile
La
mia vita
Mussolini Benito; Rizzoli
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Chi vuol governare deve imparare
a dire di no.
Chi non è pronto a morire
per la sua fede non è degno di professarla.
Bisogna porsi delle mete per
avere il coraggio di raggiungerle. |
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Mussolinia di Sardegna
(Italia 1933)
Regia: Raffaello Matarazzo. Produzione Cines-Pittaluga
Documentario.
Mussolini Speaks
(Usa, 1933)
Cast: Lowell Thomas, Benito Mussolini
Documentario - durata: 74’
Benito Mussolini: anatomia di un
dittatore
(Italia, 1952)
Regia: Mino Loy. Con la collaborazione di Adriano Baracco e
produzione Zenith.
Documentario.
Benito Mussolini
(Italia, 1962)
Regia: Pasquale Prunas. Supervisione di Roberto Rossellini e
produzione Etrusca-Galatea.
Documentario - durata: 105’
Men of Our Time: Mussolini
(UK, 1970) (Documentario -TV)
Cast: A.J.P. Taylor (Narratore), Arno Breker, Neville
Chamberlain, Pierre-Étienne Flandin, Hermann Göring, Adolf
Hitler, Vittorio Emanuele III, Pierre Laval, Ramsay MacDonald,
Benito Mussolini, Clara Petacci, Haile Selassie, Sir
John Simon, Otto Skorzeny, Albert Speer, Sir Robert Vansittart
Mussolini ultimo atto
(Italia, 1974)
Regia: Carlo Lizzani
Cast: Rod Steiger, Lisa Gastoni, Franco Nero, Lino
Capolicchio, Henry Fonda, Giuseppe Addobbati, Andrea Aureli,
Bruno Corazzari, Rodolfo Dal Pra, Francesco Di Federico,
Manfred Freyberger, Marco Guglielmi, Umberto Raho, Massimo
Sarchielli, Franco Balducci
durata: 125’
La Repubblica di Mussolini RSI
(Italia 1975)
Regia: Angelo Grimaldi. Produzione Istituto Luce
Documentario.
"Mussolini"
(UK, 1976) (mini)
Cast: Don Davis (Narratore), Neville Chamberlain, Galeazzo
Ciano, Mark W. Clark, Engelbert Dollfuss, Francisco Franco,
Hermann Göring, Heinrich Himmler, Adolf Hitler, Re Giorgio V,
Re Vittorio Emanuele III, Pierre Laval, Ramsey MacDonald,
Arnaldo Mussolini, Benito Mussolini, Edda Mussolini,
Clara Petacci, Papa Pio XI, Papa Pio XII, Queen Mary, Erwin
Rommel, Otto Skorzeny, Joachim von Ribbentrop
Claretta
(Italia, 1984)
Regia: Pasquale Squitieri
Cast: Caterina Boratto, Fernando Briamo, Nancy Brilli, Claudia
Cardinale (Claretta), Raffaele Curi, Miriam Di San Servolo,
Giuliano Gemma, Angela Goodwin, Mario Granato, María Mercader,
Lorenzo Piani, Catherine Spaak
durata: 127’
Io e il Duce (Mussolini:
The Decline and Fall of Il Duce
Usa 1985) TV
Regia: Alberto Negrin
Cast: Anthony Hopkins, (Galeazzo Ciano), Susan Sarandon, (Edda
Ciano), Bob Hoskins, (Benito Mussolini), Annie Girardot
(Rachele Mussolini), Kurt Raab (Adolf Hitler), Barbara De
Rossi (Claretta Petacci), Dietlinde Turban, Hans-Dieter Asner
(von Ribbentrop), Harald Dietl, Marne Maitland (Re Vittorio
Emanuele), Vittorio Mezzogiorno (Sandro Pavolini), Fabio Testi
durata: 120
"Mussolini: The Untold
Story" (1985) (mini-serie)
Regia: William A. Graham
Cast: George C. Scott (Benito Mussolini), Lee Grant
(Rachele Mussolini), Mary Elizabeth Mastrantonio (Edda
Mussolini-Ciano), Raul Julia (Galeazzo Ciano), Virginia Madsen
(Claretta Petacci), Robert Downey Jr. (Bruno Mussolini),
Gabriel Byrne (Vittorio Mussolini), Gina Bellman, Anne-Louise
Lambert, Gunnar Möller (Adolf Hitler), David Suchet (Grandi),
Kenneth Colley (Re Vittorio Emmanuele), Wolf Kahler, Paul
Herzberg, Richard Kane (Von Ribbentrop)
Il Giovane Mussolini
(Italia / Germania / Spagna / Rep. Cecca, 1993)
Regia: Gian Luigi Calderone
Cast: Antonio Banderas (Benito Mussolini), Toni
Bertorelli, Valentina Lainati, Ivano Marescotti, Franco
Mescolini, Anna Geislerova, Raffaella Azim, Flavio Bonacci,
Vitezslav Bouchner, Franco Castellano, Hana Davidona, Alice
Dvorakova, Ladislav Gerendás, Andrea Giordana, Lidije
Glavanakova, Karel Hlusicka, Jan Hrusínský, Karel Hábl,
Robert Jaskow, Ivan Jirik, Jaroslav Keyduk, Jindrich Khin,
Hugo Kiminsky, Jan Klar, Viktorie Knotková, Eduard Kolar,
Claudia Koll (Rachele), Magdalena Kopicova, Václav Kotva,
durata: 114’
I discorsi di Mussolini
(Italia 1997)
Produzione Istituto Luce
Documentario. (videocassetta)
Un tè con Mussolini, (Tea
with Mussolini, Italia / UK, 1999)
Regia: Franco Zeffirelli
Cast: Cher, Maggie Smith, Joan Plowright, Lily Tomlin, Massimo
Ghini, Judi Dench, Baird Wallace, Charlie Lucas, Paolo
Seganti, Claudio Spadaro (Mussolini), Mino Bellei, Paul
Chequer, Tessa Pritchard, Michael Williams, Paula Jacobs
durata: 117’
Ascesa e caduta di Mussolini
(Italia 2000)
Regia: David C. Rea. Produzione Istituto Luce
Documentario. Consulenza di F. W. Deakin
Hitler e Mussolini
(Italia 2000)
Regia: Nicola Caracciolo. Produzione Istituto Luce
Documentario. Consulenza storica di Renzo De Felice
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