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IL MAESTRO-PASTORE:
l’eredità di don Alberione
alle Suore Pastorelle

Atti del Seminario internazionale
su "Gesù, il Maestro"
(Ariccia, 14-24 ottobre 1996)

di Elena Bosetti sgbp

 

NOTE

1 "In tre parrocchie specialmente esercitò il ministero pastorale... Fu allora che pensò a formare le collaboratrici dei Pastori, le Suore Pastorelle" (AD 82). (torna al testo)

2 R. Esposito definisce questo periodo "il triennio magico della pastoralità alberioniana" ("Lo specifico paolino delle suore di Gesù Buon Pastore", in Un Carisma pastorale. La proposta di Giacomo Alberione alle Suore di Gesù Buon Pastore, Roma 1985, 60). Egli ricorda che in quegli anni fu avviato anche un corso di teologia pastorale per novelli sacerdoti, e che il corso era impartito dallo stesso fondatore. Un’altra esperienza indicativa sembra essere stato il congresso diocesano della parrocchialità, celebrato in Alba nei giorni 1-5 settembre 1937, con la partecipazione di 50.000 persone: cf UCAS, 198-199; Un Carisma pastorale, 62-63. (torna al testo)

3 La dedicazione della nuova parrocchia a "Gesù Buon Pastore" fu voluta da Don Alberione. La cronaca dell’erezione parrocchiale è riportata in UCAS, febbraio 1937, 34-35. Si ricorda che Mons. Pascucci, vicino al beato Giaccardo, nell’omelia "spiegò il significato del titolo della nuova parrocchia applicando al parroco le parole di Gesù: Ego sum Via, Veritas et Vita", un dato rilevante in ordine alla spiritualità paolina, che già attesta il collegamento "Gesù Buon Pastore Via, Verità, Vita" (vedi infra). (torna al testo)

4 Scopo di tale rivista: "dare al Pastore brevemente, ma esaurientemente, e soprattutto in forma completa, quanto lo può interessare come maestro di verità, guida spirituale, e santificatore". Era redatta interamente in latino e vi confluivano alcune esercitazioni fatte dai novelli sacerdoti durante il suddetto corso di teologia pastorale, e quelle di altri paolini. Cf R. Esposito, in Un Carisma pastorale, 62-63 e G. Barbero, "Ripensando a una rivista, Pastor Bonus": Bollettino Bibliografico Internazionale, Dicembre 1950, 296-299. (torna al testo)

5 La formulazione è identica a quella di UCAS (aprile 1937): cf D. Ranzato - G. Rocca, 50 anni di una presenza pastorale. Le Suore di Gesù Buon Pastore, Roma 1988, 32-34 e 185. (torna al testo)

6 Sr Alba Nazzari, entrata come postulante dalle Figlie di San Paolo, racconta che quando Sr Nives (Claudia Negri), scelta da Don Alberione come superiora della nuova congregazione, la convocò insieme a Sr Paola Mannai, al tempo anch’essa postulante, e a Sr Letizia Ellena, già professa delle Figlie di S. Paolo, per avviare l’apostolato parrocchiale, esse cominciarono a fare l’adorazione eucaristica a Gesù Buon Pastore. Ricorda che l’invocazione per ottenere vocazioni era la seguente: "O Gesù pastore eterno delle anime nostre, manda buoni operai nella tua messe". Tale invocazione era familiare alla comunità di Genzano, come risulta da una predica di Don Alberione (1940: PrP I, 81s). Ma essa apparteneva già al patrimonio della preghiera paolina; la si trova infatti nelle Preghiere della Pia Società S. Paolo, Alba 1922, introdotta dalla didascalia: "Per le vocazioni alla Buona Stampa" (p. 9). Ecco un primo collegamento, a livello della preghiera paolina, tra Maestro e Pastore. (torna al testo)

7 Il manoscritto specifica poi il tipo di cooperazione che le Pastorelle sono chiamate a realizzare: "Questa cooperazione è privata e pubblica: la privata è esercitata con l’apostolato di vita interiore, di buon esempio, di preghiera e di sofferenza. La pubblica si esercita servendo e partecipando all’apostolato pastorale in modo conforme alla loro condizione e attitudini, e secondo lo spirito della Chiesa": Ms senza data, pubblicato da D. Ranzato, "La spiritualità pastorale nella proposta di Don Giacomo Alberione alle Suore di Gesù Buon Pastore" in La spiritualità pastorale delle Suore di Gesù Buon Pastore, Roma 1994, 211-212. (torna al testo)

8 1954 (4 agosto): PrP VII, 86-87; cf anche AAP 1961, 119-122. (torna al testo)

9 Intesa come dedizione totale di sé alla persona amata: cf PrP I, 12. (torna al testo)

10 PrP I, 7. "Il giorno della professione Gesù Buon Pastore dilata il vostro cuore e lo segna col segnacolo del suo amore; un duplice amore per Lui e per le anime" (dicembre 1947: AS, 67). In una predica del 1948 afferma: "La vostra sorgente è il cuore del Buon Pastore, è la pietà, è lo spirito. Quando amerai tanto il Signore sarai inventiva e troverai mille mezzi per dare Gesù alle anime" (PrP III, 201). (torna al testo)

11 AAP 1958, 112. (torna al testo)

12 Cf Preghiere delle Suore di Gesù Buon Pastore, Albano 1953. A partire dal 1960, le preghiere specifiche delle Pastorelle sono raccolte in un sedicesimo al centro del libro comune: Le Preghiere della Famiglia Paolina; cf M. Berni, "Gesù Buon Pastore Via Verità e Vita nelle nostre preghiere" in La spiritualità pastorale, 284-288; E. Mañabo, The pastoral aspect in some Prayers composed by Fr. James Alberione for the Sisters of Jesus Good Shepherd, Diss. Institutum Spiritualitatis, PUG - Roma, 1993. (torna al testo)

13 Doc. 259 pubblicato in La spiritualità pastorale, 207-208; cf 284. (torna al testo)

14 A Maria è chiesto di tenerci la sua "santa mano sul capo", espressione cara a Don Alberione; vedi la preghiera "Cara e tenera mia madre Maria" proposta all’inizio della giornata. (torna al testo)

15 Nelle Preghiere del 1953 sono menzionati entrambi gli apostoli, secondo l’ordine abituale: Pietro e Paolo (cf pp. 38-40). (torna al testo)

16 Dattiloscritto con correzioni manoscritte di Don Alberione (Archivio storico SGBP); cf Preghiere 1953, 97-105. (torna al testo)

17 Doc. ms. 69 pubblicato in La spiritualità pastorale, 334-335. (torna al testo)

18 La figura del maestro e quella del pastore sono collegate già nella Bibbia; in particolare il movimento sapienziale presenta la figura del pastore assai vicina a quella del maestro: "Le parole dei saggi sono come pungoli... esse sono date da un solo pastore" (Qo 12,11). Cf E. Bosetti, La tenda e il bastone. Figure e simboli della pastorale biblica, Milano 1992, 139-144. Anche la tradizione sinottica collega le due figure: la compassione di Gesù per le folle simili a "pecore senza pastore" si esprime anzitutto nel dare la parola: "cominciò ad insegnare" (Mc 6,34; cf Mt 9,35). (torna al testo)

19 PrP III, 7. Quando si rivolge alle Pastorelle Don Alberione parla abitualmente di Gesù "Buon Pastore". Ma in alcune prediche, specie del periodo fine anni ’50 e prima metà degli anni ’60, ritorna con una certa frequenza il titolo di "Maestro"; cf AAP 1959, 226-227 e soprattutto 244: "Il dono che il Signore ha fatto alla Congregazione: che si viva secondo il Maestro Divino, Via, Verità e Vita". Ricavare da ciò un’intenzione sistematica del Fondatore è cosa piuttosto ardua; talvolta potrebbe trattarsi di una semplice svista. (torna al testo)

20 "Tutto quello che riguarda la stampa, quello che riguarda il cinema, quello che riguarda i dischi, tutto dev’essere ispirato all’apostolato pastorale – commentava Don Alberione il 24 aprile 1965 – perché tutta la Famiglia Paolina è ordinata alla pastorale. Ma voi [Pastorelle] rappresentate [...] la parte migliore" (AAP 1965, 54). E il 27 marzo 1966 aggiungeva: "Il Concilio Vaticano II è tutto per la pastorale. E quindi questo rappresenta ciò che la Chiesa vuole fare in ordine alla salvezza delle anime. [...] È il vostro tempo! L’Istituto vostro [Pastorelle] è l’Istituto del tempo attuale" (AAP 1966, 33). (torna al testo)

21 AAP 1964, 275; cf anche AAP 1964, 276.673; AD 132. (torna al testo)

22 1948: PrP III, 205-207. Le Suore di Gesù Buon Pastore hanno studiato questo dato carismatico nel contesto di due seminari: il primo fu dedicato alla figura del Pastore nella Bibbia e nel magistero del Fondatore (testi costituzionali, preghiere, lettere e conferenze); il secondo, invece, allo specifico rapporto "Buon Pastore - Via, Verità e Vita". Per un approfondimento rimando agli Atti dei due seminari: Un carisma pastorale, Roma 1985; La spiritualità pastorale delle Suore di Gesù Buon Pastore, Roma 1994. (torna al testo)

23 Il primo annuncio della nostra Congregazione, dato in UCAS 1937, rimanda già implicitamente al "Via Verità e Vita". Infatti la triplice opera d’istruzione, formazione e santificazione con cui la Congregazione intende cooperare allo zelo dei Pastori, rispecchia il senso di tale trinomio: cf V. Odorizzi, "Il ministero delle Suore di Gesù Buon Pastore" in Un carisma pastorale, 258-289; D. Ranzato, in La spiritualità pastorale, 196-198. (torna al testo)

24 1938: PrP III, 9. (torna al testo)

25 1939: PrP I, 44. (torna al testo)

26 E. Sgarbossa nel presente volume ricorda che il legame "Gesù Maestro Via Verità e Vita" si afferma nella Famiglia Paolina tra il 1923 e il 1924. Al riguardo si osserva che la sintesi "Gesù Buon Pastore Via Verità e Vita" è presente già nel Breviario Romano del 1914, nell’antifona al Benedictus della domenica del Buon Pastore: cf G. Alberghina, "Come il binomio Gesù Buon Pastore - Via Verità e Vita è presente nelle Costituzioni del 1947 e nella Regola di vita del 1984" in La spiritualità pastorale, 248-249. (torna al testo)

27 PrP III, 78-79. (torna al testo)

28 Gennaio 1955: PrP I, 7. E ancora: "Lo spirito pastorale è comunicare alle anime Gesù Cristo, come Egli si è detto in una definizione riassuntiva: "Io sono la Via, la Verità, la Vita": elevare e santificare tutto l’uomo: la mente, il sentimento, la volontà: con il dogma, la morale, il culto" (UPS I, 376). (torna al testo)

29 PrP III, 280-281. (torna al testo)

30 AAP 1959, 226-227; vedi sopra, nota 19. (torna al testo)

31 AAP 1960, 493. (torna al testo)

32 Cf E. Bosetti, "Gesù Buon Pastore nell’insegnamento di G. Alberione" in Un carisma pastorale, 232-234. Percorrendo le pagine del suo insegnamento si costata, da un lato, una fondamentale coincidenza con la dimensione eucaristica della spiritualità paolina testimoniata da AD 15-16; 82.157, e dall’altro, quella tipica accentuazione pastorale che caratterizza la quarta Congregazione. (torna al testo)

33 La lettera prosegue evidenziando il nesso Eucarestia-sacerdozio: "Il Buon Pastore dall’Eucarestia nutre, opera, illumina, santifica agnelli, pecore e Pastori. Il Buon Pastore si può considerare storicamente nei Vangeli ma soprattutto, ora, da noi si deve considerare vivente nei Pastori; e vivente, orante, operante nel Tabernacolo: "Io sono con voi sino al termine dei secoli"" (PrP III, 128-129). (torna al testo)

34 Preghiere delle Suore di Gesù Buon Pastore, 1953, 97s. (torna al testo)

35 AAP 1959, 25. (torna al testo)

36 AAP 1961, 126. (torna al testo)

37 Le linee architettoniche sono bene espresse nella "coroncina ai Ss. Apostoli Pietro e Paolo": Preghiere 1953, 48-52. Nel mosaico della cappella di Albano (Roma), gli apostoli Pietro e Paolo sono raffigurati a lato di Maria Madre del Buon Pastore, presentata in posizione centrale insieme a Gesù; cf AAP 1959, 54-65; AAP 1960, 135-138. (torna al testo)

38 Cf E. Bosetti, in Un carisma pastorale, 239. Don Alberione fa riferimento a questo specifico rapporto di collaborazione anche nell’omelia del suo 50.mo di Messa: "L’apostolato più conformato a quello di Gesù Cristo e più tradizionale nella Chiesa è l’apostolato pastorale della gerarchia. A questo collaborano, secondo il loro stato e condizione, le Suore di Gesù Buon Pastore" (29 giugno 1957: CISP 181). (torna al testo)

39 Si veda il senso del "quarto voto" della SSP e lo spirito per cui si è a Roma: cf AD 115. (torna al testo)

40 1948: PrP III, 188. (torna al testo)

41 1954: PrP VII, 46. (torna al testo)

42 Doc. 234 pubblicato in Un carisma pastorale, 240. (torna al testo)

43 "Quando poi si tratta delle Pastorelle – afferma in una predica del 7 marzo 1948 – questa è la loro devozione specifica: collaborare e cooperare col sacerdozio. La devozione della Pastorella è proprio il sacerdozio, questa è la sostanza della loro vita e delle Costituzioni stesse. [...] Chi vuol seguire il Buon Pastore deve seguire i pastori" (PrP III, 149-150). (torna al testo)

44 Don Alberione aveva fatto incidere questa frase dietro la medaglia degli apostoli Pietro e Paolo, inserita nel grande rosario che faceva parte dell’abito religioso delle Pastorelle. (torna al testo)

45 PrP III, 120. (torna al testo)

46 PrP IV, 105. (torna al testo)

47 1949: PrP IV, 181-182. (torna al testo)

48 Doc. 271 pubblicato e commentato da E. Bosetti, in Un carisma pastorale, 158. (torna al testo)

49 AS, 9; per un approfondimento cf D. Ranzato, in La spiritualità pastorale, 193-195. (torna al testo)

50 1953: PrP VI, 23. Nell’aprile 1959 invitava a chiedere a Maria "la grazia di intendere il cuore del Buon Pastore, di intendere i suoi desideri: "Venite tutti a me" (Mt 11,28), che tutti gli uomini vengano a lui" (AAP 1959, 27). (torna al testo)

51 Costituzioni delle Suore di Gesù Buon Pastore 1947, art. 8. (torna al testo)

52 AAP 1966, 283. (torna al testo)

53 Cf AD 82-86. "Tutto quello che riguarda la stampa, quello che riguarda il cinema, quello che riguarda i dischi, tutto dev’essere ispirato all’apostolato pastorale, perché tutta la Famiglia Paolina è ordinata alla pastorale. Ma voi [Pastorelle] rappresentate [...] la parte migliore" (AAP 1965, 54); cf anche R. Esposito, "Approccio pastorale", in Don Alberione ai Sacerdoti. Editoriali di Vita pastorale 1932-1966, Roma 1996, 6-12. (torna al testo)

54 Cf Sir 51,23-27; la somiglianza tra la parola di Gesù e quella di Ben Sira riguarda in particolare tre termini: faticare (kopiao), trovare riposo (heurisko anapausin) e giogo (zygos). Cf F. Christ, Jesus Sophia. Die Sophia-Christologie bei den Synoptikern, Zürich 1970, 110-119; M.J. Suggs, Wisdom, Christology, and Law in Matthew’s Gospel, Cambridge, Mass. 1970, 77ss.; B. Witherington iii, Jesus the Sage. The Pilgrimage of Wisdom, Minneapolis 1994, 335-380. (torna al testo)

55 Cf E. Bosetti, "Alla scuola di Gesù, il povero di Jahweh (Mt 11,28-30)" in Parole di Vita 38, n. 3 (1993) 174-185; G. N. Stanton, "Matthew 11: 28-30: Comfortable Words?" in ExpT 94 (1982) 3-9; E. López Fernández, "El Yugo de Jesús (Mt 11,28-30). Historia y sentido de una metáfora" in StudOvet 11 (1983) 65-118; C. Deutsch, Hidden Wisdom and the Easy Yoke. Wisdom, Torah and Discipleship in Matthew 11:25-30, Sheffield 1987. (torna al testo)

56 "Non devi arare con un bue e un asino aggiogati assieme" (Dt 22,10); cf Lev 19,19. Sullo sfondo di tale normativa, Paolo esorta i Corinti a non lasciarsi "legare al giogo estraneo degli infedeli" (2Co 6,14). (torna al testo)

57 I sentimenti di Gesù sono qui espressi dal verbo esplagchnizomai che denota un’emozione intensa e viscerale: esplagchna sono appunto le "viscere", in particolare il grembo materno: vedi anche Mt 9,36; 15,32; 18,27; 20,34; Mc 1,41; Lc 7,13; 15,20. (torna al testo)

* Omelia tenuta da Don Alberione ad un gruppo di questa organizzazione, in data imprecisa, ma attorno al 1960. (torna al testo)

 

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