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GESÙ, IL MAESTRO

Excursus storico-carismatico

Atti del Seminario internazionale
su "Gesù, il Maestro"
(Ariccia, 14-24 ottobre 1996)

di Eliseo Sgarbossa ssp

 

Note

119 In parole nostre, possiamo affermare che la "devozione" al Maestro è la risposta globale del discepolo al suo magistero globale. – Sulla origine della devozione a Gesù Maestro, cf anche L. Rolfo, o. c., 191-192, e AD 22 e 160. (torna al testo)

120 "Occorre sempre evidenziare con sufficiente chiarezza la distinzione fra due realtà: 1ª La "cristologia" del Maestro Via Verità e Vita, e 2ª il "metodo" della sequela nella vita di ogni persona, nella identità di ogni istituzione della Famiglia Paolina; nell’apostolato in genere, nelle sue varie dimensioni, opere e mezzi..." (Sr. Luigina Borrano FSP). (torna al testo)

121 Cf "Date Eucaristiche", PP 183-185. (torna al testo)

122 Interessante il "proposito" registrato dal cronista paolino dopo la partecipazione al Congresso eucaristico di Genova (9 settembre 1923): "Ora noi, pieni di Dio, l’adoriamo con fede ringiovanita nella umiltà della nostra chiesa, [...] e con la stampa, l’arma di oggi, e con la fede che vince il mondo, e con la verità che viene dal tabernacolo, saremo a lui testimoni [...] perché il suo regno raggiunga l’estremità dell’orbe..." (PP 199). (torna al testo)

123 Notevole la descrizione della prima parte: "Adorazione: a Gesù Cristo Maestro Divino, mandato dal Padre a comunicare la sapienza che salva; a Colui che è la Verità essenziale ed eterna, splendore del Padre; [...] all’Autore di tutta la dottrina [proposta dalla Chiesa]; al Maestro unico, Via, Verità e Vita; Autore dei Vangeli; [...] all’Abitatore del Tabernacolo ove istruisce, illumina, conforta, guida, consola le anime: "lux mundi"". La testimonianza è del 1954 (Amerai il Signore con tutta la tua mente, in CISP 1123; cf Ivi 1125 e 1189). (torna al testo)

124 "Lo celebriamo a gennaio: un mese di meditazioni, di unione spirituale con Gesù, di visite; pratica e caratteristica del mese è la visita al Divin Maestro eucaristico: adorazione, ringraziamento, propiziazione e riparazione, supplica sugli esempi di Gesù, sugli insegnamenti e sulla grazia che dà il Divin Maestro. Egli è in mezzo a noi: di là, dall’Ostia, egli vuole illuminare. Gesù, il Divin Maestro, è la Via che dirige, Verità che illumina, è Vita che santifica. Quanto si esce buoni dalle adorazioni al Divin Maestro!" (Gennaio 1924, cf PP 209). (torna al testo)

125 "Vi fu un tempo [dal 1906 al 1910] in cui egli ebbe, nelle adorazioni, una luce più chiara su una grande ricchezza che il Signore voleva concedere alla Società S. Paolo: la diffusione del Vangelo" (AD 136; cf AD 139-145). (torna al testo)

126 Quest’uso, come quello di esporre il Vangelo in tutti i locali, era comune sia al gruppo maschile che a quello femminile. (torna al testo)

127 "Il Maestro nuovamente crocifisso dai crimini degli scrittori". Uso testimoniato da Don Paolo Pazzaglini, in un colloquio col sottoscritto. – Lo spunto del "rursus crucifigentes" (tratto da Eb 6,6) era stato commentato dal Maestro Giaccardo in una meditazione del 15 settembre 1923, festa dell’Addolorata (cf Quaderno di Appunti di prediche 1923-1924, 87-89). (torna al testo)

128 "Durante il corso annuale di Esercizi spirituali, il Primo Maestro ci consegnò, ancora manoscritta, la preghiera "per chi ha sete di anime", da recitarsi ogni giorno prima della messa, o al termine delle preghiere del mattino, o durante la visita. Da allora fu sempre recitata, finché visse Don Alberione" (Testimonianza verbale di Sr. Luigina Borrano FSP, 15 ottobre 1995, al sottoscritto). (torna al testo)

129 Il testo originale fu pubblicato in UCBS del 16 febbraio 1924. – Il curatore della PP aggiunge la seguente nota: "Il testo di questa preghiera universale, che in seguito fu intitolata "Offertorio paolino", viene pubblicato periodicamente sull’UCBS. È accompagnato da brevi raccomandazioni che evidenziano l’importanza che Don Alberione gli annette" (Ivi). – Sul significato e sugli sviluppi successivi di tale preghiera, si veda l’opuscolo Per chi sente sete di anime come Gesù, a cura di A. Colacrai, ed. Archivio Storico Generale della F. P., Roma 1985. Particolarmente significativa la testimonianza scritta di Sr. Luigina Borrano, alle pp. 13-15. (torna al testo)

130 "Ai 20 di agosto 1924 si compiono dieci anni [dalla fondazione]... I primi due alunni sono stati moltiplicati più che per cento; è cresciuto accanto il ramo delle Figlie; è nato il gruppo delle Pie Discepole... La casa ha preso nome, forma e struttura... L’idea della Buona Stampa ["ministero ordinario della Chiesa"] investe i cuori... San Bernardo fa da sentinella... San Paolo Apostolo, che meglio ha vissuto lo spirito e la vita del Divin Maestro, è il titolare, il patrono, il protettore... Maria Regina degli Apostoli è la Madre... Il culto principale è al Divin Maestro: egli è la Via, la Verità e la Vita. Anche i sacerdoti della casa, in suo onore, sono chiamati maestri. A Lui si fa l’adorazione perpetua, a Lui sono dedicati i postulanti, chiamati i Discepoli del Divin Maestro, e le Pie Discepole..." (UCBS 15 agosto 1924; PP 221-222). (torna al testo)

131 La data del 25 marzo 1924 è convenzionale. Giova ricordare una confidenza di Don Alberione: "Nel 1908 ho cominciato a pregare... perché nascesse una famiglia religiosa... tutta di Gesù Divin Maestro presente nel mistero eucaristico" (AD 247). Cf G. Barbero, 611-612. (torna al testo)

132 Cf AD 33-35 e 132 (il Divino Maestro centro di unità della Famiglia Paolina) e CISP 137-138 ("Le famiglie [= congregazioni] paoline centrate sul Divin Maestro"). (torna al testo)

133 È interessante notare che quel "mese di meditazioni" fu predicato ogni giorno dal Maestro Giaccardo, come risulta dal suo Quaderno di Appunti di prediche ("Il Divin Maestro", 125ss). Cf PP 209. (torna al testo)

134 "E il Divin Maestro ci ammaestrò: egli è la via che dà l’esempio, che edifica...; egli è la verità che illumina, che predica quello che dobbiamo credere e che dobbiamo fare...; egli è la vita, che dà la grazia di credere e di fare, che santifica, che risuscita, che moltiplica i meriti, che matura le vocazioni, che trasforma, e senza di lei siamo morti. [...] Il mese si chiuse con l’ora di adorazione. Il Divin Maestro è con noi, è nella sua casa; qui, dal Tabernacolo egli vuole illuminare e la sua famiglia e il mondo..." (UCBS 25 febbraio 1924; PP 458-459). – Si noti il richiamo implicito al "sogno" rivelatore: il Maestro con noi, il suo voler illuminare... (torna al testo)

135 "Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto..." (Gv 1,16). (torna al testo)

136 Testimonianza verbale di Sr. Luigina Borrano FSP al sottoscritto (15 ottobre 1995). – Stesso concetto espresso più tardi in Fioretti per il Mese di Maggio: "Nell’esercizio del mio apostolato devo... maneggiare il Vangelo col candore con cui la Madonna prestava le cure materne al Verbo incarnato" (FMM 15). (torna al testo)

137 Cf VP novembre 1923: "Il Vangelo in ogni famiglia"; – marzo ’24: "Per il Vangelo nelle famiglie"; – aprile ’24: "Copriamo il paese di Vangeli"; – ott. ’24: "Perché diffondere il Vangelo?"; – nov. ’24: Istituire la Festa del Vangelo"; – dic. ’24: "La Società Biblica per la diffusione dei Ss. Vangeli"; – marzo ’25: "È urgente la Festa del Vangelo"; – ott. ’25: "Per diffondere il Vangelo: Festa del Divin Maestro"; – nov. ’26: "I Gruppi del Vangelo"... – e così di seguito. Fino al 1935 ogni anno, nei mesi di febbraio o agosto o ottobre, viene proposto un articolo con programma di celebrazione per la Festa del Vangelo, o del Divino Maestro, spesso con schema tripartito secondo Via-Verità-Vita. (torna al testo)

138 Cronaca in UCBS 20 dicembre 1925 (PP 863-865). (torna al testo)

139 Cf PP 626-627, 859, 861-863, 890, 896. (torna al testo)

140 "Nell’interno del tempio in costruzione, tutto verde ed addobbi, si tenne il Congresso del Vangelo il 30 Giugno e celebrò la S. Messa Mons. Comm. Goffredo Zaccherini, Vescovo di Civitacastellana. Nell’abside grandiosa si tenne il banco di beneficenza" (UCBS 20 luglio 1927; PP 257). (torna al testo)

141 "Finché non si sia potuto diversamente e in modo maggiormente proprio provvedere, si recita come Messa del Divin Maestro quella della domenica di sessagesima: che la Chiesa romana recitava facendo stazione a S. Paolo. La diamo per parti. [Seguono i testi: Intr. Sal 43; epistola 2Co 11,19-23–12,1-9; grad. Sal 82 e 59; vangelo Lc 8,4-15; offert. Sal 16; com. Sal 42]" (PP 459-460). Successivamente, sempre in attesa della liturgia propria, fu assunto il formulario della Trasfigurazione. – Sugli sviluppi successivi del culto a Gesù Maestro si veda lo studio di D. Alberto Fusi, Il Signore nostro Gesù Cristo Maestro Via Verità e Vita: Teologia biblico-liturgica del formulario della Messa... Tesi di licenza presso il Pontificio Ateneo di Sant’Anselmo, Roma 1976. (torna al testo)

142 "Gesù Maestro, che da quest’Ostia guardi a noi, tuoi discepoli, prostrati ai tuoi piedi, pentiti di esserci allontanati da Te, noi ti rinnoviamo stasera la promessa di essere d’ora in avanti discepoli fedeli:

  1. Condanniamo ogni stampa, libro o giornale contrario al tuo Vangelo.
  2. Promettiamo di leggere il tuo Vangelo.
  3. Promettiamo di vivere secondo il Vangelo.
  4. Promettiamo di intervenire alla spiegazione del Vangelo in chiesa e [di] mandare i figli al catechismo.
  5. Promettiamo di allontanare dalla famiglia ogni stampa cattiva, come falso maestro, e [di] prendere la [stampa] buona.

Crediamo e confessiamo che tu solo sei il Maestro Universale, infallibile, e [come] tale proclamato dal Padre: "Ascoltatelo"" (PP 864; cf nota seguente). (torna al testo)

143 Eccone il testo: "1. Condanniamo ogni insegnamento, libro o giornale contrario al Vangelo. – 2. Promettiamo di leggere un tratto del tuo Vangelo ogni giorno nelle nostre famiglie, e di vivere secondo il tuo insegnamento. – 3. Promettiamo di intervenire alla spiegazione del Vangelo e di mandare i figli al Catechismo. – 4. Promettiamo di allontanare dalla famiglia ogni stampa cattiva e sostenere la buona. – 5. Riconosciamo che tu solo sei il Maestro nostro e del mondo, in unione col tuo Vicario il Papa" (UCBS 20 ottobre 1926; PP 870-872). (torna al testo)

144 La punteggiatura è riportata esattamente. Si noti la virgola fra Gesù e il titolo di Maestro. (torna al testo)

145 Cf PP 257-260, e G. Barbero, cit. 387-390. (torna al testo)

146 "Il giornale cattolico è cattedra di verità" che si contrappone alle "cattedre di pestilenza". È come l’antidoto al veleno, la medicina di Cristo. "Il Divin Maestro è la Verità e venne per illuminare tutti gli uomini della vera luce. Il giornale cattolico medica l’influenza del cattivo giornale" (Cf UCBS 20 ottobre 1925; PP 663ss). (torna al testo)

147 La cappella, di metri 7×14, divenne in seguito sacrestia del tempio a San Paolo (cui immetteva tramite una scala di legno) e fu poi abbattuta in parte, per far posto alla sacrestia attuale. (torna al testo)

148 Per la cronaca delle "Feste di San Paolo", si veda UCBS 25 luglio 1925 (PP 566-568). (torna al testo)

149 Possiamo parlare di nucleo generativo di una sintesi teologica sulla evangelizzazione strumentale, i cui capisaldi, come si intravede fin d’ora, sono i seguenti: 1) Il Cristo "Maestro" è la divina sorgente; – 2) Il consacrato-paolino, come "discepolo" e poi "maestro", ne è dapprima il recettore e poi il mediatore; – 3) La trasmissione salvifica della Parola, sotto forma di luce-energia-vita soprannaturale, avviene in forza di un "collegamento" strumentale, che potremmo paragonare a quello di un cavo "trifase". – Questi concetti si troveranno espressi, sotto forma canonica, negli articoli 154, 177 e 224 delle Costituzioni (ed. 1949-1957). – Per le tappe dello sviluppo, dal 1936 alla piena maturità, si veda l’Appendice, pp. 129-134. (torna al testo)

150 Cf AD 64-65, 70, 159; CISP 1054-1055. – In PP i riferimenti all’Apostolo occupano due colonne e mezza nell’Indice analitico. (torna al testo)

151 "Il mese di giugno è pure consacrato al culto e all’omaggio di S. Paolo Apostolo" (UCBS 4 giugno 1922). E ancora: "Da S. Paolo bisogna imparare il fervore dello zelo, ... l’amore genuino per le anime, l’amore e la fedeltà alla Chiesa, e i più profondi principi base e direttive della cristiana sociologia". Anche il mese di San Paolo del 1924 fu predicato dal Maestro Giaccardo con la spiegazione delle epistole (cf Quaderno, o. c., 165ss). (torna al testo)

152 Si ricordi che tale centralità doveva essere effettiva e visibile nella collocazione dell’altar maggiore al centro geometrico della chiesa, secondo il progetto primitivo di Don Alberione, che poi venne modificato. (torna al testo)

153 In esso si adorerà "in tutte le ore del giorno il Divin Maestro sacramentato" (UCBS 1 aprile 1925; PP 557). (torna al testo)

154 Il Congresso si svolse, come si è detto, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dal 21 al 23 ottobre 1926 (Cf UCBS 20 novembre 1926; PP 873-874). (torna al testo)

155 Ecco il seguito della prefazione: "Il Rev. Sig. Teologo Alberione diede egli stesso uno schizzo del libretto, che io spero di avere svolto con fedeltà. Voglia il Divin Maestro Gesù accettare benevolmente l’umile omaggio, e degnarsi di servirsene a gloria sua e a bene delle anime. – Alba, 15 ottobre 1926. – Can. F. Chiesa". (torna al testo)

156 Il trinomio Via-Verità-Vita forse non era stato ancora integrato nel sistema mentale del Canonico Chiesa, mentre lo troveremo assunto nelle sue opere successive, come La chiave della vita e Lectiones Theologiæ dogmaticæ: cf Bibliografia della Famiglia Paolina, a cura di R. F. Esposito, nn. 989, 1000-1003. (torna al testo)

157 A titolo di esempio riportiamo due preghiere, la prima e l’ultima del libro: "O Gesù, che, in mezzo a tanti [uomini] che pretendono essere maestri, sei il solo vero Maestro dell’umanità, concedimi benignamente la grazia di essere, in tutto e per tutto, tuo vero discepolo..." (p. 14). – "O Gesù Maestro, che nella tua infinita sapienza verso gli uomini, ti sei degnato suscitare nel mezzo della tua Chiesa gli apostoli della Buona Stampa per diffondere sempre più largamente nel mondo la tua divina parola, concedi benignamente a questi tuoi apostoli la grazia che, ripieni sempre più del tuo Spirito, possano moltiplicarsi ed estendersi presto sopra tutta la faccia della terra..." (p. 432). (torna al testo)

158 Questa formula appare qui per la prima volta stampata e sarà introdotta nella seconda edizione del libro di preghiere paoline, uscito nel corso del 1927. (torna al testo)

159 Alcuni cenni tuttavia meritano di essere registrati, dal momento che Don Alberione attribuì a quella enciclica tanta importanza. Talune espressioni riguardano il magistero del Papa, come le seguenti: "Rappresentanti in terra di quel Divino Maestro il quale... mostrò di prediligere con una tenerezza specialissima i fanciulli...", e ancora: "...facendoci eco del Divino Maestro, abbiamo rivolto la parola salutare...". Altrove si riafferma il magistero infallibile della Chiesa, a partire dal mandato di Cristo: "Andate... ammaestrate...". Oppure si lamenta il proliferare di maestri o di sistemi pedagogici pretenziosi, "di infallibile efficacia" e tutti di orizzonte puramente terreno. (torna al testo)

160 Cf Divini illius Magistri, in Tutte le Encicliche dei Sommi Pontefici, ed. Dall’Oglio, Milano 1959, 845. (torna al testo)

161 Cf Ivi 871. (torna al testo)

162 G.D.P.H., Donec formetur Christus in vobis, Meditazioni del Primo Maestro, Alba-1932-Roma, Pia Società San Paolo. Edizione critica a cura di Andrea Damino, Edizioni Paoline 1984. – Il frontespizio della prima edizione suggerisce alcune precisazioni: 1ª La sigla G.D.P.H. (Gloria Deo – Pax hominibus) indica che la redazione non è propriamente di Don Alberione, ma di un collaboratore incaricato di registrare stenograficamente le sue lezioni e trascriverle per la stampa, previa revisione e integrazione dell’Autore. Chierici paolini e Figlie di San Paolo collaborarono spesso in tal modo alla redazione delle opere alberioniane. 2ª Il titolo è tratto da San Paolo, come risulta dalla citazione di Ga 4,19: "Filioli mei, quos iterum parturio, donec formetur Christus in vobis" (it. "Figliolini miei, che io di nuovo partorisco finché sia formato il Cristo in voi") e ciò per indicare la funzione materna dell’apostolo e del maestro-formatore, nonché l’obiettivo finale della formazione: la "cristificazione" del discepolo. 3ª Il sottotitolo "Meditazioni...", successivamente corretto dallo stesso Alberione in "Appunti di meditazioni ed istruzioni del P. Maestro", definiva con modestia il contenuto di quelle che in realtà erano lezioni normative non solo per gli alunni ma per gli stessi maestri formatori. Si tratta infatti di principi basilari che fondano teologicamente una spiritualità destinata a nutrire, al tempo stesso, la formazione specifica e l’apostolato paolino. – In apertura del libro, dopo i testi di tre preghiere in latino ("Anima Christi", "O Via, Vita, Veritas..." e "Domine Jesu, noverim me..."), tre citazioni, anch’esse in latino, dànno il tono al Preambolo e a tutta la trattazione: "Vivit in me Christus" [Ga 2,20], "Conceptus est de Spiritu Sancto" [dal Credo] e "Si quis diligit me, ad eum veniemus" [Gv 14,23]. (torna al testo)

           Gesù Il Maestro, ieri, oggi e sempre

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